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Acquisti di fattori produttivi da fornitori extra-UE

Nonostante manchi il requisito della territorialità la legge iva dice che l'iva si applica anche sui beni prodotti nel paese e importati.
Il bene arriva al confine tramite aereo, nave, vettore terrestre...in questi posti ci sono le dogane che sono uffici dell'erario. Quando la merce arriva, a seconda del Paese di provenienza, al valore della merce viene applicata l'iva, ed è un credito iva.
A seconda del paese con cui si fa questa operazione possono esserci o meno dazi, più o meno elevati.
Lo spedizioniere doganale è il soggetto autorizzato dalla legge a fare questa operazione. Egli dovrà essere pagato, quindi abbiamo il costo dello spedizioniere, dell'iva, e degli eventuali dazi/imposte aggiunte al nostro bene.
L'altro aspetto dell'importazione è il problema del cambio. Se acquisto merce in America la moneta di conto è il dollaro. C'è il problema della conversione nel momento in cui c'è differenza temporale tra il momento della liquidazione e il momento del regolamento. Poichè i cambi fluttuano perché sono quotati può succedere che il cambio al momento della ricezione della fattura può essere può alto/basso del cambio che andremo ad applicare quando paghiamo. Questo genera una differenza di cambio che può essere positiva o negativa. Se è positiva è un utile di cambio se è negativa è una perdita su cambio.

Esistono due modi per fare la conversione:
1. Usiamo la nostra moneta come base e la esprimiamo in moneta estera (certo per l'incerto) -->vuol dire che dobbiamo dividere il costo complessivo espresso in valuta estera per il cambio.
2. Usiamo la moneta estera come base e la esprimiamo in moneta nostra (incerto per certo). La valuta estera infatti è sempre incerta.

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