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Concetti Chiave

  • Il Socialismo e il Comunismo, inizialmente simili, si sono distinti dopo la Rivoluzione sovietica, con il primo orientato verso riforme e il secondo verso una rivoluzione radicale.
  • Il Socialismo francese utopico mirava ad abolire la proprietà privata e a creare una collaborazione tra lavoratori per contrastare il liberalismo individuale.
  • Due correnti di Socialismo si svilupparono: quella inglese, che accettava lo sviluppo economico con riforme, e quella francese, più utopica e basata su teorie di filosofi come Saint-Simon e Fourier.
  • Il Comunismo, rappresentato dal "Manifesto del partito comunista" di Marx e Engels, vede la storia come una lotta di classi e sostiene che il cambiamento sociale avvenga tramite l'evoluzione economica.
  • Le tensioni tra riformisti (Menscevichi) e rivoluzionari (Bolscevichi) emersero all'interno del Partito Socialdemocratico Russo, culminando nella Rivoluzione d'Ottobre guidata da Lenin.

In questo appunto di Storia contemporanea per le scuole si approfondiscono alcuni aspetti degli ideali politici di Socialismo e Comunismo e si tenta di evidenziare le principali differenze tra i due. Sebbene inizialmente i due termini vengano associati tra loro come due facce della stessa medaglia, nel corso della storia, in particolare dopo la Rivoluzione sovietica, essi iniziano a identificare le due anime della nuova ideologia: il Socialismo quella più riformatrice, il Comunismo quella più rivoluzionaria.
Differenze tra Socialismo e Comunismo nella Storia Contemporanea articolo

Il Socialismo francese (utopico)

Il Socialismo, che si affermò come tendenza politica fra la prima e la seconda rivoluzione industriale, si poneva i seguenti obiettivi:
  • Abolire la proprietà privata;
  • Creare un connubio fra i lavoratori per combattere e sconfiggere il liberalismo individuale.
Esistevano due tipologie di socialismo: inglese, che accettava lo sviluppo economico del suo Paese, ma voleva, allo stesso tempo, riforme per rimediare alle conseguenze negative dello sviluppo economico; e francese: un socialismo utopico (immaginario), che si basava sulle teorie di Saint-Simon, Fourier, Blanc e Proudhon. Il filosofo francese Claude-Henri de Rouvroy conte di Saint-Simon (1760-1825) sosteneva che una società dovesse essere guidata da governi tecnici, che basavano il loro potere su valori della cristianità antica. François Marie Charles Fourier (1772-1837) sostenne che la società dovesse essere suddivisa in tanti nuclei economici e politici autonomi. Louis Jean Joseph Charles Blanc (1811-1882) pose i principi riguardo la società: sosteneva infatti che questa dovesse essere composta da ateliers sociaux, cioè fabbriche sociali, in cui i lavoratori erano anche i proprietari dell’attività stessa. Infine, il filosofo Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) definì una società con un’economia e una politica autosufficienti con l’abolizione della proprietà privata (anarchia positiva): “L'anarchia è una forma di governo o di costituzione nella quale la coscienza pubblica e privata, formata dallo sviluppo della scienza e del diritto, basta da sola a mantenere l'ordine e a garantire tutte le libertà.”
per un ulteriore approfondimento sul partito socialista in Francia vedi anche qua

Comunismo: il Manifesto di Karl Marx

Il comunismo, come idea politica, nacque con la pubblicazione del “Manifesto del partito comunista” di Karl Marx e Friedrich Engels nel 1848. Famosissimo è l’incipit del Manifesto, che così recita: “Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. Quale partito d'opposizione non è stato tacciato di comunismo dai suoi avversari di governo; qual partito d'opposizione non ha rilanciato l'infamante accusa di comunismo tanto sugli uomini più progrediti dell'opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari? Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni. Il comunismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee. È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso.” Attraverso questo libro abbiamo l’illustrazione di un socialismo rivoluzionario, che contrastava quello utopico francese, perché secondo Marx la società non cambia con delle nuove idee, ma con l’evoluzione dell’organizzazione economica, che è la struttura stessa di una società. Secondo le idee espresse da Marx, la storia della società umana si divide in quattro fasi:
  • Società primitiva;
  • Società della schiavitù;
  • Società feudale;
  • Società capitalistico-borghese.
Ogni fase è caratterizzata dalla lotta fra oppressore e oppresso e quindi la storia è una continua lotta fra classi. Il passaggio da un periodo storico all’altro è dovuto al cambiamento o evoluzione dei mezzi impiegati nella produzione e all'affermarsi della classe che sa sfruttarli al meglio. La borghesia detiene il controllo e l’utilizzo dei mezzi di produzione e sfrutta il proletariato, che deve liberare l’umanità. La rivoluzione abolisce la proprietà privata e dopodiché si arriva ad una fase fondamentale per la storia della società umana, che è il Comunismo.
Differenze tra Socialismo e Comunismo nella Storia Contemporanea articolo
per un ulteriore approfondimento sul comunismo vedi anche qua

Differenze tra Socialismo e Comunismo

Le due ideologie, sebbene caratterizzate da origini diverse, hanno in realtà un’anima strettamente legata. Il Socialismo è la faccia più riformista della medaglia, punta all’autodeterminazione dei popoli attraverso il superamento della soppressione, il Comunismo invece, ha pretese più rivoluzionarie e spesso estremiste. Quest’ultimo infatti determinò la Rivoluzione d’Ottobre che portò al rovesciamento della monarchia in Russia all’inizio del Novecento. Per tutto l’Ottocento i due termini vennero usati come sinonimi. Lo stesso Marx, nei suoi scritti, sembrava non distinguerle nettamente, ma proporle come due facce della stessa medaglia. L’evento che determinò una più evidente separazione tra i due termini fu la Rivoluzione sovietica del 1917, che diede il via ad un’escalation di eventi per cui le due anime del socialismo non poterono più lottare insieme. Per i massimalisti, comunisti, l’obiettivo della rivoluzione andava portato avanti per puntare al massimo risultato, quindi la presa del potere. Per i riformisti invece, i socialisti, occorreva iniziare con delle riforme graduali. Anche all’interno del Partito Socialdemocratico Russo, che condusse la Rivoluzione d’Ottobre, si distinsero queste due correnti: i riformisti, chiamati Menscevichi, e i rivoluzionari: chiamati invece Bolscevichi. Tra i Bolscevichi, emerse il padre della Rivoluzione, Lenin.
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali differenze tra Socialismo e Comunismo?
  2. Il Socialismo è considerato la faccia più riformista, puntando all'autodeterminazione dei popoli, mentre il Comunismo ha pretese più rivoluzionarie e spesso estremiste, come evidenziato dalla Rivoluzione d'Ottobre in Russia (testo).

  3. Quali erano gli obiettivi del Socialismo francese?
  4. Il Socialismo francese mirava ad abolire la proprietà privata e a creare un connubio tra i lavoratori per combattere il liberalismo individuale, come descritto nel testo.

  5. Chi sono alcuni dei principali filosofi associati al Socialismo utopico?
  6. I filosofi principali includono Claude-Henri de Saint-Simon, François Marie Charles Fourier, Louis Jean Joseph Charles Blanc e Pierre-Joseph Proudhon, ognuno con le proprie teorie sulla società e l'economia (testo).

  7. Come si sviluppa la storia della società secondo Karl Marx?
  8. Marx divide la storia in quattro fasi: società primitiva, società della schiavitù, società feudale e società capitalistico-borghese, caratterizzate dalla lotta tra oppressore e oppresso (testo).

  9. Qual è l'importanza del "Manifesto del partito comunista"?
  10. Pubblicato nel 1848, il "Manifesto" di Marx e Engels illustra un socialismo rivoluzionario e sottolinea che il cambiamento sociale avviene attraverso l'evoluzione dell'organizzazione economica, non solo attraverso nuove idee (testo).

Domande e risposte

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