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Costi fissi, costi variabili e costi totali




Abbiamo visto che l'attività d'impresa consiste nella trasformazione dei fattori produttivi in beni o servizi destinati alla vendita. Ogni impresa, dunque, per svolgere la propria attività deve innanzi tutto procurarsi í fattori necessari al processo produttivo acquistandoli sul mercato, e per fare ciò deve sostenere dei costi.


I costi di produzione dell'impresa possono essere classificati in due categorie:
- costi variabili, relativi all'acquisizione di fattori produttivi il cui ammontare varia al variare delle quantità prodotte, come le materie prime e il lavoro, il cui costo prende il nome di salario;
- costi fissi, indipendenti dal livello della produzione, che devono essere sostituiti in ammontare dato anche solo per avviare il processo produttivo.
Tra questi ricordiamo i costi per l'affitto dei locali, i costi di amministrazione e controllo dell'attività, nonché la remunerazione stessa del imprenditore in relazione al tipo di attività svolta e al capitale investito, che prende il nome di profitto normale.

Ovviamente, poiché nel breve periodo gli impianti non mutano e l'impresa varia la produzione esclusivamente attraverso variazioni nella quantità di lavoro e di materiali impiegati, la distinzione tra costi fissi e variabili ha senso soltanto se l'analisi è riferita al breve periodo. Nel lungo periodo, infatti, anche gli impianti possono variare, così che tutti i costi devono essere considerati variabili.

La somma dei costi fissi e di quelli variabili determina il valore dei costi totali dell'impresa.

In termini algebrici, se indichiamo con CT i costi totali, CV i costi variabili e CF i costi fissi. Possiamo quindi scrivere:
CT=CV+CF