Estratto del documento

Differenza linguistica generale e linguistica storica

La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua, che si può suddividere in 2 sottocampi principali: la linguistica generale (o teorica o sincronica o descrittiva) che si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue; e la linguistica storica che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra lingua e cultura.

Oggetto della linguistica sono le lingue storico-naturali, le lingue cioè nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani ora e nel passato.

Pregiudizio su lingua e dialetto

  • Non c’è differenza tra lingua e dialetto, il dialetto non è una forma degenerata di lingua. La differenza non è sul livello strutturale ma su fattori extralinguistici (legati al contesto culturale..), ad esempio sugli usi della lingua quotidiana (lezioni scolastiche, il dialetto non viene usato in contesti pubblici ad esempio al telegiornale).
  • L’italiano è stata una lingua letteraria, uno degli usi che contribuiscono a differenziare lingua e dialetto è che la prima sia integrata all’interno di opere letterarie. Ma tra i dialetti italiani ne abbiamo alcuni che sono stati impiegati in opere letterarie, cioè che occupano spazi in linea di massima riservati alle linee nazionali.
  • Il dialetto non è un sistema linguistico minore, la differenza sta nei domini d’uso riservati all’uno o all’altra.

Slides

“Data di nascita” → la linguistica ha una propria data di nascita convenzionale che si individua poco più di un secolo fa quando fu pubblicato il “corso di linguistica generale” nel 1916, di Ferdinand de Saussure, considerato il padre della linguistica.

Rispetto a molte altre discipline, la linguistica è una disciplina molto recente (la matematica → età mesopotamiche, storia e filosofia → secoli a.C.).

  • Linguistica → disciplina autonoma. *
  • Questo testo sono gli appunti che 2 allievi di Saussure avevano raccolto durante i suoi corsi degli anni precedenti, non è quindi un manifesto fondativo della disciplina in cui vengono esposti regole e principi ma era un qualcosa su cui egli stava ancora lavorando appunto perché sono appunti di una lezione, in cui stava presentando qualcosa di nuovo. Con Saussure la lingua viene studiata in quanto tale, ci si inizia a occupare di come funziona la lingua, di quali siano le strutture e caratteristiche, perché muta e si evolve.. di lingua ci se n’era occupati anche nei millenni precedenti ma occupandosi della lingua come uno strumento finalizzato a qualcos’altro (come Dante con il de vulgari eloquentia che si chiedeva se la lingua d'oc e d'oil potessero competere con il latino a livello culturale, se una di queste potesse andare a sostituire il latino ma non si occupò di studiarne le strutture, il funzionamento, ecc..).
  • Inizio 600 vocabolario della crusca, ma la lingua veniva studiata per prendere posto alla lingua di eccellenza, il latino. Studiano la lingua finalizzata a scopi letterari, o trattatistico-scientifica, nel cratilo Platone propone una serie di etimologie e termini greci, 4 secolo a.C. hanini codifica la lingua sacra dei veda; Platone si occupa della lingua in funzione filosofica, hanini si occupa della lingua in una prospettiva religiosa. Ma anche nella tradizione giudaico cristiana si occupavano della lingua delle origini, di quale lingua Eva e Adamo parlavano all’inizio). Tutti parlavano di lingua ma all’interno di un altro contesto, cioè finalizzata a un altro scopo.

(La ricerca della lingua perfetta, Umberto Eco)

Linguistica storica

  • Linguistica storica → antenato nobile della linguistica generale. Disciplina che ha un carattere scientifico. Essa si occupava della storia delle lingue, di come le lingue si siano evolute e trasformate nel corso del tempo, e lo fa in maniera scientifica e rigorosa. La linguistica storica vuole stabilire i legami di parentela delle lingue per stabilire un albero genealogico delle lingue e per poter fare questo è necessario che sia possibile individuare al loro interno un sistema fonetico.

Esempi di ciò di cui si occupa la linguistica storica: (lingua x e y sono tra loro imparentate? e se è più antica una o l’altra, o sono contemporanee o derivano da una terza lingua ancora?), come posso fare per dimostrare che queste 2 lingue siano tra loro imparentate?

  • Il testo che viene considerato fondatore della linguistica storica: “sul sistema della coniugazione della lingua sanscrita in comparazione del greco, del persiano e del germanico” di Bopp del 1816, egli dice che nessun filologo potrebbe esaminarle tutte e 3 senza convinte che esse sono scaturita da una radice comune. Ci si rende conto delle somiglianze tra le 2 lingue classiche: greco e latino ed altre lingue come il sanscrito, pensavano che tutte le lingue derivassero da una lingua comune: l’indoeuropeo.
  • Esempio: padre, latino: “pater”, greco: “patèr”, sanscrito: “pitàr”, inglese: “father”, in tedesco: Vater. Piede,
  • Tra le lingue ci sono delle corrispondenze sistematiche che fanno sì che ad un suono x di una lingua corrisponda il suono y di un’altra lingua. Esempio: alla p del latino, greco e sanscrito corrisponde la f inglese. Anche in tedesco avviene la stessa cosa, ci dice quindi che ci sono delle parentele tra queste 2, si comportano alla stessa maniera da questo punto di vista perché entrambe sono lingue germaniche.
  • La linguistica storica si fonda nel definire i rapporti di parentela linguistica, sul metodo comparativo (che intende individuare delle corrispondenze sistematiche tra una legge e l'altra, cioè le leggi fonetiche che sono il criterio di scientificità che consente con questa rigorosità di stabilire i rapporti di parentela linguistica tra più lingue.) Entriamo nel merito di quella che è una disciplina linguistica.
  • Saussure studiò la linguistica storica, egli si occupò del sistema delle vocali dell’indoeuropeo, quindi egli deriva il proprio approccio da una formazione di linguista storico.

Il cours de linguistique générale

“Il cours de linguistique générale”: Saussure dice che la materia della linguistica è costituita anzitutto dalla totalità delle manifestazioni del linguaggio umano, si tratti di popoli selvaggi o di nazioni civili, di epoche arcaiche o classiche o di decadenza, tenendo conto per ciascun periodo non solo del linguaggio corretto o della “buona lingua”, ma delle espressioni d’ogni forma.

Egli dice che si vuole occupare di tutte le lingue, non ce ne sono di superiori quindi. La linguistica non è una disciplina prescrittiva, non si occupa di dire quale lingua è buona o cattiva, non si limita a dire se qualcosa è giusta o sbagliata ma deve capire i contesti, gli usi, le ragioni, e questo Saussure già lo mette in chiaro, non interessa la correttezza del linguaggio ma tutte le sue espressioni.

Quali sono gli obiettivi della disciplina?

  1. Interesse verso tutte le lingue, quest'affermazione ci dice quanto Saussure sia figlio della linguistica storica perché inserisce la ricostruzione del legame di parentela e la ricerca le lingue madri di ciascuna famiglia.
  2. Compito di generalizzazione, astrazione, cercare le forze che sono in gioco in tutte le lingue ed estrarre i dati generali…. Si cerca di estrarre delle leggi e principi generali che regolino il funzionamento di tutte le lingue in qualsiasi contesto storico, culturale e geografico in cui vengano utilizzate. Individuazione dei principi generali del linguaggio.
  3. Delimitare e definire se stessa. S. deve autodefinire la nuova disciplina che sta elaborando.

Caratteristiche universali del linguaggio umano

  • Caratteristiche universali che contraddistinguono il linguaggio umano (il linguaggio umano è uno strumento di comunicazione, ogni volta che c’è comunicazione, non solo linguistica ma anche gestuale, attraverso simboli e codici gli elementi coinvolti sono sempre questi: c’è un emittente, qualcuno che produce il messaggio, che dà questo messaggio al ricevente. Questo messaggio (viene trasmesso dal canale → strumento fisico con cui si trasmette un messaggio: onde, pagine, segnali stradali nelle forme e colori di collocazione) viaggia attraverso onde, la cosa fondamentale per cui si possa capire il messaggio è che il ricevente capisca e possa decifrare, quindi emittente e ricevente devono avere uno stesso codice, devono condividere le stesse regole e sapere come si codifica e si decodifica il messaggio.
  • Codice → insieme di corrispondenze, fissate per convenzione, fra il piano dell’espressione e il piano del contenuto, che fornisce le regole di interpretazione dei segni. (per esempio l’immagine dell’albero è associata alla parola albero attraverso una serie di corrispondenze) Questo vale per tutti i codici. Ogni lingua è un codice, ha delle regole che ne determinano il funzionamento, ogni volta che cambio lingua, il codice cambia -“codeswitching” → cambiamento da una lingua ad un’altra.

Caratteristiche del codice lingua

Espressione

1- Espressione → doppia articolazione (un segno linguistico è articolato, cioè scomponibile. non è un qualcosa di unitario. ad esempio: gatto, (espressione che rimanda ad un certo contenuto). Lo posso scomporre in 2 elementi: gatt + o. Il segno linguistico è scomponibile perché è formato da una parte invariabile che ci da il significato della parola e una desinenza che varia e ci indica se si tratta di un maschile, femminile, singolare o plurale. Il segno linguistico non è articolato solo a un livello di morfemi ma è scomponibile a un livello di seconda articolazione: i fonemi.

  • Morfemi → unità minime di prima articolazione, elementi più piccoli che hanno ancora un significato autonomo, ad esempio la -o di gatto so che indica un nome maschile singolare, è un morfema grammaticale (?), questo morfema è caratterizzato da un unico fonema, morfemi e fonemi stanno su 2 livelli diversi.
  • Fonemi → unità minime di seconda articolazione. Elementi che hanno soltanto valore distintivo, servono cioè a distinguere, combinandosi gli uni con gli, una parola da un’altra. G (considerando la parola gatto) è un fonema che ha valore distintivo perché se alla g sostituisco la m mi viene fuori una parola completamente diversa: matto. I fonemi non corrispondono alle lettere. Il segno linguistico quindi è doppiamente articolato perché può essere scomposto in morfemi e successivamente in fonemi.
  • Ricorsività (la lingua è un codice ricorsivo cioè, quando creo una parole, un sintagma attraverso una regola, a ciò che ottengo posso applicare la stessa regola, come ad esempio nella matematica, ciglia riapplicazione di regole di formazione. la ricorsività si manifesta prevalentemente sul piano sintattico (costruzione dei sintagmi, periodi) ma anche ad altri livelli della lingua come al livello della formazione delle parole: se prendo la parola nazione, posso aggiungere il suffisso al, e ottenere l’aggettivo nazionale, a questo punto applicare una regola di derivazione aggiungendo la -zi e creare la parola nazionalizzazione. ← processo di derivazione → Quindi a partire da un’unità semplice io posso aggiungere progressivamente suffissi e prefissi per ottenere una parola sempre più complessa, perché una volta che ho ottenuto una parola derivata posso riapplicare la regola della derivazione.

Esempio. la canzone dell’est: ad ogni frase relativa se ne è aggiunta un’altra.

Si applica la regola e a ciò che si ottiene si può riapplicare la stessa regola. Ci sono delle regole oggettive: la memoria umana non può tenere più di un certo numero di informazioni nella propria mente. La ricorsività e ciò che rende potente il codice linguistico perché la combinazione tra queste 2 proprietà (doppia articolazione e ricorsività) fanno sì che da poche unità minime di 2 articolazione si possano creare molti morfemi che a loro volta si combinano in moltissime parole che a loro volte si combinano in un numero infinito di frasi.

La derivazione è una delle manifestazioni della ricorsività che si manifesta anche con i costrutti della frase relativa tra cui anche nei processi derivativi.

Ricorsività e derivazione non coincidono.

Produttività (si basa sul principio di combinatorietà della lingua: la lingua funziona combinando unità minori prive di significato proprio per formare un numero infinito di unità maggiori → segni), linearità posizionalità (*la lingua è un codice lineare, cioè i segni che lo costituiscono si distinguono in una successione cronologica nel tempo; vengono prodotti dall’emittente in sequenza, uno dopo l’altro. Non tutti i codici sono lineari come ad esempio nella segnaletica stradale, tutte le informazioni vengono date contemporaneamente.)

  • La posizione in cui ritroviamo una parola all'interno dell'ordine lineare contribuisce a darne il significato, per questo si dice che la lingua è un codice posizionale. Infatti a diversa posizione dell'ordine delle parole può portare ad un significato opposto → esempio: “mario colpisce paolo”, se inverto i 2 nomi propri: “paolo colpisce mario”, inverto completamente il significato della frase.

L’interpretazione dei messaggi dipende anche dall’ordine in cui sono messe le parole, come la lingua anche la matematica è un codice posizionale, la matematica tra i codici non verbali è quello più simile al linguaggio, è un codice ricorsivo, lineare, posizionale. Non tutte le posizioni sono ammesse dalle regole della sintassi italiana: i segni non possono susseguirsi in maniera casuale, ma devono rispettare le regole morfologiche, sintattiche della lingua)

  • Dietro la linearità dell’espressione si celano dei rapporti gerarchici: la lingua permette delle relazioni di dipendenza a distanza (non sempre per interpretare correttamente il significato di un segno linguistico ci si deve riferire a ciò che lo precede immediatamente, la parola infatti può dipendere da qualcosa che è distante).

Es per capire la dipendenza a distanza → Il racconto di mario dell'incidente di paolo; dell'incidente si riferisce al racconto e non a mario, cioè ciò che direttamente lo precede. In inglese sono frequenti verbi come wake me up e stand up, in cui up non si riferisce a me ma costituisce un elemento che dipende dal verbo wake, si chiamano sintagmi o costrutti discontinui.

  • Struttura gerarchica: non tutti gli elementi che si succedono sono sullo stesso piano, cioè hanno la stessa importanza o devono essere obbligatoriamente espressi. Es-> il libro di racconti che ho letto è noioso, io infatti posso omettere alcune parti cioè “che ho letto”, ma non posso omettere “il libro di racconti è noioso” perché che ho letto non ha senso da solo, infatti la frase principale è più importante e non può essere omessa mentre possiamo fare a meno della subordinata. (frase principale e subordinata non stanno sullo stesso piano). La lingua segue una struttura gerarchica.

Anche in matematica abbiamo una struttura gerarchica: per risolvere delle espressioni occorre seguire un ordine gerarchico, prima le parentesi tonde, poi le quadre e poi le graffe.

Contenuto

2- Contenuto → onnipotenza semantica (plurifunzionalità). L’onnipotenza semantica → dire che la lingua è un codice semanticamente onnipotente equivarrebbe a dire che con la lingua noi possiamo dire tutto, (eccessiva caratterizzazione per questo si è preferito, per smorzare la portata di questa affermazione, parlare di plurifunzionalità → è meglio parlare di plurifunzionalità). La lingua può assolvere a tante funzioni diverse (la lingua è plurifunzionale).

Quali sono queste funzioni? per spiegarle Jakobson (dopo Saussure, in ordine cronologico, è una delle figure che più hanno innovato, sviluppato e contribuito alla crescita della linguistica) egli nel “Closing Statement” (modello per classificare e circoscrivere le diverse funzioni del linguaggio, che si basa sullo schema dei processi di comunicazione.) individua 6 funzioni (ciascuna delle quali pone in evidenza uno dei diversi componenti che sono compresenti nel momento in cui c’è uno scambio comunicativo) che possono essere assolte dalla lingua.

Elenco delle 6 funzioni:

  1. Emotiva (--> emittente), in alcuni messaggi la lingua svolge una funzione emotiva, cioè alcuni messaggi parlano dell’emittente; es.--> una poesia lirica in cui il poeta parla di se stesso, dei propri sentimenti, un testo in prosa che sia focalizzato sull’emittente, chi produce in quel momento quel messaggio parla di se stesso
  2. Metalinguistica (--> codice), messaggi che parlano del codice, la lingua infatti è uno dei pochi codici che può parlare di se stessa. es. dizionari, documenti i cui attraverso la lingua si spiega il funzionamento della lingua stessa, quindi attraverso il codice si cerca di capire quale sia la funzione del codice stesso.
  3. Referenziale (contenuto), se il messaggio intende porre l’accento sul contenuto si dice che ha funzione referenziale, un testo che svolge una funzione referenziale può essere una ricetta di cucina, un orario dei treni, un manuale che spiega come fare qualcosa
  4. Conativa (destinatario), messaggi che spingono il ricevente a fare qualcosa. es. l’imperativo: “vai fuori di qui!”. Tutti quei messaggi che intendono ottenere qualcosa, convincere a fare qualcosa, svolgono una funzione conativa. -l’attenzione si pone sul destinat
Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 78
Linguistica generale Pag. 1 Linguistica generale Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 76
1 su 78
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saragrigoli.01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Rovai Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community