Università degli studi di Salerno
Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione
Corso di laurea in Scienze dell’Attività Motorie, Sportive e dell’Educazione Psicomotoria
Tesi di laurea in Didattica e Pedagogia Speciale
L’inclusione nell’educazione psicomotoria. Promuovere nel contesto scolastico: l’uso dell’ICF
Relatore: Ch. mo Prof. Sibilio Maurizio
Candidata: Amoriello Alessia 4412502165
Anno Accademico 2022/2023 1
“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei giovani nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni.”
Nelson Mandela, 2000 2
Indice
- Introduzione.......................................................................................................... 4
- Capitolo I ...................................................................................................................... 6
- La didattica nella scuola dell’infanzia e nella primaria ......................................... 6
- 1.1 Il processo di insegnamento-apprendimento .................................................... 6
- 1.2 La didattica nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria ....................... 11
- 1.3 Le caratteristiche della didattica in queste fasce d’età .................................... 15
- Capitolo II .................................................................................................................. 19
- La didattica posta in relazione con l’ICF e allo sport a scuola ............................. 19
- 2.1 La valenza del modello biopsicosociale (ICF) ............................................... 19
- 2.2 L’ICF e le persone con disabilità ................................................................... 23
- 2.3 L’ICF e lo sport in ambito didattico .............................................................. 26
- 2.4 Mettere in relazione lo sport di squadra con la scuola dell’infanzia e primaria: il minibasket ............................................................................................................ 28
- 2.5 Mettere in relazione lo sport individuale con la scuola dell’infanzia e primaria: il tennis ................................................................................................................... 29
- Capitolo III ................................................................................................................. 32
- Casi studio............................................................................................................. 32
- 3.1 Scuola e sport: casi studio relativi alla Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) ................................................................................................. 33
- 3.2 Scuola e sport: casi studio relativi al Disturbo dello spettro autistico (ASD) ... 36
- 3.3 Scuola e sport: casi studio relativi alla Disabilità Intellettiva (D.I.) ................ 40
- Conclusioni .......................................................................................................... 45
- Bibliografia .......................................................................................................... 46
- Ringraziamenti .................................................................................................... 48 3
Introduzione
Quest’elaborato nasce da un interesse per lo sport in generale, maturato sia negli allenamenti personali che nel lavoro svolto presso diversi centri sportivi. Nel contesto lavorativo si sono spesso presentate delle occasioni in cui il ruolo d’istruttore sportivo, da me svolto, mi ha portato ad avere contatti con persone affette da disabilità. Da qui la riflessione di trattare un argomento che sottolineasse i benefici dello sport, su soggetti con disturbi del neurosviluppo.
‘’Lo sport può educare, formare, integrare, includere. Questo vale per tutti, ma per le persone con disabilità intellettiva è ancora più vero’’.1
Numerose ricerche hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra sport e salute mentale e che praticare regolarmente un’attività fisica può portare benefici a livello psicologico in individui a sviluppo tipico. Ad esempio, esercitare uno sport con costanza e regolarità è stato associato ad una riduzione della quota di ansia e depressione e ad un miglioramento della concentrazione e della memoria. Nonostante questi risultati incoraggianti, esiste, purtroppo, un numero ridotto di ricerche che ha indagato la correlazione tra sport e salute mentale in bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo.
1 Special Olympics Italia, 2017.
2 - Caldarone G., Berlutti G., (9-13 novembre 1981) La ginnastica come sport-prevenzione e sport terapia nell’età evolutiva, 20° seminario di studio per docenti I.S.E.F. di ginnastica artistica e ritmico-sportiva; - Castelli L., Pellai A., Rocca G., Vicini M., Pellai A., Tamborini B., (2004) Mi muovo sto bene. Benessere movimento e sport dalla scuola dell’infanzia alla superiore, Milano: Franco Angeli Editore. 4
La nostra ipotesi è che l’attività sportiva possa favorire il benessere psicofisico ed un miglioramento della qualità della vita sia da un punto di vista socio-relazionale sia di autonomia gestionale della quotidianità. Partendo da questa premessa, tale elaborato vuole essere un modo per revisionare la letteratura scientifica più aggiornata in tema di disabilità e benefici dello sport. Esso è suddiviso in tre parti.
Nel Capitolo I è stato approfondito il processo di insegnamento-apprendimento ed è stata analizzata la didattica nella scuola dell’infanzia e primaria.
Nel Capitolo II è stata descritta l’importanza del modello biopsicosociale e come quest’ultimo influenza lo sport a scuola. Inoltre si è messo in relazione lo sport di squadra e individuale con la scuola dell’infanzia e primaria.
Nel Capitolo III, in base alle definizioni del DSM-5, si è proceduto con la descrizione di tre disturbi specifici del neurosviluppo: ADHD, disabilità intellettiva ed autismo, dove ognuno si sofferma su patologie ed attività sportive specifiche. È stata realizzata anche una sintesi di alcuni degli studi più recenti in merito all’applicazione dello sport nel campo della disabilità, al fine di promuovere l’inclusione sociale e l’apprendimento di persone affette da tali disturbi.
3 American Psychiatric Association, (2013) Diagnostic and Statistical Manual of Mental Desorders (5th edition); Edizione italiana (2014): Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Raffaello Cortina. 5
Capitolo I
La didattica nella scuola dell’infanzia e nella primaria
Dal greco didàsko (insegnare), la didattica è la teoria e la pratica dell’insegnare. L’inizio della riflessione teorica sull’insegnamento, cioè della didattica, avviene nel diciassettesimo secolo, con la pubblicazione in latino della Didactica Magna di Jan Amos Komensky (meglio noto come Comenio), rielaborazione di un precedente testo scritto per l’educazione del popolo ceco 4 (Didactica Ceca). Comenio propose di preparare i maestri a insegnare proprio tramite lo studio della didattica e l’uso dei libri di testo illustrati con precisi percorsi di apprendimento.
Con il termine didattica si intende sottolineare le varie tecniche di comunicazione e le relazioni educative messe in atto dai docenti a sostegno degli alunni.
Le tematiche della didattica implicano le differenti pratiche d’insegnamento e i relativi metodi da applicare, a seconda delle diverse esigenze nel contesto classe. Il termine richiama tutto ciò che può essere ricondotto all’attività di insegnamento e di apprendimento.
La didattica, oltre ad evidenziare l’inseparabile nesso fra insegnamento ed apprendimento, tiene conto del contesto educativo, delle metodologie e dei materiali utili per rendere più favorevole il lavoro da parte del corpo docente.
1.1 Il processo di insegnamento-apprendimento
L’insegnamento e l’apprendimento possono essere definiti come due facce contrastanti di un processo molto più ampio quale la conoscenza.
L’insegnamento implica la trasmissione della conoscenza, accompagna bambini e ragazzi lungo le fasi del processo di apprendimento per far acquisire e maturare le componenti utili per affrontare la vita come ascoltare, accettare, argomentare.
L’agire didattico. Manuale per l’insegnante. 4 Rivoltella, Pier C. (2017, p. 40). La Scuola: Didattica. 6
Il ruolo dell’insegnante è fondamentale perché il suo lavoro è incentrato su comprensione e conoscenza e, oltre a questo, è in grado di costruire rapporti interpersonali collaborativi.
Deve inoltre:
- Avere e diffondere cultura e disciplina del suo ramo di specializzazione per cui è chiamato ad insegnare;
- Venire incontro ad ogni esigenza di apprendimento;
- Mettere a disposizione esperienza professionale, intelligenza emotiva e sensibilità pedagogica;
- Porsi come educatore e punto di riferimento per il singolo;
- Preparare al futuro all’interno della società e lavorativo, indirizzando i singoli allievi in base agli interessi;
- Contribuire al progetto di istruzione e educazione deciso dall’istituto scolastico d’appartenenza.
Il docente, quindi, assume un ruolo più profondo di guida e educatore, deve tirar fuori da ogni singolo studente potenzialità ed aiutarlo a migliorare. È molto importante che comunichi con chiarezza con i genitori degli allievi, in modo da tener chiari gli obiettivi e i programmi di crescita per ogni singolo alunno.
“È evidente per tutti che il senso e il significato dell’inclusione, così come le pratiche didattiche e la cura educativa nei confronti degli alunni si possono concretizzare solo a partire da professionalità capaci di corrispondere all’eterogeneità della classe, condividere le finalità e le responsabilità della progettualità educativa e promuovere l’effettiva capacità democratica ed 5 emancipatrice della formazione scolastica.”
L’apprendimento è un processo intellettivo il quale implica l’acquisizione di conoscenze utilizzate per orientare il proprio comportamento nel mondo.
L’apprendimento è un processo, è dinamico, segue percorsi non lineari e non sequenziali e può essere analizzato con un approccio multidisciplinare.
5 Mura, A., (2019, pag. 4). Formazione degli insegnanti e processi di inclusione. Nuova Secondaria. XXXVI. 7
Tre sono le principali teorie dell’apprendimento:
- La teoria comportamentista;
- La teoria cognitivista;
- La teoria costruttivista.
Il comportamentismo è la teoria che fa riferimento allo studio dei comportamenti umani i quali sono osservabili. L’apprendimento, secondo i comportamentisti, è il risultato dell’interazione con l’ambiente ed è quindi la risposta a uno stimolo.
Gli esponenti principali sono:
- Pavlov indagò sulla natura dei riflessi e studiò come si apprendono delle nuove reazioni agli stimoli esterni. Lo scienziato osservò che modificando le condizioni ambientali, alcuni riflessi ‘’condizionati’’ diventavano “incondizionati” o automatici. È questo ciò che è emerso dall’esperimento di Pavlov sulla secrezione psichica del cane. Le dinamiche tra questi riflessi incondizionati e condizionati, giocano un ruolo importante nel condizionamento classico e nella teoria dell’apprendimento associativo secondo cui l’apprendimento si crea tramite l’associazione di due stimoli, che porta a una nuova risposta;
- Skinner studiò il comportamento dei ratti nella famosa Skinner box formulando il condizionamento operante, secondo cui l’ambiente è in grado di rinforzare o punire il comportamento umano sulla base delle conseguenze che esso sperimenta.
Per quanto riguarda la conseguenza pedagogica di questa teoria comportamentista, viene proposta un’istruzione programmata secondo una logica di successione sequenziale (stimolo → risposta). Gli stimoli vengono riformulati in base ai risultati raggiunti dagli studenti. Ad esempio, somministriamo una verifica e in base alla risposta che otteniamo, potremmo cambiare lo stimolo (come il materiale per la prova).
Il Cognitivismo sposta l’attenzione sui processi interni alla mente e considera il soggetto più attivo nell’apprendimento. In questo processo sono coinvolte diverse dimensioni come la memoria, il linguaggio, la motivazione, l’emozione. 8
Gli esponenti principali sono:
- Gardner rappresenta un punto di svolta nello studio dell’intelligenza introducendo la teoria delle intelligenze multiple secondo cui esistono diverse forme di intelligenza che dipendono le una dalle altre;
- Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni, disposti a piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più elementari è condizione necessaria per fare emergere quelli di ordine superiore. Alla base della piramide ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza, mentre salendo verso il vertice si incontrano i bisogni più immateriali. Questo modello fa risalire le spinte motivazionali a fattori interni, ignorando l’interazione con l’ambiente esterno.
Figura 1: Piramide di Maslow
Fonte: https://www.psicologiadellavoro.org/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow/
Per quanto riguarda la conseguenza pedagogica di questa teoria cognitivista, la mente umana viene considerata come un computer, ossia un elaboratore che immagazzina ed elabora le informazioni e le recupera dalla Memoria a lungo termine riportandole alla Memoria a breve termine quando queste sono necessarie.
Gli insegnanti, per poter favorire l’apprendimento, devono potenziare la motivazione, proponendo attività metacognitive cioè di riflessione sui processi mentali interni e sui propri stili di apprendimento.
Quando si parla di apprendimento non si può non parlare di metacognizione. Essa è un modo di utilizzare le operazioni cognitive in modo consapevole. Ovviamente dal punto di vista didattico, la metacognizione risulta essere molto utile perché ci aiuta a riflettere di più e soprattutto a usare in modo efficace ed in maniera utile tante strategie. Quando l’allievo ha una maggiore attitudine verso il compito che sta svolgendo, riesce meglio a 9 comprendere, a definire il problema, a collegare tutti i processi oltre a valutare e spiegare eventuali insuccessi, a decidere se scegliere o meno anche piani strategici alternativi.
Il Costruttivismo è una teoria secondo cui l’apprendimento avviene in modo attivo da parte del soggetto che interpreta la realtà in modo personale e contribuisce alla costruzione della conoscenza.
I principali esponenti sono:
- Piaget il quale studiò gli stadi di sviluppo cognitivo del bambino;
- Vygotskij con il concetto di “Zona” 6 di Sviluppo Prossimale che serve a spiegare come l’apprendimento del fanciullo si compia grazie al supporto di altri individui più competenti. Quest’area è definita come la distanza che intercorre tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere coinvolta in virtù del supporto di altre persone, che siano adulte o soltanto dei pari, purché dotati di competenze superiori a chi deve apprendere: il fanciullo impara da coloro che si trovano ad un livello di conoscenza maggiore alla sua.
- Bruner sostiene la teoria dell’apprendimento sociale secondo cui l’apprendimento avviene anche in un contesto relazionale. Inoltre, egli ha elaborato il concetto di “scaffolding” “impalcatura” che letteralmente indica e designa l’aiuto dato da una persona ad un’altra per svolgere un compito. È una modalità di intervento, che permette di adottare un insieme di strategie di aiuto, per agevolare il processo di apprendimento.
Per quanto riguarda la conseguenza pedagogica di questa teoria costruttivista, il docente deve predisporre ambienti di apprendimento che permettano allo studente di essere protagonista attivo nella costruzione della propria conoscenza utilizzando i metodi didattici attivi che permettono l’acquisizione, non solo di conoscenze, ma anche di competenze.
6 Vygotskij, Lev S., (1987). Il processo cognitivo. Bollati Beringhieri: Universale Bollati Boringhieri-S. scient. 10
L’ambiente di apprendimento deve avere i seguenti elementi:
- Ambiente fisico;
- Insieme di attori che agiscono al suo interno;
- Serie di regole o vincoli comportamentali;
- Compiti ed attività;
- Tempi;
- Set di strumenti, oggetto di osservazione, lettura, manipolazione;
- Insieme di relazioni fra i vari attori;
- Clima relazionale e operativo 7.
La scuola italiana evolve e abbandona le logiche comportamentiste (sapere inteso come addestramento) e cognitiviste (sapere inteso come abilità), per abbracciare la logica costruttivista (sapere inteso come insieme di competenze). Tutto ciò implica una rivoluzione rispetto al passato. Si può, quindi, affermare che si è passati da un sistema che privilegia la psicologia dell'educazione ovvero la teoria ad un sistema che privilegia la didattica ovvero la pratica.
1.2 La didattica nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria
Lo scopo della didattica inclusiva è quello di riconoscere, tutelare e valorizzare ogni differenza presente nel contesto scolastico.
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