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Daniela Garstea educazione terapeutica

Cap 4 e 8 trattato rosso; cap 3 libro blu.

Profilo professionale

Articolo 2 del codice deontologico:

Rilevanza demografica ed epidemiologica

Qual è la nostra attuale situazione?

  • L’Italia è un Paese che invecchia: secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2019 gli over 65enni sono diventati 13.8 milioni, pari al 22.8% della popolazione totale.
  • Una delle sfide più urgenti del 21° secolo è rispondere alla complessità delle domande di salute indotte dalla continua crescita delle patologie cronico-degenerative.
  • Si stima che circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale sia oggi speso per la gestione delle malattie croniche.
  • Nel 2020 le patologie cronico degenerative rappresentano l’80% di tutte le patologie nel mondo.
  • Malattie croniche colpiscono l’80% delle persone oltre i 65 anni e spesso si verificano contemporaneamente nello stesso individuo, con importanti risvolti funzionali sulla autonomia ed autosufficienza.

La situazione dal 1970 al 2020 è cambiata moltissimo. La situazione si è completamente ribaltata. Alla luce di questi dati, bisogna andare a capire come sta cambiando il panorama della sanità. Si sta passando dalla sanità di attesa alla sanità di iniziativa. Nella sanità di iniziativa sta cambiando moltissimo il setting che si sta spostando sul territorio. La sanità d’iniziativa mira alla proattività. Nella sanità d’iniziativa vi è l’interazione tra persona resa esperta da interventi educativi e team multiprofessionale. L'educazione ha un ruolo fondamentale nella gestione delle patologie croniche. Inoltre, la sanità d’iniziativa implica dare empowerment al paziente.

Panoramica dell’organizzazione mondiale della sanità

L’OMS prevede che:

  • Entro il 2030 vi sia una carenza globale di circa 18 milioni di operatori sanitari, con un record di 130 milioni di persone che necessitano di assistenza sanitaria.
  • OMS raccomanda l’autocura per ogni paese.

Perché c’è un modulo di educazione terapeutica?

Alla luce del progressivo aumento delle patologie croniche e della disabilità la risposta più appropriata, affinché i professionisti della salute aiutino le persone e le loro famiglie nel processo di adattamento alla malattia, è erogare un'assistenza basata sulla comunità attraverso servizi territoriali sanitari. Infatti, alla luce dei nuovi modelli organizzativi che stanno da anni coinvolgendo il nostro paese, l'ospedale sta diventando sempre più, sede privilegiata di cura per patologie acute. L'educazione terapeutica con la sua finalità di sviluppare abilità di autocurarsi a domicilio, potrebbe sembrare che avvenga solo in questo setting; ma il paziente ha invece necessità di iniziare ad apprendere le abilità prima di arrivare a domicilio. L'ET ha il ruolo cruciale di collocarsi all'interno di processi di continuità assistenziali, che vengono iniziati in ospedale e che continuano successivamente a domicilio. Gli operatori sanitari devono essere proattivi e dare gli strumenti ai pazienti per continuare a domicilio l’autocura.

Educazione

Vi sono 3 tipologie di salute:

  1. Educazione alla salute.
  2. Educazione sanitaria.
  3. Educazione terapeutica.

Educazione alla salute

La salute è un bene che viene dato per acquisito e lo si rivaluta quando questo viene a mancare. La promozione della salute è il processo che consente alle persone di acquisire un maggior controllo della propria salute e di migliorarla. Esso investe non soltanto le azioni finalizzate al rafforzamento delle capacità e delle competenze degli individui, ma anche azioni politiche volte a modificare le condizioni sociali, ambientali ed economiche in modo tale da mitigare l'impatto che esse hanno sulla salute del singolo e della collettività.

1 Daniela Garstea.

Questa finalità della promozione della salute è perseguita attraverso lo strumento dell'empowerment, che è un'azione sociale attraverso la quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l'equità e la qualità della vita. L’educazione è lo strumento privilegiato della promozione della salute. Educazione alla salute: quando agisce a supporto di interventi rivolti alle persone sane. Si riferisce all’insieme delle opportunità di apprendimento progettate consapevolmente per migliorare le conoscenze, le abilità e le motivazioni che possono influire sui comportamenti individuali e comunitari rilevanti per la salute, consentendo alle persone di avere un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla. Ha un ruolo cardine nella promozione di corretti stili di vita.

Noi prendiamo in carico la popolazione sana. L'educazione alla salute non si limita a comunicare informazioni, ma si propone di agire sulle motivazioni, sulle capacità e sulla responsabilizzazione individuale e sociale rispetto ai comportamenti individuali e alle condizioni socio-economiche e ambientali che incidono sulla salute. L'educazione alla salute si propone di dimostrare ai cittadini la fattibilità politica per orientare positivamente i determinanti della salute. Gli educatori sono soprattutto le famiglie, gli insegnanti, le associazioni e i movimenti politici e culturali. Inoltre, quando parliamo di educazione alla salute, noi stiamo prendendo in carico la prevenzione primaria.

La prevenzione primaria è la forma classica e principale di prevenzione e comprende tutti gli interventi destinati ad ostacolare l’insorgenza delle malattie nella popolazione, combattendo le cause e i fattori predisponenti. Spesso l’intervento mira a cambiare abitudini e comportamenti scorretti, intervento comportamentale. Lo scopo della prevenzione primaria è quello di eliminare uno o più fattori causali, di accrescere la resistenza fisica degli individui e di modificare i fattori ambientali. Si propone di motivare le persone ad adottare stili di vita sani o a modificare comportamenti non salutari come smettere o non iniziare a fumare. L'educazione e l'informazione giocano un ruolo cruciale.

Esempi:

  • Progetti di educazione alla salute e campagne di sensibilizzazione/informazione alla popolazione, ad es. sull’impiego delle cinture di sicurezza in automobile.
  • Profilassi immunitaria, vaccinazioni.
  • Interventi sull’ambiente per eliminare o correggere le possibili cause delle malattie, ad es. attività ispettiva, pareri vari.
  • Interventi sull’uomo per rilevare e correggere errate abitudini di vita, es. fumo.
  • Individuazione e correzione delle situazioni che predispongono alla malattia, es. obesità.
  • Interventi per promuovere ambienti di vita e lavoro salutari.

Ci sono tre tipologie di empowerment:

  • → 1. Empowerment individuale è l'espressione di tre componenti:
    • A. Convinzione soggettiva di poter influire sulle decisioni che incidono sulla propria vita;
    • B. Consapevolezza critica nel comprendere il proprio contesto sociopolitico;
    • C. Partecipazione ad attività collettive mirate a influenzare l'ambiente socio-politico;
  • 2. Empowerment organizzativo:
    • A. Include i processi e le strutture che aumentano la partecipazione conforme volontarie di associazioni e coordinamento.
  • 3. Empowerment di comunità:
    • A. È l'espressione di azioni collettive finalizzata a migliorare la qualità di vita e a costruire comunità competenti capaci di fare e influenzare scelte politiche.

Educazione sanitaria

Ci si rivolge ad una fetta di popolazione che è sana, ma può essere a rischio di sviluppare una determinata patologia. È quella parte di educazione alla salute che si occupa prevalentemente della prevenzione di rischi o malattie. È effettuata da professionisti sanitari con interventi contestuali alla relazione di cura o con progetti strutturati rivolti sia ai singoli che a gruppi omogenei per rischio. Fa parte della prevenzione secondaria che ha come obiettivo l’individuazione precoce dei soggetti ammalati o ad alto rischio per poter ottenere la guarigione o impedire l’insorgenza e la progressione della malattia.

Nella prevenzione secondaria, la malattia è riconosciuta subito e curata precocemente, spesso prima della comparsa dei sintomi, riducendo al minimo le conseguenze sfavorevoli. La prevenzione secondaria contempla tutte le misure volte a modificare comportamenti a rischio o di esposizione al rischio e a individuare stadi di malattia privi di sintomi, comprende programmi di educazione sanitaria per aumentare la capacità delle persone di riconoscere precocemente sintomi o segni di malattia aderendo a campagne di screening. Un esempio di interventi rivolti a gruppi di popolazione omogenei, per età sesso, ecc., e numerosi sono gli screening.

Esempi:

  • Screening, come la mammografia, per rilevare l’eventuale presenza di tumore della mammella.

2 Daniela Garstea.

  • Screening della cervice uterina, pap-test.
  • Screening del colon attraverso la ricerca del sangue occulto.
  • L’assorbimetria a raggi X a doppia energia, DXA, per rilevare eventuale osteoporosi.

La diagnosi precoce è fondamentale perché rende attuabili interventi terapeutici in grado di condurre alla guarigione.

Educazione terapeutica

L’educazione terapeutica è un’attività finalizzata ad aiutare il paziente e la sua famiglia a capire la natura della malattia e dei trattamenti, a collaborare attivamente alla realizzazione di tutto il percorso terapeutico e a prendersi cura del proprio stato di salute per mantenere e migliorare la propria qualità di vita. L’educazione terapeutica fa parte della prevenzione terziaria. Chiediamo al paziente una collaborazione attiva. Al paziente si dà empowerment. La prevenzione terziaria è rivolta a prevenire le recidive di patologie in atto o la limitazione delle conseguenze o complicanze. Si propone di sviluppare capacità di autocura per aiutare la persona a raggiungere il maggior livello di funzionalità possibile, nonostante le limitazioni causate dalla malattia.

L'educazione, in sintesi, si propone le seguenti finalità:

  • Rallentare l'evoluzione della malattia:
  • Prevenire le complicanze evitabili, attraverso il riconoscimento attivo dei fattori scatenanti e precoce dei segni e sintomi di riacutizzazione;
  • Gestire in modo sicuro la terapia farmacologica prescritta;
  • Assumere stili di vita sani e compatibili con la disabilità o lo stato di malattia;
  • Garantire qualità di vita alla persona.

Esempi:

  • Educare il paziente all'automonitoraggio della glicemia e/o la cura del piede.
  • Educare il paziente con BPCO ad assumere un'alimentazione corretta.

L’obtv è fare in modo che il paziente non peggiori. L’educazione terapeutica è composta da: educazione, addestramento e informazione/istruzione. L’informazione rappresenta il 90% delle attività che attuiamo sul paziente e col paziente. Le informazioni possono essere date durante la dimissione per cercare di informare il paziente.

  • ➢ → Educazione. Coinvolgimento e partecipazione; l’obtv è quello di identificare e i problemi, gli obiettivi ed i piani d’azione per il loro raggiungimento da parte del paziente/famiglia e team di cura. Per educazione del paziente si intende un processo intenzionale e consapevole che deve essere ricondotto all'interno di specifici programmi educativi e sostenuto da una metodologia pedagogica rigorosa che si propone di attivare la persona a raggiungere apprendimenti significativi che si traducono in modo di pensare e agire nuovi.
  • ➢ → Addestramento. Bisogna cercare di rendere autonomo il paziente. Si spiega al paziente come fare qualcosa.
  • ➢ → Informazione. L’obtv è quello di far acquisire le conoscenze. Bisogna trasmettere notizie utili o funzionali e motivare gli interventi. Bisogna restituire dati sull’andamento clinico e spiegare quello che succede.

Quali sono le finalità dell’educazione terapeutica?

L’educazione terapeutica è un processo continuo, intenzionale, basato su una relazione quasi simmetrica, integrato nell’assistenza sanitaria ed infermieristica che si propone di sviluppare abilità di autocura nell’utente e nei suoi familiari con l’obiettivo si rendere il paziente e la famiglia autonomi. La finalità dell’educazione terapeutica è quella di produrre un effetto terapeutico aggiuntivo a quello di tutti gli altri interventi, assistenziali, chirurgici, farmacologici, riabilitativi, e si prefigge il grande obiettivo di aiutare la persona affetta da malattia cronica a sviluppare le proprie competenze di cura al fine di promuovere la propria autonomia, attraverso la crescita di abilità di autocura nella persona e famiglia. L’educazione terapeutica rappresenta per le professioni sanitarie uno strumento concreto e reale per rispondere alle esigenze delle persone con patologia cronica.

Esempi di effetti terapeutici aggiuntivi:

  • Rallentare l’evoluzione della malattia.
  • Prevenire le complicanze evitabili, attraverso il riconoscimento precoce dei fattori scatenanti e dei segni e sintomi di riacutizzazione.
  • Gestire in modo sicuro la terapia farmacologica prescritta.
  • Assumere stili di vita sani e compatibili con la disabilità e lo stato di malattia.

3 Daniela Garstea.

Self care

La finalità principale dell'educazione terapeutica è quella di promuovere cambiamenti comportamentali al fine di raggiungere una maggiore autonomia, consapevolezza, responsabilità nella capacità di prendersi cura di sé e della propria salute. Questa capacità vengono definite come autocura o selfcare. L’OMS definisce l’autocura come la capacità degli individui, delle famiglie e delle comunità di promuovere la salute, prevenire le malattie, mantenere la salute e far fronte a malattie e disabilità con o senza il supporto di un operatore sanitario.

L’ambito del self care include la promozione della salute, la prevenzione ed il controllo delle malattie, l’autotrattamento, l’assistenza a persone non autosufficienti, la ricerca di cure ospedaliere, specialistiche o primarie quando necessario e la riabilitazione, comprese le cure palliative. I comportamenti attesi vengono messi in atto attraverso lento processo di apprendimento che implica, oltre all'acquisizione di conoscenze e abilità tecniche, l'accettazione della malattia e la capacità di integrarla nella propria vita quotidiana. La capacità di autocura implica la capacità di prendere decisioni in modo contestuale nella vita quotidiana e la capacità di riflettere sulle azioni intraprese, sulle situazioni avvenute e su come sono state gestite per valutare efficacia e possibili strategie alternative.

Esistono 3 tipologie diverse di self care nel paziente con una patologia. Queste sono:

  • ➢ → Self care manteinance o Mantenimento sono funzionali al mantenimento della stabilità del paziente. Il mantenimento è la capacità di attuare comportamenti per il mantenimento del benessere, della salute, della stabilità ed emotiva.
  • ➢ → Self care monitoring o Monitorare ascolto del corpo, monitoraggio dei segni, nonché riconoscimento, interpretazione e nominalizzazione.
  • ➢ → Self care management o Management capacità di pensare opzioni di azioni in risposta ad un cambiamento di precisi segni e sintomi e scegliere l’azione più appropriata, monitorando l’efficacia. Arrivo alla capacità di autocura se attuo i 2 punti precedenti.

L'autocura viene influenzata da molti fattori quale, ad esempio, abilità ed esperienza di gestione della malattia, la motivazione, abitudini, valori, cultura, abilità fisiche e cognitive, l'accesso alle cure, il supporto degli altri e la presenza di caregiver, la motivazione e il livello di autoefficacia. Tali fattori vengono indagati durante l'analisi dei bisogni, prima tappa dell'intervento educativo, per identificare potenziali barriere, ma anche punti di forza e risorse per affrontare il cambiamento adesso una maggiore abilità di autocura. Senza l’autoefficacia e l’automotivazione, il paziente non svilupperà le capacità di selfcare.

Cambiamento

L’educazione terapeutica si propone di attivare la persona a raggiungere apprendimenti significativi che si traducono in modi di pensare e di agire nuovi. Attraverso l'apprendimento, il fine è portare la persona ad un cambiamento. Cambiare comportamenti per adottare stili di vita più sani. È attraverso il cambiamento che riusciamo ad accompagnare una persona verso l’apprendimento. L’obtv dell’educazione terapeutica è, quindi, il selfcare. L’educazione terapeutica è un processo di apprendimento verso il selfcare.

Motivazione

La motivazione rappresenta uno dei più importanti costrutti studiati in merito al cambiamento di un comportamento. Una persona che deve modificare un comportamento o acquisirne uno nuovo ha necessità di percepire una spinta motivazionale.

4 Daniela Garstea.

La motivazione può essere sollecitata da:

  • → Motivazioni bio-fisiche, es. sovrappeso e disturbi correlati, quali la preoccupazione per una tosse insistente e bronchiti ricorrenti in un fumatore. La malattia coinvolge e attiva spesso queste motivazioni.
  • → Motivazioni psico-sociali, es. sentire l’appoggio e l’approvazione del gruppo, comprendono il bisogno di non sentirsi soli, di avere l'appoggio approvazione del gruppo, il consenso degli altri. Nell'educazione questi bisogni possono essere favorenti o di ostacolo all'accettazione di un nuovo comportamento. D’altra parte, questa motivazione può favorire l'accettazione di contenuti nuovi se proposti non al singolo ma al gruppo. Infatti.
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daniela_garstea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazione di aiuto nei processi assistenziali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Polato Gloria.
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