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Come organizzerebbe il curricolo inclusivo di una disciplina?

Il curricolo inclusivo permette di attuare un’azione didattica maggiormente flessibile e capace di rispondere alle esigenze differenziate di ciascun alunno, così che ognuno possa essere messo nella condizione di raggiungere il successo formativo. Per organizzare il curricolo inclusivo di una disciplina, innanzitutto bisogna definire gli obiettivi didattici, cercando i punti di contatto tra la programmazione curricolare e quella individualizzata. Poi occorre implementare l’azione didattica ossia progettare delle attività prevedendo degli adattamenti a livello delle modalità di presentazione delle attività, di organizzazione delle attività e delle risposte, di elaborazione richieste agli allievi e, per finire, approfittare delle potenzialità offerte dai vari supporti tecnologici.

In tal modo si realizzano attività didattiche flessibili che, basandosi sull’utilizzo di materiale vario e sull’impiego di strategie cognitive e forme di pensiero diverse, permettono l’accesso a tutti gli alunni; ciascun alunno ha infatti caratteristiche particolari e preferenze che devono poter essere tenute in considerazione. Infine è opportuno promuovere delle forme di valutazione inclusiva, prevedendo un’azione di valutazione lungo l’intera didattica annuale, differenziando le tipologie e gli strumenti di valutazione e condividendo i criteri di riferimento delle valutazioni con gli allievi, così che questi possano esserne consapevoli.

Come organizzerebbe il curricolo inclusivo di una disciplina? Esempio

Il curricolo inclusivo permette di attuare un’azione didattica maggiormente flessibile e capace di rispondere alle esigenze differenziate di ciascun alunno, così che ognuno possa essere messo nella condizione di raggiungere il successo formativo. Per organizzare il curricolo inclusivo di una disciplina, considerando una terza classe primaria, dopo aver definito l’obiettivo didattico ossia “promuovere la conoscenza dell’antica civiltà romana”, proseguirei organizzando l’attività prevedendo degli adattamenti a livello delle modalità di presentazione delle attività, di organizzazione delle attività e delle risposte, di elaborazione richieste agli allievi e, per finire, approfitterei delle potenzialità offerte dai vari supporti tecnologici.

Per presentare l’argomento, proietterei alla LIM un’immagine della civiltà romana e chiederei agli alunni cosa sanno di quell’argomento, annotando le risposte alla lavagna; poi mostrerei un video esplicativo presente su Youtube (es. “Viaggio nell’antica Roma”), consegnerei a ciascuno la scheda riportante il testo del video in stampato maiuscolo e procederei alla lettura ad alta voce; tali opzioni hanno lo scopo di attenuare il carico della lettura; inoltre, per andare incontro alle esigenze di coloro che conoscono ancora poco l’italiano, mi servirei di uno strumento di traduzione elettronica così da favorire la loro comprensione.

Terminato tale momento organizzerei la classe per tre aree di interesse, con la creazione di spazi nei quali si svolgono tre attività diverse, spiegherei in anticipo le attività che si svolgeranno in ognuno e concorderei i tempi insieme con gli alunni; inviterei gli alunni a scegliere quale attività svolgere in base alla propria preferenza. Un’attività, connessa alla promozione del pensiero analitico (caratterizzato per la capacità di scomporre, confrontare, esaminare, valutare…), prevede la sintesi dell’argomento appreso e la sua restituzione mediante power point, mappa mentale o concettuale. Un’attività, connessa alla promozione del pensiero creativo (caratterizzato dall’immaginazione, scoperta, abilità di produrre il nuovo), prevede di immaginare scenari diversi da quelli appresi ossia rispondere alla domanda “Come sarebbe ora l’Italia se la civiltà romana non fosse mai esistita?”. La terza attività, connessa alla promozione del pensiero pratico (caratterizzato dalla capacità di saper usare strumenti, organizzare, attuare progetti concreti), prevede di individuare segni che la civiltà romana ha lasciato nel territorio italiano, quindi fare dei collegamenti tra fatti concreti.

Faccia un esempio di costruzione del curricolo inclusivo agendo sulla presentazione delle attività

Il curricolo inclusivo permette di attuare un’azione didattica maggiormente flessibile e capace di rispondere alle esigenze differenziate di ciascun alunno, così che ognuno possa essere messo nella condizione di raggiungere il successo formativo. Volendo costruire un curricolo inclusivo per una terza classe primaria finalizzato a “promuovere la conoscenza dell’antica civiltà romana”, agendo sulla presentazione delle attività didattiche, proseguirei in questo modo. Per presentare l’argomento, proietterei alla LIM un’immagine della civiltà romana e chiederei agli alunni di dirmi che cosa sanno di quell’argomento. In seguito mostrerei un video esplicativo dell’argomento presente su Youtube (es. Viaggio nell’antica Roma), consegnerei a ciascuno la scheda riportante il testo del video in stampato maiuscolo e immagini a esso relativo e procederei alla lettura ad alta voce; inoltre, per fornire chiarimenti sul lessico, mi servirei di uno strumento di traduzione elettronica. Tali opzioni hanno lo scopo di attenuare il carico della lettura e di favorire la comprensione.

Impostando la presentazione dell’attività in tal modo, agisco sulle opzioni per la percezione adattando le caratteristiche delle informazioni (il testo è scritto volutamente in stampato maiuscolo per facilitare la lettura), fornendo alternative per le informazioni verbali (trascrivo l’audio-video e inserisco immagini) e fornendo alternative per le informazioni visive (il testo viene riprodotto e letto ad alta voce). Inoltre agisco sulle opzioni per la lingua facilitando la decodifica dei testi e la comprensione a chi conosce poco la lingua (inserisco supporti visivi per chiarire il lessico e prevedo l’uso dello strumento di traduzione elettronica). Infine agisco sulle opzioni per facilitare la comprensione in presenza di specifici deficit, considerando i DSA (si prevede l’ascolto del testo, la lettura ad alta voce e la trascrizione usando lo stampato maiuscolo).

Faccia un esempio di costruzione del curricolo inclusivo agendo sulla organizzazione delle attività

Il curricolo inclusivo permette di attuare un’azione didattica maggiormente flessibile e capace di rispondere alle esigenze differenziate di ciascun alunno, così che ognuno possa essere messo nella condizione di raggiungere il successo formativo. Volendo costruire un curricolo inclusivo per una terza classe primaria finalizzato a “promuovere la conoscenza dell’antica civiltà romana”, agendo sulla organizzazione delle attività didattiche, proseguirei in questo modo. Dopo aver sollecitato gli alunni a dire cosa sapessero circa l’argomento, aver presentato quest’ultimo mostrando un video esplicativo presente su Youtube e aver consegnato loro il testo così da poterlo leggere nuovamente, organizzerei la classe in tre aree di interesse su cui si svolgeranno tre attività differenti per rafforzare la conoscenza appresa: in un’area l’alunno dovrà sintetizzare l’argomento appreso e restituirlo mediante power point, mappa mentale o concettuale; in un’area l’alunno dovrà rispondere alla domanda “Come sarebbe ora l’Italia se la civiltà romana non fosse mai esistita?”; in un’area l’alunno dovrà individuare segni che la civiltà romana ha lasciato nel territorio italiano.

Spiegherei in anticipo le attività previste e inviterei ciascun alunno a scegliere quale svolgere; inoltre concorderei con loro il tempo necessario per l’esecuzione dei compiti. Così facendo, agisco sulle opzioni per facilitare l’interazione con i contenuti e le risposte, facilitando l’utilizzo di metodi di comunicazione (prevedo forme diverse per manifestare le acquisizioni) e fornendo supporto per la pratica e l’esecuzione (prevedo diversi approcci all’argomento). Agisco sulle opzioni per l’organizzazione e valutazione delle risposte, variando l’organizzazione della classe in base alle attività e prevedendo un’organizzazione differenziata delle attività (creo angoli specifici all’interno della classe, ciascuno sceglie quale attività svolgere, comunico in anticipo le modalità di svolgimento) e adattando e condividendo i criteri di valutazione (concordo i tempi con gli alunni). Infine agisco sulle opzioni per facilitare l’organizzazione in presenza di specifici deficit, considerando allievi con DSA (uso il video di Youtube per creare anticipazioni comprensive prima di leggere il testo).

Faccia un esempio di costruzione del curricolo inclusivo agendo sulle modalità di elaborazione richieste

Il curricolo inclusivo permette di attuare un’azione didattica maggiormente flessibile e capace di rispondere alle esigenze differenziate di ciascun alunno, così che ognuno possa essere messo nella condizione di raggiungere il successo formativo. Volendo costruire un curricolo inclusivo per una terza classe primaria finalizzato a “promuovere la conoscenza dell’organizzazione della civiltà romana”, agendo sulle modalità di elaborazione richieste, proseguirei in questo modo. Dopo aver sollecitato gli alunni a dire cosa sapessero circa l’argomento, aver presentato quest’ultimo mostrando un video esplicativo presente su Youtube e aver consegnato loro il testo così da poterlo leggere nuovamente, organizzerei la classe in tre aree di interesse su cui si svolgeranno tre attività differenti per rafforzare la conoscenza appresa: una per promuovere il pensiero analitico prevede la sintesi dell’argomento appreso e la sua restituzione mediante power point, mappa mentale o concettuale; una per promuovere il pensiero creativo prevede di immaginare scenari diversi da quelli appresi ossia rispondere alla domanda “Come sarebbe ora l’Italia se la civiltà romana non fosse mai esistita?”; una per promuovere il pensiero pratico prevede di individuare segni che la civiltà romana ha lasciato nel territorio italiano.

Spiegherei in anticipo le attività previste, inviterei ciascun alunno a scegliere quale svolgere e concorderei con loro il tempo necessario per l’esecuzione. Infine prevedrei un ultimo momento in cui ciascuno espone alla classe quanto svolto, così da poter ricevere feedback. Così facendo, agisco sulle opzioni per le funzioni esecutive guidando la scelta di finalità e obiettivi (espongo gli obiettivi dell’attività) e facilitando la capacità di controllo dei processi (prevedo come strategia di autovalutazione il feedback dei pari). Agisco sulle opzioni per la comprensione, attivando la conoscenza di base, favorendo l’impiego di strategie cognitive e metodo di studio (favorisco la costruzione di organizzatori anticipati mediante la visione del filmato). Infine agisco sulle opzioni per le diverse forme di pensiero, prevedendo tre attività che possano promuovere i tre tipi di pensiero.

Faccia un esempio di costruzione del curricolo inclusivo agendo sulla tipologia delle prestazioni richieste agli allievi (pensiero analitico, creativo e pratico)

Il curricolo inclusivo permette di attuare un’azione didattica maggiormente flessibile e capace di rispondere alle esigenze differenziate di ciascun alunno, così che ognuno possa essere messo nella condizione di raggiungere il successo formativo. Volendo costruire un curricolo inclusivo per una terza classe primaria finalizzato a “promuovere la conoscenza dell’organizzazione della civiltà romana”, agendo sulla tipologia di prestazioni richieste agli allievi, proseguirei in questo modo. Inizialmente solleciterei gli alunni a dire cosa sanno circa l’argomento, presenterei quest’ultimo mostrando un video esplicativo presente su Youtube e leggerei nuovamente il testo corrispondente. Poi organizzerei la classe in tre aree di interesse su cui si svolgeranno tre attività differenti per rafforzare la conoscenza appresa e inviterei ciascun alunno a scegliere quale svolgere sulla base della propria preferenza.

La prima attività, connessa alla promozione del pensiero analitico (caratterizzato dalla capacità di scomporre, confrontare, esaminare, valutare…), prevede la sintesi dell’argomento appreso e la sua restituzione mediante power point, mappa mentale o concettuale. La seconda attività, connessa alla promozione del pensiero creativo (caratterizzato dall’immaginazione, scoperta, abilità di produrre il nuovo), prevede di immaginare scenari diversi da quelli appresi ossia rispondere alla domanda “Come sarebbe ora l’Italia se la civiltà romana non fosse mai esistita?”. La terza attività, connessa alla promozione del pensiero pratico (caratterizzato dalla capacità di saper usare strumenti, organizzare, attuare progetti concreti), prevede di individuare segni che la civiltà romana ha lasciato nel territorio italiano, quindi fare dei collegamenti tra fatti concreti. Inoltre spiegherei in anticipo le attività previste, inviterei ciascun alunno a scegliere quale svolgere e concorderei con loro il tempo necessario per l’esecuzione.

Come opererebbe per cercare i punti di contatto fra le programmazioni?

Quando si prevedono interventi particolari per allievi in situazione di disabilità occorre cercare i punti di contatto fra le programmazioni, infatti “per programmare l’inclusione bisogna includere le programmazioni”. Operando in team, ossia con un’azione congiunta tra insegnante curricolare e insegnante specializzato per il sostegno, e avendo a disposizione sia la programmazione curricolare pensata per la classe sia la programmazione individualizzata pensata per l’allievo in situazione di disabilità, le confronterei e mi chiederei se c’è almeno una cosa tra le tante previste per la classe che può andar bene per l’allievo con disabilità, e viceversa, così che eventualmente possano essere individuate.

Si tratta di pensarla in maniera biunivoca, in quanto spesso si è indotti a pensare che è solo l’allievo con disabilità che deve adattarsi alla programmazione della classe, ma non è così. Tuttavia se individuare delle sovrapposizioni fra le programmazioni è complicato poiché il deficit è consistente o gli obiettivi da perseguire sono complessi, allora cercherei di avvicinare gli obiettivi attraverso un lavoro di modifica, riduzione o traduzione dei contenuti (es. inserendo immagini, agendo sui libri di testo per renderli più comprensibili) così che diventino più adeguati alle esigenze dell’allievo in situazione di disabilità; in tal modo si perseguirebbero obiettivi personalizzati ma con attività similari a quelle del resto della classe.

Nel caso in cui non ci sia né la possibilità di avere degli obiettivi comuni né di avvicinare i contenuti perché le attività sono troppo diverse, allora organizzerei adeguatamente il contesto della classe prevedendo spazi particolari adatti allo svolgimento di attività individuali, così da aumentare le possibilità che l’allievo rimanga nell’ambiente comune per svolgere le proprie attività differenziate. Inoltre mi chiederei se il curricolo può essere reso più inclusivo, implementando in vario modo l’attività didattica così da rispondere alle esigenze differenziate degli allievi.

Come opererebbe per creare un clima positivo in classe?

Una delle strategie di cui l’insegnante dispone al fine di realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo è relativa al clima e alla gestione della classe in quanto esso incide in maniera significativa sulla qualità dell’apprendimento di tutti gli allievi. Fondamentale risulta promuovere adeguate relazioni di gruppo e con gli insegnanti e un atteggiamento positivo nei confronti delle esperienze di apprendimento. Al fine di creare un clima positivo in classe, così che ciascuno possa sviluppare il senso di appartenenza, innanzitutto somministrerei un questionario agli allievi per comprendere quale clima (individualistico, competitivo o collaborativo) è prevalente in ciascun alunno e, conseguentemente, nella classe.

A partire dai risultati ottenuti, prevedrei la messa in campo di adeguate pratiche didattiche. L’obiettivo è infatti quello di creare un contesto dove tutti e tre i climi siano compresenti, in quanto tutti ugualmente necessari, ma in cui ci sia una prevalenza di clima collaborativo: gli allievi devono percepire di stare in un ambiente dove tutti vengono accolti, dove le differenze non vengono penalizzate ma piuttosto evidenziate, dove vi sono competenze sempre più sociali, dove ci si supporta, ci si aiuta e si cerca di raggiungere il successo insieme.

  • Un’attività che possa contribuire a dedicare attenzione a ciascun alunno, nonché a valorizzare le differenze individuali, potrebbe essere quella di chiedere agli alunni di pensare a un momento che hanno vissuto e che per loro è particolarmente importante, di scriverlo in un foglio e di inserirlo all’interno di un contenitore. In seguito estrarre casualmente ciascun foglietto dal contenitore e invitare la persona che lo ha scritto a raccontare l’episodio, nel silenzio collettivo.

Questa attività rappresenterebbe un momento di scambio tra gli alunni che, così facendo, possono imparare a conoscersi meglio. Tale attività risulta trasversale per ogni età e potrebbe essere riproposta cambiando di volta in volta l’argomento da trattare (es. “Sono stato particolarmente felice quella volta che…”, “Il regalo che più mi piacerebbe ricevere è…”, “La cosa che più mi piace fare è…”).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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