Linguistica generale
Lezione del 27/09
Dietro a una semplice frase si nascondono diverse informazioni che solitamente si danno per scontate (per esempio un caffè macchiato, diamo per scontato un luogo, una richiesta, ho dato per scontato una forma espressiva e cordiale, che può variare in base al luogo, dato per scontato quando chiederlo).
Facoltà umana del linguaggio
Introduzione
- Cos'è la linguistica
- Perché studiare linguistica
- Come studiare le lingue e linguaggio
L'oggetto di studio della linguistica è il linguaggio verbale, cioè la facoltà degli esseri umani di esprimere e comunicare tramite un sistema di simboli (segni vocali e grafici).
Lingue vs linguaggio
Lingue: italiano, piemontese
Linguaggio: è come apprendiamo una certa lingua. Le lingue sono circa 7000.
Che relazione c'è tra lingue e linguaggio? Quanto possono variare? Esistono degli universali linguistici? Il linguaggio può essere verbale (comunicativo) o non verbale (codice dei gesti, espressioni facciali). Il linguaggio può essere umano o animale. Esistono forme comunicative anche nel linguaggio animale (codice delle api, del delfino), e intorno a ciò possiamo porci diversi interrogativi tra cui la riproducibilità, per indagare sulla possibilità di riprodurre il linguaggio animale sul nostro.
Quali sono le proprietà del linguaggio animale che lo distinguono da quello umano? Cosa lo rende unico?
In questo corso ci occuperemo di linguaggio verbale umano. Linguaggio naturale o artificiale (es. codice Morse).
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano, è lo studio scientifico della struttura e del funzionamento delle lingue e del linguaggio. La linguistica è una scienza. La linguistica è il metodo classico della scientifica moderna. Chi fa ricerca linguistica parte dalla formulazione di ipotesi generali che spiegano fatti particolari, dopodiché si verificano tali ipotesi tramite intuizioni e dati empirici.
La linguistica può essere (in base allo studio del linguaggio):
- Nominativa, approccio della grammatica. È un approccio prescrittivo, che si fonda sull'illustrazione delle regole dello scrivere e del parlare in modo corretto.
- L'Accademia della Crusca registra la lingua italiana e deriva una norma. Stabilisce che in questo momento storico ha determinate caratteristiche.
- Descrittiva: approccio della linguistica. Lo scopo dei linguisti è descrivere la struttura e il funzionamento delle lingue. Ai linguisti non interessa quali parole dovrebbero o non dovrebbero usare. Chi si occupa di linguistica si occupa di capire quali parole usano maggiormente le persone e quali no.
Il linguista cerca di capire il perché le persone si discostano dalle norme e si pongono domande.
Punto 2: Perché studiare linguistica?
A cosa serve il linguaggio?
- Comunicare
- Dar forma ai pensieri, parlando attraverso il linguaggio si trasmettono pensieri. Se la lingua parlata dà vita ai pensieri, il modo in cui è strutturata la lingua condiziona il modo in cui pensiamo? Sì.
- Esempio: Lo spazio. Lingua è caratterizzata da una proprietà: (lingua aborigena australiani) non dispone di un sistema binario di deistici spaziali, non hanno termini per indicare la sinistra o la destra, ma con i punti cardinali (vado verso nord-est). Ciò perché hanno grande senso dell'orientamento.
- Esempio 2: I generi. Basta pensare al tedesco, molti nomi che per noi sono femminili per loro è maschile (ponte). Cambiano di conseguenza anche gli aggettivi (se un nome è femminile, ci saranno aggettivi stereotipicamente associati, se elegante, se è maschile forte). Uso del maschile generico (esempio del chirurgo) perché abbiamo subito associato che il chirurgo fosse un maschio?
- Instaurare rapporti sociali
- Può modificare il mondo
- Per compiere un atto istituzionale
- Manifestare i propri stati d'animo
- Risolvere problemi, creare mondi possibili
Punto 3: Come studiare la linguistica?
I livelli di analisi linguistica sono 5:
- Fonologia, fonetica: è lo studio dei sistemi dei suoni delle lingue. Avere competenza fonologica significa sapere quali sono i suoni della sua lingua (esempio: p, n, a, sono suoni italiani, ph, th, sono suoni appartenenti alla lingua inglese). La differenza tra un parlante competente è che il linguista sa spiegare anche il perché. Un parlante sa quali combinazioni formano le parole (pane, pena), il linguista spiega il perché. Sa dividere in sillabe e trovare un accento.
- Morfologia: lo studio della struttura delle parole. Un parlante sa quali sono le parole della sua lingua (sa che ancora e ancòra sono due parole diverse). Avere competenza morfologica significa anche sapere quali parole sono possibili o meno in una certa lingua (petalo, petaloso, petalosamente). Un parlante sa costruire parole.
- Sintassi: è lo studio delle regole di composizione di una frase. Un parlante sa che può costruire diversi tipi di frasi: (esempio: i cani corrono nel prato, corrono nel prato i cani?) si possono generare, e costruire frasi sempre nuove (esempio: Marina mangia, Marina mangia e beve). Un parlante sa riconoscere frasi grammaticali dalle frasi agrammaticali (esempio idee verdi dormono furiosamente, dormono verdi furiosamente idee). Una delle due è più corretta dal punto di vista sintattico, anche se le frasi in sé non hanno un senso. Il linguista sa perché la prima è giusta.
- Semantica: è lo studio del significato. Un parlante sa che esistono tra le parole: sinonimi, antonimi (vecchio/giovane), iper/iponimi (animale/capra). Un parlante sa che le parole possono avere più significati (es. chiodo, venti). Un parlante sa a quali condizioni gli enunciati della lingua sono veri o falsi (esempio Luca corre e Marco cammina, Luca corre o Marco cammina).
- Pragmatica: lo studio dell'uso del linguaggio nel contesto. Significa anche saper usare il linguaggio in modo appropriato in base al contesto (esempio Alessia come stai? Il tempo fuori è bello). Un parlante sa che il linguaggio dipende dal contesto (esempio: sono pronto, andiamo, ti va di andare?), quindi saper utilizzare le giuste forme espressive in base al contesto. Un parlante sa che il contesto dipende dal linguaggio (esempio dichiaro guerra! Ti lascio).
Essere parlanti competenti significa anche saper produrre il linguaggio. Ciascuno di questi livelli rende conto della nostra capacità, cioè di un certo livello di competenza linguistica. Ciò che fa la linguistica è rendere esplicite tutte quelle regole di funzionamento delle lingue che le persone usano inconsapevolmente, in modo tacito.
Le lingue non realizzano tutte le possibilità
Le lingue non sono sistemi aperti, e vige un principio regolativo: tutte le lingue non realizzano tutte le possibilità.
Fonologia e morfologia
Pane, pnae (grammaticale)
Morfologia e sintassi
A) L'avvincente prima lezione di linguistica
A2) La prima avvincente lezione di linguistica
B) La lezione di linguistica avvincente prima. Questa è grammaticale.
Miti da sfatare
- Non vi sono criteri linguistici oggettivi per distinguere:
- Lingue primitive e lingue più evolute
- Lingue logiche e lingue illogiche, non esistono, perché ogni lingua ha il suo sistema di regole grammaticali
- Lingue e dialetti, la loro distinzione è puramente sociale
- Lingue belle e brutte
- Lingue facili e difficili, dipende sempre dal punto di partenza
Lezione del 29/09: Comunicazione
La comunicazione avviene usando strumenti diversi. Il mondo ci appare sensato grazie a diverse "etichette" e schemi concettuali che ci permettono di attribuire un significato agli oggetti che vediamo o alle cose che sentiamo.
Semaforo rosso = fermarsi. Tutto può essere fonte di significati. Esempio: cielo nuvoloso → significa temporale. Vigile con paletta → significa ALT. Osservando il mondo traiamo delle conclusioni. Il vigile sta comunicando, il cielo no → in entrambi i casi c'è significazione, ma solo in un caso c'è comunicazione.
- Il cielo significa tempesta in virtù del semplice fatto che vi sia un destinatario che interpreta autonomamente lo stato delle cose.
- Vi è comunicazione quando vi è un emittente che intenzionalmente invia un messaggio a un destinatario che ricostruisce questa intenzione comunicativa.
Modello delle funzioni comunicative di Jakobson
Come funziona la comunicazione? Ci sono tanti fattori costitutivi. Il primo schema ci è fornito da Robert Jakobson (strutturalista). Vale per qualsiasi forma di comunicazione. Ogni scambio comunicativo è costituito da 6 componenti principali (se ne mancasse anche solo uno c'è il fallimento dello scambio):
- Emittente: colui che invia o codifica il messaggio. Ha funzione emotiva.
- Destinatario: colui che riceve o decodifica il messaggio. Ha funzione persuasiva.
- Messaggio: l'oggetto dell'invio. Ha funzione poetica.
- Codice: sistema di convenzioni segniche. L'invio di un messaggio è possibile solo tramite un codice condiviso. Ha funzione metalinguistica.
- Contesto: la circostanza comunicativa. Ha funzione referenziale.
- Contatto: connessione fisica. Ha funzione fatica.
Esistono anche 4 accezioni di contesto:
- Fisico
- Cognitivo
- Sociale
- Linguistico
I segni
È un qualcosa che sostituisce un qualcos'altro a qualcuno in qualche modo (es. un cartello stradale). Ciò è chiamato sistema semiotico (come per esempio il sistema delle regole stradali). La semiotica è la branca della linguistica che studia i segni (Eco, De Saussure). Gli elementi che costituiscono.
Quali sono gli elementi che costituiscono i segni linguistici?
La risposta di De Saussure: entità a due facce che lega indissolubilmente un significante e un significato, vale a dire un'espressione linguistica e un contenuto concettuale.
Un segno ha una struttura diadica:
- Segno = Significante + Significato
- Significante → realizzazione materiale del segno (es. parola "cavallo").
- Significato → contenuto concettuale (es. l'animale cavallo).
È una buona intuizione ma è fallace. Pierce, considerato il padre della semiotica, sostiene che la nozione di De Saussure sia incompleta: tra l'espressione grafica/sonora "cavallo" e il cavallo c'è qualcuno o qualcosa che riconosce quel legame. Un segno è costituito da un significante, un significato e un altro componente: l'interpretante.
L'unico modo che abbiamo per collegare un segno, cioè per legare un significante e un significato, è passare attraverso un altro segno che interpreta questa relazione.
Esempio: per comprendere il significato della parola "cane" devo passare attraverso un segno, come la definizione del dizionario, un disegno, una foto, un animale per strada...
Semiosi
Il processo di comprensione di un significato tramite un certo segno detto interpretante. Essendo a sua volta un significante, per essere compreso l'interpretante richiede di essere interpretato da un altro interpretante e così via... Pensare è necessariamente collegare segni in una concatenazione illimitata di idee in cui siamo coinvolti costantemente.
Semiosi illimitata
Questo processo prende il nome di "semiosi illimitata".
Esistono 3 tipi di segni secondo Pierce:
- Icone: il significante somiglia al significato all'oggetto che vuole rappresentare (dipinti, foto, onomatopee, fonosimbolismi...). Indica una relazione iconica tra significante e significato.
- Indici: relazione causale tra significante e significato (il fumo dietro la collina indica un fuoco). Nel linguaggio si usano i dimostrativi.
- Simboli: più frequenti nel linguaggio naturale. La relazione tra significante e significato è arbitraria e convenzionale (ad esempio, suono della campana → fine della ricreazione).
Lezione del 4/10
Lingue e linguaggio
- Origini e linguaggio
- Oralità e scrittura
- Linguaggio umano vs animale
- Proprietà del linguaggio umano
Origini del linguaggio
Ignoriamo come sia iniziato il linguaggio verbale. L'abilità di produrre suoni e certi semplici gesti vocali (brontoli, borbottii) è situata nella parte antica del nostro cervello che hanno tutti i vertebrati: pesci, anfibi, uccelli… Non è linguaggio umano. Ci sono diversi modi su quando siano entrati nel nostro cervello: all'incirca nel passaggio tra homo sapiens e homo di Neandertal. Si stima che l'insorgenza della capacità di comunicare tra 100/50 mila anni fa, l'insorgenza della scrittura è nata invece circa 5000 anni fa.
Il problema è che non ci sono prove dirette che possano affermare come fosse il linguaggio in quell'epoca, ma non mancano speculazioni sull'origine del linguaggio umano (prelingua). Le ipotesi:
- Divina, ipotesi secondo la genesi, dio crea Adamo, dotato di linguaggio, secondo gli indù si attribuisce il dono del linguaggio all'umanità...
- Suoni naturali, ipotesi le parole primitive pronunciate dai primi esseri umani dotati di una piccola forma di linguaggio, deriverebbero dalle cose che i primi uomini sentivano attorno a loro (utilizzare il linguaggio come supporto per rappresentare iconicamente) il linguaggio circostante. (Secondo Jespersen, 1922)
- Teoria Bow Wow: quando un animale produceva un suono, gli esseri primitivi provavano a imitarli e li usavano per riferirsi all'oggetto associato. Quindi questa teoria attribuisce alle origini del linguaggio alle onomatopee.
I problemi:
- Concetti astratti
- Linguaggio come elenco di parole, visione riduzionistica: il linguaggio non è un elenco numerico
Teoria Pooh-Pooh: il linguaggio deriverebbe dai suoni istintivi che emettiamo in particolari circostanze (dolore, gioia).
I problemi:
- Le interiezioni vengono prodotte con ispirazioni e non espirazioni (come suoni del linguaggio). Quindi proprio dal punto di vista articolatorio non è convincente
- Difficile che costituiscano
Interazione sociale, ipotesi i suoni prodotti da una persona impegnata nello sforzo fisico potrebbero essere all'origine del linguaggio. Però vivevano in gruppo, di conseguenza avevano una migliore protezione. Ma anche i primati vivevano in gruppo, eppure non abbiamo forma di linguaggio.
Adattamento fisico, ipotesi non si basa guardando i tipi di suoni naturali ma le caratteristiche fisiche della nostra specie. Caratteristiche:
- Respirazione, posizione eretta e locomozione bipede hanno modificato il processo respiratorio nella nostra specie. Nei bipedi il ritmo respiratorio non è legato a quello del passo e consente una lunga durata dell'espirazione con brevi inspirazioni
- I denti, i quali negli umani sono dritti e non inclinati in fuori (scimmie) e sono piccoli e della stessa altezza. Ciò non sono utili a spezzare cose ma alla produzione di suoni come F, V
- Labbra, le quali hanno un intreccio di muscolatura più intricato che in altri primati. La flessibilità che ne deriva è di aiuto a suoni nell'articolazione di P, B, M
- Bocca
- Lingua, più spessa e ricca di muscoli che serve per produrre una vasta gamma di suoni e ostruire il passaggio dell'aria verso il naso creando una maggiore pressione aerea
- Laringe, contiene le pliche vocali, e differisce da quella di altri primati
- Faringe, si crea sopra le pliche vocali con una cavità (faringe) che funge da cassa di risonanza e che aumenta la varietà e la riconoscibilità dei suoni prodotti dalla laringe
Genetica, ipotesi numerosi elementi suggeriscono che gli umani nascano con una speciale capacità di acquisire il linguaggio. Negli anni '80 in ambito linguistico la ricerca sulle origini del linguaggio si è impegnata nell'individuare questo tipo di gene (FOXP2), ma non è stato ancora trovato.
Oralità e scrittura
La comunicazione verbale precede la scrittura (stima 50 mila anni). L'idea è che il significante dei segni linguistici può essere trasmesso attraverso il canale fonico-acustico o visivo grafico.
Priorità del parlato sullo scritto
La comunicazione orale è prioritaria rispetto a quella scritta.
Antropologica, priorità le lingue che hanno una forma scritta hanno anche una forma parlata (ma non viceversa) (es. civiltà omeriche). Le opere omeriche non sono poesie ma testimonianza storica, lì la scrittura non era una cosa primaria per la trasmissione del sapere (ma sapevano scrivere), ma nella vita quotidiana la scrittura non era mezzo di conservazione o trasmissione.
Ontogenetica, priorità perché gli esseri umani apprendono prima a parlare poi a scrivere.
Filogenetica, priorità lo scritto si è sviluppato molto dopo il parlato.
Sociale, priorità lo scritto ha maggiore utilità, prestigio e importanza sociale.
I vantaggi del parlato sullo scritto:
- Utilizzo molti contesti ambientali
- Impiego contemporaneo ad altre attività
- Individuazione fonte di emittenza
- Ricezione contemporanea alla produzione del messaggio
- Trasmissione rapida e simultanea a più destinatari
- Non occupa spazio
- Ridotto consumo di energia
Linguaggi animali
Tutti gli esseri viventi comunicano, anche se non con la voce.
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