Capitolo III
Sistemi di equazioni lineari
1. Generalità
Siano numeri reali (o complessi o elementi di un qualsiasi campo) noti a1, ..., ai, ..., an, b.
Definizione 1.1.
Un’equazione della forma: a1x1 + ... + aixi + ... anxn = b (1) dicesi di primo grado, o brevemente lineare. I numeri a1, ..., ai, ..., an si dicono rispettivamente coefficienti dell’equazione, le x1, ..., xi, ..., xn si dicono incognite mentre b è detto termine noto.
Definizione 1.2.
Se b = 0, l’equazione lineare si dice omogenea; in caso contrario si dice non omogenea.
Definizione 1.3.
Un sistema lineare di m equazioni in n incognite è un insieme di m equazioni lineari nelle medesime n incognite, scritto nella forma:
a11x1 + ... + a1ixi + ... + a1nxn = b1
... ... ... ...
ai1x1 + ... + aiixi + ... + ainxn = bi (2)
... ... ... ...
am1x1 + ... + amixi + ... + amnxn = bm
dove aij è il coefficiente dell’incognita xj nell’equazione i-esima. Un sistema lineare può essere scritto, in modo compatto, nella forma: AX = N dove A è una matrice, X ed N sono colonne date da: A = (aij); X = (xj); N = (bi) per i = 1, 2, ..., n e j = 1, 2, ..., m.
Osservazione: i termini noti della colonna N hanno un solo indice, cioè quello che indica l’equazione cui essi appartengono.
Definizione 1.4.
Una soluzione dell’equazione (1) è una n-upla ordinata che sostituita alla n-upla a1, ..., ai, ..., an la verifica x1, ..., xi, ..., xn.
Una soluzione del sistema (2) è una n-upla che sostituita alla n-upla a1, ..., ai, ..., an x1, ..., xi, ..., xn verifica tutte le equazioni del sistema.
Quando un sistema ammette una o più soluzioni si dice possibile; in caso contrario si dice impossibile. Due sistemi aventi le medesime soluzioni si dicono equivalenti.
Se un sistema è possibile ma ha infinite soluzioni si dice indeterminato altrimenti determinato.
Proveremo, ma lo si vuole subito evidenziare, che un sistema determinato ha sempre una ed una sola soluzione.
Vale, a tal proposito, il seguente schema:
- Determinato (una sola soluzione)
- Possibili: sistemi lineari indeterminato (infinite soluzioni)
- Impossibili (nessuna soluzione)
Proviamo ora il seguente Teorema: se un sistema AX = N ha due soluzioni distinte, allora ne ha infinite.
Dimostrazione: siano Y e Z due soluzioni del sistema con Y ≠ Z. Si avrà allora: AY = N ed AZ = N.
Costruiamo la n-upla W data da: W = λY + µZ, con λ + µ = 1 e λ, µ ∈ ℜ. Si ha:
A(W) = A(λY + µZ) = λAY + µAZ = λN + µN = (λ + µ)N = N.
Dunque W è soluzione. Poiché, inoltre, W è composto da infinite n-uple, al variare, ad esempio, di λ e µ con λ + µ = 1, il teorema è provato.
Il problema della risoluzione di un qualunque sistema lineare consiste, dunque, nel trovare delle condizioni a cui devono soddisfare i coefficienti ed i termini noti per sapere in quale situazione il sistema si collochi e poi, nel caso in cui tali soluzioni esistano, di impadronirsi di metodi per determinarle tutte.
2. Risoluzione dei sistemi quadrati di equazioni lineari
Sia dato un sistema di n equazioni lineari in n incognite (i = j = 1, 2, ..., n): AX = N (1).
Definizione 2.1.
Si chiama matrice incompleta o dei coefficienti, associata al sistema (1), la matrice A rappresentata solo dai coefficienti relativi alle incognite x1, ..., xi, ..., xn, cioè: A = (aij) per i = j = 1, 2, ..., n.
Definizione 2.2.
Si chiama matrice completa, associata al sistema (1), la matrice B ottenuta da A aggiungendo ad essa la colonna N dei termini noti, cioè:
B := [AN] :=
a11 ... a1i ... a1n b1
.. . ... ... . .. . .. .. .
ai1 ... aii ... ain bi
.. . ... ... . .. . .. .. .
an1 ... ani ... ann bn
Nel caso in questione (m = n) vale il seguente Teorema di Cramer: condizione necessaria e sufficiente affinché il sistema (1) abbia una ed una sola soluzione è che il determinante della matrice A dei coefficienti sia diverso da zero. Soddisfatta tale condizione, l’unica soluzione del sistema è data da formule di Cramer:
x1 = ∆1/∆, ..., xi = ∆i/∆, ..., xn = ∆n/∆.
dove si è posto ∆ = det A e la quantità ∆i è il determinante della matrice ottenuta da A sostituendo la i-esima colonna con la colonna dei termini noti, per i = 1, 2, ..., n.
Osservazione: il teorema di Cramer sopra enunciato è un teorema di esistenza ed unicità; ciò significa che se il determinante della matrice dei coefficienti è uguale a zero allora il sistema o è indeterminato, cioè ha infinite soluzioni, oppure è incompatibile, cioè non ha soluzioni.
Definizione 2.3.
Il sistema (1) si dice omogeneo se in esso è N = 0, cioè sono nulli tutti i termini noti.
N.B. Si osservi che se il sistema è omogeneo con det A ≠ 0 allora, per il teorema di Cramer, l’unica soluzione del sistema è la soluzione banale, cioè x1 = ... = xi = ... = xn = 0.
Supposto m = n e det A ≠ 0, è noto che la matrice A ammette l’inversa, cfr. cap. II par. 4, cioè esiste A−1. Moltiplicando, pertanto, a sinistra entrambi i membri dell’equazione AX = N per A−1 si ottiene:
A−1N = A−1(AX) = (A−1A)X.
da cui, per definizione di matrice inversa, si ha:
A−1N = IX, cioè: A−1N = X.
o equivalentemente, in forma non compatta:
x1 b1
... ...
xi = A−1 bi
... ...
xn bn
Quindi, svolgendo il prodotto righe per colonne, si ottengono le soluzioni del sistema dato.
Tale procedimento di risolubilità, sostanzialmente equivalente all’uso delle formule di Cramer, di un sistema lineare di n equazioni in n incognite è conosciuto con il nome di metodo della matrice inversa. Esso è particolarmente usato negli elaboratori.
Esempio 1
α) × Risolvere il seguente sistema lineare 3 × 3 non omogeneo:
x + z = 1
2x + y + 2z = 2
−x + y = 1
In primo luogo occorre verificare se è det A ≠ 0.
Si ha:
A =
1 0 1
2 1 2
−1 1 0
⇒ det A = 1 ≠ 0.
Per il teorema di Cramer, quindi, l’unica soluzione del sistema è data da:
(x, y, z) = (∆1/∆, ∆2/∆, ∆3/∆).
dove:
∆1 = 1 0 1 / 2 1 2 / 1 1 1 = 2; ∆2 = 1 1 1 / 2 2 2 / −1 1 0 = 0; ∆3 = 1 0 1 / 2 1 2 / −1 1 1 = 2.
Dunque l’unica soluzione del sistema dato è (x, y, z) = (1, 0, 2).
β) × Risolvere il seguente sistema lineare 3 × 3 omogeneo:
−x + 3y − 2z = 0
x + z = 0
−2x + y + 2z = 0
Poiché det A = −1 3 2 / 1 0 1 / −2 1 2 = 1 ≠ 0, essendo il sistema omogeneo, l’unica soluzione è quella banale, cioè (x, y, z) = (0, 0, 0).
Esempio 2
α) × Risolvere il seguente sistema lineare 3 × 3 non omogeneo con il metodo della matrice inversa:
x + z = 1
2x + y + 2z = 2
−x + y = 1
Poiché det A = 1 ≠ 0 esiste A−1. Occorre in primo luogo calcolare l’inversa di A; la matrice dei complementi algebrici è:
(A*) =
−2 2 3
−1 1 1
−1 0 1
⇒ (A*)T =
−2 −1 −1
2 1 0
3 1 1
da cui:
A−1 = 1/det A (A*)T = (A*)T =
−2 −1 −1
2 1 0
3 1 1
Pertanto la soluzione del sistema è data da:
x −2 −1 −1 1
y = 2 1 0 ⋅ 2
z 3 1 1 1
⇒ x −2 ⋅ 1 − 1 ⋅ 2 − 1 ⋅ 1
y = 2 ⋅ 1 + 1 ⋅ 2 + 0 ⋅ 1
z 3 ⋅ 1 − 1 ⋅ 2 + 1 ⋅ 1
Quindi:
x 1
y = 0
z 2
Dunque la soluzione del sistema dato è (x, y, z) = (1, 0, 2).
Osservazione: si noti che il sistema era già stato risolto con il metodo di Cramer in ESEMPIO 1, α e che la soluzione ora trovata con il metodo della matrice inversa è ovviamente la medesima di quella ottenuta precedentemente.
β) × Risolvere il seguente sistema 3 × 3 lineare non omogeneo con il metodo della matrice inversa:
2x + 3y + 4z = 53
3x + 5y − 4z = 2
4x + 7y − 2z = 31
Poiché det A = 10 ≠ 0 esiste A−1. Risulta:
(A*) =
−18 10 1
−34 20 2
32 −20 1
⇒ (A*)T =
−18 −34 32
10 20 −20
1 2 1
da cui:
A−1 = 1/10
−18 −34 32
10 20 −20
1 2 1
=
−9/5 −17/5 16/5
1 2 −2
1/10 1/5 1/10
Pertanto si ottiene:
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