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Capitolo 33: La responsabilità patrimoniale e le cause di prelazione

La garanzia generica e le limitazioni della responsabilità

Si parla di responsabilità patrimoniale in quanto il debitore risponde dell’adempimento dei propri debiti con tutti i suoi beni presenti e futuri. I beni del debitore rappresentano la garanzia patrimoniale del creditore, sulla quale il creditore può esercitare l’esecuzione forzata. La limitazione della responsabilità deve essere stabilita dalla legge.

I mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale: l’azione revocatoria o pauliana

Se il creditore non è garantito con un diritto reale come il pegno o l'ipoteca, che consente di seguire il bene e di espropriarlo anche se è stato alienato dal debitore, l’aspettativa di essere soddisfatto attraverso l’esecuzione forzata per espropriazione dipende dalla capienza del patrimonio del debitore e dal rapporto fra l’attivo e il passivo. Il creditore ha interesse che vi sia il minor numero possibile di creditore concorrenti.

Se il debitore, per salvare qualche bene dalla espropriazione forzata, finge di cederlo ad altri, il creditore può esercitare l’azione di simulazione assoluta per fare accertare che il bene in questione non è mai uscito dal patrimonio del debitore. La simulazione determina l’inefficacia dell’atto. Vi sono altri istituti che mirano a tutelare i creditori contro atti del debitore validi ed efficaci. Prendono il nome di “mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale”.

Se il debitore cede i suoi beni, riscuotendo il prezzo corrispondente al valore, non vi è una vera diminuzione del suo patrimonio, ma il creditore rischia di non trovare sostanze su cui soddisfarsi perché il denaro è facilmente occultabile. Il rimedio esiste ed è costituito dall’azione revocatoria ordinaria.

Il creditore può agire contro gli atti di disposizione dei beni compiuti dal debitore, qualora sussistono i seguenti presupposti:

  • Sia arrecato pregiudizio alle ragioni del creditore; vi sarà pregiudizio se il bene alienato ha rilevanza nel patrimonio del debitore sì che l’atto di disposizione mette in pericolo la possibilità di soddisfarsi del creditore.
  • La mala fede del debitore; questi conosceva il pregiudizio arrecato ai creditori o avrebbe dovuto rendersene conto; se l’atto di disposizione è avvenuto prima del sorgere di un debito esso non è soggetto a revocatoria, a meno che non sia stato dolosamente preordinato al fine di sottrarre un bene alla responsabilità verso il futuro creditore.
  • L’acquisto del diritto da parte del terzo sia stato compiuto a titolo gratuito o, se compiuto a titolo oneroso, il terzo acquirente fosse in mala fede come il debitore, cioè a conoscenza del pregiudizio.

L’azione si prescrive in 5 anni dalla data dell’atto. L’effetto della sentenza è quello di dichiarare l’inefficacia dell’atto di disposizione nei confronti del creditore o dei creditori che hanno esercitato l’azione stessa. Consente di promuovere l’esecuzione forzata o un sequestro conservativo anche presso il terzo acquirente del bene. Questa inefficacia relativa prende il nome di inopponibilità. Se il bene viene espropriato, il terzo prende la titolarità e acquista il diritto alla restituzione del prezzo pagato dal debitore, ma non potrà essere soddisfatto se non dopo i creditori che hanno esperito l’azione revocatoria.

Il sequestro conservativo

Il sequestro conservativo è utilizzabile quando il creditore si accorge che il debitore è in procinto di compiere atti di disposizione in pregiudizio delle sue ragioni. Può essere rivolto contro il terzo acquirente per integrare gli effetti della revocatoria quando questa azione sia stata promossa nei confronti del debitore. Il sequestro del bene non impedisce che il debitore o il terzo possano alienare la cosa, ma ogni atto di disposizione compiuto dopo la domanda di sequestro è inopponibile al creditore che ha ottenuto il sequestro.

I presupposti:

  • È necessario il “fumus boni iuris” = occorre dimostrare il buon fondamento del diritto del creditore.
  • Va provato il “periculum in mora” = il pregiudizio che può derivare al creditore dal ritardo nel prendere provvedimenti.

L’azione surrogatoria

L’azione surrogatoria può essere utile quando il debitore pregiudica i suoi creditori per gli atti che egli non compie affatto. I creditori, per assicurare che siano soddisfatte e conservate le proprie ragioni, possono farsi autorizzare ad esercitare i diritti e le azioni che spettano al debitore nei confronti dei terzi. Deve trattarsi di diritti patrimoniali che non hanno natura personale e possono essere esercitati da soggetti diversi dal titolare.

Il diritto di prelazione dei creditori: i privilegi

I creditori hanno tutti un uguale diritto di soddisfarsi sul patrimonio del debitore, ma per legge alcuni creditori hanno la preferenza rispetto ad altri quando è il momento di soddisfarsi su...

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

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