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Di cosa si occupa il libro: Francesco Orlando – Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura

Gli oggetti desueti acquistano particolare pregnanza dopo la svolta illuminista e romantica, a cavallo della Rivoluzione Francese. L'800 è il secolo del romanzo, della rivoluzione industriale e della borghesia. Buona parte delle "cose" ancora funzionali prima della cesura, diviene ora non funzionale. Il dispositivo generale del libro ubbidisce così a un esprit de géométrie insieme flessibile e rigoroso, che postula di conseguenza una lettura adeguatamente paziente, sequenziale, globalizzante.

Assumere come argomento di indagine il modo in cui la letteratura rappresenta le cose, anzi certe cose, costituisce una scelta quanto mai coinvolgente perché raccorda l'analisi dei processi di scrittura a quella del loro rapporto con il mondo, rapporto certo indiretto, problematico, non speculare, ma comunque basilare per la loro stessa esistenza. Non delle cose in generale e del loro dilagare nella letteratura moderna si occupa però Orlando, bensì della crescente valorizzazione letteraria di una loro sottospecie, ovvero degli oggetti non funzionali; per dirla meglio ancora con le classificazioni operate dall'albero semantico, il soggetto complessivo della ricerca si identifica nella corporeità non funzionale.

Gli oggetti non funzionali e la loro rivalorizzazione

Ed è allo schema freudiano delle formazioni di compromesso che il libro riferisce la condizione di possibilità e l'articolazione delle costanti, ripartite fra categorie inerenti per metà agli oggetti non funzionali e per metà agli oggetti in vario modo rifunzionalizzati dall'immaginario collettivo. Spiccano Baudelaire, poeta di profumi semi-appassiti, operatori di ricordo; Hugo e Balzac, maestri di un logoro-realistico variamente allucinato; Gautier, con il suo immaginario Luigi XIII, e soprattutto Flaubert e Huysmans, per l'oscillazione tra il prestigioso-ornamentale e il pretenzioso-fittizio, in altre parole per la prefigurazione critica del Kitsch. E Proust appare coscienza lucida fra tutte, che distrugge tanto i luoghi comuni del memore-affettivo quanto quelli del prestigioso-ornamentale.

Mentre Sartre per bocca del protagonista della Nausea vaticina la rivincita di una natura sterile-nociva sulle arroganti certezze dell'uomo borghese, e Céline confronta i suoi personaggi ora allo squallore di ambienti che metaforicamente li rispecchiano, ora alle traversie della commercializzazione sempre aleatoria di arredi autentici e del Kitsch più trito.

Cap. 1 - L’oggetto della ricerca

L'oggetto della ricerca esposta da questo libro nasce da una sorta di "collezione" portata avanti negli anni dall'autore. Tale collezione si basava sull'uso di registrare su un quaderno passi di letteratura che presentassero alcune costanti. Se la funzionalità di un oggetto si basa su quello che definiamo imperativo funzionale (ossia l'idea razionale che ogni cosa debba essere funzionale a qualcosa), l'uso di immagini di oggetti desueti nella letteratura risponde alla necessità repressa di trasgressione a tale imperativo.

Registra dei passi di letteratura ove Orlando riscontra la coincidenza di una costante formale con due costanti tematiche (contenuto):

  • Costante formale: Elenco
  • Costanti tematiche:
    • Elenco di cose materiali
    • Elenco di cose inutili, invecchiate, insolite, decadute, desuete, private (o in corso di privazione-diminuzione) di funzionalità

Nel corso della ricerca la costante formale è venuta lentamente meno. Il rapporto tra l'uomo e le cose occupa un posto imponente nella storia della letteratura; Orlando però si accorge della fortuna letteraria delle cose inutili, invecchiate o insolite, della predilezione di esse rispetto a quelle nuove e funzionali.

La letteratura e il ritorno del represso

Questa ricerca riguarda il rapporto dell'uomo con il mondo fisico e anche con il tempo. Sono i capolavori letterari a costituire la testimonianza più profonda di tale rapporto. Consideriamo la letteratura da un punto di vista freudiano come sede immaginaria di un ritorno del represso e quindi indulgente o perfino solidale verso ciò che è distante, ripugnante e condannato al di fuori della finzione letteraria → letteratura come negativo fotografico delle culture da cui emana.

Le trasgressioni dell'imperativo razionale sono cedimenti logici e linguistici e sono strumentali al ritorno del rimosso (teoria freudiana della letteratura secondo Orlando). È come se il ritorno del represso si incarni e incorpori nelle cose. Anziché di imperativo razionale possiamo parlare anche di imperativo funzionale. Se in letteratura è prediletta la rappresentazione di cose non funzionali, è come se essa contraddicesse l'ordinamento reale. Supponiamo quindi che la letteratura accolga un represso antifunzionale. Vi è una sorta di compromesso letterario dove nel linguaggio vi è un riscatto formale di immagini negative.

Esempi di oggetti non funzionali

Pensiamo a oggetti come:

  • Rovine monumentali: non sono prive di funzione, sono resti di edifici costruiti per essere abitati e vengono frequentate e culturalmente fruite (nuova valorizzazione che si innesta però su una de-funzionalizzazione)
  • Chiesa sconsacrata
  • Fiore disseccato (funzione di rimembranza, ricordo periodicamente commuovente)
  • Reliquie necroromantiche (necessarie all'evocazione fantasmatica)
  • Tesoro sepolto
  • Arredi d'antiquariato (dove il tempo determina il nuovo valore)

La non-funzionalità è primaria e la funzionalità di recupero, la nuova valorizzazione è secondaria, per quanto possa essere vistosa. Il tempo consuma le cose, le distrugge, le porta fuori moda e le fa abbandonare oppure le fa diventare rare e conferisce prestigio dell'antichità. La bilancia tra positivo e negativo è instabile e imprevedibile.

Pensiamo al cadavere; la natura ne fa relitto, rifiuto mentre la cultura lo consacra alla venerazione (oggetto di culto). Estremo disvalore fisico (nella de-funzionalizzazione primaria) e supremo valore morale (nella ri-funzionalizzazione secondaria). Pensiamo alle feci, ove vi è una forte ambivalenza tra scarto e dono (pensiamo a Freud e alle feci nella psicologia del bambino).

Le trasformazioni storiche e letterarie

La maggior parte dei testi ove ricorrono le costanti tematiche di cui abbiamo parlato sono degli ultimi 2 secoli. Uno scatto storico è dato dalla rivoluzione industriale inglese e dalla rivoluzione francese che impongono al mondo una razionalizzazione laica. Marx e Engels: l'Illuminismo evidenzia come la razionalità sia comandata dall'utilitarismo. Engels: "tutto dovette giustificare la propria esistenza davanti al tribunale della ragione o rinunciare all'esistenza", "tutte le antiche concezioni tradizionali vennero rigettate come irrazionali nel ripostiglio del ciarpame".

Marx: "La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si presenta a un primo sguardo come un'immane raccolta di merci." Si può così dire che la letteratura delle società in cui predomina il modo di produzione capitalistico si presentano come un'immane raccolta di antimerci.

Testi esemplari

1. Sonetto "Lo scrigno di sandalo" del poeta francese Charles Cros (1842-88): Gingilli dagli impieghi incerti.../fiori morti.../ciocche di capelli.../gioielli, cenci, balocchi, burattini.../quale ingombro dentro questo scrigno!/ Io vendo tutto...lettore... Si tratta di residui dell'interno borghese, feticci della memoria erotica ma vi è anche un riferimento alla letteratura (le poesie) che si pone come merce da vendere. Le poesie assimilati a tali oggetti vanno realmente in commercio e il paradosso illustra l'ambivalenza della merce e dell'antimerce: gli oggetti del sonetto sono antimerci sul piano immediato, ma sul piano metaforico rappresentano la letteratura.

2. Una delle poesie dello Spleen di Baudelaire: Ho più ricordi che se avessi mille anni / cassettone ingombro di bilanci, di versi, di biglietti d'amore, di processi, di romanze /capelli.../ io sono un salottino di rose appassite ove giace un guazabuglio di mode antiquate... Cassettone come contenitore invece dello scrigno, funzione memoriale-erotica degli oggetti contenuti (fiori, capelli, dipinti, borsetta di profumo). Le cose qui non sono metafora della letteratura ma dell'io parlante e del suo rapporto col proprio passato. Le cose emanano qualcosa di sinistro, non sono fonte di compiacimento come nel sonetto di Cros.

3. Jorge Luis Borges: 2 poesie intitolate "La cosa" e...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marygiovy_1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Meneghelli Donata.
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