Sintassi
Dall’analisi delle categorie Caso e Diatesi risulta che il livello della sintassi, studi delle relazioni e delle funzioni degli elementi della frase, è strettamente collegato con la morfologia; spesso si parla di morfosintasse.
Il riconoscimento della sintassi come disciplina autonoma appartiene già alla riflessione grammaticale greca, che identificò con il termine Syntaxis ogni tipo di organizzazione strutturale del materiale linguistico.
Diversi sono gli interessi e i modi in cui è stato affrontato lo studio della sintassi.
All’interno della linguistica storico-comparativa Jakob Wackernagel rappresenta l’aspetto più avanzato della speculazione neo-grammaticale nel campo della sintassi indoeuropea.
Lo studio della sintassi è indirizzato in senso funzionalistico alla scuola di Praga, in particolare da V. Mathesius.
Il maggior esponente dello strutturalismo americano L. Bloomfield si caratterizza per un approccio di tipo distribuzionalistico per lo studio cioè delle proprietà degli elementi di combinarsi in unità di livello superiore.
L’indirizzo distribuzionalistico è sviluppato in America da Wells e da Harris.
Noam Chomsky considera la sintassi come lo studio dei principi e dei procedimenti con i quali le lingue costruiscono le frasi.
La frase è quindi il costrutto che fa da unità di misura della sintassi. Vi possono essere frasi senza verbo, frasi nominali (esempio: Buona questa torta).
Una frase verbale è costituita da un verbo principale e da eventuali ausiliari che lo modificano, dando luogo a strutture all’interno di una frase (ha fatto: ausiliare + verbo) (giocare: verbo).
Alcuni corollari della sintassi
- La sintassi in quanto combinazione di elementi in unità di livello superiore è l’axis di queste modalità di combinazione si riflette come caratteristica esclusiva specifica del linguaggio umano, non solo verbale, ma anche della lingua dei segni (LS).
de Martino Rosa
Sintassi
Dall'analisi delle categorie Caso e Diatesi risulta che il livello della sintassi è strettamente collegato con la morfologia; spesso si parla di morfosintassi.
Il riconoscimento della sintassi come disciplina autonoma appartiene già alla riflessione grammaticale greca, che identificò con il termine Syntaxis ogni tipo di organizzazione strutturata del materiale linguistico.
Diversi sono gli interessi e i modi in cui è stato affrontato lo studio della sintassi.
All’interno della linguistica storico-comparativa Jakob Wackernagel rappresenta l’aspetto più avanzato della speculazione neo-grammaticale nel campo della sintassi indoeuropea.
Lo studio della sintassi è indirizzato in senso funzionalistico dalla scuola di Praga, in particolare da V. Mathesius.
Il maggior esponente dello strutturalismo americano, L. Bloomfield si caratterizza per un approccio di tipo distribuzionistico, per lo studio cioè delle proprietà degli elementi di combinarsi in unità di livello superiore.
L’indirizzo distribuzionistico è sviluppato in America da Wells e da Harris.
Noam Chomsky considera la sintassi come lo studio dei principi e dei procedimenti con i quali le lingue costruiscono le frasi.
La frase è quindi il costrutto che fa da unità di misura della sintassi. Vi possono essere frasi senza verbo: frasi nominali. (Esempio: Buona questa torta)
Una frase verbale è costituita da un verbo principale, e da eventuali ausiliari che lo modificano, oltre a qualche riserva all’interno di una frase si trova vuota. (Ha fatto: ausiliare + verbo)
Alcuni corollari della sintassi
- La sintassi in quanto combinazione di elementi in unità di livello superiore e l’assenza di queste modalità di combinazione si ritrova come caratteristica esclusiva specifica del linguaggio umano, non solo verbale, ma anche della lingua dei segni (LS).
- 2) Dal punto di vista sintattico le parole si combinano fra loro secondo una combinabilità larga (ben diversa dalla combinatorietà stretta) che caratterizza l' morfemi.
Combinabilità larga
Sono tutte ammissibili come frasi.
Luigi e il cugino sono arrivati
Il cugino e Luigi sono arrivati
Sono arrivati; Luigi e il cugino
Mentre sul piano morfologico (combinatorietà stretta) non ammettono l'ordine:
o - cui sono arrivati sono
- 3) Le parole o gruppi di parole si combinano in sequenze potenzialmente infinite (proprietà della ricorsività) * Data la frase “Anna è brillante", questa può essere "innestata" in un'altra come “Luigi dice che Anna è brillante” “Giorgio pensa che Luigi dica che Anna è brillante”
- 4) L'ordine delle sequenze è spesso particolato, l'ordine di questo varia, varia da come il significato oppure si ottengono frasi non ammissi- (coordinazione e posizionalità).
Linearità dell'enunciato e ordine gerarchico nella sintassi
A partire dalla teoria del Cours saussureano è stato rinvacciato che una delle caratteristiche dei base del linguaggio umano e la sei linearità.
Infatti, se esaminiamo frasi come:
a) Elisa dice bugie, Carlo no; b) Elisa dice bugie, ma Carlo no!! è senzaverto elemento grafocrappresenta un verbche non c’ apparenevenza
Apparente linearità dell'enunciato e ambiguità
L'ordine del linguaggio sia solo apparente, la suidssia e un grado di riudete esplicitata alla rrete di colleglementi che vou velde n nellea prima vista, dose di rappresentia, la struttura gerarchica della fras:
Sono invitate tutte le ragazze e le signore col cappellino
Onde signifudi:
1) Sono invitati tutte le ragazze, le Signore col cappellino sono invitate tutte le inzgee le signore col capellllo
1 2
de Martino Rosa
1. tutte le ragazze e solo le signore col cappellino
2. Sia le ragazze che le signore col cappellino
- [[(solo invitate)]] ∧ [[(tutte)]] ∧ [[(le signore col cappellino)]]
- [[(solo invitate)] ∧ [(tutte)] [[(le ragazze) e (le signore)] (col cappellino)]]
1° livello [], 2° livello [], 3° livello {}
Lo stesso video formale che l’unione in algebra
Permettere esplicità la struttura gerarchica della frase, lo strutturalismo opera con le due operazioni della sostituzione e della segmentazione... ... sostituire all’alunisia struttura in costituenti immediati
Giovanni dorme in camera sua
- La frase può essere scomposta in Giovanni - dorme in camera sua
- "Giovanni" può essere sostituito da "Luigi" - "un bambino" etc., mentre "dorme in camera sua" da "mangia", "corre", etc.
Rappresentazione ad albero - analisi di costituenti immediati
Ognuna delle linee congiunge quello che si definisce un nodo dell’albero, ciascun nodo domina’ tutto ciò che precede, ogni co ciò esso (il nodo) domina... domina’ tutti gli altri
Giovanni dorme in camera sua
Simboli dell’analisi sintattica
| Simboli | Valore |
|---|---|
| Sintagma | È la minima combinazione di parole che funzioni come una della struttura frase |
| F | Frase |
| I | Sintagmi |
| SN | Sintagma nominale |
| SV | Sintagma verbale |
| AUS | Ausiliare |
| SPrep (SP) | Sintagma preposizionale |
| N | Nome |
| Art | Articolo |
| Det | Determinante |
| V | Verbo |
| P | Pronomm |
| Pp | Participio passato |
| Agg | Aggettivo |
Testa è la classe di parole che rappresenta l’univoco elemento che solo può occupare un sintagma.
Un sintagma nominale è quindi un sintagma costituito attorno al nome.
SN e la testa si SN. SV e testo del SV. Nella teoria della grammatica trasformazionale Standard si parte dal presupposto che i indicatori sottostru...fici del base siano generati da regole di struttura sottostante (SS) del tipo:
- F → SN, SV
- SN → ART, SN
- SV → V, SN
F ← nodo-madre
SN, SV ← nodi-figlie
Nodi sorelle
Nelle formule di struttura sottostante, alcuni elementi sono facoltativi, in SN può mancare ART ma non può mancare N elemento-testa
L'elemento principale di una frase è il verbo
Ogni verbo, costituisce una frase
de Martino Rosa
Definizione di frase
La riflessione grammaticale antica, in particolar modo quella stoica, aveva elaborato un “assunto compatto” da cui il discorso compiuto, intendendo che la frase appartenesse a questa seconda tipologia. La sarebbe così una coincidenza tra l’unità sintattica e la completezza logica e semantica di quanto espresso in tale unità.
All’opposto ci sono invece concezioni della frase basata su semplici criteri formali, secondo cui una frase sarebbe un’unità sintattica di soggetto ed eventualmente di complementi, sottolineando comunque che l’unico elemento indispensabile per la sua costituzione è il verbo.
Una terza possibilità definitoria è quella enunciata da Bloomfield nel cuiore tracciativo delle “La frase è una forma linguistica indipendente, non compare mediante alcuna costruzione grammaticale in alcun altra forma linguistica più grande”
A partire dagli anni ‘60 del ‘900 è stata rifiutata l’idea della frase sia la forma linguistica di cui sopra, della quale non esista unità di relogio superiore, in quanto al di sopra delle frasi esistono i testi e la linguistica testuale si basa proprio sull'idea che l’intero testo rappresenti un’unità linguistica.
Termini per frase
Proposizione: Sinonimo di frase che si riferisce in questo modo ogni unità fornita di soggetto o predicato.
Periodo: Sinonimo di frase per lo più usato nella forma complessa cioè con unione di due frasi (una principale e uno o più subordinate).
Enunciato: Insieme più generico e comprensivo tratto dalla teoria dell'enunciazione in cui "enunciato" indica un qualsiasi segmento di discorso orale o scritto.
Frasi nominali o verbali
Una frase o clauses nominale è composta di un elemento nominale funzionante da soggetto e da un altro elemento funzionante da predicato nominale. Si tratta di una predicazione ridotta ai minimi fisso.
"Buon questo panino", "Mai viste quelle ragazze".
Questo tipo di frase manca del verbo e vuole esprimere perciò alcuni significati di contesto temporale, né mantiene tempo predicativo assoluto (tempo cronologico).
Lo frase verbale è invece quella in cui compare almeno un predicato verbale in una verbale principale risolta in conclusione. E il tipo più frequente nel parlato e ne molte altre lingue enunciate.
"Cerco un libro" - "Sto guardando a casa".
L'importante è mettere in queste frasi l'ordine dei costituenti
- Si consideri: Tu non fare niente, penso a tutto io.
- Composto da 2 clauses verbali
- La prima col ordine S-V
- La seconda col ordine inverso V-S, Inversione
- Costruzione specifica è detta costruzione chiastica, e adottata per ottenere stesse precisazioni, non solo essa ricorre anche per stabilire il ruolo dell'elemento proposto.
La frasi verbal è adatta nel esprimere tutte le sfumature temporali e aspettuali.
Frasi dipendenti e indipendenti
Frasi dipendenti/indipendenti
"Se oggi arriva un tempo, scriviamo insieme" frate subordinata frate principale
Il motivo di tal definizione risiede nel fatto che mentre la prima non può comparire da sola dipendente in quanto deve la sua significato subordinata la seconda è del tutto autonoma non dipendente.
Le frasi dipendenti, subordinate sono per lo più introdotte da congiunzioni che ne segnano l'inizio e le specificano il genere (congiunzioni subordinate ipotetiche interrogrative, causali, fi!!azionali, ecc.).
Il procedimento della subordinazione è uno strumento molto potente poiché permette di esaminare a volontà un enunciato.
L'uso esteso e complesso della subordinazione è possibile solo nella linguà scritta (ed ad un particolare grado di letterarieta), una struttura base è assai difficile codifccazione e di maggior profdiciile decodificazione nell'orde.
Possiamo definire la subordinata come quella frate dire aperta allievo ad una marca di subordinazione.
Le marche di subordinazione sono essenzialmente di tre tipi:
- Pronomi: Tra pronomi subordinante più tipici in italiano sono i pronomi relativi e quelli interrangativi.
- Congiunzioni: Questo tipo di inizio di subordinazione è quello forse più diffuso ed è rappresentato d'uso di congiunzioni subordinanti di diverso valore (causcule, tenmpnak connesservalii puche che vengono poste all'inizio della frase sotbolini usati in questione e stoigalina l'inizio.
- Marca zero: E interessante a questo proposito esaminare la possiblita di scelta fra conguinazioni subordinanti e, quest'ultima essendo possibile solo quando si fa uso che fare con subordinate oggettive o soggettive.
2) Congiunzioni subordinanti vs 3) Marca zero
Credo che tu abia raggione
Credo tu abbia raggione
Dopo segia esamunti il risultato dupne che quuto piu o ustito subordinante quella frate di una marca esplicitato pronomi o congiunzioni punto e illinera grado di rielaborazione sintatico che il concelitto e vivencers.
de Martino Rosa
L'organizzazione pragmatico-formativa
La struttura della frase è generato infatti dal criterio dell'organizzazione pragmatico formativa.
Per affrontare questo discorso è necessario riprenderee riesume la nozione di soggetto distinguendo i tre diversi aspetti:
- Soggetto grammaticale impone al verbo il suo pacchetto morfemico
- Soggetto psicologico esprime ciò su cui l'enunciato parla
- Soggetto logico esprime l'agente, cioè colui che fa l'azione
Esempio: Marco legge il libro - Il libro lo legge Marco
Sogg. gram. Sogg. logico
Sogg. psicologico
Se consideriamo l'enunciato dal punto di vista dell'emittente.
L'elemento più interessante è il soggetto psicologico.
L'esistenza di una tale categoria è giustificata dal fatto che l'emittente nel formulare il proprio enunciato seleziona un punto di partenza, un elemento che costruisce il sintomo di maggiore rilievo enunciativo e lo colloca in unione tale che questo sia subito colpito == rilevante
In altre parole l'emittente dà vita struttura gerarchica delle informazioni che rilascia nel proprio enunciato.
Tema e rema
Una frase può essere vista come un'affermazione fatta attorno a qualche cosa.
Di qui, la più importante distinzione fra la parte della frase che identifica l'oggetto su cui verte l'affermazione e la parte della frase che rappresenta l'informazione fatta.
Il tema è ciò su cui si fa l'affermazione, l'entità attorno alla quale si fa un'affermazione. Il tema reduce e isola il documento per cui vale la preda osculum.
Il rema è l'informazione che viene fornita a proposito del tema
Esempio Che cosa ha bevuto Maria?
Una cosa (ha bevuto Maria)
Dove il tema/sogg. psicologico {_}_ e distinto dal soggetto/argomento (Maria)
Nelle lingue slave si passano verna enunciati e tali racha di elementi enunciati privi di tema & queste difficile coadene er primo Ocultai_argomento su cui si. Tratto non è audit possibile teme enunciati privi di reda
Le lingue storiche sono ricche di elementi inattinti.
Strategie per segnare il tema
Collocazione in posizione iniziale dell’elemento posto a tema. L’inizio si fa più ricorso spesso alla dislocazione di un certo elemento rispetto al suo posto nell’ordine neutro, con eventuale ripresa cataforica dietro un pronome
Neutro: Noi beviamo il caffè
Il caffè, voi lo bevete
Non lo bevo il caffè
Frase scissa (deriva dal francese) consiste nello spezzare una frase in due, per tema della frase è portato su un costituente introdotto dal verbo essere cui è fatta seguire una frase (pseudo) relativa: essere + elemento focale + che (subordinata)
È il maglione focus che lo spegne il fuoco
Focus per Focus, si intende il punto di maggiore rilevanza comunicativa della frase, l’elemento su cui c’è un’intensità maggiore, l’interesse del parlante ed è contrasto segnato ed è il particolare curva intonativa e grafica;
Dislocazione a sinistra Anteporre all’inizio della frase (e posto a sx) un costituente, rimediando che cui produce anche sul verbo il che rappresentato si realizza subitaneo, quindi si desolda la posizione di tema/ios costituente che veri/ dire non formenti e resuruzza
Es. Il maglione spegne il fuoco
Il Fuoco lo spegnete il maglione Tema Repa
Dislocazione a destra Si situa sulla dx un costituente, riva educalor quale, in questo caso con un altro sui verbo en un’addizion pertanto un’immersione dell’ordine strutture reintra, per il movimenti che l’elemento che è stato spostato a dx lis assoluto vidente temuto
Il maglione lo spegne il fuoco
Fuoco Tema Tema
Tutte queste diverse strategie si accorpano a alla uso di un particolari intonazione della frase che precedel uno l’elemento o
La binarica emittente–ricevente
Un’opossizione cui insistere di sveente suomiunico a friend/nuova è quella fra Dato e Nuovo si tratti cui gli vitenere punto ai vista zo cui passibile esidere una di informa sulle fonato leggi conduciti, ovvero del suo rapporto con il contetso precedette e si fa leva sulle conoscenze individuali me emitente e destinataria,