L’architettura greca
1. La civiltà greca
La storia dell’architettura greca si divide in tre periodi storici:
- Periodo arcaico IX-VI a.C.
- Periodo classico V-IV a.C.
- Periodo ellenistico IV-I d.C.
Essa ha influenzato notevolmente l’architettura occidentale e influenzò molti stili architettonici, questo è dovuto anche all’assorbimento dell’architettura greca da parte dei Romani, che la diffusero in tutto il territorio conquistato. Con essa vi fu anche un grande ampliamento del linguaggio architettonico che rimase stabile nel tempo.
La comparsa in Grecia del popolo destinato a dare al paese la sua civiltà e cultura si verifica nel 2000 a.C., quando molti popoli iniziarono a spostarsi dall’Europa settentrionale ed occidentale verso il Mediterraneo, lungo le coste del mar Egeo.
I Greci, i quali erano un popolo appartenente al ceppo ario europeo, giunsero nella penisola in tempi diversi e per stirpi diverse, assimilando la popolazione indigena già presente.
Nel Peloponneso la popolazione greca e la già presente civiltà cretese, dove le testimonianze più importanti sono:
- Porta dei leoni del 2000 a.C. a Micene: fondata su uno degli elementi base dell’architettura greca, cioè il sistema trilitico, dove l’equilibrio viene creato da due elementi verticali e uno orizzontale, sopra solo in forma scultorea compare l’ordine architettonico.
- Palazzo di Knosso del 1400 a.C.: qui vi è la presenza dell’utilizzo dell’ordine architettonico senza base.
Diedero vita alla civiltà micenea, essa fiorì dal 1600-1200 a.C., fino all’invasione dei Dori avvenuta intorno al 1200-1100 a.C., con i quali comincia il Medio Evo Ellenico XI-VIII a.C., caratterizzato dalla dissoluzione delle vecchie forme politico-sociali della civiltà micenea, e dall’incubazione di una nuova cultura, quindi esso apparve come connessione tra l’età arcaica e quella classica, caratterizzate da una stessa linea di ricerca architettonica che si basa su regole precise.
Periodo arcaico IX-VI a.C.
È caratterizzato da:
- Nascita della polis, divenendo centro del mondo greco.
- Periodo di colonizzazione, possiamo distinguerne due:
- Una prima intorno al IX secolo che riguarda le coste della Turchia e del Mar Egeo, quindi le coste della Ionia, da qui colonizzazioni Ioniche.
- Una seconda intorno VIII-VII secolo che riguarda l’occidente soprattutto l’Italia meridionale e la Sicilia.
Periodo classico V-IV a.C.
Il centro e l’anima della nuova cultura fu Atene, questo ruolo le fu sancito da quello primario svolto nelle Guerre Persiane:
- I Guerra persiana 490 a.C.
- II Guerra persiana 480 a.C.
Dopo la fine delle guerre persiane l’affermarsi dell’imperialismo ateniese causò il suo declino, le altre città manifestarono la loro insofferenza, si arrivò così alle Guerre del Peloponneso 431-404 a.C., che vide contrapporsi Atene e Sparta, che si concluse dopo 27 anni con la sconfitta di Atene.
Nel 339 a.C. abbiamo Filippo il Macedone che con la Battaglia di Cheronea 338 a.C. assoggettò ad una ad una le città greche dando loro una organizzazione federale.
Il suo successore Alessandro Magno realizzò intorno al 334-326 a.C. una espansione fino ai confini dell’India. La sua morte senza successore segnò il passaggio al periodo successivo.
Periodo ellenico IV-I d.C.
Si suole indicare con questo termine il periodo della storia greca caratterizzato dalla formazione di grandi stati territoriali sorti dopo la morte di Alessandro Magno in seguito ad una serie di intricate lotte tra successori.
2. L’architettura greca: caratteristiche
Un ampissimo arco di tempo è riferibile alla produzione architettonica greca.
Il tempio greco è il tipo architettonico a cui gli architetti greci dedicarono le loro ricerche. Gli architetti non inseriscono nei loro templi degli schemi impostati e rigidi, ma in un primo momento cercano di capire il significato della natura, cercando di porre il tempio in perfetta armonia con la natura che lo circonda, in quanto i riti sacri venivano svolti all’aria aperta, all’interno del recinto sacro, e non all’interno del tempio.
Il tempio non è considerato solamente sotto l’aspetto costruttivo, ma riveste un ruolo importante, cioè quello di dimora della divinità, protettrice del singolo e della comunità.
I primi templi prendono spunto dalle stesse abitazioni o erano santuari all’area aperta, ma con il passare del tempo ci si rese conto che la dimora della divinità andava costruita in modo differente, con dei canoni ben precisi, il primo sistema preso in considerazione fu il sistema trilitico. Poco c’è rimasto dei templi primitivi in quanto costruiti con materiali poveri come legno e argilla.
Con il passare del tempo quindi, gli architetti pervengono a determinati schemi tipologici e a linguaggi specifici, il tempio che all’inizio era considerato solo un involucro che proteggeva la statua della divinità, quindi costituito solo da una cella, viene adesso valorizzato dall’ordine architettonico e classificato secondo schemi tipologici.
Il tempio viene quindi classificato secondo le seguenti caratteristiche:
- Naos = cella che conteneva la statua.
- Pronao = portico anteriore alla cella.
- Opistodomo = portico posteriore alla cella.
- Tempio in antis = quando presenta un prolungamento sul davanti dei muri laterali della cella.
- Tempio doppiamente in antis = quando questo prolungamento si riscontra anche dietro.
- Tempio prostilo = presenta un portico anteriore.
- Tempio anfiprostilo = presenta un portico posteriore.
- Tempio periptero = circondato da una fila completa di colonne (peristilio).
- Tempio diptero = circondato da due file di colonne.
- Tempio pseudo periptero = con semicolonne addossate alla cella.
Va ricordato che in base al numero di colonne sul fronte di accesso del tempio esso viene chiamato tetrastilo, pentastilo, esastilo, eptastilo, octastilo.
Nell’età arcaica il tempio ha piante longitudinali strette e lunghe, diverse dal tempio classico che ha piante più equilibrate e rettangolari.
Bisogna infine ricordare anche i templi ad impianto circolare chiamati Tholos, che celebravano gli eroi.
Per ciò che riguarda gli ordini architettonici, essi nascono quando si cominciano a costruire i templi in pietra, si giunge quindi ad una schematizzazione canonica degli ordini in:
Ordine dorico VII-VI sec.
È un ordine dorico essenziale senza riferimenti naturalistici, con gli elementi di sostegno meno slanciati. La colonna è priva di base, poggia direttamente sullo Stilobate, circondato da gradoni in genere 3, costituita da un fusto rastremato, che si restringe dal basso verso l’alto.
Il fusto costituito da scanalature che si incontrano a spigolo vivo che mettono in risalto la rotondità del fusto e gli effetti chiaroscurali.
Quasi sempre le colonne presentano l’entasi, un rigonfiamento del terzo blocco inferiore, si pensa che sia una correzione ottica o una connotazione espressiva della colonna che mostrava il peso che sosteneva.
Il capitello è costituito da:
- Echino = a forma tronco-conica in età classica, schiacciato e sporgente in età arcaica, nella sua base da 3 a 5 anelli che fermano le scanalature del fusto.
- Abaco = a forma di parallelepipedo a base quadrata.
Sopra il capitello abbiamo la trabeazione composta:
- Architrave = liscio.
- Fregio = costituito da Metope e Triglifi che erano delle tavolette a form
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