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La grandezza romana


Il popolo romano non fu grande nelle lettere, nell’arte e nella filosofia come il popolo greco: il cittadino del Lazio era da natura spinto, più che alla speculazione e alla contemplazione del bello, alla vita pratica e all’azione. I Romani furono costruttori, organizzatori, amministratori, giuristi. Crearono uno Stato vastissimo, unendo in un solo organismo genti assai diverse, e difesero, nelle regioni del Mediterraneo, la pace e la prosperità.
Roma lasciò nella storia una traccia incancellabile: pose le basi del diritto, diffuse nell’Occidente la sua lingua, portò la luce della civiltà alle popolazioni della Gallia, della Spagna e della Britannia.
L’impero cadrà; ma le vere conquiste di Roma – la legge, l’organizzazione politico-amministrativa, la grande opera d’incivilimento – rimarranno.
La vita del mondo romano
- La popolazione Liberi: ingenui, nati da genitori liberi; liberti:schiavi liberati.
- Le città erano divise da due strade principali: il cardine e il decumano. Le insulae erano le divisioni, a scacchiera, del centro abitato.
- I teatri avevano forma semicircolare ed erano addossati al declivio di un colle.
- Gli anfiteatri grandi costruzioni che contenevano diecine di migliaia di spettatori: ivi combattevano i gladiatori.
- Il circo grande costruzione a gradinate: sulla pista correvano i cavalli.
- Le terme luogo di ritrovo, dotato di piscine, bagni caldi, bagni freddi, campi per gli esercizi fisici ecc.
- Gli archi di trionfo ricordavano ai cittadini le vittorie dei grandi generali.
- La letteratura Cicerone (oratore e filosofo): Cesare, Sallustio, Cornelio Nepote, Tito Livio, Tacito, Svetonio (storici): Virgilio, Orazio, Tibullo, Ovidio, Lucano, Marziale, Giovenale, Fedro (poeti): Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane (prosatori).
- La vita economica L’agricoltura era l’occupazione principale. L’industria fioriva nelle città orientali. Il commercio era servito da strade magnifiche: le vie Appia, Cassia, Flaminia, Emilia ecc.
- Le monete L’asse, il sesterzio, il denaro, l’aureo.
- Il calendario I Romani per contare i giorni si riferivano a tre feste principali: Le Calende: il 1° del mese. Le None: il 5 o il 7. Le Idi: il 13 o il 15.
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