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Effetti positivi del commercio internazionale


Tale conclusione non è però valida in tutte le situazioni; è per molte economie povere le 1’% esportazioni, infatti, possono rappresentare una soluzione sia per vendere all’estero tutti quei prodotti che non hanno ancora un mercato interno sia per procurarsi le risorse necessarie ad acquistare all’estero i beni necessari allo sviluppo economico. E innegabile che le esportazioni abbiano esercitato un ruolo trainante per i cosiddetti Paesi di nuova industrializzazione, come il Sud-Est asiatico, ma anche per Argentina, Perù, Venezuela, Messico, Turchia e alcuni Paesi della costa africana come Egitto, Tunisia o Marocco.

Specializzazione produttiva e distribuzione del reddito


Infine, non bisogna trascurare che la specializzazione produttiva generata dal commercio internazionale può produrre effetti rilevanti sulla distribuzione interna del reddito di
reddito questi Paesi, aumentando il benessere dei proprietari delle risorse primarie (terre, foreste, miniere, giacimenti petroliferi, spiagge e coste balneabili), a discapito del resto della popolazione. Può anzi accadere, paradossalmente, che vi sia un incremento di reddito
dei proprietari delle risorse naturali accompagnato a una riduzione di reddito dei lavoratori, tale che il primo superi la seconda: in tal modo il reddito nazionale nel complesso sarà cresciuto, e con esso, a parità di popolazione, il reddito pro capite, ma ciò nonostante i poveri staranno peggio di prima.
E questo un tipico caso di crescita senza sviluppo, utilissimo a capire quali altri aspetti, oltre alla crescita del reddito pro capite, debbano essere considerati nel quadro di un processo di sviluppo economico complessivo.
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