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Costi e costo-opportunità



Quanto costa andare al cinema? La domanda sembra banale e ognuno d noi, in un primo momento, risponderebbe dichiarando il costo del biglietto: poniamo 7 euro. In realtà però le cose sono un po' più complicate. Infatti, poiché il denaro è una risorsa scarsa, quando spendiamo 7 euro por vedere un film rinunciamo a spendere la stessa cifra in qualsiasi altro modo.
Quindi, per esempio, andare al cinema significa anche non andare allo stadio, non acquistare un disco e nemmeno uscire a mangiare la pizza con gli amici. Non solo, anche il tempo è una risorsa scarsa. Se dunque trascorriamo un pomeriggio al cinema non potremo studiare, né fare una passeggiata e nemmeno lavorare.
II concetto di costo appare così più complesso di quanto abbiamo ipotizzato inizialmente perché comprende tutto ciò a cui dobbiamo rinunciare per godere di tre bene o di un servizio. Cosi inteso, il costo prende il nome di costo-opportunità, ed è un concetto più generale di quello corrispondente al solo prezzo, anche se il prezzo ne rappresenta una parte rilevante e in certi casi la più rilevante.

Tenendo conto del concetto di costo-opportunità, alla domanda "Quanto costa andare al cinema" dobbiamo rispondere: "Dipende da chi ci va". Per un professionista che guadagna 50 euro all'ora, il costo di un pomeriggio al cinema potrebbe anche raggiungere la ragguardevole cifra di 150 euro, mentre per uno studente sarebbe molto meno. La nozione di costo-opportunità deve rientrare anche nell'analisi dei costi aziendali. Pensiamo per esempio a un imprenditore che decide di investire 100.000 euro. Supponiamo che, depositando la stessa somma in banca, l'imprenditore possa ricevere in un anno la somma di 5000 euro a titolo di interessi. La rinuncia ai 5000 euro deve essere conteggiata nel costo-opportunità del suo investimento. Naturalmente il contabile che redige il bilancio dell'azienda non considera i 5000 euro un'uscita perché a essa non corrisponde nessun esborso monetario effettivo, ma si tratta invece di un'uscita per l'economista e per l'imprenditore, per i quali un mancato guadagno costituisce un costo. In effetti, gli interessi sul capitale investito entrano a far parte dei costi fissi di cui l'imprenditore tiene conto nel valutare la convenienza a produrre e la quantità di produzione ottimale.