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Set domande storia della filosofia

Set domande storia della filosofia Scienze dell'educazione e della formazione. Docente: Sgro' Giovanni.

Set Domande: Storia della filosofia Scienze dell'educazione e della formazione. Docente: Sgro' Giovanni.

Lezione 001

01. Dal punto di vista etimologico, la parola «filosofia» significa amore del

  • Dovere
  • X La parola «filosofia» deriva dal greco antico e, dal punto di vista etimologico, sapere significa «amore del sapere». Il filosofo è dunque «colui che ama il sapere», «chi ricerca con passione», chi è appassionato dalla ricerca della conoscenza
  • Volere
  • Potere

02. Nel "Simposio" Platone paragona il filosofo

  • Al sacerdote. Nel Simposio Platone paragona il filosofo all’amante, a colui che tende verso l’oggetto del suo amore, senza raggiungerlo e possederlo mai completamente
  • Al monarca
  • Al ladro
  • X All'amante

03. Allo stesso modo del desiderio tipico dell'amore, la filosofia rappresenta una forma di conoscenza

  • X Che ancora non si possiede. Allo stesso modo del desiderio tipico dell’amore, la filosofia non è conoscenza posseduta, ma amore e desiderio della conoscenza che ancora non si possiede
  • Che si spera di possedere
  • Che nessuno mai può possedere
  • Già posseduta

04. Far iniziare la storia della filosofia con la filosofia ionica, in particolare con Talete, è

  • X Una consuetudine storiografica. Far iniziare la storia della filosofia con la filosofia ionica, in particolare con Talete, è una consuetudine storiografica che si fonda sulla sistemazione che già gli stessi Greci, in particolare Platone e, ancor di più, Aristotele, dettero delle proprie tradizioni culturali
  • Una certezza storiografica
  • Una necessità storiografica
  • Una leggenda storiografica

05. Nel concetto generale di natura elaborato dai Greci si manifesta

  • Il piano provvidenziale della creazione divina. 1) I Greci elaborarono un concetto generale di natura in cui si manifesta l’ordine regolare e razionale delle cose. Il termine «natura» sta a indicare sia l’origine di tutte le cose (arché), sia ciò che costituisce la realtà comune di tutte le cose (essenza).
  • X L'ordine regolare e razionale delle cose
  • Il caos creatore delle cose
  • Il disordine primigenio che domina l'universo

06. Nei confronti del mondo esterno, i Greci svilupparono un atteggiamento

  • Attivo
  • Disinteressato. 2) Di fronte al mondo esterno i Greci svilupparono un atteggiamento contemplativo, visivo, in base a cui l’uomo è spettatore e testimone di una ininterrotta processione di accadimenti.
  • X Contemplativo
  • Mistico

07. Per i Greci conoscere è prima di tutto

  • X Vedere. 3) Per i Greci, „conoscere“ è prima di tutto „vedere“ e con ciò è presupposto un nesso tra il mondo delle conoscenze e il mondo reale
  • Pensare
  • Sapere
  • Ricordare

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08. Secondo Aristotele, la filosofia deriva

  • X Dalla meraviglia. Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori […].
  • Dall'amore
  • Dalla speranza
  • Dalla libertà

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Lezione 002

01. Secondo Socrate, qual è lo strumento fondamentale per la ricerca filosofica della verità?

  • Il dialogo
  • X Discutere con gli altri vuol dire collaborare ad una comune ricerca della verità, giacché soltanto da un vero dialogo filosofico possono scaturire valori e verità comuni, cioè universali, validi per tutti e che si fondano sul consenso di tutti. Il dialogo diventa così un principio filosofico di ordine intellettuale e morale, che ha il suo fondamento in se stesso
  • Il trattato scientifico
  • Il teatro
  • Il monologo

02. Socrate sosteneva fermamente. Socrate afferma di non sapere e proprio per questo motivo interroga i suoi interlocutori e vuole sapere, ma è anche consapevole di questo suo non sapere: egli sa di non sapere.

  • Di odiare i Macedoni
  • X Di sapere di non sapere
  • Di amare la sua patria
  • Di adorare le divinità della polis

03. Secondo Socrate, si può giungere al vero sapere

  • Viaggiando per diversi paesi. ... il sapere universale e condiviso da tutti i partecipanti, e in ciò consiste quell’arte ostetricia della maieutica, che Socrate diceva di voler esercitare sugli animi dei suoi ascoltatori.
  • Seguendo le lezioni di un grande filosofo
  • Grazie all'arte ostetricia della maieutica
  • X Studiando approfonditamente i trattati filosofici

04. Secondo Socrate, si fa il male

  • Per ignoranza del vero bene
  • X Da questo punto di vista nessuno fa il male volontariamente, cioè per il solo gusto di fare il male, ma ciascuno agisce sempre in funzione di quello che crede sia il bene e il meglio per lui
  • Per il solo gusto di fare il male
  • Per raggiungere uno scopo
  • Per difendere la patria

05. Si esponga la concezione socratica del sapere di non sapere

06. Si esponga la concezione socratica della maieutica

07. Si esponga la concezione socratica della verità

08. Si esponga la concezione socratica del male

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Lezione 003

01. In quale città della Magna Grecia Platone sperava di poter realizzare il suo ideale di riforma politica?

  • Taranto. Il vecchio Platone assiste da lontano al fallimento del suo ideale di riforma politica di Siracusa e riprende la propria attività filosofica con ricerche di approfondimento e di revisione delle sue dottrine.
  • Sparta
  • X Siracusa
  • Atene

02. Un'esperienza fondamentale nella biografia di Platone è rappresentata dall'incontro con

  • Dione. Intorno al 408 a.C. conobbe Socrate, suo maestro e modello di vita, che diventerà poi il protagonista di quasi tutte le sue opere. In realtà, non si potrebbe comprendere la filosofia di Platone e la sua stessa scelta di dedicarsi alla ricerca della giustizia e della verità senza la presenza di Socrate e soprattutto senza la sua drammatica vicenda biografica, culminata nel processo e nella condanna a morte
  • Aristotele
  • Socrate
  • X Pericle

03. I dialoghi giovanili di Platone sono chiamati anche

  • Apodittici. 1) I dialoghi «giovanili», chiamati anche «socratici» perché segnati dal pensiero di Socrate, sono ritenuti anteriori al primo viaggio a Siracusa e alla fondazione dell’Accademia
  • Puerilia
  • "Socratici"
  • X Aporetici

04. Come si chiama la scuola filosofica fondata da Platone?

  • Convitto. 1) I dialoghi «giovanili», chiamati anche «socratici» perché segnati dal pensiero di Socrate, sono ritenuti anteriori al primo viaggio a Siracusa e alla fondazione dell’Accademia
  • Liceo
  • Università
  • X Accademia

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Lezione 004

01. Secondo Platone, la vera scienza è la scienza

  • X Dell'eterno. Rispetto a Socrate, Platone sostiene che la vera scienza non può fondarsi sul semplice accordo degli interlocutori, su ciò che essi ritengono essere vero, in quanto la vera scienza non può non essere scienza dell’eterno, cioè possesso stabile e immutabile di ciò che è sempre vero e reale, scienza di una realtà che, al contrario di ciò che cade sotto i nostri sensi, non muta e non perisce.
  • Del presente
  • Del futuro
  • Del passato

02. La forma letteraria che Platone sceglie per le sue opere è

  • Il trattato. Come già nel suo maestro Socrate, ancor di più in Platone vi è uno strettissimo legame tra la sua filosofia e la forma letteraria del dialogo, che non rappresenta una mera veste esteriore, sia pure di altissimo livello artistico, ma l’espressione necessaria richiesta dal modo stesso in cui Platone concepisce la filosofia
  • X Il dialogo
  • Il racconto novellistico
  • Il poema

03. Secondo Platone, la conoscenza si basa sulla

  • Intelligenza. Per spiegare la conoscenza e l’insegnabilità della virtù Platone ricorre nel Menone al mito della „reminiscenza“:
  • Reminiscenza
  • X Esperienza
  • Cultura

04. Per spiegare l'immortalità dell'anima, Platone ricorre

  • X Al mito di Er. 4/S2 Il mito di Er e l’immortalità dell’anima
  • Al mito della biga alata
  • All'allegoria della caverna
  • Al Demiurgo

05. Si esponga la dottrina platonica delle idee

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Lezione 005

01. Secondo Platone, le idee risiedono

  • X Nell'Iperuranio. Le cose sensibili possono dirsi comunque reali in quanto «partecipano» delle idee, sono «copie» imperfette delle idee, le quali permangono però «separate» dalle cose sensibili e sussistono «in sé e per sé» nel loro mondo, che Platone chiama Iperuranio
  • Nella natura
  • Nella mente dei filosofi
  • In Dio

02. Per esporre la sua concezione dell'anima, Platone ricorre

  • All'allegoria della caverna. Nel Fedro Platone ricorre allo splendido mito della biga per esporre la sua concezione dell’anima:
  • Al mito di Er
  • X Al mito della biga alata
  • Al Demiurgo

03. Secondo Platone, l'unica realtà «veramente reale» e «realmente vera» è rappresentata

  • Dalle divinità. Nei dialoghi della maturità Platone chiama éidos o idéa, «forma», l’unica realtà «veramente reale» e «realmente vera» che permane «eternamente identica a se stessa», sottratta al divenire, alla nascita e alla morte, al mutamento e alla corruzione.
  • X Reale
  • Dalle idee
  • Dalle passioni umane
  • Dalle cose sensibili

04. Secondo Platone, le cose sensibili sono

  • X Copie imperfette delle idee. Le cose sensibili possono dirsi comunque reali in quanto «partecipano» delle idee, sono «copie» imperfette delle idee, le quali permangono però «separate» dalle cose sensibili e sussistono «in sé e per sé» nel loro mondo, che Platone chiama Iperuranio
  • Copie perfette delle idee
  • Copie perfezionabili delle idee
  • Copie perfettibili delle idee

05. Per spiegare la sua dottrina dei quattro gradi della conoscenza, Platone ricorre

  • Per spiegare la sua dottrina dei quattro gradi della conoscenza, Platone ricorre nella Repubblica alla
  • All'allegoria della caverna
  • X Celeberrima “allegoria della caverna”: un prigioniero legato nel fondo di una caverna e con il viso rivolto verso la parete, vede proiettate su questa parete le ombre di statue poste dietro di lui e considera queste ombre come la vera realtà, corrisponde alla fase dell’immaginazione; ma se il prigioniero si libera dai lacci che lo costringono a guardare le ombre ed esce dalla caverna, vede le statue che proiettavano quelle ombre, fase della credenza; vede poi le vaghe sembianze delle cose reali che sono fuori della caverna e che non riesce subito a distinguere e a mettere a fuoco bene, in quanto è abbagliato dalla luce del sole, fase della diánoia; infine, dopo aver adeguato lo sguardo, comincia ad avere una visione chiara delle cose, illuminate e vivificate dal sole, nonché dello stesso sole, fase del noûs. Socrate parla in prima persona; il suo interlocutore è Glaucone
  • Al mito della biga alata
  • Al mito di Er
  • Al Demiurgo

06. Si esponga la dottrina platonica della conoscenza

07. Si esponga la dottrina platonica dell'anima

08. Si esponga l'allegoria platonica della caverna

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Lezione 006

Lo „Stato ideale“ che Platone delinea nella Repubblica non è una sorta di sogno fantastico.

01. Lo Stato che Platone delinea nella "Repubblica" è un’utopia irrealizzabile, senza alcun rapporto con i problemi politici e le tendenze economiche e sociali del tempo; al contrario, la riflessione platonica sullo Stato si colloca in

  • Un modello costituzionale secondo ragione
  • X Un vasto dibattito e scaturisce dall’esigenza di ricostruire un ordine capace di frenare gli eccessi della democrazia, il tumulto delle passioni particolari e delle opinioni personali.
  • Un'utopia irrealizzabile. Platone descrive quindi un modello costituzionale secondo ragione, cui dovranno ispirarsi gli Stati esistenti se vorranno risolvere i problemi da cui sono afflitti e soprattutto se vorranno attuare la giustizia e fare degli uomini come Socrate le loro guide, e non le loro vittime.
  • Un sogno fantastico
  • La descrizione fedele del funzionamento della polis ateniese

02. Secondo Platone, l'arte è da condannare perché

  • È troppo costosa. 2) Da un punto di vista metafisico, l’arte è da condannare poiché è semplice «imitazione» di una realtà, quella sensibile, che, a sua volta, non è altro che «copia» della realtà eterna e immutabile delle idee. L’opera d’arte è dunque copia di una copia e, come tale, non fa che allontanare ulteriormente l’uomo dalla vera realtà del mondo delle idee.
  • È un'attività inutile
  • X È copia di una copia
  • Non produce profitto

03. Secondo Platone, alla guida dello Stato dovrebbe esserci

  • Il monarca. La condizione fondamentale affinché lo Stato funzioni secondo giustizia e armonia, è che ci siano dei filosofi alla sua guida: solo se i filosofi governano o se i governanti fanno vera e schietta filosofia, lo Stato poggerà su solide fondamenta e sarà governato in modo armonioso ed equo
  • X Il filosofo
  • Il sacerdote
  • Il popolo

04. Si esponga la concezione platonica dell'arte

05. Si esponga la concezione platonica dello Stato

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Lezione 007

01. La scuola filosofica fondata da Aristotele assunse il nome di

  • Università. Nel 335-334, morto Filippo e salito Alessandro al trono, Aristotele tornò ad Atene, ove, valendosi di notevoli sovvenzioni di Antipatro, che rappresentava gli interessi di Alessandro in Grecia, fondò una scuola, presso i giardini di Apollo Lido. Questa prese il nome di Liceo...
  • Accademia
  • X Liceo
  • Convitto

02. La forma letteraria utilizzata da Aristotele è

  • X Il trattato scientifico. Con Aristotele il dialogo, la forma letteraria prediletta della scuola platonica, si avvia a diventare una vera e propria trattazione continua di un determinato argomento: un trattato scientifico.
  • Il dialogo
  • Il poema
  • Il mito

03. Aristotele critica la concezione platonica delle idee perché

  • X Introduce una separazione tra idee e cose ma lo critica per aver concepito questo elemento formale come «separato» dalle cose sensibili e per averlo introdotto anche per gli aspetti accidentali e poco rilevanti della realtà, colori, odori ecc.
  • Le idee non esistono. Così facendo, Platone ha riprodotto l’infinità degli accidenti e delle cose sensibili nella infinità delle idee
  • È utopistica
  • È contraddittoria

04. Aristotele inaugura la figura del

  • Filosofo-re. Il Liceo fu esclusivamente un istituto di ricerca e di organizzazione del sapere.
  • Filosofo-sciamano. Aristotele inaugura così la figura dello scienziato puro, unicamente dedito alla scienza: non il filosofo-re, ma il filosofo-scienziato, precettore e consigliere di re.
  • X Filosofo-scienziato
  • Filosofo-sacerdote

05. Aristotele è stato per tutta la vita

  • Filoateniese. Aristotele nacque nel 384 a.C. a Stagira, colonia ionica nella penisola Calcidica. Suo padre, Nicomaco, era medico e amico del re di Macedonia; probabilmente fu lui stesso a insegnargli le prime nozioni di medicina e biologia; certamente ispirò al figlio, fin dagli anni della prima giovinezza, quell’atteggiamento filomacedone cui Aristotele rimarrà fedele per tutta la vita.
  • Filospartano
  • Filomacedone
  • X Filoromano

06. Si esponga la critica di Aristotele alla filosofia di Platone

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Lezione 008

01. Nel sillogismo aristotelico è importante. È importante notare come Aristotele sia ben consapevole del fatto che la «validità» di un sillogismo, ovvero la sua correttezza «formale», non si identifica con la sua «verità»: un sillogismo è formalmente e logicamente valido quando risulta da un corretto collegamento dei suoi termini e non quando sono veri i giudizi formati da quei termini

  • La verità contenutistica
  • X La validità formale
  • La falsificabilità delle conclusioni
  • Il diagramma delle forze in campo

02. La logica di Aristotele è stata definita "formale", perché

  • X Non si occu
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Sgrò Giovanni.

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