Concetti Chiave
- Il concetto di spazio assoluto, legato alla fisica classica, è una convenzione per comprendere le distanze e le posizioni degli oggetti nel mondo.
- L'esperimento di Michelson-Morley del 1887 ha dimostrato che la velocità della luce è indipendente dall'etere, contribuendo alla nascita del concetto di vuoto nella fisica moderna.
- Con la relatività ristretta, la velocità della luce nel vuoto è considerata una costante universale, rivoluzionando le nozioni di spazio e tempo assoluti in favore di quelle relative.
- Einstein ha trasformato la fisica introducendo il concetto di spaziotempo, dove le grandezze fisiche sono relative all'osservatore, ponendo fine alla fisica classica.
- La velocità della luce, pari a circa 299792458 m/s, rappresenta la massima velocità nell'Universo e gioca un ruolo fondamentale nella formulazione delle leggi fisiche moderne.
In questo appunto di Fisica si descrive la transizione dal concetto classico di spazio assoluto alla fisica moderna e alla relatività. Verranno esposti i concetti-chiave che stanno alla base della relatività, con un focus sulla velocità della luce e sulle principali misure fisiche coinvolte.
Il concetto di spazio assoluto
Lo spazio assoluto non è un fenomeno osservabile, piuttosto è una "convenzione" da noi adottata per meglio percepire il mondo che ci circonda. Il concetto di spazio assoluto è legato alla distanza delle cose, le quali generalmente si estendono lungo
La definizione geometrica di spazio assoluto si effettua andando a precisare un punto di riferimento di osservazione, e stabilendo la misura e le direzioni per le distanze.
Il primo tentativo di una descrizione logica di spazio consiste nelle nozioni di geometria euclidea. Il concetto fu poi ripreso da Isaac Newton, padre della fisica classica e a cui si devono le nozioni di Tempo Assoluto e Spazio Assoluto. Quest'ultimo veniva inteso come punto di riferimento assoluto e immobile rispetto al quale ogni oggetto si muove.
Grazie alle trasformazioni di Galileo è stato poi possibile individuare delle relazioni in termini delle
Dopo Newton la fisica ha continuato ad accettare l'esistenza dello spazio assoluto; anzi questo era stato identificato con un fluido imponderabile, l'etere, che negli ultimi anni dell'Ottocento era stato posto alla base delle teorie ottiche, elettriche e magnetiche.
Il campo elettromagnetico maxwelliano, per esempio, era pensato come un insieme di perturbazioni che si propagano in un etere che si estende occupando tutto lo spazio. A quei tempi non esisteva ancora il concetto di vuoto, e per i fisici era infatti impensabile che un'onda elettromagnetica (analogamente a quanto accadeva per le onde sonore) potesse propagarsi senza un mezzo che avesse la funzione di trasmettere le vibrazioni. Appurato che la luce ha una natura ondulatoria, lo spazio occupato dall'etere si identificava dunque ancora con lo spazio assoluto newtoniano.
Dall'etere all'idea del vuoto
Il concetto di etere come tutto ciò che andava aldilà dell'atmosfera terrestre, come già pensato da Aristotele, tuttavia, destava ancora molti dubbi tra gli studiosi. Quest'ultimi, infatti, si ponevano molte domande; si chiedevano come, ad esempio, fosse costituito quest'etere per permettere di far giungere la luce alle stelle e inoltre ci si chiedeva in che termini quest'etere interagisse e influenzasse il moto dei pianeti.Per rispondere a queste domande, gli scienziati di quei tempi ipotizzarono che proprio come l'atmosfera, l'etere seguisse il moto della Terra nel verso opposto. In questo contesto, molti furono gli esperimenti che tentavano di misurare la velocità del vento d'etere, intesa proprio come quella velocità che permettesse alla luce di raggiungere le stelle.
In questo contesto si inserisce il famoso esperimento di Albert Abraham Michelson ed Edward Morley nel
L'esplosione delle scienze avvenuta in questo periodo, quindi, ha rivoluzionato non solo il modo in cui pensiamo al nostro mondo, ma anche il tempo e lo spazio stessi.
Qual è la velocità della luce?
Con l'introduzione della relatività ristretta, la velocità della luce nel vuoto, indicata con la letteraEinstein mostrò che la relatività del concetto di simultaneità comporta la relatività rispetto all'osservatore anche dei concetti di lunghezza e di intervallo temporale. In questo modo le strane proprietà matematiche delle formule di Lorentz diventavano conseguenze logiche di procedimenti di misura fisici compiuti ammettendo il postulato della costanza della velocità della luce.
Poiché le nozioni di lunghezza e di tempo sono fondamentali per qualsiasi considerazione scientifica di qualsiasi evento naturale, la teoria di Einstein comportava una radicale modificazione dell'intera fisica e dava l'avvio a una nuova fisica relativistica che, lasciati cadere i concetti assoluti di spazio e di tempo, considerava gli eventi fisici rispetto a spazi e tempi relativi all'osservatore. Con l'abbandono dello spazio assoluto e del tempo assoluto, veniva a crollare il quadro concettuale in cui era iscritto il grande universo-macchina newtoniano.
Con la teoria della relatività ristretta, Einstein rivoluzionò i paradigmi della fisica classica (basata sulla relatività galileiana) conosciuta fino ad allora. Questo sancì la fine della fisica classica e l'inizio della fisica moderna.
I postulati della relatività ristretta sanciscono che le leggi della fisica hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento inerziali; inoltre, la velocità della luce nel vuoto è la stessa in tutti i sistemi di riferimento inerziali.

Ripartendo dalla definizione di velocità della luce, nonché, quella velocità di propagazione di un'onda magnetica e di una particella libera e senza massa, sappiamo che nel vuoto ha un valore costante pari a:
Quest'ultima risulta essere indipendente dal moto della sorgente e da quello dell'osservatore. Inoltre, consiste nella massima velocità raggiungibile. In altre parole, è la velocità massima alla quale viaggia qualsiasi informazione nell'Universo. Da questa teoria ne derivano dei concetti del tutto rivoluzionari quali il concetto di dilatazione del tempo e contrazione delle lunghezze.
Per ulteriori approfondimenti sui concetti generali della relatività vedi qui
Per ulteriori approfondimenti sulla relatività ristretta vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra spazio assoluto e spazio relativo secondo la fisica moderna?
- Qual è l'importanza dell'esperimento di Michelson-Morley nella storia della fisica?
- Come ha rivoluzionato Einstein la fisica con la relatività ristretta?
- Qual è il valore della velocità della luce nel vuoto e la sua rilevanza?
- Quali sono le conseguenze della relatività sulla percezione del tempo e dello spazio?
Lo spazio assoluto è una convenzione adottata per percepire il mondo, legato a un punto di riferimento immobile, mentre lo spazio relativo, introdotto dalla relatività, considera le grandezze fisiche in relazione all'osservatore, abbandonando i concetti assoluti di spazio e tempo (testo).
L'esperimento di Michelson-Morley del 1887 ha dimostrato l'indipendenza della velocità della luce dal presunto "vento d'etere", fornendo una prova decisiva contro la teoria dell'etere e ponendo le basi per la concezione del vuoto (testo).
Einstein ha introdotto la relatività ristretta, affermando che la velocità della luce è una costante universale e che le leggi della fisica sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali, modificando radicalmente la comprensione di spazio e tempo (testo).
La velocità della luce nel vuoto è di circa 299792458 m/s, ed è la massima velocità raggiungibile nell'Universo, indipendente dal moto della sorgente e dell'osservatore, fondamentale per la teoria della relatività (testo).
La relatività comporta la dilatazione del tempo e la contrazione delle lunghezze, trasformando le nozioni classiche di spazio e tempo in concetti relativi, influenzati dall'osservatore (testo).