Concetti Chiave

  • I Nabatei erano un popolo di commercianti arabi che controllavano le rotte commerciali dall'Eufrate al Mar Rosso, con la capitale a Petra.
  • La loro cultura era influenzata dall'aramaico e la religione politeista era caratterizzata dall'iconoclastia, senza raffigurazioni delle divinità.
  • Il Regno nabateo, diviso in quattro periodi, vide sovrani significativi come Areta I, Areta III e Areta IV, quest'ultimo recuperò l'indipendenza da Roma.
  • Petra è famosa per le sue straordinarie strutture scolpite nella roccia arenaria ed è considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno.
  • I Nabatei svilupparono un sistema innovativo di canali e cisterne per raccogliere acqua piovana, essenziale per la loro sopravvivenza in un ambiente arido.

Questo appunto di Storia si propone di illustrare il popolo dei Nabatei che controllavano le rotte commerciali nella zona dall’Eufrate al Mar Rosso, dall’inizio alla fine del loro Regno con capitale Petra, attuale città della Giordania.
Nabatei, popolo di commercianti dell’Arabia antica articolo

I Nabatei, cultura e caratteristiche del popolo di commercianti arabi

I Nabatei furono un popolo di commercianti insediato nel Nord-Ovest dell’Arabia antica, zona situata tra le attuali Siria e Arabia, dall’Eufrate al mar Rosso, in antichità chiamata Nabatene. Le origini dei Nabatei rimangono incerte. Basandosi su antiche iscrizioni nabatee presenti nel territorio edomita già prima del IV secolo a.C., si ipotizza che essi furono in origine un popolo di beduini nomadi strutturato in tribù che occuparono l’antico territorio di Edom. Subentrando nei traffici mercantili e spingendo gli Edomiti nella Giudea meridionale, presero il controllo del Golfo di Aqaba e dell’importante punto di approdo di Elath. Tuttavia, non si può risalire con esattezza alla data di questa migrazione nabatea; la teoria più accreditata sostiene che si stabilirono nel territorio edomita dopo il 400 a.C. quando i Persiani persero interesse in quella zona. Dalle testimonianze archeologiche e linguistiche risulta che i Nabatei fossero un popolo arabo che subì ben presto influenze culturali dalla cultura aramaica poiché quella aramaica era la lingua delle loro monete, graffiti ed iscrizioni epigrafiche. Era un popolo alfabetizzato ma purtroppo nulla è sopravvissuto per quanto riguarda la loro letteratura.
Quello che Diodoro Siculo (I sec. a.C.) ci riporta sulla loro cultura è il fatto che essi fossero una forte tribù di guerrieri non interessati all’agricoltura e all’allevamento ma al commercio che portava loro grandi profitti. Essi infatti controllavano un'efficace rete mercantile che consentiva di commercializzare nella zona del mediterraneo prodotti provenienti addirittura dall’India. I prodotti di punta erano il franchincenso, la mirra e le spezie provenienti dall’Oriente e il bitume dal Mar Morto. Vivendo in zone piuttosto aride e desertiche si organizzarono per la raccolta dell’acqua piovana con grandi cisterne scavate nella roccia e argilla nascoste ai nemici, che consentivano loro un grande vantaggio strategico poiché spesso succedeva che i nemici si ritirassero per mancanza d’acqua. Aggiunge Diodoro Siculo che i Nabatei erano un popolo che amava la libertà e nessun nemico era stato in grado di renderli schiavi.
La loro religione era politeista, sullo stampo di quelle contemporanee greca ed egizia, ma era totalmente iconoclasta, cioè non erano previste raffigurazioni delle divinità antropomorfiche o di altro genere. Ciò accadeva invece nelle altre religioni, basti pensare alla miriade di statue che arricchivano i templi greci e le piramidi egizie.
Per approfondimenti sulle religioni politeiste vedi anche qua

Splendore e decadenza del Regno nabateo

Quello che si sa su questo popolo è che era organizzato politicamente come una monarchia. Il Regno nabateo viene canonicamente diviso in quattro periodi. Il primo, al quale appartengono le iscrizioni più antiche, va dal IV al I secolo a.C. Il primo re nabateo di cui si hanno notizie è Areta I, il cui nome è stato rinvenuto in un’iscrizione nel Negev risalente al II secolo a.C., secolo in cui iniziarono a coniare monete proprie dando segnale della propria indipendenza politica ed economica. Dal 100 al 30 a.C circa subiscono un periodo di decadenza. Di questo periodo conosciamo quello che fu il sovrano più significativo, Areta III regnante dall’85 al 62 a.C. circa, che estese il regno conquistando Damasco, lo difese e impedì che fosse completamente assoggettato dal potere romano. L’influenza di Roma, sotto il comando di Pompeo, si fece comunque presente poiché riuscì a renderlo uno stato satellite imponendo ai Nabatei il pagamento di un ingente tributo.
Il periodo più glorioso si ebbe sotto il regno di Areta IV, che regnò dal 9 a.C. al 40 d.C., riuscì a recuperare l’indipendenza dal potere di Roma e a far riconoscere ufficialmente il suo regno. In questo periodo venne scavata la tomba monumentale di El Khasneh, una delle opere architettoniche più famose del mondo.
L’ultimo periodo va dal 70 al 150 d.C. con il regno di Rabbel II. La capitale fu spostata da Petra a Bosra e la morte del re sancì la fine dell’indipendenza del Regno. Il Regno nabateo rimase indipendente dal IV secolo a.C. fino alla sua annessione all’Impero Romano nel 106 d.C. sotto il comando di Traiano, diventandone una provincia, poi rinominato Arabia Petraea.

Petra, la capitale dei Nabatei scavata nella pietra

Petra era l’antica capitale del Regno dei Nabatei e si trova nell’attuale Giordania che ancora oggi è una rinomata meta turistica grazie al complesso di rovine nello Wadi Musa e di interesse archeologico, inserita dal 1985 tra i patrimoni mondiali dell’Unesco. Essa è considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno. La particolarità di questa città è quella di essere collocata tra ripide gole e montagne, un luogo arido e isolato. Petra è caratteristica per le sue facciate architettoniche scolpite nella roccia arenaria, tipicamente di colore rosa, di una stretta vallata, e pertinenti a tombe scavate nelle pareti rocciose e templi ipogei. Queste strutture risalgono al III e I secolo a.C. Anche le abitazioni erano scavate nella roccia e talvolta affrescate.
Nabatei, popolo di commercianti dell’Arabia antica articolo
Dopo l’annessione all’impero Romano la città fu arricchita da templi, un teatro, mercati, terme e un arco trionfale dedicato a Traiano nonché una via sacra porticata.
La sua posizione geografica la rendeva una città strategica e facilmente difendibile dai nemici ma sorgendo in un importante crocevia era altresì fondamentale da un punto di vista economico poiché consentiva di accedere alle vie carovaniere e commerciali che mettevano in comunicazione Occidente e Oriente. Il problema della carenza di acqua fu risolto con un ingegnoso sistema di canali e cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.
Per approfondimenti sulle sette meraviglie del mondo moderno vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le origini e le caratteristiche principali del popolo nabateo?
  2. I Nabatei erano un popolo di commercianti arabi insediati nel Nord-Ovest dell'Arabia antica, con origini incerte, probabilmente come beduini nomadi. Si stabilirono nel territorio edomita dopo il 400 a.C., influenzati dalla cultura aramaica e noti per la loro rete mercantile che si estendeva fino all'India (testo).

  3. Come si organizzavano i Nabatei per affrontare le difficili condizioni ambientali?
  4. I Nabatei svilupparono un sistema di raccolta dell'acqua piovana attraverso cisterne scavate nella roccia, che fornivano un vantaggio strategico contro i nemici, spesso costretti a ritirarsi per mancanza d'acqua (testo).

  5. Qual era la struttura politica del Regno nabateo e i suoi periodi storici?
  6. Il Regno nabateo era organizzato come una monarchia e si divide in quattro periodi, dal IV secolo a.C. fino alla sua annessione all'Impero Romano nel 106 d.C., con re significativi come Areta I, Areta III e Areta IV (testo).

  7. Quali erano le principali caratteristiche architettoniche di Petra, la capitale nabatea?
  8. Petra è famosa per le sue facciate scolpite nella roccia arenaria rosa, tombe e templi ipogei, risalenti al III e I secolo a.C. Dopo l'annessione romana, la città fu arricchita con templi, un teatro e un arco trionfale (testo).

  9. Qual era la religione dei Nabatei e come si differenziava da altre culture?
  10. I Nabatei praticavano una religione politeista, iconoclasta, senza raffigurazioni delle divinità, a differenza delle religioni greca ed egizia, che abbondavano di statue e immagini (testo).

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