Il bilancio di esercizio
Parlare di principi contabili significa parlare di standardizzazione comuni, senza necessariamente risentire dei vincoli delle regole, predefinite, conosciute, riconoscibili dall’esterno, che derivano da una normativa interna dei singoli Stati.
Il bilancio di esercizio rappresenta la sintesi della situazione aziendale che risente di due modelli contrapposti ma oggi flessibili il giusto e non mutevoli sulla base di chi redige il Bilancio.
- Modello Civil Law. Un modello prevalentemente basato sul sistema di regole codificate ed è l’impostazione europea continentale e italiana in particolare, incardinato nel codice civile e nei principi contabili nazionali.
- Modello Common Law. Un modello invece basato prevalentemente sulla prassi, su provvedimenti particolari, senza un canovaccio normativo da seguire ex-ante. Questo è un modello invalso soprattutto nei paesi anglosassoni, dove la materia contabile non è disciplinata all’interno di norme di carattere civilistico, ma segue provvedimenti che spesso vengono emanati sulla base dell’esperienza della prassi professionale.
Il rapporto fra il modello italiano e il modello internazionale
Standardizzare le regole significa anche rendere comparabili e confrontabili i documenti.
Questo processo ha preso piede anche in Italia, infatti a fianco al codice civile ci sono i documenti standard, i principi contabili dell’organismo italiano di contabilità, che hanno sostituito una commissione appositamente dedicata composta da esponenti nominati dal consiglio nazionale dottori commercialisti (CNDN) e consiglio nazionale dei ragionieri (CNR).
Prima i principi contabili nazionali erano emanati da un organismo composto soprattutto da rappresentanti della professione contabile, nominati dai due ordini che all’epoca erano distinti (CNDN & CNR), oggi c’è un organismo molto più ampio.
Questa contrapposizione, che qualche decennio fa era molto forte, è andata via via riducendosi per effetto di un processo di avvicinamento fra i due modelli, spiega il motivo per cui in Italia il codice civile è stato spesso rivisto e si sta avvicinando alle regole internazionali che sono quelle che derivano dai principi contabili.
Più queste fonti si avvicinano e minori saranno le differenze fra i bilanci costruiti ed approvati secondo le regole nazionali e quelli che invece derivano dal modello IAS/IFRS.
Queste regole standard devono essere armonizzate nei limiti del possibile, cioè di renderle comuni per tutti anche per aziende operanti in paesi diversi, cercando quindi anche una comunanza anche geografica delle soluzioni. Ecco perché anche in Italia si è cominciato a ragionare sul ruolo dei principi contabili internazionali e in che misura per armonizzare il contenuto della standardizzazione contabile, fosse possibile avvicinare le regole dell’OIC (che a loro volta seguono il codice civile) e le regole che si formano attraverso i principi contabili internazionali.
Il modello italiano si basa sul codice civile e sui documenti OIC (ci sono delle regole fiscali che vanno seguite). Si lavora sul sistema del reddito dando la preminenza al reddito e in subordine il patrimonio. Il nostro Bilancio tradizionalmente aveva un orientamento consuntivo per lo più storico, condizionato dal codice civile e dalle norme fiscali.
La situazione italiana ruota intorno al ruolo svolto dal codice civile. I giuristi si sono spesso occupati di questo argomento non sempre in maniera appropriata, d’altra parte loro conoscono la disciplina contabile, ma non conoscono la materia che disciplinano e questo purtroppo è stato sempre un problema nella definizione delle norme, perché a quel processo di definizione hanno partecipato quasi sempre giuristi e raramente aziendalisti.
Anche l’ultima riforma del codice civile cerca di recepire le regole invalse a livello internazionale per ridurre il gap fra i due modelli.
Questo impianto normativo è del tutto ignoto ai principi contabili internazionali, che guardano non solo ad un orientamento storico, ma anche ad un orientamento fortemente prospettico, il tutto su base tecnica non su base civilistico-fiscale.
In questi anni stiamo continuamente assistendo a questo tentativo di avvicinamento fra le due impostazioni:
- Dove in una c’è una situazione italiana che storicamente si forma sul diritto contabile. Il ruolo dell’OIC tende sempre a crescere, così come tende a crescere l’influenza dei principi contabili internazionali e quindi delle impostazioni che seguono una volontà di armonizzare e di rendere omogenee le regole per i vari paesi che sono interessati ad una informazione che tende ad uscire dai confini locali, tende ad essere globalizzata. È opportuno che, su mercati aperti ci siano delle regole standardizzate e il più possibili comuni.
Diversamente, in ambito internazionale si stavano formando questi principi contabili, queste regole tecniche che erano l’unica fonte di riferimento del Bilancio nei paesi di derivazione anglosassone, per cui l’applicazione di questi principi (che è arrivata in Italia qualche anno dopo) ha sempre scontrato le regole del diritto nazionale.
Il modello è prevalentemente ispirato a valutazioni prudenziali ispirate al costo storico. Se si mantiene questo modello viene fuori un reddito pienamente realizzato.
La dinamica finanziaria è poco importante.
Fra le diverse categorie di stakeholders interessati al processo di redazione del Bilancio, il ruolo prevalente è sempre stato quello dei creditori; infatti, per questo motivo il modello è ispirato ad una logica prudenziale che guarda all’integrità del capitale e cerca di mantenere l’espressione solo del reddito pienamente realizzato.
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Approvazione del bilancio nel modello tradizionale di governance (s.p.a)
Il presupposto di questa impostazione più legale, prudente e conservativa, rispetto al modello internazionale dipende dal tipo di azienda che è presente in prevalenza sul territorio: in Italia abbiamo sempre avuto una prevalenza di piccole-medie dimensioni (soprattutto con capitale nelle mani delle famiglie di poche persone) e mercati finanziari poco evoluti, dove il ruolo dell’investitore fino ad un certo punto è stato centrale nella nostra informazione di Bilancio a differenza dei mercati internazionali dove il ruolo dell’investitore è
Organismi professionali CNDC & CNR con i principi contabili che sono entrati a far parte delle nostre fonti contabili nel 1975 anche se il riconoscimento è molto più recente (2001).
Ad oggi l’OIC ha pubblicato 33 documenti.
In mezzo c’è il ruolo delle direttive comunitarie che impongono agli stati membri esprimere le leggi nazionali che siano adeguate al contenuto della direttiva, che a sua volta dell’influenza internazionale, quindi, c’è sempre un rapporto fra i regolamenti.
I soggetti fondamentali nella predisposizione dell’approvazione del bilancio sono:
- Il Consiglio di Amministrazione (gli amministratori della società o il management ovvero l’amministratore unico);
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