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Efficienza paretiana



L'economista italiano Vilfredo Pareto (1848-1923) ha studiato le condizioni che rendono efficiente l'economia di mercato. Secondo Pareto, un sistema economico raggiunge una situazione efficiente quando nessun individuo può migliorare la propria posizione senza peggiorare quella di qualcun altro.



Il caso delle due amiche



Per capire meglio in che cosa consiste l'efficienza paretiana possiamo considerare il caso di due amiche, Paola e Francesca, che affrontano una gita in montagna avendo portato una sola bottiglia di aranciata. La riserva di cui le due amiche dispongono può essere rappresentata da una frontiera delle possibilità. Tutti i punti della frontiera costituiscono posizioni efficienti. Lo spostamento da una posizione all'altra, infatti, se migliora la condizione di una delle due amiche peggiora quella dell'altra. Spostamenti lungo la curva dunque costituiscono soltanto un modo per redistribuire le risorse,
non per renderne più efficiente l'uso. I punti sotto la frontiera invece costituiscono posizioni inefficienti: in questo caso, infatti, sia Paola sia Francesca possono migliorare la loro posizione spostandosi verso la frontiera delle possibilità.

Elaborazione del criterio



L’elaborazione del criterio dell’ottimo paretiano si fonda sull’idea secondo cui in un determinato sistema economico è possibile raggiungere l’equilibrio fra domanda e offerta solo se la domanda è pari all’offerta e viceversa. Questa è l’unica condizione in cui si può ottenere il massimo dell’ottimizzazione degli interessi privati, cioè del singolo individuo che opera all’interno della società.