TRASCRIZIONE DEL DNA
Cenni generali
La trascrizione è il meccanismo attraverso cui il DNA viene copiato in RNA; negli eucarioti, in
particolare nel caso dell’uomo, circa il 50% del genoma viene trascritto. La percentuale del
genoma che codifica per proteine è 1-‐2%, quindi circa il 4% è RNA codificante per proteine, le
sequenze prodotte in eccesso sono RNA ribosomiale per larga parte, prodotto da geni che
hanno la particolare caratteristica di essere ripetuti in tandem. Una certa quota va a formare i
tRNA e una parte significativa di RNA, prodotto solo negli eucarioti, delle piccole molecole con
svariate funzioni (sono coinvolte nei processi di maturazione degli RNA ribosomiali, snRNA, e
hanno funzione regolativa nell’espressione dei geni, i microRNA e siRNA).
Vi sono degli enzimi specifici per la sintesi della molecola di RNA. Nel caso dei batteri, vi è
un’unica RNA polimerasi che trascriver tutti i geni e tutti i tipi di RNA. Negli eucarioti c’è una
maggiore specializzazione, tanto che ci sono tre tipi di polimerasi.
La
polimerasi I
è coinvolta nella sintesi degli RNA ribosomiali.
• La polimerasi II è coinvolta nella sintesi di tutte le molecole di RNA codificanti
• (mRNA) per proteine, ma anche i piccoli RNA come gli snRNA e i microRNA.
La polimerasi III è deputata alla sintesi esclusiva dei tRNA, del rRNA 5S e alcuni
• snRNA.
Gli organelli come i mitocondri hanno una loro polimerasi specifica come per la replicazione.
Si definiscono i due filamenti del DNA da cui la molecola di RNA ha origine, quello in senso 5’-‐
3’ è il filamento codificante, l’equivalente della molecola di RNA trascritto, e quello in senso 3’-‐
5’, è il filamento stampo. La polimerasi utilizza il filamento stampo per la sintesi del trascritto
che ha la stessa sequenza del filamento codificante.
Trascrizione nei procarioti
Nei procarioti ma anche negli eucarioti, si parla di unità di trascrizione. Per controllare
l’espressione di un gene in maniera regolare ci sono degli elementi che costituiscono l’unità di
trascrizione: quelli posti a monte del punto d’inizio della trascrizione del gene si chiamano
elementi promotori. Nel caso dei batteri una sequenza promotrice contiene in posizione -‐35
e -‐10, dal punto d’inizio della trascrizione, delle sequenza tipicamente esanucleotidiche
riconosciute da una delle subunità della RNA polimerasi (un oloenzima): la subunità σ.
Questi elementi definiscono il tipo di subunità che si lega. Diversi elementi -‐35 e -‐10
σ
vengono riconosciuti da subunità diverse e fanno esprimere un gene in maniera controllata,
σ
tempo e luogo dipendente. Il punto +1 identifica l’inizio della trascrizione; una regione al
termine del gene che deve essere trascritto si chiama regione sterminatrice, ed è la regione
che condiziona il distacco della polimerasi e quindi la terminazione della produzione di RNA
messaggero. In ogni caso, il promotore non viene trascritto.
La trascrizione avviene con la formazione di una bolla, molto più piccola rispetto a quella di
replicazione; si chiama bolla di trascrizione, ha una lunghezza intorno a una decina di paia di
basi, è il sito a livello del quale al RNA polimerasi inizia a sintetizzare la molecola di RNA.
L’inizio della sintesi del RNA comincia con la deposizione di una piccola sequenza di RNA,
circa otto o nove paia di basi. Questo inizio, detto abortivo, viene ripetuto fino a quando la
polimerasi non riesce a estendere la bolla di replicazione, che si sposta in direzione 3’ verso la
zona che deve essere trascritta. La velocità di replicazione è di circa 1000 paia di basi il
secondo, la velocità di trascrizione è molto più lenta, circa 40 paia di basi al secondo: essa è
cineticamente coerente con la velocità di traduzione (15 aminoacidi al secondo). Ciò definisce
un concetto importante, che distingue i procarioti dagli eucarioti: infatti, nei primi, la
trascrizione è accoppiata con la traduzione, quindi mentre la molecola di RNA mentre viene
sintetizzata viene anche subito tradotta.
La forma della RNA polimerasi è analoga nei procarioti e negli eucarioti: è simile a una chela
di granchio. Questa forma non è casuale, ma garantisce il meccanismo di sintesi del mRNA. Il
meccanismo di polimerizzazione è analogo a quella della DNA polimerasi, con la presenza
degli ioni bivalenti nel sito attivo.
La RNA polimerasi è formata da diverse subunità, delle quali solo è responsabile del
σ
posizionamento nella corretta posizione, quindi con le regioni -‐35 e -‐10 del promotore. Nella
cellula batterica la subunità è limitante in termini quantitativi rispetto alla restante parte
σ
del complesso, il nucleo o core della polimerasi. Quando il fattore trova la sequenza
σ
promotrice specifica e interagisce con essa, tramite dei contatti specifici con le basi che
rappresentano il massimo dell’interazione, si forma il complesso oloenzimatico che
comprende la subunità e il nucleo dell’enzima: questo complesso si chiama complesso
σ
chiuso. Attraverso un sistema che prevede la denaturazione della regione in posizione -‐10 del
promotore (è ricca in adenina e timina e quindi facile da denaturare) si forma il complesso
aperto. La formazione del complesso aperto è dovuta all’azione della subunità che prima
σ,
interagisce con la sequenza -‐35 e poi denatura la sequenza -‐10. Il complesso si definisce
aperto perché la regione di DNA è stata denaturata. Alla formazione del complesso aperto
segue la sintesi abortiva: la polimerasi non continua nella sua sintesi ma riprende un nuovo
ciclo. Quando è iniziata la sintesi processiva, inizia anche la fase di allungamento, che è seguito
dal distacco della subunità ; si ha la sintesi di tutta la sequenza codificante per il messaggero.
σ
Quando la polimerasi ha raggiunto la regione sterminatrice si stacca come si stacca anche il
messaggero neosintetizzato. Un evento chiave è il distacco della subunità σ, che contribuisce
al riconoscimento e alla formazione del complesso aperto ma non alla sintesi processiva. Le
sequenze -‐35 e -‐10 hanno un consensus conservato, cioè i vari geni presenti nelle cellule
batteriche hanno tipicamente queste regioni con sequenze che poco si discostano tra loro
(sono ricche di adenina e timina). Ciò che è varabile, a parte i nucleotidi, è la spaziatura tra le
sequenze, tra sedici e diciannove paia di basi; sia la sequenza presente a questo livello sia la
spaziatura condizionano il fatto che possano essere riconosciute da subunità diverse, per
σ
cui l’espressione di queste subunità è in grado di modulare l’espressione di geni differenti. La
subunità contatta le sequenze -‐35 e -‐10 essenzialmente interagendo solo con le basi del
σ
filamento codificante (solitamente legami idrogeno). Oltre agli elementi -‐35 e -‐10 vi possono
essere in geni diversi degli elementi accessori, per esempio l’elemento UP, a monte di -‐35. UP
viene contattato da una delle subunità della polimerasi, , diversa da ; possono esserci degli
α σ
elementi estesi in cui la sequenza -‐10 ha una sequenza prossimale contattata direttamente
dalla polimerasi.
Della polimerasi si riconoscono cinque diverse subunità, quattro delle quali costituiscono il
nucleo catalitico o core dell’enzima ( , ’), mentre costituisce la subunità che contatta il
α2, β β σ
promotore. Nelle cellule batteriche vi sono un numero diverso di molecole che costituiscono il
nucleo enzimatico rispetto alla subunità (settemila per il nucleo, un terzo per per cui
σ σ),
essa è limitante; vi sono alcune subunità come 70 che hanno la funzione di riconoscere
σ σ
sequenze sul promotore con consensus diversi tra loro oppure con sequenze separatrici
diverse. Questa diversità consente di controllare in maniera specifica l’espressione di geni
diversi in funzione per esempio delle condizioni metaboliche. Il nucleo enzimatico può essere
reclutato da subunit&ag
-
Riassunto esame Biologia e genetica, Prof. Bersanelli Marco, libro consigliato Biologia molecolare, Alberts
-
Riassunto esame Biologia e biologia molecolare, Prof. Pedretti Alessandro, libro consigliato Biologia molecolare , …
-
Riassunto esame Biologia e biologia molecolare, Prof. Rimini Carlo Pirro, libro consigliato Biologia molecolare, Al…
-
Riassunto esame Biologia e biologia molecolare, Prof. Rimini Carlo Pirro, libro consigliato Biologia molecolare , A…