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Alcune teorie più recenti del commercio internazionale


La teoria di Ricardo spiega i flussi di commercio internazionale tra Paesi facendo ricorso alle differenze esistenti fra le tecnologie produttive adottate, che sono alla base del vantaggio comparato; essa tuttavia non dice nulla su che cosa determini tali differenze.

La dotazione fattoriale nell'analisi di Heckscher e Ohlin
Per colmare tale lacuna due economisti scandinavi, Eli Heckscher (1879-1952) e Bertil Ohlin (1899-1979), svilupparono all'inizio del Novecento una teoria che pone i costi comparati in relazione alla dotazione di fattori produttivi di ciascun Paese. Secondo tale teoria:
ogni Paese tende a specializzarsi nella produzione di quei beni la cui realizzazione richiede un impiego più intensivo del fattore che in quel Paese è più abbondante.
In tal modo, i Paesi ricchi di manodopera si specializzerebbero nella produzione di merci che richiedono un maggior uso di lavoro, mentre i Paesi ricchi di capitale si specializzerebbero nelle produzioni più intensive di tale fattore.

L'analisi empirica


L'analisi empirica offre parziali conferme della teoria di Heckscher-Ohlin come nel caso del commercio di Cina e Usa. La Cina infatti esporta giocattoli, orologi e prodotti tessili, tutti prodotti ad alta intensità di lavoro, mentre gli Usa esportano computer, componenti di aerei e impianti industriali, cioè prodotti ad alta intensità di capitale (e tecnologia).
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