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Il trasferimento dell’assegno bancario

I libretti di assegni bancari consegnati ai clienti dalle banche devono avere la clausola di non trasferibilità. La clausola non trasferibile pone limitazioni alla circolazione dell’assegno, impedendo che possa essere trasferito a un altro soggetto dopo l’emissione. L’assegno non trasferibile viene infatti pagato dalla banca solo al beneficiario.

Il correntista può, però, richiedere alla banca un libretto con moduli per assegni liberi, cioè senza la clausola di non trasferibilità. In questo caso, deve pagare per ogni assegno € 1,50 a titolo di imposta di bollo. È trasferibile mediante girata, se emesso per importi inferiori a € 5000.

La girata si trova sulla parte dietro dell’assegno. Con essa, l’assegno bancario libero e tutti i relativi diritti sono trasferiti da un soggetto all’altro. Il soggetto che effettua la girata è detto girante; il primo girante di un assegno bancario è il beneficiario. Colui che riceve l’asssegno per effetto della girata è detto giratario. Egli può a sua volta girare il titolo ad altri con un’altra girata e così via. La girata si distingue in girata propria e girata impropria.

Con la girata propria il girante trasferisce la proprietà dell’assegno. Ne esistono due tipi:
-girata piena, effettuata dal girante apponendo sul retro dell’assegno la dichiarazione “per me pagate a..” e il nome del giratario, seguito dalla data e dal luogo e dalla firma del girante;
-girata in bianca, effettuata dal girante apponendo sul tretro dell’assegno solo la sua firma.

Con la girata impropria il girante trasferisce al giratario solo il possesso dell’assegno, conservandone la proprietà. Quella più diffusa è la girata per incasso, con cui il girante incarica una banca di riscuotere l’assegno.

Assegno sbarrato

Nel caso un assegno venga perso o rubato, c’è la possibilità di limitarne il pagamento mediante apposizione di Sbarratura. Si effettua tracciando sulla faccia anteriore del titolo due linee trasversali parallele, di due tipi:
-generale, se fra le due linee non appare alcuna indicazione (il pagamento viene effettuato dalla banca trattaria solo a un proprio cliente o a un’altra banca);
-speciale, se fra le due è indicato il nome della banca tramite la quale deve essere incassato il titolo (la banca trattaria può pagare l’assegno solo alla banca indicata).

Il pagamento dell’assegno bancario

l’assegno bancario è un titolo di credito a vista e è pagabile nel momento in cui viene presentato per l’incasso dal legittimo possessore (beneficiario o ultimo giratario).
la presentazione per l’incasso deve essere effettuata:
-entro 8 giorni dalla data di emissione, se pagabile in piazza;
-entro 15 giorni dalla data di emissione, se pagabile fuori piazza.

Incasso dell’assegno bancario

- possessore dell’assegno gira l’assegno per l’incasso a banca del possessore dell’assegno
- banca del possessore dell’assegno accredita l’importo in c/c salvo buon fine
- banca del possessore dell’assegno invia assegno a banca trattaria (rapporto contabile)
- banca trattaria addebita importo in c/c a traente

Mancato pagamento dell’assegno bancario

L’assegno privo di copertura, cioè emesso per un importo che non è disponibile sul c/c del traente, si definisce a vuoto o scoperto. La banca trattaria rifiuta il pagamento e il possessore deve esercitare un’azione esecutiva sui beni del debitore, per ottenere l’importo dovuto. Il possessore di un assegno a vuoto può esercitare l’azione di regresso contro il traente oppure contro gli eventuali giranti.

L’azione di regresso si svolge in tre fasi:
-il precetto, con cui viene intimato il debitore, tramite ufficiale giudiziario, di pagare quanto dovuto entro un termine di massimo 10 gg;
-il pignoramento dei beni, che è l’atto con il quale, decorso inutilmente il termine dei 10 gg, l’ufficiale giudiziaroio procede all’espropriazione di uno o più beni del debitore (stessa somma dell’importo dovuto); quest’ultimo perde la disponibilità di tali beni; i beni necessari per la vita non possono essere pignorati;

-la vendita forzata dei beni pignorati, che viene disposta dal giudice quando il debitore, dopo 10 gg dal pignoramento, non ha pagato.
Per esercitare quest’azione è indispensabile che l’assegno bancario sia stato presentato per l’incasso entro i termini stabiliti dalla legge e che il rifiuto di pagamento della banca trattaria sia dimostrato tramite protesto. Il protesto è l’atto solenne con il quale un pubblico ufficiale (notatio, ufficiale giudiziario, segretario comunale) constata il mancato pagamento di un titolo di credito.
I nomi delle persone e delle società che non hanno rispettato i propri impegni di pagamento sono resi pubblici tramite il registro informatico dei protesti.

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