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Concetti Chiave

  • L'Illuminismo in Francia ha visto intellettuali critici verso la società, esaminando vari ambiti culturali come la storia e la politica.
  • Montesquieu, figura centrale del liberalismo moderno, critica l'assolutismo politico e religioso nelle sue opere, in particolare nelle "Lettere persiane".
  • La sua opera più nota, "Lo spirito delle leggi", analizza la legge e propone una suddivisione dei poteri per garantire la libertà politica.
  • Montesquieu distingue tra leggi di natura, immutabili, e leggi positive, specifiche delle società, evidenziando l'importanza della ragione umana nel diritto.
  • Il modello di governo inglese è considerato da Montesquieu ideale per la sua divisione dei poteri, che promuove tolleranza religiosa e stabilità politica.

L'illuminismo in Francia

Durante l’Illuminismo, in Francia, gli intellettuali osservano e indagano con occhio critico la società del tempo, toccando molti ambiti culturali: dalla storia, alla politica, alla morale.

Montesquieu e il liberalismo?

Tra i portavoce di questa riflessione sul tema della storia, Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu (1689-1755) ne è uno dei massimi esponenti.

Montesquieu, Charles-Louis de Secondat – Riflessione storica e critica sociale articolo

Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, massimo esponente del liberalismo moderno, studia diritto a Parigi dove eserciterà la carriera di magistrato.

Le opere di Montesquieu

Sin dai suoi studi sviluppa un pensiero scettico e critico nei confronti della società, dei dogmi e dell’istruzione che essa tramanda. Già nelle sue “Lettere persiane” (1721) Montesquieu condanna in maniera critico-satirica l’assolutismo politico e religioso della società francese del tempo e delle istituzioni occidentali. Nella sua opera “Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza” del 1734 ripercorre appunto le principali virtù e problematicità del popolo romano. A renderlo grande non fu la provvidenza divina, ma i valori e l’abilità militare che poi ne segnarono la rovina quando subentrò l’interesse dei privati. La sua opera più famosa, “Lo spirito delle leggi” (1748) analizza invece il valore della legge e ne propone una classificazione riconducibili alle tre forme di governo:

  • La repubblica: è una forma di governo che si basa sulla virtù dei cittadini, che agiscono rispettando leggi che loro stesso hanno emanato;
  • La monarchia: punta invece all’onore individuale;
  • Il dispotismo: che si fonda sul timore dei sudditi verso il padrone.

Montesquieu ritiene che per garantire la libertà politica di un popolo sia necessaria la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) che aiuta ad abolire ogni forma di prevaricazione.

Per ulteriori approfondimenti sul popolo romano vedi qui


La critica di Montesquieu

“Lettere persiane” di Montesquieu è un’opera che fonde il romanzo epistolare con la letteratura di viaggio per sferrare una critica feroce contro il regime di Luigi XIV (1638-1715). In questo testo il filosofo inverte l'osservatore e l'osservato offrendo un punto di vista alternativo rispetto alla tradizione: il protagonista è un ricco persiano, Usbek che viaggia in Francia insieme al suo giovane accompagnatore Rica. La società europea nella quale Usbek approda, è presentata invece come quella novità esotica, che desta stupore.

Deride e fa satira sulla futile vanità dell'aristocrazia, presentando in maniera grottesca il servilismo dei cortigiani e degli arrampicatori sociali. Pone sotto accusa l'ignoranza dei magistrati, critica la religione cattolica, intollerante e ipocrita, e accusa il clero di frustrazioni sessuali. Denuncia la mentalità eurocentrica delle istituzioni europee che impongono al mondo i propri modelli politici come parametro assoluto e universale.

Montesquieu in quest’opera evidenzia e ricorda quanto sia facile vedere con razionalità oggettiva un mondo culturale estraneo. Ma quanto sia invece difficile porre sotto critica il proprio. Ciò che nella società in cui si vive sembra "naturale" in realtà altro non è che una massa di credenze inventate e tramandate che bisognerebbe imparare a mettere in discussione.

Per ulteriori approfondimenti sulla Francia di Luigi XIV vedi qui

Lo spirito delle leggi

Nell’opera “Lo spirito delle leggi” Montesquieu propone un ordinamento politico-giuridico della società. Egli pone sotto analisi il problema delle leggi e ne individua il fondamento: la ragione umana. Ogni legge, nata e costituita per soddisfare qualche esigenza, deve essere adatta e adattata al popolo che la proclama. Ciò che va bene per uno potrebbe non essere adatto ad un altro. In questo trattato Montesquieu suddivide le leggi in due macro categorie:

  • Leggi di natura: che esistono da sempre e regolano i rapporti con Dio, tra gli uomini, con le situazioni, con l’universo;
  • Leggi positive: che appartengono invece alle società e regolano i rapporti tra gli Stati, tra i cittadini all’interno di uno stato, tra i governanti e governati.

Per ulteriori approfondimenti su "Lo spirito delle leggi" vedi qui

Montesquieu, Charles-Louis de Secondat – Riflessione storica e critica sociale articolo

La libertà politica secondo Montesquieu

Ne “Lo spirito delle leggi” Montesquieu riflette anche sulla libertà politica. Essa consiste non nel mancato rispetto delle leggi, ma nell’accettazione di esse e nel viverle serenamente come se queste non ci fossero. La libertà, infatti, dà il diritto di fare tutto ciò che si vuole fare, nel rispetto della legge. La legge è fondamentale perché pone un limite nel rispetto dell’altro.

Questa libertà è garantita solo dai governi moderati, che, come visto, suddividendo i poteri ne permettono l’esistenza. Come esempio di governo modello, Montesquieu ha in mente quello inglese che è stato in grado di mettere in atto la divisione in:

  • Potere legislativo: il potere di fare le leggi;
  • Potere giudiziario: il potere di farle applicare;
  • Potere esecutivo: il potere di amministrare lo stato.

Il modello inglese

Grazie a questa suddivisione lo stato inglese ha garantito tolleranza religiosa, vivacità intellettuale e equilibrio politico ponendosi a fondamento del moderno costituzionalismo.

Per ulteriori approfondimenti sulla suddivisione dei poteri vedi qui

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo principale di Montesquieu all'illuminismo e al liberalismo?
  2. Montesquieu è considerato uno dei massimi esponenti del liberalismo moderno, il quale si manifesta attraverso la sua critica all'assolutismo politico e religioso, come evidenziato nelle sue opere, in particolare nelle "Lettere persiane" e in "Lo spirito delle leggi".

  3. Come Montesquieu classifica le forme di governo?
  4. Montesquieu distingue tre forme di governo: la repubblica, basata sulla virtù dei cittadini; la monarchia, che si fonda sull'onore individuale; e il dispotismo, che si basa sul timore dei sudditi verso il padrone, come descritto in "Lo spirito delle leggi".

  5. Qual è il ruolo della divisione dei poteri secondo Montesquieu?
  6. Montesquieu sostiene che la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) è fondamentale per garantire la libertà politica di un popolo e prevenire ogni forma di prevaricazione, come spiegato nel suo trattato "Lo spirito delle leggi".

  7. In che modo Montesquieu critica la società del suo tempo?
  8. Nelle "Lettere persiane", Montesquieu utilizza un punto di vista alternativo per criticare la società francese, deridendo la vanità dell'aristocrazia e denunciando l'ignoranza dei magistrati e l'ipocrisia della religione cattolica, evidenziando la difficoltà di criticare le proprie credenze.

  9. Qual è la concezione di libertà politica di Montesquieu?
  10. Montesquieu definisce la libertà politica come l'accettazione delle leggi e la possibilità di vivere serenamente all'interno di esse, sottolineando che solo i governi moderati, come quello inglese, possono garantire tale libertà attraverso la divisione dei poteri.

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