Riassunti lezioni 11/11/2019
Francia-Inghilterra: potenze economiche nello scenario dell'800
Testi conducibili al canone realistico che va affermandosi. Che legame c'è tra oggetti e romanzo ottocentesco? Gli oggetti sono sempre esistiti, è un fenomeno transtorico, non hanno sempre lo stesso significato anche se all'apparenza può sembrare lo stesso. Cambiano codici, contesti, ecc.
Il primo legame storico
Il primo legame è di tipo storico: è vero che gli oggetti sono sempre esistiti ma a partire da Balzac acquisiscono una presenza più forte, sono presenti in maniera assidua nei romanzi. Claude Duchet (critico letterario francese) parla di densità demografica degli oggetti, basta aprire i testi per capire quanto siano evocati. Es.: lo scudo di Achille.
Cambiano le condizioni storiche, con l'invasione degli oggetti nei testi non si assiste solo a un fenomeno narrativo perché nell'800 il romanzo si carica di una serie di ambizioni testimoniali storiche molto forti, sintomo di una battaglia che il romanzo compie per affermarsi. Il romanzo inteso come romanzo moderno, con nuovi personaggi, nuovi oggetti, ecc. La difficoltà è proprio quella di posizionarsi rispetto ai generi esistenti.
Cos'è un romanzo?
Nell'800 molti scrittori rivendicano per il romanzo ambizioni molto forti: storia di vita privata, non eventi storici generali ma particolari, di vita quotidiana, del singolo individuo. Balzac la chiama storia dei costumi. La storia delle battaglie, degli eroi lascia in disparte le persone che vivono la quotidianità, ecc. Quindi il romanzo si carica di ambizioni. Il moltiplicarsi degli oggetti funge da aiuto per presentare la vita privata dei personaggi.
Bisogna ovviamente contestualizzare l'inserimento del romanzo nel contesto storico e tutti i cambiamenti che si susseguono nell'800 sostengono questa modifica dal punto di vista letterario.
Eventi storici
- Processi storici forti che nemmeno le rivoluzioni possono fermare, non a caso in Francia ci sono state 3 rivoluzioni nell'arco di 50 anni.
- Due rivoluzioni: rivoluzione francese e la rivoluzione industriale.
La rivoluzione francese vede la convocazione degli Stati Generali (nobiltà, clero, III stato, il ceto del commercio che produceva e faceva circolare ricchezza ma fortemente penalizzato) da parte del Re (prima della presa della Bastiglia). Nucleo generale di trasformazioni dal 1789 alla caduta di Napoleone: Balzac ne è testimone nei suoi romanzi.
Il III stato decide di riunirsi da solo e dice basta, affermando di voler un ruolo politico, poter decidere dopo aver apportato modifiche alla situazione economica del paese. Non accetta più di essere governato da una società che sfrutta il lavoro per ricavarne beneficio. L'importanza della rivoluzione francese è trovare equilibrio dalle funzioni economiche a quelle politiche.
Rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale può essere definita come la transizione verso nuove forme di produzione. Il centro è l'Inghilterra, luogo di innovazione tecnologica. Alcuni storici la datano con la scoperta del vapore come fonte di energia (alcuni 1760 altri 1780). Industria tessile. Periodizzare la storia e soprattutto le rivoluzioni è impossibile e inoltre un'operazione compiuta successivamente da qualcun altro. Ogni evento è intrecciato con un altro. La storia è un fenomeno dinamico in movimento. Tutto il quadro globale in cui l'evento trova il suo posto è poco definibile.
F. Braudel (storico francese) ha dedicato alla storia del capitalismo prima della rivoluzione industriale uno studio, contestando l'uso del termine rivoluzione, perché è un termine violento che rimanda a qualcosa di brusco ma, lui dice, le cose non vanno così. "Non c'è mai tra passato e presente una discontinuità assoluta". Altri storici, invece, insistono sul carattere di discontinuità. Braudel ricostruisce un quadro di lunga durata, molto più lungo. Blanqui J. A. usa il termine Rivoluzione industriale nel 1837. Francois Crouzet, che ha scritto un libro sulla rivoluzione industriale, la prima locuzione del termine appare nel 1799. Uso precoce del termine quando gli eventi erano ancora in corso. Si avverte l'esigenza di chiamare in causa il termine.
Alcuni aspetti fondamentali della rivoluzione industriale
- Meccanizzazione: elaborazione di una modalità produttiva che velocizza i ritmi rendendo la produzione commerciale più veloce. È la macchina che trasforma la materia prima in oggetti quindi si riduce la manualità. Da questo la scoperta del vapore per alimentare le macchine. Si passa a una produzione massiccia di filati, effetti sull'economia, importazioni ed esportazioni.
- Produzione del ferro, della carta, ecc.
In Balzac assistiamo a una forma di descrizione materialistica, es. la prima parte del libro "Illusioni perdute" nella quale l'autore ci evidenzia la possibilità per noi di leggere il romanzo grazie all'effetto della lavorazione della carta e quindi avere materialmente davanti un libro.
Passaggio da una società agricola a una industriale
Centralità dell'industria tessile.
Nascita di un ceto sociale e produzione per il mercato. Acquisire un ruolo negli aspetti sociali, rivendicazione di un ruolo politico a fronte di questa produzione economica. Il ceto medio acquisisce un ruolo sempre maggiore. Tutti questi fenomeni portano a dei cambiamenti anche sulla disponibilità delle merci e del consumo. Mentre prima si produceva ciò di cui si aveva bisogno e quindi si parlava di un'economia della sussistenza non del consumo (si produce ciò che si consuma). Non era un'economia adatta al mercato, invece, con la rivoluzione industriale si arriva a una velocità di produzione tale da passare a un'economia per il mercato. Si allarga il bacino dei consumatori grazie a questi cambiamenti tecnologici.
Illusioni perdute di Balzac
1837-42. Ambientato negli anni '20 dell'800. Prime pagine del romanzo (da sottolineare la forte descrizione degli oggetti). Commedie umane è la cornice macro-testuale, nella quale gran parte dei romanzi di Balzac si collocano. Quando Balzac nel '42 inizia a pubblicare le sue produzioni sotto il nome di commedie umane, elimina i titoli interni. (nell'ultima messa a punto) L'edizione attuale mantiene i titoli dei vari capitoli.
L'incipit del libro è straordinario per varie ragioni, una tra tante è la descrizione delle macchine e dei processi fondamentali per azionarle, ne consegue il rapporto tra uomo e macchina. Nonostante Balzac sia stato definito prolisso, questo incipit riesce a raccontare e raffigurare in poche parole tanti effetti, il tempo, i cambiamenti dell'epoca, l'emergenza di quelle che sono le mobilità sociali.
Metaromanzo
È un romanzo in cui l'autore descrive l'operazione di stesura del romanzo stesso. Il metaromanzo è una narrazione che assume come proprio oggetto l'atto stesso del raccontare, così da sviluppare un romanzo nel romanzo. Qui viene inteso in modo diverso, cioè ci viene descritto come un testo può presentarsi in un oggetto concreto (rullo, caratteri, stampanti, ecc.)
La prima parte si svolge in provincia, due poeti. Uno è un personaggio di provincia che va a Parigi per fare lo scrittore, Lucienne. È il prodotto di uno scontro tra due classi diverse. L'altro personaggio, David, è uno che cerca di trovare un metodo di produzione della carta più economico rispetto a quello del tempo (prodotta con gli stracci di cotone, i resti perché ancora non era stata scoperta la cellulosa).
Originalità del romanzo "Illusioni Perdute"
Elementi principali: Viene descritta una serata in cui David fa una passeggiata con la donna che ama per chiederle di sposarlo ma inizia a parlarle della produzione della carta (evento particolare). È interessante che ci sia questa tematica, rapporto strettissimo tra tecnica, tecnologia e destino di individui presenti nel romanzo. Prima era quasi scontato nascere e morire nello stesso luogo, le rivoluzioni sconvolgono questi assetti e permettono agli individui di spostarsi in ceti diversi e poter decidere della propria vita.
Ad esempio, già dall'incipit si evince un personaggio che non sa né leggere né scrivere ma che diventa uno stampatore.
Mescolanza di classi
Un mondo fluido in cui si cambia, si esce, si entra. Inurbamento: perdita della centralità dell'agricoltura e l'emergere delle fabbriche, quindi si assiste allo spostamento di masse dalla campagna alla città. La città è intesa come centro di modernità, nasce una nuova esperienza di un vivere associato. Le innovazioni passano prima dal centro urbano per poi diffondersi nelle aree limitrofe, dove si hanno ancora oggetti desueti (F. Orlando con "Oggetti Desueti").
L'individuo avverte una sensazione di spaesamento nelle città, visto come luogo dell'anonimato, si diventa un piccolo punto nell'insieme di altri mille punti. Non ci si può sottrarre da questo regime di visibilità perché è lì tutto intorno. Ad esempio, l'arrivo di Lucienne a Parigi gli apporta uno shock che lo porterà al totale ripensamento di sé stesso. Tale spaesamento è legato alla facoltà visiva, da ciò che lo circonda.
Problema dell'irriconoscibilità
Nascono le fisiologie, cioè il tentativo di ordinare, classificare un mondo che si presenta confuso. La città è l'arena dove si può tentare la fortuna, la possibilità di cambiare, di spostarsi nella scala sociale.
La Francia
Ritmi diversi da paese a paese a seguito della rivoluzione. La produzione francese si sviluppa su prodotti di specialità, di beni di lusso (li ritroveremo spesso nelle pagine di "Illusioni Perdute"). A differenza dell'Inghilterra che vuole produrre e sviluppare un mercato interno, senza badare al prodotto.
Perché ci sono tanti oggetti nel romanzo dell'800?
Francesco Orlando parla di "Oggetti desueti": la rivoluzione industriale, il capitalismo è il mondo delle merci, produzioni di merci per il mercato. La presenza assidua di questi oggetti è dovuta al fatto che si diffondono in modo diverso rispetto alle epoche precedenti, grazie ai cambiamenti storici. La letteratura si fa specchio di questi cambiamenti e decide di registrarli. Nel testo di Orlando vengono sottolineate queste trasformazioni, cambiamenti che si mettono in moto.
La grande produzione di merci
- Principio di prestazione e razionalità (si incarna nella tecnica, tecnologia)
Lui ha una diversa lettura del rapporto tra letteratura e società. Secondo Orlando, la letteratura non è lo specchio del reale ma è un luogo di perturbamento, in cui si manifesta ciò che è culturalmente oggetto di censura. Un modo per dare voce a ciò che è represso (viene ispirato dalla teoria di Freud), desideri e ciò che non è accettabile vengono rimossi e riemergono in forma di sintomi. Soprattutto a partire dalla fine del 700 si fa viva questa repressione sociale, interdizioni sociali e morali: censura per etiche morali e sociali che rendono invivibili questi desideri che però non vengono rimossi ma si manifestano in forma di sintomo; un qualcosa che non controllo che veicola qualcosa dentro la mia psiche e che non è stato espresso in precedenza ma represso (il super io di Freud, istanza di controllo, di repressione).
Rovescia un po' il concetto di letteratura: secondo la sua idea, la letteratura è ciò che la società rifiuta, nega e tutto trova sfogo in essa. Un punto di sfogo per questa repressione sociale. Quindi, la letteratura è un luogo di trasgressione per Orlando, che è l'ipotesi di fondo del suo libro "Oggetti Desueti".
Logica della funzionalità
L'800 è un po' il secolo della razionalizzazione, dell'ordine, della logica della funzionalità. Orlando dice che questi oggetti non servono a nulla, che non rispondono a nessuna funzionalità, sono anti-merci. Bisogna però analizzare quest'ipotesi di fondo, verificarne la validità, perché già gli oggetti che vengono descritti da Balzac non sono inutili o non funzionali, anzi tutt'altro (es: oggetti utili per la stampa).
Testo di Orlando
Il libro ci fornirà esempi di un tipo di ricerca focalizzata sugli oggetti in letteratura. Un altro aspetto importante di questo libro è che si fonda su un'ipotesi: la produzione di merci si amplifica in un sistema capitalista, la letteratura reagisce fuori dalla logica del profitto. Orlando nel suo libro ci parla invece di defunzionalizzazione degli oggetti. Cioè le cose non rimangono stabili ma sono soggette al passare del tempo. L'oggetto desueto non è stato sempre inutile, ha avuto un momento in cui era attuale. Quindi lui ci parla di oggetti che una volta erano integri e utili al loro scopo che però con il passare del tempo non lo sono più.
Distinzione tra integro-attivo-utile in un certo contesto degli oggetti e l'inutilità degli stessi. In Henry James ("Le spoglie di Poynton") viene descritta una collezione di oggetti di antiquariato che ha un certo valore. L'essere vecchio diventa un valore e non un disvalore. Un esempio principe di questo concetto sono le rovine che Orlando esalta molto e che acquisiscono un valore riguardo la memoria, come traccia di storia, cultura, arte. Le rovine sono soggette a eventi storici ma non ne sono il prodotto.
Rapporto di parallelismo o più di antagonismo? Quadro di analisi
Il corpus e l'oggetto di studio di Orlando si basa sull'identificazione di due costanti tematiche e una costante formale. Lui parte da delle occorrenze che ritrova spesso nei testi e ricava una spiegazione all'interno della quale queste occorrenze trovano posto. Metodo induttivo. Accumula una quantità di occorrenze, si concentra sull'800-900 ma spazia anche sulla letteratura precedente.
Costanti
- Metodo induttivo
- Due tematiche formale
- Cose inanimate elenco e cose inutili
1. Cose nel senso materiale del termine, concrete, inanimate, non oggetti spirituali, cose tangibili che cadono sotto i nostri sensi. 2. Cose inutili o invecchiate, carattere desueto. Queste due costanti tematiche portano agli oggetti desueti.
Che cos'è un oggetto?
La parola è molto ambigua, si usa continuamente ma questo uso metaforico dell'oggetto lo porta a definire come qualcosa che può essere tutto ciò che non è soggetto, non ha limiti di dimensione, non pensa, non parla, tutto ciò che cade sotto l'apprensione dei nostri sensi.
Solid Objects di V. Woolf (lettura)
Oggetto di studio: 1. Oggetti che sono dei manufatti 2. Portabilità potenziale, possibilità di circolare, oggetto mobile 3. Oggetto parziale, contenuto da qualche parte, cioè può essere combinato con altri oggetti.
La costante formale è l'elenco: il modo retorico in cui gli oggetti appaiono nei testi. Se da una parte gli oggetti sono concreti, rovinati, desueti, inutili dall'altra si presentano retoricamente il più delle volte sotto forma di elenco, in massa, sotto la forma dell'enumerazione, non singolarmente in modo da isolare un unico oggetto. Questa costante formale ci invita a soffermarci e interrogarci sulle modalità retoriche sotto cui questi oggetti si presentano.
Es.: Balzac – II parte di "Illusioni Perdute", Capitolo… La stanza viene descritta sotto forma di enumerazione, metodo cumulativo.
Che cos'è la descrizione?
Modalità dell'elenco e della descrizione. È una sequenza temporale sia della storia sia del racconto. La descrizione non è focalizzata in un tempo ma in uno spazio. Si evoca nel tempo della lettura (perché è sequenziale) una realtà spaziale che si presenta alla percezione almeno parzialmente in modo simultaneo: colpo d'occhio.
Il racconto ha a che fare con gli eventi, qualcosa che si trasforma da uno stato all'altro, quindi con la temporalità degli eventi in cui essi si svolgono; la descrizione si concentra su quell'aspetto spaziale e su una serie di elementi che in una prima istanza non si relazionano ma si elencano.
Come gli eventi si susseguono, così gli enunciati che si riferiscono ad essi si susseguono nella pagina sotto forma di elenco. Paradosso della descrizione, qualcosa che non cogliamo però andarla a definire è molto difficile, ci si sgretola tra le mani.
L'oggetto e la dialettica tema-oggetto
L'oggetto è un elemento materiale, il tema può essere di tipo ideale, concettuale. C'è una dialettica tra il tema (base di ogni lettura) e l'oggetto, cioè non è possibile parlare di qualcosa senza che essa accada, che si materializzi. Tema e oggetto possono avere zone di convergenza, un tema può parlare della materialità. Il tema non è mai un dato, tematizzare dipende dalle scelte in base ai contesti storici, personaggi, ecc.
Gli oggetti rappresentati, invece, sono "dati", vengono descritti, nominati nel testo attraverso processi di tematizzazione. Come dice Orlando, gli oggetti compaiono solitamente all'interno di un elenco (costante formale), che a sua volta si trova all'interno del testo che definiamo descrizione, anche se Orlando non si sofferma sulla descrizione. È importante però capire cos'è.
La descrizione è un genere del discorso. Ci sono discorsi narrativi (narra eventi nel tempo).
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