Concetti Chiave
- I costi fissi sono spese costanti come personale e affitti che non variano con la quantità prodotta, influenzando il costo unitario di produzione.
- La flessibilità dei costi fissi può essere ottenuta trasformandoli in costi variabili o semi-fissi, migliorando la competitività dell'azienda.
- I costi variabili sono legati alla produzione e possono avere andamenti proporzionali, più che proporzionali o meno che proporzionali, influenzando l'economia aziendale.
- L'ottimizzazione dei costi produttivi può avvenire tramite accordi con fornitori e l'uso di manodopera non retribuita, aumentando l'efficienza e i margini di guadagno.
- Un'analisi costante dei costi è essenziale per gestire efficacemente le spese e mantenere il controllo sulla contabilità aziendale, prevenendo situazioni negative.
Indice
Comprendere i costi fissi
Sono quelli al livello della produzione che vengono sostenuti in eguale misura (personale, TFR, canoni di locazione, assicurazioni, ammortamenti, tasse, imposte, oneri previdenziali e assistenziali). I costi fissi non variano al variare della quantità prodotta al contrario dei costi variabili. I costi fissi possono assumere un andamento a gradino cioè non ce una gradualità nella quantità prodotta ma può aumentare o diminuire.
Strategie per i costi fissi
Sia che produco 100 o 200 coperti avrò sempre 500 di costi fissi, ma verrà a spalmarsi meglio su una singola unità di produzione riuscendo ad abbassare il prezzo di vendita risultando più competitivi rinunciando ad una quota di utile, oppure alzare il prezzo di vendita ottenendo un margine di guadagno più elevato.
Flessibilizzazione dei costi
L’imprenditore può diminuire i costi fissi trasformandoli in costi variabili oppure contenere i costi non trascurando la qualità. Il costo fisso unitario è il costo di una singola unità di produzione che si può riassumere in questa quanto spendiamo di costi fissi per ogni coperto che vendiamo? In alcuni casi però l’imprenditore può decidere di trasformare alcuni costi fissi in semi-fissi. Cioè si ha la flessibilizzazione dei costi fissi. Per esempio abbiamo un canone di locazione che dipende in base al fatturato che otteniamo. Se in un mese non fatturiamo niente il nostro affittante richiederà lo stesso il pagamento del canone quindi noi potremmo richiedergli di elasticizzate il fatturato. Magari abbiamo 10000€ di canone ogni 2 mesi 6000€ possono restare fissi mentre l’altra parte può variare in base alla percentuale del fatturato conseguito dall’imprenditore. La formula per ottenere i costi fissi unitari è la seguente:
costo fisso unitario = costo fisso : quantità prodotte
Costi variabili e loro impatto
Sono quelli che non sono direttamente al livello della produzione (come per esempio le materie prime). I costi variabili possono avere tre andamenti:
- modo proporzionale: ogni unità prodotta in più costa come quella precedente (situazione neutra per l’azienda e senza conseguenze);
- più che proporzionale: in misura crescente rispetto alla produzione e ogni unità prodotta costa più della precedente ed è una situazione negativa;
- meno che proporzionale: in misura decrescente rispetto alla produzione e ogni unità costa meno della precedente e questa è una situazione favorevole all’azienda.
I costi variabili unitari sono quelli non direttamente al livello di produzione per ogni singola unità di coperta prodotta. Si ottiene con questa semplice formula:
costi variabili unitari = costi variabili : quantità prodotte
Ottimizzazione dei fattori produttivi
I fattori produttivi possono anche essere ottimalizzati dall’imprenditore che porterebbe però a un aumento del guadagno. Per esempio i consorzi alberghieri consentono sconti di servizi pubblicitari e anche sulle materie prime fino al 35% attraverso speciali contratti con i fornitori. L’imprenditore può:
- aumentare o diminuire il suo utile;
- aumentare o diminuire il prezzo di vendita;
- aumentare la capacità produttiva abbassando il costo complessivo
- manodopera extra: è costosa ma se la usiamo bene ci porta dei vantaggi come ci porta dei vantaggi anche l’utilizzo di studenti e stagisti la cui manodopera non viene retribuita. Se l’imprenditore non analizza attentamente i costi in maniera costante si avrà dei cambiamenti per quanto riguarda la dinamica dei costi nella contabilità.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra costi fissi e costi variabili?
- Come possono i costi fissi influenzare il prezzo di vendita?
- In che modo un imprenditore può flessibilizzare i costi fissi?
- Quali sono i tre andamenti dei costi variabili?
- Come può un imprenditore ottimizzare i fattori produttivi?
I costi fissi rimangono costanti indipendentemente dalla quantità prodotta, mentre i costi variabili variano in base alla produzione, come le materie prime.
I costi fissi possono essere spalmati su un numero maggiore di unità prodotte, permettendo di abbassare il prezzo di vendita per essere più competitivi o di aumentarlo per ottenere un margine di guadagno più elevato.
L'imprenditore può trasformare i costi fissi in costi variabili o semi-fissi, come nel caso di un canone di locazione che varia in base al fatturato, mantenendo una parte fissa e una parte variabile.
I costi variabili possono avere un andamento proporzionale, più che proporzionale o meno che proporzionale, influenzando positivamente o negativamente l'azienda a seconda della situazione.
L'imprenditore può ottimizzare i fattori produttivi attraverso consorzi per ottenere sconti, aumentando o diminuendo il prezzo di vendita, o utilizzando manodopera extra come studenti e stagisti per ridurre i costi.