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Concetti Chiave

  • Giovanni Giolitti avvia un nuovo corso politico in Italia, enfatizzando la legalità costituzionale e cercando di risolvere i conflitti sociali attraverso trattative pacifiche.
  • Il progresso economico e sociale dell'Italia viene sostenuto da Giolitti attraverso politiche come la legislazione sociale e importanti lavori pubblici, contribuendo a un aumento demografico e industriale.
  • La politica estera di Giolitti si caratterizza per accordi con Francia, Inghilterra e Russia, culminando nella conquista della Tripolitania e della Cirenaica, ma genera anche tensioni interne al partito socialista.
  • Il sistema giolittiano presenta criticità, come l'aggravamento della questione meridionale e la corruzione elettorale, che compromettono l'integrità del processo democratico nel Sud Italia.
  • Dopo la conquista della Libia, Giolitti affronta una crisi politica con l'emergere del nazionalismo e una transizione verso un liberalismo conservatore, riducendo le sue possibilità d'azione.

L'inizio del nuovo corso politico

Un nuovo corso politico, durante il quale si raccolgono i frutti della vittoria popolare del 1898, è instaurato da Giovanni Giolitti.

Giolitti comincia a esercitare la sua influenza già come Ministro degli Interni nel gabinetto dello Zanardelli, chiamato nel 1901 alla carica di Presidente del Consiglio dal nuovo re Vittorio Emanuele III che, ammaestrato dal fallimento della politica paterna rivela, in questo primo periodo di regno, una cura costante della legalità costituzionale.

Giolitti e la politica interna

Ma, nel 1903, il Giolitti assume anche formalmente la Presidenza del Consiglio e può dispiegare in pieno la propria azione per realizzare un nuovo metodo di governo, che, sostanzialmente, fu fecondo di prosperi frutti per il nostro paese.

Invano, in mezzo agli accesi conflitti sociali, la classe padronale cercò nello stato il gendarme armato a difesa dei propri privilegi: lo Stato giolittiano rimase al margine dei conflitti, cercando solo che l'ordine pubblico non venisse turbato ed attendendo la soluzione dalle trattative dirette fra le due parti, svolgentisi per lo più sotto fazione mediatrice dei prefetti. L'atteggiamento del Giolitti era determinato sia dalla comprensione delle legittime esigenze della classe lavoratrice, sia dal proposito di togliere al partito socialista, inserendolo nell'ordine costituzionale, ogni virulenza rivoluzionaria.

E questa manovra trovò un appoggio obbiettivo nell'indirizzo riformistico prevalente, ai primi del secolo XX, nel partito socialista italiano.

Progresso economico e sociale

L'assimilazione del movimento socialista entro i quadri dello stato liberale fu favorita anche dal grande progresso economico e sociale compiuto dall'ltalia in questo periodo, rilevabile sia nell'aumento demografico, sia nell'aumento del volume del valore dell'agricoltura e dell'industria.

Il Giolitti poi seppe creare i binari legislativi istituzionali entro i quali far correre lo slancio economico dell'Italia (commissariato per l'emigrazione, consiglio superiore del lavoro, legislazione sociale); e dette notevole impulso ai lavori pubblici (traforo del Sempione, acquedotto pugliese, affluenza di capitale tedesco).

Tale prosperità nazionale ebbe come contropartita sul piano statale, il pareggio del bilancio, e la solidità economica del paese fu comprovata dal brillantissimo successo ottenuto dal provvedimento di conversione della rendita italiana dal 5 al 3,50 %, voluto dal Giolitti nel 1906.

Un "nuovo corso" si ebbe pure in politica estera, ove al vecchio triplicismo oltranzista si tornò a sostituire un'interpretazione puramente difensiva del patto, rivendicando, in seno ad esso una libertà di movimento all'Italia al fine di mantenere l'equilibrio nel concerto europeo.

Giovanni Giolitti e i suoi governi

Politica estera e accordi internazionali

Fra i vari atti compiuti in questa direzione, furono la cessazione della guerra doganale con la Francia e i nuovi accordi conclusi con questo paese, con l'Inghilterra e con la Russia.

Grazie a tali accordi, il Giolitti potè sollevare il problema coloniale e preparare la conquista della Tripolitania e della Cirenaica.

Problemi e critiche al sistema giolittiano

Il sistema giolittiano non mancava, però, di aspetti negativi, quale quello di un aggravamento della questione meridionale, dovuto in parte ai metodi di governo del Giolitti, che, pur disponendo notevoli provvidenze a favore del Meridione, in pratica, per la protezione accordata agli interessi industriati del Nord, sacrificò costantemente gli interessi agricoli del Mezzogiorno.

Questa diversa politica economica fu permessa al Giolitti e fu certo la più grave pecca del suo sistema politico: cioè la sistematica corruzione elettorale nel Sud(elezione di candidati "ufficiali" al mandato parlamentare, rendendo costoro servi del ministero e non portatori della volontà degli elettori).

Ciò portò ad addomesticare l'impulso rinnovatore di non pochi partiti: nello stesso partito socialista finì col prevalere, nel 1908, la corrente riformista.

L'era giolittiana assistette anche al graduale rientro nella vita politica del paese, dei cattolici.

Il nuovo pontefice Pio X finì, è vero, con lo sconfessare il gruppo cattolico della democrazia sociale che faceva capo a Remoto Murri e nel quale la Chiesa ravvisava un caso particolare di modernismo, ma alla fine — preoccupato per i progressi del socialismo - dovette attenuare il non expedite per le elezioni del'1904, che vide entrare alla camera il primo manipolo di cattolici deputati.

La conquista della Libia e le sue conseguenze

La conquista della Libia fu uno dei massimi successi del Giolitti, ma essa costituì pure l'inizio di una grave crisi della nazione italiana.

La guerra infatti provocò un urto assai aspro all'interno del partito socialista, che culminò con l'espulsione dei riformisti di destra (1912) e vide germinare, nel proprio seno, le premesse per un atteggiamento antigovernativo e antiborghese.

La guerra inoltre portò il gruppo nazionalista ad assumere un peso politico che si rivelerà ben presto nefasto per le sorti della democrazia italiana.

Le possibilità d'azione del Giolitti da questo momento andarono diminuendo, anche se proprio all'indomani della conquista della Libia veniva per la prima volta introdotto in Italia il suffragio universale.

Il declino del potere di Giolitti

Il Giolitti si vide costretto a cercare la collaborazione dei cattolici nelle elezioni del 1913 (patto Gentiloni), ma con ciò si vide pure costretto a passare dall'antico liberalismo riformista al liberalismo conservatore che contraddistinse l'ultima fase del suo governo. Per di più egli commise l'errore, ai primi segni di fronda della nuova camera, di ricorrere al vecchio sistema di lasciare il potere a una personalità non di primo piano e della quale si sarebbe sbarazzato appena avesse voluto riprendere il potere.

Così, nel marzo 1914, lasciò il governo a Salandra; ma nel luglio dello stesso anno la guerra, da tanti anni paventata, divenne un realtà e il ritorno al potere del Giolitti fu reso impossibile dalla marea montante del nazionalismo.

per approfondimenti vedi anche:

Giovanni Giolitti

Giovanni Giolitti - Vita e Operato

Giolitti - Politica e governo

Giolitti - L’Italia di Giolitti

Giolitti - Politica Interna

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Giovanni Giolitti nel nuovo corso politico italiano?
  2. Giovanni Giolitti ha instaurato un nuovo corso politico dopo la vittoria popolare del 1898, esercitando la sua influenza come Ministro degli Interni e poi come Presidente del Consiglio, promuovendo un metodo di governo che ha portato prosperità al paese.

  3. Come ha affrontato Giolitti i conflitti sociali durante il suo governo?
  4. Giolitti ha mantenuto lo Stato al margine dei conflitti sociali, cercando di risolvere le tensioni attraverso trattative dirette tra le parti, piuttosto che con l'uso della forza, comprendendo le esigenze della classe lavoratrice.

  5. Quali sono stati i principali successi economici e sociali dell'era giolittiana?
  6. Durante l'era giolittiana, l'Italia ha vissuto un grande progresso economico e sociale, evidenziato dall'aumento demografico e dal valore dell'agricoltura e dell'industria, oltre a importanti opere pubbliche e riforme legislative.

  7. Quali critiche sono state mosse al sistema giolittiano?
  8. Il sistema giolittiano ha ricevuto critiche per l'aggravamento della questione meridionale e per la corruzione elettorale nel Sud, che ha compromesso la rappresentanza politica e ha favorito interessi industriali a scapito di quelli agricoli.

  9. Quali furono le conseguenze della conquista della Libia per Giolitti e l'Italia?
  10. La conquista della Libia rappresentò un successo per Giolitti, ma portò anche a una crisi interna nel partito socialista e a un aumento del nazionalismo, limitando le possibilità d'azione di Giolitti e contribuendo al declino del suo potere.

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