I rischi degli intermediari finanziari
1) Quali sono le singole categorie di rischio identificabili all'interno dei rischi reddituali che gli intermediari finanziari si trovano ad affrontare?
Una prima distinzione è tra rischi di controparte, rischi di mercato, rischio di inflazione e rischi operativi.
All'interno dei rischi di controparte è possibile distinguere tra rischi di credito e rischi di regolamento. Per ciò che riguarda i rischi di mercato si identificano come tali il rischio di tasso di interesse, il rischio di regolamento ed il rischio di prezzo.
Anche all'interno dei rischi operativi è possibile identificare una pluralità di diverse fattispecie tra le quali rientrano il rischio di furti e rapine, il rischio di comportamenti errati o fraudolenti dei dipendenti ed il rischio che l'utilizzo di sistemi di valutazione e monitoraggio della clientela risulti inefficienti generando delle perdite.
2) Perché, a parità di condizioni, una società che eroga credito al consumo è tendenzialmente meno esposta al rischio di inflazione rispetto ad una banca che eroga prevalentemente mutui ipotecari per l'acquisto di immobili?
Perché la durata mediamente inferiore per le operazioni poste in essere dalla società di credito al consumo la porta a subire l'effetto inflazione per periodi più contenuti rispetto ad una banca che eroga mutui ipotecari, in quanto questi ultimi riguardano operazioni generalmente di medio-lungo termine.
Mentre quindi la società di credito al consumo ha la possibilità di rivedere le condizioni dei nuovi crediti erogati con maggiore frequenza, le condizioni di un mutuo manifesteranno i loro effetti per un periodo maggiore.
Dato che il rischio di inflazione che corre un intermediario è tanto più forte quanto maggiore è la durata del rapporto tra intermediario e cliente, ne segue che la banca è esposta in misura maggiore della società di credito al consumo.
3) Quale categoria di intermediari finanziari è maggiormente esposta ai rischi di credito tra banche, società di leasing e società di intermediazione mobiliare?
Le più esposte sono le società di leasing. Le società di intermediazione mobiliare, in quanto intermediari del mercato mobiliare con un orientamento alla formazione di margine commissionale, non hanno una prevalenza dell'attività creditizia, questa risulta sensibilmente maggiore per le società di leasing.
Non avendo altre indicazioni, sono le seconde a dover mostrare una maggiore esposizione al rischio di credito. Quest'ultime sono infatti focalizzate sull'attività creditizia, mentre le banche potrebbero aver posto in essere un'attività di diversificazione del business a seguito della quale il peso dell'attività creditizia verrebbe ridimensionato da un peso crescente dell'attività di erogazione di servizi (consulenza, servizi di pagamento, ecc.).
4) Quali sono i rischi corsi da un intermediario europeo che si è finanziato emettendo obbligazioni a tasso variabile sul mercato giapponese denominate in yen?
L'intermediario sta correndo un rischio di cambio ed un rischio di tasso d'interesse. Il primo è relativo al fatto che l'emissione in valuta sul mercato giapponese lo porta ad avere un costo per interessi (da riconoscere agli obbligazionisti) che potrà essere più o meno oneroso a seconda dell'andamento del tasso di cambio dello yen.
Inoltre l'emissione ad un tasso variabile lo lega all'andamento dei tassi di interesse del mercato obbligazionario che in questo caso li imporrà delle regole che deve pagare alla dinamica del mercato. Esso non può ignorare questo rischio ed il cognito in quanto gli effetti e gli elementi concernono i suoi investitori.
L'incertezza in merito al riconoscimento degli interessi è un elemento di preoccupazione per gli investitori e non per l'emittente. La valutazione che ne dovrebbe derivare deve infatti attenersi alle conseguenze nel rapporto emittente obbligazionista e non alle osservazioni e le conseguenze per l'emittente derivante dal mancato pagamento (esistente).
5) Considerando il rischio di credito e rischio di regolamento in un'operazione di mutuo ipotecario, ci è la possibilità che, se verificano uno, si verifichi anche l'altro?
Nel caso in cui si verifichi un rischio di regolamento, non è detto che si verifichi anche il rischio di credito.
Nell'eventualità che si ritardi il pagamento della rata del mutuo, che vede verificarsi un rischio di regolamento, un possibile aggravamento della rata del mutuatario attraverso un pagamento tardivo potrebbe portare in seguito a verificarsi del rischio di credito.
L'intermediario riuscirebbe infatti ad evitare parte sul rischio di regolamento se l'effetto inflativo non ci misura dalle riserve, in ogni caso che si sia verificato anche il rischio di regolamento. Se infatti il mutuatario va in mora risolvendo in tutto o in parte le proprie rate, ciò
I rischi degli intermediari finanziari
1) Quali sono le singole categorie di rischio identificabili all'interno dei rischi reddituali che gli intermediari finanziari si trovano ad affrontare?
Una prima distinzione è tra rischi di controparte, rischi di mercato, rischio di inflazione e rischi operativi.
All'interno dei rischi di controparte è possibile distinguere tra rischi di credito e rischi di regolamento. Per ciò che riguarda i rischi di mercato si identificano come tali il rischio di tasso di interesse, il rischio di regolamento ed il rischio di prezzo.
Anche all'interno dei rischi operativi è possibile identificare una pluralità di diverse fattispecie tra le quali rientrano il rischio di furti e rapine, il rischio di comportamenti errati o fraudolenti dei dipendenti ed il rischio che l'utilizzo di sistemi di valutazione e monitoraggio della clientela risulti inefficiente generando delle perdite.
2) Perché, a parità di condizioni, una società che eroga credito al consumo è tendenzialmente meno esposta al rischio di inflazione rispetto ad una banca che eroga prevalentemente mutui ipotecari per l'acquisto di immobili?
Perché la durata mediamente inferiore per le operazioni poste in essere dalla società di credito al consumo la porta a subire l'effetto inflazione per periodi più contenuti rispetto ad una banca che eroga mutui ipotecari, in quanto questi ultimi riguardano operazioni generalmente di medio-lungo termine.
Mentre quindi la società di credito al consumo ha la possibilità di rivedere le condizioni dei nuovi crediti erogati con maggiore frequenza, le condizioni di un mutuo manifesteranno i loro effetti per un periodo maggiore.
Dato che il rischio di inflazione che corre un intermediario è tanto più forte quanto maggiore è la durata del rapporto tra intermediario e cliente, ne segue che la banca è esposta in misura maggiore della società di credito al consumo.
3) Quale categoria di intermediari finanziari è maggiormente esposta ai rischi di credito tra banche, società di leasing e società di intermediazione mobiliare?
Le più esposte sono le società di leasing. Le società di intermediazione mobiliare, in quanto intermediari del mercato mobiliare con un orientamento alla formazione di un margine commissionale, non hanno una prevalente attività creditizia, diversamente dalle società autorizzate all'attività di leasing.
Tra banche e società di leasing, non avendo altre indicazioni, sono le seconde a dover mostrare una maggiore esposizione al rischio di credito. Quest'ultime sono infatti focalizzate sull'attività creditizia, mentre le banche potrebbero avere posto in essere un'attività di diversificazione del business a seguito della quale il peso dell'attività creditizia verrebbe ridimensionato da un peso crescente dell'attività di erogazione di servizi (consulenza, servizi di pagamento, ecc.).
4) Quali sono i rischi corsi da un intermediario europeo che si è finanziato emettendo obbligazioni a tasso variabile sul mercato giapponese denominante in yen?
L'intermediario sta correndo un rischio di cambio ed un rischio di tasso d'interesse. Il primo è relativo al fatto che l'emissione in valuta sul mercato giapponese lo porta ad avere un costo per interessi (da riconoscere agli obbligazionisti) che potrà essere più o meno oneroso a seconda dell'andamento del tasso di cambio dello yen.
Inoltre l'emissione ad un tasso variabile lo lega all'andamento dei tassi d'interesse del mercato obbligazionario in questo caso il proprio debito potrebbe dover pagare tale a dinamica del mercato.
Esso non potrà ritenersi esposto al rischio di credito in quanto gli emittenti di fronte all'incertezza in merito al rimborso del debito manifestano un differente elemento di preoccupazione per gli investitori e non per l'emittente. La volatilità non ha delle conseguenze per l'emittente derivante dal mancato pagamento risolutive.
5) Considerando il rischio di credito e il rischio di regolamento in un'operazione di mutuo ipotecario, qual è la possibilità che, verificandosi uno, si verifichi anche l'altro?
Nel caso in cui si verifichi il rischio di regolamento, non è detto che si verifichi anche il rischio di credito.
Nell'eventualità che il ritardato pagamento della rata del mutuo, vede verificarsi un rischio di regolamento, uno si riserva la possibilità di tutelarsi nel merito del maturato attraverso un pagamento tardivo della tot. stessa, associato successivamente al rischio di credito.
L'intermediario riuscirebbe infatti ad evitare parte dei rischi di regolamento nel caso in cui fosse maturato nei confronti del credito invece, ciò implica che si sia verificato anche il rischio di regolamento. Se infatti il mutuatario non ha rimborsato in tutto o in parte le proprie rate, ciò
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