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Infermieristica clinica

Beatrice Zendrisonno riposo

Capitolo 13: Assistenza notturna

Il sonno è un bisogno importante per l'organismo. Un paziente che non riposa adeguatamente ha ricadute il giorno successivo. Anche il professionista deve essere riposato.

  • Il sonno è definito come uno stato di inattività facilmente reversibile.
  • È caratterizzato dalla mancanza di interazione con l'ambiente esterno.
  • Fisiologicamente, il cervello durante il sonno consuma la stessa quantità di ossigeno che utilizza durante la veglia.

Dormire

Dormire è un'esigenza primaria, un bisogno essenziale dei mammiferi più evoluti. È un fenomeno complesso e una proprietà molto antica del sistema nervoso dei vertebrati. È una strategia di risparmio e recupero energetico e un momento di riorganizzazione di alcuni processi psichici come la memoria e l'apprendimento.

Riposare

Il riposo avviene sia quando si dorme sia da svegli. È un rilassamento libero da disturbi fisici e da tensioni psicologiche, e la maggior parte del riposo avviene durante il sonno.

Sonno - le fasi della vita

Bambini nei primi 3 mesi di vita dormono 16-17 ore. All'età di 6 anni dormono 13-15 ore. Tra i 6-13 anni, 9-11 ore, simili agli adulti. Gli adulti dormono 7-8 ore per notte.

Negli anziani, più dell'80% degli adulti sopra i 65 anni riferisce problemi legati al sonno. L'anziano si sveglia più frequentemente e si addormenta dopo più tempo. C'è una tendenza a dormire di giorno.

Stadi del sonno

Sono presenti 5 stadi del sonno. Differenti onde cerebrali e attività muscolari e degli occhi si associano a diversi stadi del sonno. Attraverso l'esame dell'Elettroencefalogramma (EEG) vengono osservate le onde cerebrali. Attraverso l'esame dell'Elettromiografia (EMG) vengono osservate le attività muscolari. Attraverso l'esame dell'Elettrooculogramma (EOG) vengono osservati i movimenti degli occhi. Polisonnografia è il termine comunemente usato per indicare una registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante la notte, mediante un polisonnigrafo.

Addormentamento

Quando andiamo a letto e lentamente entriamo in uno stato di sonnolenza, ci troviamo nella fase di addormentamento. In questa transizione tra la veglia e il sonno, il corpo inizia a rilassare la muscolatura. Questo periodo dura tra i 10-30 minuti, ma se una persona ha difficoltà a dormire può durare anche un'ora o più.

Fase non REM

Questa fase dura 45-60 minuti e presenta: movimento lento degli occhi, onde lente e bassa frequenza, occupando il primo terzo della notte e rappresentando il 15-25% del sonno totale. La fase NREM si divide in 4 stadi:

  • 1° Stadio: sonno superficiale, inizia una riduzione dei segni vitali e del metabolismo.
  • 2° Stadio: il sonno diventa più stabile, continua il rilassamento e la diminuzione dei segni vitali. Nei primi 2 stadi il soggetto è facilmente risvegliabile e durano il 50-60% del sonno totale (aumenta sempre di più nei soggetti anziani).
  • 3° Stadio: inizia il sonno profondo, i muscoli sono completamente rilassati. Riduzione dei segni vitali.
  • 4° Stadio: il sonno è profondo. I segni vitali sono decisamente più bassi rispetto alle ore di veglia. Si può verificare sonnambulismo e enuresi (emissione involontaria di urina, si interrompe quando si raggiunge il pieno controllo della vescica). Nel 3° e 4° stadio il soggetto è difficilmente risvegliabile.

Fase REM

  • Movimento rapido degli occhi, frequenza cardiaca (FC) e respiratoria (FR) irregolari, e fluttuazione della pressione arteriosa (PA).
  • Fase finale di ogni ciclo di sonno.
  • 20-25% del sonno totale.
  • I sogni sono più vividi ed elaborati.
  • Onde veloci, alta frequenza.

Il ciclo del sonno parte dall'addormentamento, passa attraverso i vari stadi NREM, il REM e poi riparte. Questo ciclo avviene 4-5 volte a notte.

Regolazione sonno/veglia

Il controllo e la regolazione del sonno dipendono da due meccanismi situati in specifiche aree del cervello:

  • Veglia: RAS (Reticular Activating System).
  • Sonno: BSR (Bulbar Synchronizing Region).

Il sonno è un processo biologico che segue un ciclo circadiano di circa 24 ore. Il ciclo circadiano endogeno è regolato dal nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo, che regola anche le variazioni di temperatura interna e secrezioni ormonali. La temperatura corporea influenza maggiormente l'alternanza sonno/veglia, oscillando nelle 24 ore con una discesa nelle ore serali (favorisce il sonno) e un aumento nelle ore mattutine (favorisce il risveglio). Esistono anche fattori esogeni che contribuiscono a mantenere l'alternanza sonno/veglia attraverso la luce/buio (attraverso la retina).

Molti soggetti presentano un ritmo circadiano anticipato (cronotipo mattutino) tendendo ad alzarsi presto la mattina e sono più attivi nella prima parte della giornata, oppure un ritardo rispetto agli orari comuni del sonno (cronotipo serotino) addormentandosi in tarda serata e avendo difficoltà ad alzarsi di mattina.

Effetti del sonno

Il sonno porta a benefici come:

  • Ripristino dei tessuti organici: il sonno NREM contribuisce al ripristino grazie al rilascio dell'ormone della crescita, che aiuta nella riparazione e nel rinnovamento delle cellule epiteliali e cerebrali.
  • Funzioni biologiche: frequenza cardiaca, protezione della funzione cardiaca, riduzione della pressione arteriosa, diminuzione del tono muscolare. La frequenza respiratoria è regolare/rallentata (NREM) e irregolare (REM). Assenza di risposta termoregolatrice (REM, attenuazione con temperature estreme).
  • Benefici sul comportamento.

Rischi da deprivazione di sonno

Principali disturbi del sonno

Insonnia

L'insonnia è la difficoltà ripetuta di inizio, durata e consolidamento del sonno, con possibilità di tempo adeguato, circostanze e/o opportunità di dormire. Ecco le varie difficoltà associate:

  • Difficoltà ad addormentarsi (35-60%).
  • Difficoltà a mantenere il sonno (50-70%).
  • Sonno non riposante/di scarsa qualità (20-25%).
  • Insonnia da risveglio precoce.

Tipi di insonnia:

  • Insonnia cronica: la persona riferisce di non dormire almeno 3 notti in una settimana per un mese e più.
  • Insonnia transitoria: la persona riferisce di non dormire una o più notti in un singolo episodio (stress, variazioni di lavoro, cambiamento ambiente).
  • Insonnia breve durata: da pochi giorni a tre settimane.
  • Insonnia primaria: cronica senza specifici disordini.
  • Insonnia secondaria: associata a disordini psichiatrici, farmaci, disturbi clinici (difficoltà respiratoria o dolore). Alcuni farmaci portano a questo tipo di insonnia (diuretici).

Disturbi del ritmo circadiano

Il sonno è relativamente normale ma avviene in tempi anormali. Questi disturbi nascono dalla non sincronizzazione del timing circadiano endogeno (ritmo circadiano) e le normali attività che si possono svolgere nelle 24 ore; spesso sono influenzati da una combinazione di fattori fisiologici, comportamentali e ambientali.

  • Disturbi della fase avanzata del sonno: sindrome anticipata del sonno, la persona chiede di andare a letto in anticipo e di conseguenza si alza presto, comportamento che troviamo soprattutto negli anziani. Causa sonnolenza diurna, sbalzi d'umore, irritabilità, calo delle performance. Questi disturbi aumentano nelle ore pomeridiane e serali.
  • Sindrome da fase ritardata del sonno: la persona richiede di andare a letto tardi e svegliarsi tardi, causando sonnolenza e calo delle performance mattutine.
  • Irregolarità del ritmo sonno/veglia: con episodi di sonno durante le 24 ore e di durata irregolare. Presente in pazienti che soffrono di demenza, soprattutto se istituzionalizzati, con un trauma cranico o con disturbi neuropsichiatrici come ritardo mentale. La malattia può essere collegata alla perdita di neuroni nel nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo (controlla i ritmi circadiani endogeni, l'orologio biologico e mantiene invariati i processi chimici della fame e del sonno).
  • Rapido cambiamento del fuso orario (jet lag): sindrome di pazienti che viaggiano in aereo e che cambiano vari meridiani (fuso orario). Sonnolenza diurna, difficoltà ad addormentarsi e diversi risvegli durante la notte. Frequenti i disturbi gastrointestinali. Dura dai 2 ai 14 giorni.
  • Disturbi del sonno da turnazione dell'orario di lavoro: sia per quantità che per qualità.

Sindrome delle gambe senza riposo (RLS)

È caratterizzata da sensazioni sgradevoli agli arti inferiori (bisogno/desiderio di muovere gli arti inferiori) che peggiorano nelle ore notturne, costituendo una grande causa di ritardo dell'addormentamento e/o risvegli notturni prolungati.

  • RLS primaria: si sviluppa soprattutto in età giovanile e molto probabilmente ha una base genetica.
  • RLS secondaria: è scatenata soprattutto da una carenza di ferro, come l'anemia da carenza di ferro, stadio finale da malattia renale, gravidanza.

Sindrome da movimenti periodici degli arti (PLMS)

Caratterizzata da contrazioni muscolari degli arti inferiori, si accentuano durante il sonno. I movimenti avvengono prevalentemente nella prima parte della notte, con ogni contrazione che dura 2-4 secondi ogni 20-40 secondi e di solito superano i 15 movimenti ogni ora. Per entrambe le sindromi PLMS e RLS i sintomi possono essere incrementati dall'assunzione di farmaci, come antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, il litio e antagonisti della dopamina. Anche i pazienti con sovrappeso/obesità, eccessiva assunzione di caffeina, vita sedentaria, uso di tabacco.

Apnea notturna

L'apnea notturna è l'interruzione del flusso d'aria (dal naso e dalla bocca) per periodi che vanno dai 10 a massimo 30 secondi. Ci sono 3 tipi: ostruttiva, centrale e mista.

  • Apnea notturna ostruttiva (OSA): si verifica quando i muscoli delle vie aeree superiori (naso, gola e cavità orale) si rilassano durante il sonno, causando ipoapnea (riduzione) o apnea (assenza del flusso d'aria). Determina: una riduzione del flusso di ossigeno, ipossiemia (ridotta quantità di ossigeno nel sangue), aumento della pressione arteriosa e pressione polmonare, cambiamenti del flusso ematico cerebrale. I fattori di rischio sono età, obesità, anomalie anatomiche delle vie aeree superiori. Oppure associata a insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e ictus; o negli anziani con ipertiroidismo.
  • Apnea notturna centrale (CSA): caratterizzata da ricorrenti apnee durante il sonno, determinate da una temporanea perdita del movimento ventilatorio scatenata dal SNC o da disfunzioni cardiache. La CSA è stata riscontrata spesso in pazienti con insufficienze cardiache (scompenso cardiaco).

Sonnolenza diurna eccessiva (SDE)

È la tendenza a iniziare il sonno in momenti meno opportuni. Può essere causata da uso-abuso di farmaci, deprivazione del sonno, sonno notturno disturbato, insonnia, OSA.

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinapasetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Camoglio Francesco Saverio.
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