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Come si svolge il commercio equo e solidale

Il commercio equo e solidale richiede un'organizzazione che metta in contatto i produttori del terzo Mondo ed i consumatori dei Paesi sviluppati. Di questo si occupano alcune associazioni: esse prendono contatto con i produttori e con le imprese di trasporto, che fanno avviare i prodotti laddove possono essere venduti. Il commercio equo e solidale deve svolgersi nel rispetto dei diritti delle persone e dell'ambiente.
Perciò tra i produttori sono inseriti soltanto quei coltivatori che seguono tecniche compatibili con l'ambiente e non sfruttano la manodopera, come invece fanno molte multinazionali alimentari. Le associazioni che si occupano di questo tipo di commercio hanno il compito di vigilare e di escludere dal commercio equo e solidale quei produttori che devastano l'ambiente o schiavizzano la manodopera oppure sfruttano i bambini. Esse rilasciano un marchio che viene posto sul prodotto di vendita: il marchio garantisce che il prodotto risponda alle caratteristiche richieste per far parte del commercio equo e solidale.
I produttori ricevono per i loro prodotti una quota che è nettamente più alta di quella che ottengono di solito. Questo permette loro di vivere in condizioni migliori. In alcuni casi vengono importati prodotti che sono lavorati sul luogo di produzione: questo significa che non sono solo i coltivatori a ricavarne vantaggio, ma anche le industrie che si occupano della lavorazione.

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