Internet e social media
La nascita della rete
Il 1o prototipo di computer messo in connessione è da definire come un network di network, quindi un insieme di reti che si connettono tra loro attraverso canali dedicati. La 1a definizione della rete Internet è “una rete di milioni di microreti che non sono omogenee fra loro” (dimensione materiale e infrastrutturale). Chi ha messo insieme l'Arpanet si è dovuto appunto chiedere come far dialogare reti che utilizzavano pacchetti di dati e sistemi di comunicazione diversi.
Dimensione politica e culturale: la rete Internet è diventata nel tempo uno spazio socio-culturale di scambio e di controllo. A partire dal 2010 i movimenti collettivi hanno utilizzato la rete Internet e i social media come strumento di lotta politica.
Dimensione economica: basta pensare alla portata che il commercio online (l'e-commerce) ha avuto negli ultimi anni e al fatto che l'azienda leader, cioè Amazon, abbia un volume di affari che porta il suo fondatore, Jeff Bezos, ad essere l'uomo più ricco del mondo.
La storia di Internet
Nel 1957, in piena Guerra Fredda che vedeva la contrapposizione di due grandi potenze (USA e URSS), l'Unione Sovietica lancia il 1o satellite nello spazio, lo Sputnik. Questo evento porta l'opinione pubblica americana a fare grandi pressioni sul governo affinché si recuperi il divario che si è nel frattempo creato con l'Unione Sovietica. Quindi Eisenhower decide di creare l’ARPA (Advanced Research Project Agency), un’agenzia che aveva l'obiettivo di mettere in relazione le più alte competenze differenti presenti negli Stati Uniti per avanzare tecnologicamente e competere con l’URSS.
La rete ARPA si struttura mettendo in relazione ingegneri, informatici e psicologi. Infatti, uno dei passaggi fondamentali per la creazione della rete Internet è proprio dovuto allo psicologo James Licklider, che nel 1962 inizia a ragionare intorno al concetto di INC (intergalactic computer network), una rete che lui immaginava potesse permettere a tutti gli studiosi di accedere a una conoscenza acquisibile anche in luoghi diversi. Nel 1967 il progetto ARPA si struttura in maniera più articolata. Larry Roberts sviluppa e mette in pratica il progetto del suo predecessore, creando l’ARPANET, cioè una rete di computer che comunicavano informazioni tra di loro.
Nel '69 le università americane connesse diventano 4. Nel '71 le università connesse diventano 13. Nel '73 si riesce a collegare questa rete alla rete che nel frattempo si stava sviluppando anche in Europa all'interno del circuito universitario. Rimaneva il problema di come far comunicare attraverso questi canali software e infrastrutture hardware che spesso avevano sistemi di gestione che non dialogavano fra loro. Due ingegneri dell'ARPA, Robert Kahn e Vinton Cerf, risolvono il problema creando il protocollo TCP/IP, un insieme di pacchetti di informazioni il cui confezionamento e la cui decriptazione potevano essere permessi da qualunque tipo di computer che avesse installato un software specifico. La prima parte del pacchetto (TCP) indicava il contenuto e la seconda parte (IP) indicava la direzione che questo pacchetto doveva prendere all'interno della rete.
Contemporaneamente alla creazione dei pacchetti TCP/IP, che sono tuttora quelli su cui si basa la comunicazione sulla rete, nasce anche la parola Internet, cioè una rete capace di connettersi in maniera dinamica e di connettere ad essa diverse macchine con caratteristiche anche molto diverse. L'evoluzione di questo progetto arriva a creare un'ulteriore rete proprietaria, la NSFNET, che sostituisce l'ARPANET, poi utilizzata dal governo americano per fini militari.
Nel 1991 si arriva alla creazione del web propriamente detto. L'intuizione di Tim Berners Lee (un dipendente del Cern che conia il termine World Wide Web) consiste nell’utilizzare innanzitutto un canale diverso da quello proprietario, e in secondo luogo un'infrastruttura già presente sul territorio a livello globale, cioè la rete telefonica, che permetteva, attraverso i pacchetti TCP, di mettere in relazione sia i computer delle istituzioni che un qualsiasi PC in grado di connettersi alla rete telefonica utilizzando un modem (sistema capace di rimodulare questi pacchetti e trasformarli in informazioni leggibili dai diversi terminali).
L’influenza militare
Ha contribuito a creare la falsa narrazione che vede la nascita della rete Internet come un progetto militare, mentre la 1a bozza di rete Internet è stata creata per mettere in relazione competenze e sviluppare progetti avanzati di ricerca per competere a livello scientifico e tecnologico. Si è avuta soprattutto a partire dal 1957, quando nasce l’ARPA e si diffonde l'idea di un distributed network, ovvero un modello di rete che aveva delle connotazioni democratiche e di orizzontalità, un po’ come l'idea della rete nella sua conformazione attuale.
Questa filosofia si diffonde perché si comprende che la gestione decentralizzata della rete avrebbe avuto problematiche legate al carico eccessivo del nodo centrale relativamente alla distribuzione delle informazioni e dei pacchetti. Nel modello distribuito ogni nodo è potenzialmente un nodo centrale, da ogni nodo si può velocemente arrivare a un altro nodo, e l'eventuale perdita di una connessione permette comunque agli altri nodi di rimanere in contatto con il resto della rete. Nella rete centralizzata, al contrario, se uno dei nodi viene meno perderemmo tutto l'insieme di pacchetti che viaggia sul nodo.
L’influenza accademica
Si lega alla 1a poiché avviene una convergenza di interessi nei confronti dello sviluppo della rete nascente:
- Decentralizzazione. La rete distribuita viene considerata più sicura e vantaggiosa poiché più difficilmente monitorabile. Da un punto di vista accademico, questo favorisce un libero sviluppo dei progetti, mentre da un punto di vista militare l'eventuale intercettazione di uno di questi nodi non comprometterebbe la rete nel suo insieme.
- Flessibilità, favorita dallo sviluppo del TCP/IP. Ogni università aveva la propria Intranet (rete dei propri computer) e spesso le informazioni viaggiavano su pacchetti che non dialogavano con quelli di altre università, perciò la creazione di questo standard ha permesso lo spostamento dei dati da una rete di computer universitari ad un'altra.
- Presenza dei computer nelle università. Infatti negli anni ‘50 i campus americani avevano a disposizione gli strumenti economici per permettersi grandi macchine con capacità di calcolo avanzate necessarie alla creazione della nuova rete. Questo ha permesso alle due influenze di convergere. Nel ‘73 ci si collega per la 1a volta via satellite con l'Europa. Nel ‘77 il network di università connesse attraverso le prime reti (ARPANET soprattutto) si diffondono in entrambe le coste statunitensi.
L’influenza controculturale
Emerge con i movimenti globali degli anni ‘60 e ‘70. Iniziano anche a nascere le prime comunità di informatici, attivisti e studenti che vedono le potenzialità che la rete nascente aveva e che poteva sviluppare e che quindi cominciano a proporre e a costruire modelli e utilizzi diversi del futuro Internet. Il 1o elemento che emerge con forza è la volontà di emancipare questa rete dai contesti militari e accademici e renderla accessibile a tutti, attraverso le infrastrutture tecnologiche già presenti (rete telefonica).
Internet, che nel frattempo si è costituito come rete in grado di spostare pacchetti di informazioni da una parte all'altra del mondo, si comincia a modificare nel tempo, perdendo la sua connotazione peculiare di progetto militare e accademico, e trasformandosi in uno strumento sociale che allarga la partecipazione e l'utilizzo anche a soggetti comuni purché in possesso di un PC. Cresce l'utilizzo della rete e nascono le prime bacheche elettroniche, le BBS, che avranno un'importanza enorme nella creazione e nello sviluppo di Internet, ma soprattutto per quanto riguarda la sua dimensione politico-sociale e politico-culturale.
Le BBS sono un luogo in cui le persone si incontrano scambiandosi informazioni; cambia dunque la percezione che vi era della rete Internet, che ad oggi consideriamo come ambiente del web 2.0. Si sviluppa in paesi diversi e con modalità diverse. In Europa i casi più noti sono quello francese e quello inglese, che sviluppano un utilizzo della rete Internet peculiare in direzione di una maggiore diffusione e penetrazione all'interno della società. Il Minitel (francese) era un terminale che sfruttava la rete telefonica, così come faceva il modem, per collegarsi ad un altro Minitel e soprattutto per collegarlo a un sistema integrato di informazioni consultabili attraverso lo schermo e la tastiera integrati all'interno del terminale.
Il Minitel è una versione basica di un personal computer, ma è anche un antecedente di un sistema di social network. Questo perché il Minitel vivrà il momento di trasformazione in cui gli utenti modificano l'oggetto tecnico con cui interagiscono. L'esempio del Minitel è interessante per quanto riguarda la capacità che i governi e la gestione degli Stati investono nella politica economica nazionale, al fine creare e guidare le scelte a livello mediale e comunicativo. La Francia ha investito, con un processo top-down, in uno strumento che ha permesso di modificare e guidare le scelte comunicative della popolazione.
Il modello era semplice, capace di entrare nella vita quotidiana dei francesi. Partendo da un'idea di network gerarchico, com’era in effetti la rete decentrata, composta da un insieme di nodi a cui diversi utenti si univano, l'utilizzo principale del Minitel e dei suoi servizi era legato alle chat. L'esempio dimostra che i media siano il frutto di una coproduzione tra la dimensione tecnologica delle potenzialità che l'oggetto tecnico fornisce, e la dimensione sociale dell'utilizzo che ne viene fatto. Se da un lato la strumentazione tecnologica era immaginata come un network gerarchico verticale di trasmissione di informazioni, la dimensione sociale ha contribuito a coprodurre l'utilizzo del Minitel.
L’influenza dell’idea di rete Internet come servizio pubblico
La rete si sviluppa a partire dagli anni ‘80 e lo fa su direttive diverse rispetto a quelle che aveva considerato fino a quel momento. Questo significa che, soprattutto in Europa, gli investimenti come il Minitel ed il Prestel (Regno Unito) hanno condotto la rete ad essere associata a un'idea di servizio pubblico, poiché la sua costruzione è stata influenzata dal modello di welfare dei paesi europei.
Le reti di comunicazione nei paesi europei erano soprattutto su base nazionale, ad esempio la SIP (poi Telecom) o la France Telecom. Vi era una forte resistenza da parte degli Stati a far entrare attori economici su questo mercato per diversi motivi, ad esempio legati alla sicurezza o alla volontà di sviluppare un sistema di comunicazione interno e controllato dallo Stato. Lo “stile europeo”, come viene definito il modello di rete in questa fase, configura la rete Internet con uno strumento di pubblica utilità. Il caso del Minitel è stato uno dei pochi casi fortunati, perché è stato ricreato in altri paesi, ma con risultati alterni, talvolta addirittura fallimentari. Questo ha portato, a partire dagli anni ‘80, ad un'apertura del mercato delle telecomunicazioni anche a soggetti privati, che ne hanno acquisito i pacchetti.
A seguito della privatizzazione del settore delle comunicazioni, del cambio delle politiche, e dell’apertura alla dimensione europea, nel '86 l'Italia per la 1a volta si connette alla rete Arpanet da Pisa.
L’influenza economica
Sorge quando, a partire dagli anni ‘90, cominciano ad entrare nel mercato di Internet soggetti che riconoscono in esso grandi potenzialità in termini di interessi economici e di investimenti. Gli investimenti portano alla creazione di browser come Netscape Navigator e Internet Explorer, il quale si diffonderà ed affermerà sul mercato grazie alla distribuzione di un software già precaricato sui pc in vendita in tutto il mondo, ma anche grazie all'utilizzo di API, cioè pacchetti di comunicazione e di interfaccia, che rendevano la navigazione più fluida rispetto a Netscape Navigator.
Un altro elemento era la capacità di creare investimenti nella creazione di interfacce più user-friendly, capaci di essere utilizzate non solo da tecnici informatici ma anche da persone comuni. Un altro elemento è stata la commercializzazione della rete, cioè si capisce come la rete può generare grandi profitti. Nasce così la Dotcom Bubble, una fase di mercato caratterizzata da un aumento considerevole di profitti.
Nel 1995, anno importante per lo sviluppo della rete Internet, non solo da un punto di vista tecnico ma anche intellettuale, escono delle pubblicazioni fondamentali come “Esseri Digitali” di Negroponte, che contribuiscono alla sua analisi e all’esponenziale crescita degli investimenti da parte delle aziende che utilizzano la rete Internet per la diffusione dei loro prodotti. Questa ascesa arriva nel 2000 al suo picco, per poi crollare e far esplodere la cosiddetta Bolla Dotcom. La crisi e conseguente esplosione della Bolla era dovuta principalmente a due fattori: da un lato il fatto che gli elevati investimenti tra il ‘95 e il 2000 si basavano sull'idea di un progresso senza fine della rete Internet, che poi si è rivelato non così rapido come immaginavano gli investitori, e dall’altro il fatto che Internet era ancora work in progress, aveva un’audience contenuta rispetto a quella di oggi e non vi era ancora una propensione all'acquisto online. A partire dal 2010 la bolla comincia a risalire fino ad arrivare alla stabilità odierna.
L’influenza sociale
Deriva dalla nascita del web 2.0 e dei social network.
I numeri della rete - globali
La popolazione globale a gennaio del 2021 ha raggiunto 7,83 miliardi, di cui circa il 60% è un utente Internet. Il Datareportal, agenzia che aggrega report di produttori di dati a livello globale, ha stimato nel 2021 che dei 4,6 mld di utenti abituali della rete, 5.2 mld si collegano attraverso dispositivi mobili e 4.2 quindi sono utenti attivi di social network. Gli incrementi sono altrettanto significativi: da un lato la popolazione cresce dell'1% su base annua, dall’altro gli utenti Internet crescono del 7,3%, gli utenti che si collegano ad Internet attraverso il cellulare crescono dell'1,8%, e gli utenti dei social network crescono del 13,2%.
Rispetto alla popolazione mondiale, Europa, Nord America e parte dell’Asia, possiedono i maggiori numeri di utilizzo della rete. Il Nord Europa conta il 96%, nell'America del Nord il 90%, mentre in Africa orientale il 24%. Questi numeri descrivono una crescita del numero di utenti in rete soprattutto nei paesi in via di sviluppo. È interessante anche vedere come nel Nord Africa l'utilizzo della rete è sensibilmente maggiore che nel resto del paese, dal momento che molte delle rivolte della Primavera Araba sono passate attraverso i social network. Connessioni mobili: 113% in Nord Europa, ma aumenta in maniera radicale in alcune zone del mondo, come nell'Asia orientale e meridionale, e nell’Europa orientale e meridionale. Il fatto che la percentuale superi il 100% indica che il numero medio di utenti possiede più di una connessione mobile. L’Asia, che raccoglie il 60% della popolazione mondiale, vede una penetrazione molto bassa di Internet all’interno della regione.
La penetrazione di Internet sarà alta nei continenti in cui vi sono molti paesi in via di sviluppo, e al contrario, nei paesi in cui questo sviluppo già c'è stato la percentuale non è in crescita. Allo stesso modo le popolazioni meno popolose raccoglieranno percentuali basse. Il traffico Internet passa soprattutto attraverso gli smartphone, perché la maggior parte del traffico Internet passa attraverso le app. Questo dato cresce del 5% su base annua, mentre le connessioni su pc e laptop scendono del 6%.
I numeri della rete - Italia
A gennaio del 2021 la popolazione italiana è di 60,4 milioni di persone, di cui l'83% è utente Internet. Nel nostro paese abbiamo 77 milioni di connessioni mobili che rappresentano il 128,6% della popolazione italiana, quindi mediamente ogni italiano possiede più di un cellulare e/o più di una connessione mobile, e abbiamo il 68% di utenti di social network. Anche qui a fronte di una diminuzione della popolazione su base annua, aumentano gli utenti che si collegano a Internet e ai social network, e diminuiscono gli utenti di connessioni di cellulari.
Il tempo medio di connessione è di 6 ore e 22 minuti, e gli utenti si collegano per il 93,2% attraverso connessioni mobili. Nello specifico il tempo medio della popolazione tra i 16 e i 64 anni vede al 1o posto quello passato di fronte a uno schermo, quindi anche lo streaming, che è di 3 ore e 18, sui social media 1 ora e 50, la lettura di quotidiani 1 ora e 20, i servizi di streaming musicali circa 1 ora, ecc. Il traffico anche in Italia si conferma in crescita attraverso lo smartphone ed in diminuzione attraverso il pc, anche se comunque le connessioni attraverso computer fissi sono maggiori in Italia rispetto ad altri paesi.
Nell’86 l'Italia per la 1a volta si collega a Internet, e l’Istat riporta che nel 2006 il 63% delle persone ancora non ha usato Internet, mentre oggi il 71,7% delle famiglie accede alla rete. Di quest’ultima percentuale il 65,3% vi accede quotidianamente. Questo utilizzo si differenzia in base
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