Didattica speciale – quesiti metodologici
Se dovesse programmare l’utilizzo dello MnemoTest in classe, come organizzerebbe la situazione? Come organizzeresti se dovesse essere una prova d’ingresso?
Lo MnemoTest è uno strumento di valutazione che si compone di 12 prove, ciascuna costituita da scheda "Stimolo" e scheda "Domande", descriventi delle situazioni di vita quotidiana che per essere risolte richiedono strategie di memoria. Programmerei il suo utilizzo in questo modo: dopo aver introdotto l’attività, sto attenta nel dire agli alunni che in essa non vi sono risposte soggette a valutazione ma, anzi, non ci sono risposte giuste al “come hai fatto per ricordarti?” ma ognuna è valida e necessaria per capire come ognuno usa la propria memoria.
Proietterei, poi, alla LIM la scheda-Stimolo n. 1 e, dopo aver consegnato agli allievi una quaderno per rispondere alle domande, chiederei loro di prestare molta attenzione a ciò che viene proiettato. Tolta la scheda, conto 20 secondi poiché così il bambino deve introdurre delle azioni a livello di memoria di lavoro per poter mantenere l’informazione.
Trascorsi i 20 secondi procedo col presentare la scheda-Domanda n. 1 contenente una domanda di performance di memoria seguita dal quesito “Come hai fatto per ricordare?”: le modalità di approccio potrebbero, quindi, essere diverse, associazioni, strategie semantiche ecc. Ogni prova viene rapportata al parametro della prestazione (“ci sei riuscito?”) e della competenza metacognitiva (“quale strategia hai utilizzato?”), a cui è possibile attribuire un punteggio da 0 a 2 fino a un max di 24 punti a parametro.
Tuttavia, questi sono punteggi grezzi ed è, quindi, necessaria una standardizzazione per renderli dati normativi. A ogni punteggio è, poi, correlato un rango percentile che indica la % di soggetti che vanno peggio. Sono prove che si possono usare come prove d’ingresso poiché mostrano se l’allievo si approccia strategicamente nei confronti dei compiti mnestici: se sì, si può prevedere un curricolo metacognitivo per potenziare la consapevolezza; se no, si può attuare una valutazione focalizzata sulle strategie, adottando azioni riferite al curricolo dei prerequisiti e a quello strategico.
Proponga una o più attività fondate sul cooperative learning in una scuola primaria
Il cooperative learning è una modalità di apprendimento basata sull'interazione all'interno di un gruppo di allievi che collaborano, al fine di raggiungere un obiettivo comune. A tal proposito, allora, proporrei un’attività fondata sul metodo Jigsaw. Tale metodo consiste nel presentare alla classe un argomento, es. le parti delle foglie, che può essere scomposto in più parti autonome che non richiedono la conoscenza delle altre parti, es. margine, nervature, stomi, pagina, picciolo, per poter essere studiate individualmente.
Dopo di che, l’insegnante divide la classe, in modo casuale, in gruppi di lavoro chiamati “di base” composti da 5 alunni ciascuno. Ad ogni studente, facente parte di un gruppo, viene assegnata una parte dell’intero argomento così che la somma di ogni singola parte assegnata all’interno del gruppo completi l’argomento. Ogni alunno inizia, così, a studiare il materiale assegnato per un tempo stabilito dal docente.
Al termine, gli allievi che hanno studiato la stessa parte si riuniscono in gruppi che prendono il nome di “gruppi di esperti”. Ogni gruppo esperto dovrà produrre una mappa completa dei contenuti scelti sulla parte a loro affidata per presentarla, poi, ai compagni quando dovranno rientrare nel gruppo base. Al termine del tempo stabilito dal docente per questo momento di confronto, gli “studenti esperti” tornano al gruppo base: a turno, ogni studente dovrà presentare ai compagni la sua parte studiata individualmente e insieme al gruppo degli esperti.
Dopo di che, tutti insieme, dovranno collaborare per raggiungere il risultato finale che consiste nel creare una mappa riassuntiva sulle parti delle foglie per poi studiarla. Ritengo essere, questa, un’attività molto interessante in un’ottica di C.L. poiché, avendo avuto la possibilità di sperimentarla nel corso del laboratorio di Didattica Speciale, ho potuto apprendere come ogni soggetto, facente parte del gruppo, apprenda le parti di un argomento solo grazie al contributo dei colleghi facenti parte di quel gruppo.
Presenti un esempio di lavoro riferito al potenziamento delle strategie di memoria diverso dagli esempi riportati nel testo
Il potenziamento delle strategie di memoria fa riferimento alla conoscenza delle strategie, al controllo delle strategie e ai processi messi in atto e alla riflessione sulle strategie utilizzate ossia, alla riflessione metacognitiva. Per poter potenziare le strategie di memoria si potrebbe, quindi, ricorre a compiti che richiedono il mantenimento dell’informazione nella memoria a breve termine con aggiornamento e modifica dell’informazione nel tempo.
In particolare per potenziare le strategie di organizzazione spaziale (= mi ricordo perché erano collocate in determinate parti dello spazio), inizierei con l’introdurre l’attività spiegando agli alunni che essa non sarà soggetta ad alcun tipo di valutazione poiché è solo un modo per capire come ognuno riesce a ricordare e ad usare la propria memoria.
Avvio il compito prendendo 6 diversi oggetti da un contenitore visibile a tutti per mostrarli, uno alla volta agli alunni. Quando tutti hanno ben osservato gli oggetti, li inserisco all’interno di uno zainetto posto sopra alla cattedra e dopo una pausa chiedo di rispondere alla seguente domanda “cosa c’è nello zainetto?” su un foglio.
Dopo di che, tolgo a caso un oggetto dallo zainetto, lo mostro agli alunni e lo pongo nell’armadio posto in fondo all’aula. Al termine di una seconda pausa chiedo di rispondere alla seguente domanda “cosa c’è nello zainetto? cosa c’è nell’armadio?”. Si ripeterà, poi, l’attività aumentando il numero degli oggetti estratti: questo fa sì che, di volta in volta, la memoria a breve termine aggiorni la lista degli oggetti estratti dallo zainetto e disposti nelle varie parti dell’aula.
Al termine, può essere chiesto ai bambini se sono riusciti a ricordare tutto e quali strategie hanno utilizzato per ricordare gli oggetti in modo tale da avviare un confronto conclusivo che permetta a tutti di scoprire nuove possibili strategie di memoria, che prima non erano mai state pensate, utili a ricordare delle informazioni.
Presenti un esempio di lavoro sul problem solving mnestico diverso dagli esempi riportati nel testo
Un esempio di lavoro potrebbe essere quello di far sperimentare in prima persona agli allievi, attraverso il role-playing, situazioni conflittuali per cercare di risolverle. In primis, quindi, chiederei loro di scrivere su un foglio un momento realmente vissuto all’interno della classe ma che è, però, risultato per loro problematico che vorrebbero rappresentare, starei attenta nel dire che non si tratta di un’attività soggetta a valutazione ma è solo un modo per individuare quali possono essere le diverse possibilità risolutive di un problema.
Dopo di che, segue una riflessione collettiva su quanto scritto da ognuno e si individua quel problema che è per tutti più “urgente” da risolvere e da mettere in scena. Individuato il problema, formerei due gruppi: quello degli “attori” che rappresenteranno la situazione scelta recitando il modo in cui risolverebbero il problema e quello degli “osservatori” che dovranno, appunto, osservare la situazione.
A questi ultimi verrà fornita una scheda contenente delle indicazioni rispetto a cosa osservare: “che situazione problematica è stata messa in campo?”, “chi e che cosa hai osservato?”, “i protagonisti che cosa hanno fatto e detto?”, “le loro azioni hanno contribuito a risolvere il problema?”, “sono state trovate delle possibili soluzioni? Se sì, qual è la decisione presa?, “ogni attore ha potuto esprimere la propria idea o la decisione è stata presa da una sola persona senza interpellare gli altri?”.
Al termine del role-playing, il gruppo degli “attori” racconta come ha vissuto e cosa gli ha suscitato l’esperienza, mentre, il gruppo degli “osservatori” espone ciò che ha segnato nella scheda. Al termine, chiederei loro di riflettere sulle soluzioni trovate per risolvere il problema attraverso domande-stimolo del tipo “le soluzioni trovate sono state efficaci?”, “quale soluzioni avresti proposto tu?”, “che emozioni hai vissuto?”, “sei arrivato ad una soluzione da solo o collaborando?”.
Presenti un esempio di lavoro riferito al lavoro sul metodo di studio dagli esempi riportati nel testo
Durante la lezione l’insegnante anticipa che l’indomani illustrerà un nuovo argomento, es. la foglia, e invita i bambini a leggere alcune pagine del libro trattanti l’argomento, anche se possono capirci ben poco. L’indomani, l’insegnante inizia con il presentare l’argomento e, poiché gli allievi hanno già avuto possibilità di approcciarsi ad esso, ciò farà sì che l’apprendimento sarà aumentato in quanto si creano delle condizioni che connettono più facilmente quello che già sapevano con quello che vengono a conoscere.
Ciò permette all’insegnante di evidenziare come l’uso dei cosiddetti “organizzatori anticipati”, la lettura svolta a casa, può facilitare il ricordo. Dopo di che, per lavorare sulle strategie mnestiche dei bambini, l’insegnante fornisce un video e un brano sulle foglie e chiede loro di estrarre i concetti principali per riportali sinteticamente sia su una mappa concettuale che su una mappa mentale.
Ogni allievo, poi, espone l’argomento utilizzando le due mappe e, ad esposizione conclusa, è invitato ad esprimere un parere su quale mappa è stata a lui più congeniale per ripetere. Come compito a casa viene assegnato lo studio dell’argomento spiegato a lezione. Il giorno seguente, verrà fornita una scheda, che contiene delle domande a cui rispondere: “quale materiale hai ritenuto significativo per studiare? Perchè?”, “Se avessi potuto scegliere, avresti costruito la mappa concettuale o avresti fatto altro? Cosa?”, “Hai trovato una strategia che ti sembrava utile per ricordare meglio? Quale?”.
Infine, dopo che tutti avranno esposto il loro lavoro, chiederò loro di riflettere sulle soluzioni date per stimolare la loro capacità meta-cognitiva attraverso domande-stimolo del tipo: “Se hai imparato tutto a memoria, oggi sei in grado di ricordarti tutto?”, “La strategia che hai utilizzato è efficace in modo da poter ricordare tutto oggi?”, “Quali nuove strategie utili per i tuoi studi hai imparato?”.
Indicare le linee di lavoro per l’educazione al metodo di studio, facendo un esempio specifico
Non c’è un metodo di studio uguale per tutti ma, vi sono delle strategie che guidano a riflettere sui modi più adeguati a elaborare e memorizzare i concetti, tra le quali l’allievo può scegliere, come:
- Creare organizzatori anticipati: l’insegnante, ad esempio, anticipa che l’indomani illustrerà un nuovo argomento e invita i bambini a leggere alcune pagine del libro trattanti l’argomento, anche se possono capirci poco. L’indomani, l’insegnante introduce l’argomento e, poiché gli alunni hanno già avuto possibilità di esplorarlo, si creano delle condizioni che connettono più facilmente quello che vengono a conoscere con quello che già sapevano, aumentando così l'apprendimento.
- Utilizzare strategie mnestiche e riflettere sulla loro utilità: ad esempio, l’insegnante fornisce un video e un brano sull’argomento “foglie” e chiede ai bambini di estrarre i concetti principali per riportali sia su una mappa concettuale, sia su una mappa mentale. Ogni allievo, poi, espone l’argomento utilizzando le due mappe e, ad esposizione conclusa, è invitato ad esprimere un parere su quale mappa è stata a lui più congeniale per ripetere;
- Promuovere forme di problem solving mnestico: ad esempio, come compito viene assegnato lo studio dell’argomento spiegato e, il giorno dopo, viene fornita una scheda, che contiene delle domande a cui rispondere: “quale materiale hai ritenuto significativo per studiare? Perchè?”, “Se avessi potuto scegliere, avresti costruito la mappa concettuale o avresti fatto altro? Cosa?”, “Hai trovato una strategia che ti sembrava utile per ricordare meglio? Quale?”. Infine, dopo che tutti avranno esposto il loro lavoro, chiederò loro di riflettere sulle soluzioni date per stimolare la loro capacità meta-cognitiva attraverso domande-stimolo del tipo: “Se hai imparato tutto a memoria, oggi sei in grado di ricordarti tutto?”, “La strategia che hai utilizzato è stata efficace affinché oggi ricordassi?”, “Quali nuove strategie utili per i tuoi studi hai imparato?”.
Indicare le linee di lavoro per l’educazione al metodo di studio
Educare al metodo studio significa guidare gli alunni a riflettere sulle procedure più appropriate per elaborare, memorizzare e recuperare i concetti. Non esiste un metodo di studio adatto a tutti ed è per questo che è importante mostrare agli allievi strategie diverse tra le quali lui può scegliere perché le ritiene più funzionali alle sue caratteristiche e al suo stile di apprendimento. Le strategie sono procedure attraverso le quali è possibile promuovere la connessione tra la conoscenza posseduta e quella da acquisire per facilitare il ricordo. Tra le strategie, troviamo:
- Creare organizzatori anticipati: ossia delle preconoscenze negli allievi che consentano nel momento in cui affrontano uno studio più intenso di facilitarlo poiché, se gli alunni hanno già avuto modo di esplorare un concetto, si creeranno delle condizioni che connettono più facilmente ciò che vengono a conoscere con ciò che già sapevano, aumentando così l'apprendimento.
- Utilizzare strategie mnestiche e riflettere sulla loro utilità: ossia promuovere l’utilizzo di strategie di memoria, come la costruzione di mappe mentali e concettuali, ossia sistemi di organizzazione delle informazioni costruite in maniera differente, rendendoli consapevoli di quale funzioni meglio in un determinato campo piuttosto che in un altro.
- Promuovere forme di problem solving mnestico: ossia promuovere forme di pensiero divergente su come si potrebbe fare per ricordare le cose. Esso si compone di 4 momenti: identificazione del problema rispetto ad un certo compito, definizione delle possibili soluzioni per ricordare il compito, elenco delle conseguenze che derivano dalle soluzioni pensate e adozione della soluzione più efficace.
Proponga un’
-
Esame Didattica speciale - Risposte esaustive a possibili quesiti metodologici
-
Quesiti metodologici per esame di Didattica speciale
-
Elettrotecnica - Domande Panella
-
Riassunto esame Psicologia dell’educazione per l’handicap, prof. Cottini. Appunti delle lezioni affrontate. Libro c…