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Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Dipartimento di Studi Umanistici

Corso di laurea magistrale a ciclo unico in: Scienze della Formazione Primaria

Narrazione digitale per promuovere la cultura della lettura e del racconto nei bambini

Relatore: Chiar.ma Prof.ssa

Tesi di laurea di:

Anno Accademico 2022-2023

“Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi”. (G. Tomasi di Lampedusa)

Indice

  • Introduzione p. 4
  • Capitolo I. Narrare all’infanzia nell’era digitale. p. 7
    • 1.1. Promuovere l’ascolto di storie per formare futuri lettori. p. 7
    • 1.2. Verso nuove forme di esperienze di racconto per bambini. p. 14
    • 1.3. Strumenti digitali per la lettura nell’infanzia. p. 16
  • Capitolo II. Multimodalità e digital storytelling. p. 21
    • 2.1 Potenziale multimediale e multimodale di storie digitali per l’infanzia. p. 21
    • 2.2 Gli effetti delle narrazioni digitali: ricerche a confronto. p. 28
    • 2.3 Digital e transmedia storytelling. p. 31
    • 2.4 Racconti digitali e transmediali come approcci pedagogici. p. 42
  • Capitolo III. Tecnologia e narrazioni digitali per coinvolgere e motivare i piccoli futuri lettori. p. 46
    • 3.1 Sviluppare competenze digitali orientate alla lettura. p. 46
    • 3.2 Mediare per supportare la lettura e l’ascolto di storie digitali. p. 56
    • 3.3 Creare storie digitali coinvolgenti per motivare alla lettura. p. 65
  • Capitolo IV. Piattaforme digitali per leggere e creare narrazioni digitali. p. 73
    • 4.1 Varietà testuali per la formazione di un buon lettore. p. 73
    • 4.2 Piattaforme digitali per offrire un’esperienza di lettura immersiva. p. 76
    • 4.3 Analisi delle piattaforme emergenti nel panorama attuale. p. 77
  • Conclusioni p. 91
  • Bibliografia p. 93
  • Sitografia p. 101

Introduzione

C'erano una volta bambini e storie. Ci sono oggi bambini, storie e innovazioni digitali. Il 21º secolo ha visto l'ascesa della narrazione di storie attraverso le nuove tecnologie. Da sempre le storie sono state uno strumento di comunicazione efficace e interessante e ora, con i nuovi media, diventano più animate e vive, formando parte fondamentale dei nostri processi di comunicazione e ascolto.

Oggi molto si conosce sull’importanza del periodo di vita del bambino compreso tra il concepimento e i due anni di età, fase in cui si può fare moltissimo per favorire un idoneo sviluppo delle sue competenze cognitive e socio-relazionali. Molto dipenderà dalla qualità della relazione con i genitori e con l’ambiente circostante. Da qui l’importanza della lettura condivisa fin dai primi mesi di vita del bambino. L’adulto, che ha la possibilità di osservare se e quanto al bambino piacciono i libri, potrà agevolmente dare il via a questa buona abitudine.

Ma, se questo non avviene e ci si rende conto che il bambino in età scolare non ama leggere e non ha un buon rapporto con i libri e le storie, quali strategie potrebbero essere utili, sia in ambito familiare che scolastico, per stimolare il suo interesse e creare un ambiente favorevole alla lettura? Può un approccio pedagogico, basato sull’utilizzo di strumenti digitali, quali il digital e transmedia storytelling e l’uso di piattaforme digitali, contribuire a motivare un lettore riluttante? Come può la letteratura per l'infanzia digitale promuovere e valorizzare la lettura come esperienza positiva?

Una volta formulati i quesiti di ricerca, si è scelto di inquadrare il lavoro di tesi utilizzando una metodologia di analisi di documenti e libri di testo, sia in formato cartaceo, sia in formato digitale, sulla letteratura di riferimento tramite ricerca bibliografica presso le biblioteche universitarie e l’uso del motore di ricerca Google Scholar procedendo ad un’analisi di articoli e saggi sugli studi e le indagini considerati più significativi e recenti (intervallo dall’anno 2020 al 2023) in ambito internazionale. È stato possibile ottimizzare i risultati definendo le query di ricerca: storytelling; digital storytelling, transmedia storytelling, mediated reading; children; primary school; children’s literature.

Partendo, così, da una panoramica sulla storia delle narrazioni ed esplorando la transizione dalla narrativa tradizionale a quella digitale, si introdurranno i concetti chiave e gli elementi distintivi relativi alle narrazioni digitali. Saranno analizzate le tecnologie utilizzate e descritte le piattaforme più comuni e il loro impatto sulla fruizione delle storie, esplorando al contempo le opinioni contrastanti e le ricerche sul tema. Giungendo alla conclusione che, un approccio alla narrazione, attraverso l’uso del digitale, che consenta di ascoltare, leggere e creare storie digitali, potrebbe offrire nuove opportunità di coinvolgimento e prospettive motivazionali nella promozione della cultura della lettura e del racconto nel bambino.

Alla luce di quanto appena espresso si è deciso di strutturare l’elaborato in quattro capitoli.

Nel primo capitolo si esporrà il tema della narrazione quale strumento privilegiato per lo sviluppo linguistico e cognitivo del bambino, fin dalla prima infanzia. Dietro ai bambini ci sono le famiglie a dare valore alla narrazione condivisa, strumento privilegiato per l’apprendimento e la trasmissione del piacere della lettura. Si parlerà della lettura guidata del libro e l’ascolto della storia narrata che diviene routine consolidata se promossa e mediata positivamente attraverso un approccio caldo di relazione affettiva con l’adulto. Si farà un breve excursus storico della narrazione che da sempre ha accompagnato l’agire umano, dapprima in forma orale, e scritta, fino ad arrivare alla sua attuale evoluzione digitale.

Il secondo capitolo sarà dedicato alle nuove forme di narrazione digitale per l'infanzia e al loro potenziale multimodale e multimediale, all’esplorazione di come le diverse modalità di narrazione digitale influenzano l'esperienza di lettura e come possono essere utilizzate per creare storie coinvolgenti. Si parlerà nello specifico del digital storytelling e del transmedia storytelling, prima soffermandosi sulle origini dello storytelling, poi descrivendo le caratteristiche di tali nuovi approcci pedagogici per la promozione della lettura per l’infanzia. Ci si soffermerà, in particolare, su come tali esperienze coinvolgano e stimolino più sensi consentendo al bambino di fare esperienze immersive. Dal libro stampato si giungerà alla narrativa digitale, agli e-book, app book, siti web interattivi e piattaforme multimediali attraverso l’uso di nuovi dispositivi tecnologici come tablet, computer, laptop e smartphone.

A seguire si prenderà in analisi la questione di come oggi l’esperienza narrativa si arricchisce e si personalizza con elementi multimediali interattivi, suoni, immagini, video e azioni immersive come il tocco, il trascinamento, la scelta di percorsi narrativi, la regolazione personalizzata di impostazioni, la scelta di ascoltare la narrazione attraverso una voce narrante, fino ad arrivare alla partecipazione attiva del bambino direttamente attraverso il processo di creazione di storie digitali.

Il terzo capitolo tratterà proprio delle fasi di ideazione, progettazione e realizzazione di narrazioni digitali. Prima si affronterà il delicato tema di una corretta alfabetizzazione digitale per preparare adeguatamente il bambino alle attività di ascolto, lettura e creazione di storie digitali. In seguito, attraverso l’esplorazione di alcuni esempi significativi di tali narrazioni, saranno approfonditi i concetti di promozione e motivazione della lettura per bambini. Si analizzerà come la tecnologia e le storie digitali possono essere utilizzate per coinvolgere e motivare i giovani lettori, specialmente quelli che potrebbero essere renitenti. Compito degli adulti sarà quello di mediare per supportare l’esperienza narrativa.

L'evoluzione della letteratura per l'infanzia nel panorama digitale ha portato all'emergere di diverse piattaforme che offrono prodotti multimediali integrando elementi interattivi per arricchire l'esperienza di lettura del bambino. A tal proposito, nel quarto ed ultimo capitolo, si procederà ad un'analisi delle piattaforme emergenti nel contesto attuale e, nel dettaglio, si cercherà di comprendere cosa rende questi casi particolarmente efficaci o interessanti. In ultima istanza, si ribadirà l’importanza di come il passaggio dall'ecosistema cartaceo a quello digitale ha ampliato notevolmente il panorama della narrazione, offrendo nuove opportunità creative e approcci più diversificati alla condivisione delle storie. È importante affrontare in modo critico e pragmatico le trasformazioni contemporanee così come lo è continuare a preservare un'esperienza narrativa autentica garantendo un accesso equo sia a risorse tradizionali sia a risorse digitali.

Capitolo I

Narrare all’infanzia nell’era digitale

1.1. Promuovere l’ascolto di storie per formare futuri lettori

La narrazione rappresenta il modo più antico di espressione dell’umanità. L’uomo vive di narrazioni, con esse perpetua la storia e le sue storie nel tentativo di comunicare e tramandare il pensiero umano fatto di emozioni, idee, sentimenti, sogni, esperienze vissute, ricordi.

«Oggetto di indagine degli antropologi, degli studiosi del folklore, dei semiologi e dei linguisti, il testo narrativo divenne negli anni ’70 materia di ricerca anche tra gli psicologi» (Smorti, 1994, p.51). Secondo lo psicologo Bruner, l’uomo organizza la propria esperienza sotto forma di narrazioni che, a loro volta, divengono strumento di costruzione della realtà (Bruner, 1991). La mente umana, attraverso il pensiero narrativo, organizza e gestisce la conoscenza del mondo, in sostanza, struttura l’esperienza e gli scambi con il mondo in forma narrativa per analizzarne i significati e comunicarli agli altri, e questo avviene sin da piccoli.

Secondo lo statunitense, la narrazione è la «risposta ad un bisogno fondamentale dell’essere umano: il bisogno di basare le proprie interazioni con la realtà, sia quella fisica sia quella sociale, sulla regolarità degli eventi, sulla prevedibilità, sulla coerenza, sul significato. la forma tipica di strutturazione dell’esperienza è […] narrativa» (Bruner, 1992, p.65).

Ciò è particolarmente rilevante se si parla di sviluppo sociale, cognitivo e affettivo dei bambini poiché questi sono in procinto di plasmare la propria identità e costruire il loro posto nel mondo. La prima fase di questo processo è l’alfabetizzazione. È pienamente riconosciuta l’importanza dell’esposizione precoce alle narrazioni nei primi anni di vita del bambino, vale a dire all’educazione all’ascolto e al racconto di storie per il suo sviluppo intellettivo, linguistico, relazionale, emotivo e per la sua futura propensione a divenire lettore. La mancata sollecitazione al mondo della narrativa sin dalla prima infanzia diverrà causa di disaffezione al libro in età matura (Nobile, 2015).

La lettura e il racconto di storie sono attività cariche di potenziale, fondamentali per lo sviluppo del futuro lettore-scrittore, per la crescita del linguaggio orale, conoscitivo ed emotivo della persona. La mente dell’individuo, a partire dall’infanzia, si fonda su connessioni spazio-temporali di episodi, ossia di narrazioni in cui, fase dopo fase, la mente umana impara a collegare le situazioni come cause ed effetti, o a fare di una condizione interiore il motore di una condizione esterna, o viceversa a interpretare un accadimento esterno come il motore di un mutamento interiore o, ancora, a rapportare la crescita interiore all’ambito in cui si agisce.

Sul piano psicologico e del neurosviluppo è particolarmente rilevante l’esposizione del bambino alla narrazione e alla lettura in famiglia fin dalla gravidanza e successivamente nei primi mesi, per creare una forte relazione affettiva, migliorare la plasticità delle aree cerebrali del bambino e sostenere il suo sviluppo emotivo e cognitivo. Ciò conferma quanto la lettura sia oltre che pratica individuale di scoperta della propria identità e culturale di conoscenza del mondo anche pratica sociale di relazione affettiva (Vahedi, 2018).

Difatti, si verifica che, ancor prima di nascere, verso il settimo mese di gravidanza, “il bambino è immerso in un bagno sonoro” fatto di suoni esterni, comprese le parole. Questo è il momento in cui egli stabilisce i suoi primi scambi e legami uditivi con l’ambiente circostante.

L’abitudine prenatale a determinati suoni e successioni di suoni condizionerà la sfera uditiva e lo sviluppo psichico del bambino: in lui si svilupperà una certa sensibilità e preferenza verso la voce materna, ad esempio per determinate sequenze prosodiche lette durante la gravidanza. La voce, in tutte le sue forme, svolgerà un ruolo organizzatore fondamentale per lo sviluppo del bambino, poiché le esperienze attivate e accumulate attraverso il legame materno, prima e subito dopo la nascita, dovranno in seguito essere rinforzate, consolidate e rielaborate senza sosta. Le acquisizioni, ottenute durante i primi tempi di vita del bambino, potranno essere mantenute solo se «il legame comunicativo, vocale ed emozionale con la madre si è costruito in maniera armoniosa e forte» (Imberty, 2000, p.10).

Hutton e i suoi colleghi, nel 2015, hanno condotto una ricerca sulla pratica della lettura in famiglia scoprendo, tramite risonanza magnetica funzionale, una correlazione positiva tra elevata esposizione alla lettura e attivazione neurale all’interno della corteccia parietale-temporale-occipitale sinistra, aree cerebrali dedicate all’elaborazione del linguaggio semantico, dell’immaginario mentale e della comprensione narrativa.

Si può affermare che la narrazione è la prima forma di pensiero. Nelle sue iniziali esperienze di vita, il bambino riesce a raccontare la realtà attraverso un racconto fatto di immagini, ancor prima di spiegarla a parole. Tutti i modi utili a orientarsi nella realtà e approcciarsi al mondo non sono altro che narrazioni e racconti (Bruner, 1991).

La funzione narrativa del linguaggio viene usata dal bambino per rivivere esperienze, emozioni e pensieri. Grazie alla struttura narrativa del pensiero egli dà senso e coerenza a ciò che succede nella vita quotidiana, collocando gli eventi accadutigli nell’ambiente affettivo, relazionale e culturale di appartenenza. (Bruner, 1990).

Una «narrativa serena, ottimistica, ricca di valori umani, sociali e civili, avvincente e coinvolgente» (Nobile, 2015, p.25), contribuisce a valorizzare lo sviluppo armonico della personalità sin dall’infanzia. Inoltre, l’esperienza della narrazione rinforza la capacità di ricordare e analizzare senza fatica nuovi racconti, sviluppa la memoria, facilita la comprensione e la costruzione di significato oltre che la creazione di nuove storie.

In una sua ricerca Baron (2017) ha raccolto le sensazioni negative di giovani riguardo alla lettura su stampa, ritenendola noiosa e poco entusiasmante perché richiedeva troppo tempo di concentrazione, e per tale motivo preferivano non affrontare affatto la lettura assegnata. Da qui l’importanza di formare l’interesse dei futuri lettori autonomi, non annoiati, ma preparati e motivati sin da piccoli al racconto orale e alla lettura ascoltata.

Angelo Nobile (2015) parla della funzione formativa della lettura, poiché essa agisce su ogni dimensione della persona, amplia le conoscenze, accresce la padronanza linguistica, forma lo spirito critico, dà vita a fantasia e immaginazione, coltiva affettività e sentimento, arricchendo l’interiorità umana.

Fin dai primi anni il bambino è immerso in un mondo di narrazioni fatto non solo di libri (di storie, di figure e favole) ma anche di altro materiale narrativo (fumetti, film, cartoni animati e racconti autobiografici e quotidiani degli adulti) (Rollo, 2015). D’altra parte, l’attività del narrare o del narrarsi, attraverso la lettura mediata dell’adulto e, in seguito, in autonomia, favorisce una maggiore consapevolezza della propria storia.

Horn parla di narrazione come di una «oral composition of texts. For tellers, it is a chance to think though, discover, plan, and develop the story that they may, eventually, decide to write. For the listeners, it is an invitation to step into the role of reader of text» (Horn, 2005, p.33-41).

Anni di indagini internazionali ci portano a conoscenza dell’importanza delle esperienze dei primi anni di vita del bambino e di come queste abbiano ricadute sulle epoche successive. Ad esempio, esistono alcune buone pratiche, come la lettura condivisa, che risultano essere efficaci per lo sviluppo cognitivo-relazionale-emotivo del bambino. La buona pratica della lettura condivisa porta benefici non solo al bambino durante la relazione con l’adulto, ma anche all’adulto stesso poiché in esso aumenta il senso di autoefficacia genitoriale (Alushaj et al., 2021).

Dietro ai bambini ci sono le famiglie, c’è il valore che queste danno all’educazione, all’esplorazione di nuovi stimoli, alla lettura condivisa attraverso la scelta di libri letti o non letti, all’importanza di creare il giusto rapporto tra genitori e figli per sostenere lo sviluppo delle potenzialità del bambino: linguaggio, curiosità, affettività, intelligenza (Angela, 2022).

Le storie narrate divengono «strumenti privilegiati per lo sviluppo linguistico e per la conoscenza del mondo» (Levorato, 1988, p.2).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ArmAssA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Tiziana Mascia.
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