Ragioneria applicata
Il bilancio d’esercizio è un documento di sintesi delle operazioni di gestione esterna, cioè una rappresentazione sintetica. È composto da stato patrimoniale, rendiconto finanziario, nota integrativa e conto economico. Lo stato patrimoniale è previsto dall’art 2424 del codice civile. Ha uno schema rigido con margine di flessibilità, nel senso che il cc identifica il contenuto minimo obbligatorio.
Funzioni del bilancio
Il bilancio ha 3 funzioni:
- Controllo: misura in termini qualitativi e quantitativi il reddito aziendale e il patrimonio;
- Conoscitiva: espone i risultati ottenuti dalla gestione;
- Informativa: esprime la situazione economica, patrimoniale e finanziaria.
Norme a presidio della redazione del bilancio
Il codice civile prevede delle norme a presidio della redazione del bilancio, le quali sono strutturate come una gerarchia. Al vertice vi è la clausola generale.
- Clausola generale (OIC 11): superiore a tutte le altre norme e possiede due caratteristiche, cioè l’attendibilità e la verificabilità delle informazioni; l’attendibilità una caratteristica collegata alla clausola generale, in quanto nel bilancio non devono essere presenti delle informazioni non attendibili; la verificabilità delle informazioni consiste nella possibilità di verificare le informazioni. Contiene diversi principi:
- Chiarezza: il bilancio deve essere chiaro, tutti i lettori devono comprendere le sue informazioni: deve essere redatto secondo schemi.
- Veridicità: non esiste un bilancio vero, ma veritiero. Nelle rilevazioni contabili occorre utilizzare stime e congetture, entrambi incerti; le stime sono approssimazioni del vero e dopo posso verificare se il giudizio è confermato (es. partite da liquidare); la congettura è sempre incerta, ma non verificabile ex (??) post, è un’interpretazione del vero, nel senso che gli amministratori effettuano un giudizio che non potrà mai essere verificato. Poiché esistono valori incerti, oggetto di valutazioni soggettive, il bilancio è veritiero.
- Correttezza: consiste nell’applicazione dei principi contabili nazionali e criteri attendibili.
La clausola generale presenta anche una deroga. Essa è un obbligo che si ha quando vi è una violazione della clausola generale e in casi eccezionali, cioè casi di carattere oggettivo, che deve avere il carattere della non ripetibilità e anomalo rispetto ai normali accadimenti di gestione, che devono essere legati ad un’operazione o categoria di beni e non riferiti alle singole imprese. In caso di deroga, per rispettare la clausola generale bisogna indicarlo nell’introduzione della nota integrativa e l’influenza sulla rappresentazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale. Inoltre gli eventuali utili devono essere accantonati in una riserva non disponibile.
Principi di redazione
Principi di redazione: sono 6 e sono:
- Principio della continuazione dell’attività: chiamato principio del going-concern. La gestione avviene con continuità e si pone l’esigenza di determinare in una certa data il reddito periodico e il collegato capitale di funzionamento (per fini fiscali di monitoraggio e verifica della gestione). I valori del bilancio devono essere determinati immaginando la prosecuzione dell’attività aziendale; viene meno questo principio in caso in cui viene messa in liquidazione la società oppure in caso di crisi dell’impresa (in questi casi si deve dare immediata comunicazione ai soci, perché questo si riflette nella determinazione delle voci di bilancio: si usa il criterio della liquidazione).
- Principio della prudenza: asimmetria tra perdite ed utili, prudenza non vuol dire sovrastimare passività e sottostimare attività. Per questo bisogna indicare solo utili effettivamente realizzati e dunque viene utilizzato come criterio quello di valutazione del costo storico e non il fair value (consente di rilevare utili non realizzati).
- Principio della sostanza dell’operazione: nella valutazione degli elementi del bilancio deve prevalere la sostanza dell’operazione rispetto alla forma. Bisogna vedere il contenuto del bilancio. Il codice civile non lo applica in alcuni casi, come in operazioni di leasing.
- Principio della competenza economica: i costi sono di competenza economica quando si riferiscono a fattori produttivi utilizzati nell’esercizio. Si determina in modo indiretto. Per i fattori a fecondità ripetuta la competenza economica si determina con la quota di ammortamento. I costi devono essere correlati con i ricavi, i quali sono di competenza economica quando si riferiscono a produzioni realizzate e collocate sul mercato. Vengono rilevati quando il processo produttivo è stato completano e vi è stato il trasferimento sostanziale di rischi e di benefici. Per i beni mobili consiste nella consegna, per quelli immobili consiste nella trascrizione ai pubblici registri.
- Principio della valutazione separata delle voci: ciascuna voce deve essere valutata separatamente dalle altre voci.
- Principio della costanza: costanza dei criteri di valutazione che devono essere mantenuti da un esercizio all’altro.
- Principio della rilevanza: art. 2423 4° comma, introdotto nel 2015, le informazioni hanno il potere di influenzare le decisioni degli investitori. Usato anche per i criteri di valutazione.
Schemi di stato patrimoniale e conto economico
Schemi di Stato Patrimoniale e Conto Economico art 2424 e 2425 —> OIC 12
Lo stato patrimoniale indica l’insieme della attività e delle passività e del netto di ogni azienda o società, rappresenta ciò che definiamo il capitale di funzionamento.
Rientrano i valori finanziari e anche economici, in particolare i conti economici con ripresa di saldo.
I conti economici con ripresa di saldo si riferiscono ai costi e ricavi pluriennali, come fattori produttivi a fecondità ripetuta.
Costi e ricavi sospesi comprendono risconti attivi e passivi e le rimanenze.
Lo stato patrimoniale è a sezioni contrapposte, a sinistra l’attivo e a destra il passivo e il netto. Il totale dell’attivo deve corrispondere al totale del passivo e del netto.
È strutturato:
- Vi sono delle macro classi indicate con la lettera maiuscola,
- Sottoclassi con i numeri romani,
- Le voci con i numeri arabi e le sotto-voci con le lettere minuscole.
Le attività vengono classificate secondo il criterio della destinazione (stabilito dal cc): gli elementi vanno iscritti tra le immobilizzazioni solo se gli amministratori prevedono un loro impegno durevole, cioè per più esercizi.
Macro-classi dell’attivo
Macro-classi dell’attivo:
A. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: sono crediti che la società nei confronti dei soci che si sono impegnati a versare capitale sociale, quindi che hanno acquistato azioni e sono impegnati ad effettuare i c.d. conferimenti.
B. Immobilizzazioni: attività destinate a trasformarsi in forma liquida nel medio - lungo periodo. Elementi patrimoniali destinati ad un utilizzo durevole. Si suddividono:
- Immobilizzazioni immateriali —> sono elementi patrimoniali privi del requisito della tangibilità (brevetti, marchi, avviamento)
- Immobilizzazioni materiali —> beni che hanno il requisito della tangibilità (fabbricati, impianti, automezzi)
- Immobilizzazioni finanziarie —> partecipazioni, titoli, crediti di finanziamento e strumenti finanziari derivati.
- Le partecipazioni sono quote di capitale sociale in altre imprese, che attribuiscono al legittimo possessore la qualifica di socio, i titoli sono più generici perché comprendono anche le obbligazioni, che sono titoli che consentono solo al possessore di pretendere o dei flussi di cassa periodici oppure/e un valore di rimborso finale.
Le attività finanziare che non costituisco immobilizzazioni sono quelle partecipazioni e titoli che non rientrano nelle immobilizzazioni.
C. —> Attivo circolante: vanno quegli elementi patrimoniali destinati a trasformarsi in forma liquida nel breve periodo
- Rimanenze: rimanenze finali, ovvero quei costi rinviati agli esercizi successivi, riferiti a beni che non hanno completato il processo produttivo.
- Crediti: eccezione al principio della destinazione perché i crediti verso clienti, si sa breve che a lungo termine, vanno nell’attivo circolante (si guarda non la destinazione, ma la natura), indicando la parte esigibili d’oltre l’esercizio successivo.
- Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni.
- Disponibilità liquide: cassa, conti correnti bancari attivi.
D. Ratei e risconti attivi.
Oltre al criterio della classificazione per destinazione, si segue anche il principio della liquidità, con l’eccezione di alcune voci come per esempio i crediti.
Macro-classi del passivo
Macro-classi del passivo: elementi classificati sul principio della natura.
A. —> Patrimonio netto: capitale sociale, ovvero l’ammontare complessivo delle quote sottoscritte dai soci, le riserve e l’utile o la perdita degli esercizi precedenti e dell’esercizio in corso.
Il capitale sociale viene movimentato in sede di costituzione della società o successivamente, in caso di aumento di capitale sociale o riduzione del capitale sociale.
Le riserve di utili si generano per effetto di utili a riserva, le riserve di capitale si generano in caso di aumenti o riduzioni di capitale sociale.
B. —> Fondi per rischi e oneri: (non i fondi di rettifica! Essi vanno in diretta riduzione dell’elemento cui si riferiscono). Sono passività di natura determinata, esistenza certa o probabile, indeterminati nell’ammontare o nella data di sopravvenienza. Un esempio è il fondo per manutenzioni cicliche (fondo oneri perché l’esistenza è certa) oppure il fondo per contenzioso tributario (fondo rischi perché l’esistenza è probabile)
C. —> Trattamento di fine rapporto lavorativo subordinato: accantonato al termine di ogni esercizio, riconosciuto al dipendente quando cessa il rapporto di lavoro.
D. —> Debiti: una serie di debiti, verso obbligazionisti, verso soci per finanziamenti, verso i fornitori, tributari.
E. —> Ratei e risconti passivi. I ratei hanno natura finanziaria, i risconti natura economica.
Criterio della natura
Possibilità di elasticità: possono essere aggiunte delle voci quando è necessario. Ad esempio gli immobili che verranno rivenduti entro l’anno possono essere inseriti nelle rimanenze sotto la voce aggiunta ‘fabbricati’.
Possibilità di raggruppare, precisando in nota integrativa.
Conto economico
Conto economico
Il conto economico è disciplinato da art 2425 cc. Dotato di schema rigido, è il documento che indica il risultato economico conseguito dall’impresa. Nel conto vanno inclusi soltanto i conti economici senza ripresa di saldo che rappresentano costi e ricavi di competenza economica dell’esercizio.
È a scalare, non ha due sezioni, ma ha un’unica sezione all’interno della quale vi sono dei risultati parziali, perché ci sono delle voci che devono essere sommate algebricamente. Le voci del conto economico devono essere classificate in base al criterio della natura.
Per natura intendiamo l’origine dei costi, se il costo si riferisce a materie prime il costo lo indico nella voce ‘acquisti di materie prime’, invece utilizzando il criterio della destinazione avrei dovuto indagare sull’utilizzo delle materie prime.
A. —> Valore della produzione: i ricavi delle vendite, delle prestazioni e dei servizi, le variazioni delle rimanenze relative a beni che hanno già avviato o completato il processo di lavorazione, le variazioni delle rimanenze dei lavori in corso su ordinazione, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni (rettifica costi), altri ricavi e proventi;
B. —> Costi della produzione: costi di acquisti di materie prime, sussidiare, di consumo e merci, variazioni delle rimanenze dei beni che non hanno ancora avviato il processo di lavorazione (materie prime), costi per il personale, costi per servizi, ammortamenti.
La differenza tra A e B deve essere indicato esplicitamente con ‘Differenza tra valore e costi della produzione.
Il conto economico è disciplinato non solo dal codice civile, ma anche dal principio contabile nazionale OIC 12, che comprende gli schemi di bilancio. Vi sono delle aree di gestione: Area della gestione caratteristica, area della gestione accessoria e finanziaria.
- Caratteristica: comprende le attività legate al perseguimento dell’oggetto aziendale: tutte le operazioni di costi e ricavi relative alla gestione tipica dell’impresa —> hanno natura ricorrente come acquisto di materie prime, vendita ai clienti. Sono operazioni ricorrenti.
- Accessoria: attività definita come insieme di operazioni che non rientrano nell’attività caratteristica e nell’attività finanziaria (definizione per esclusione). Ad esempio il canone di locazione percepito per la concessione del godimento di un immobile.
- Finanziaria: comprende le operazioni che generano plusvalenze, minusvalenze, svalutazioni, proventi e oneri, ma anche interessi attivi e passivi.
Il rendiconto finanziario
Il rendiconto finanziario è disciplinato dall’art 2425 ter del c.c. Esso evidenzia l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine. È dunque un documento che indica e riporta le variazioni delle disponibilità liquide da un esercizio ad un altro per effetto delle operazioni di gestione.
Il cc non prevede una struttura del rendiconto finanziario, ma indica le informazioni minime che il rendiconto deve riportare. La struttura è prevista dal principio contabile OIC 10. In generale il rendiconto finanziario riporta i flussi di capitale e le fonti di finanziamento(?). Esso è a scalare ed è obbligatorio per tutte le società che redigono il bilancio in forma ordinaria. Da esso sono esonerate le microimprese e le società che redigono il bilancio in forma abbreviata. Prima del 2015 era solo consigliato. Rendiconto a struttura logica.
Logica della redazione del rendiconto
Logica della redazione del rendiconto
Impieghi Fonti
Rappresenta i deflussi di risorse finanziarie Flussi di risorse finanziarie in entrata —> incasso di (assorbimenti di capitale —> pagamento di un debito un credito, aumento di disponibilità; o estinzione di o acquisto di fattori produttivi) attività di crediti.
- Pagamento di un debito
- Incasso di un credito
- Acquisto materie prime
- (-) attività
- (+) attività
- (+) passività
- (-) passività
- (+) capitale proprio
- (-) capitale proprio
- Gestione reddituale quando ricavi>costi
- Gestione reddituale quando costi>ricavi
La risorsa finanziaria di riferimento scelta dal cc è rappresentata dalla variazione delle disponibilità liquide. Questo vuol dire che con il rendiconto finanziario si esaminano e individuano le cause che hanno comportato una variazione della voce di bilancio dello stato patrimoniale ‘disponibilità liquide’. In esso devono essere riportati obbligatoriamente i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa, di investimento e di finanziamento. La somma di questi flussi finanziari deve corrispondere alla variazione delle disponibilità liquide. Nello schema del rendiconto, deve o essere indicate anche le disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio e quelle alla fine.
È utile il rendiconto finanziario perché mostra la capacità della società di affrontare gli impegni finanziari, soprattutto a breve termine, la capacità di autofinanziarsi, e le disponibilità liquide generate o assorbite dalle diverse aree della gestione.
La nota integrativa
La nota integrativa (art. 2427).
È un documento contabile che integra le informazioni ed i dati contenuti nei prospetti di stato patrimoniale e di conto economico. Ha 3 funzioni:
- Descrittiva: descrizione dettagliante delle grandezze contenute nei prospetti contabili.
- Informativa: contiene informazioni che non possono essere riportate nei prospetti contabili (es. numero dipendenti impiegati nell’impresa.
- Esplicativa: esplicazione delle «assunzioni» sulle quali si basano le valutazioni di bilancio.
Attività operativa
Attività operativa
Nell’attività operativa rientrano tutti i flussi di cassa generati o assorbiti nello svolgimento di operazioni tipiche dell’impresa (es. vendita); questo flusso può essere determinato con il metodo diretto o indiretto.
- Metodo diretto: si considerano direttamente i flussi in entrata e uscita di disponibilità liquide, tuttavia necessita di un sistema informativo in grado di associare ad ogni scrittura contabile la tipologia di flusso.
- Metodo indiretto, usato nella maggior parte delle aziende, determina il flusso partendo dal risultato economico della gestione e apportando una serie di rettifiche che riguardano interessi attivi e passivi, plusvalenze, minusvalenze, imposte, variazioni del capitale circolante netto, ammortamenti e svalutazioni, giungendo così a determinare il flusso finanziario dell’attività operativa.
Gli schemi del metodo diretto e indiretto gli troviamo nel principio contabile numero 10.
Il flusso finanziario derivante da attività di investimento: flussi finanziari in entrata e uscita relativi ad acquisti e vendite di immobilizzazioni materiali, immobilizzazioni e finanziarie e di titoli e partecipazioni inclusi nelle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni. Classe c3 dello stato patrimoniale.
I flussi finanziari derivanti da attività di finanziamento: rientrano le variazioni dei debiti finanziari a breve termine, la variazione dei debiti a medio - lungo termine che rappresentano i mezzi di terzi e le variazioni di capitale proprio. Debiti finanziari (ad esempio verso banche, azionisti).
I criteri di valutazione
I criteri di valutazione.
Criteri di valutazione sono indicati nell’articolo 2426 del cc. I principali sono criterio del costo di acquisto, costo di produzione (beni r
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Economia aziendale e ragioneria ii, Prof. Palazzi Federica, libro consigliato Bilancio di esercizio…
-
Riassunto esame Contabilità e bilancio, Prof. Macchioni Riccardo, libro consigliato Bilancio di esercizio e princip…
-
Riassunto esame contabilità, bilancio e principi contabili, Prof. Andreaus Michele, libro consigliato Bilanci d'ese…
-
Riassunto esame Ragioneria generale e applicata, Prof. Rossignoli Francesca, libro consigliato Il bilancio di eserc…