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Farmacoterapia 2 – 18/11

Lezione n. 6

Facciamo gli ultimi farmaci per quanto riguarda la terapia del diabete. Vediamo poi le malattie dell’intestino, che è complementare al capitolo di immunofarmacologia generale, e in parte vengono utilizzati dei farmaci classici e in parte invece degli anticorpi monoclonali che faremo meglio nell’immunofarmacologia, che raggruppa i farmaci biologici.

All’interno della denominazione “farmacobiologico” ci sono dei farmaci completamente diversi e i farmaci biologici vengono chiamati così perché interagiscono con tutta una serie di mediatori dell’infiammazione che causano danni nell’organismo, però spesso sono degli anticorpi monoclonali contro delle interleuchine che si vedono aumentati in una situazione di infiammazione.

Quello che è il problema che è sempre irrisolto è capire se questi sono la causa o la conseguenza. Quello che si può fare è cercare di eliminare, ridurre con gli anticorpi la presenza di questi mediatori dell’infiammazione e vedere cosa succede perché non sempre i risultati sono quelli che ci si aspetta; come succede per l’infiammazione, che è un qualcosa che fa rilasciare tutta una serie di fattori che contrastano l’eventuale causa di infiammazione stessa e poi generano quei processi di riparazione.

Bloccando l’infiammazione con una semplice inibizione, come fanno i FANS, si blocca quella che è la causa del dolore ma allo stesso tempo si bloccano anche i processi riparativi e infatti sono dei farmaci che devono essere usati con estrema cautela.

I farmaci antinfiammatori devono essere presi il minimo sufficiente per dare un sollievo dal dolore che può ostacolare, però appena il dolore è sopportabile devono essere interrotti perché intervengono nel processo riparatore mediato da queste prostaglandine, che sono prodotte dalle COX, di fare il loro effetto perché uno non sente il dolore ma non guarisce mai. Ci sono delle patologie croniche che hanno un coinvolgimento più massiccio dell’infiammazione e quindi compiono delle terapie a lungo termine.

Farmaci per il diabete

Per tornare al diabete, qui c’è la Aldiglutide e la Turaglutide, sono dei farmaci abbastanza simili che sono sempre degli agonisti del GLP1 insieme all’insulina.

Una cosa interessante sia per quanto riguarda il GLP1, i farmaci che sostituiscono il GLP1 hanno un effetto positivo sul cervello e possono stimolare sia la neurogenesi sia la memoria e questo fatto qua in qualche modo viene riprodotto: questo aumento dell’attività dei GLP1 attraverso degli inibitori che tagliano i GLP1 e lo rendono inattivo, quindi inibendo questo enzima si ha la stessa azione dei sostituti del GLP1 perché si permette di funzionare di più e quindi di avere tutti questi effetti su tutto l’organismo.

La ricerca sta andando in questa direzione. Questo è un lavoro di Naturing abbastanza recente del 2012 che appunto è centrato nel mettere in evidenza gli aspetti positivi nel potenziare l’azione di questo composto endogeno perché anche a livello cardiaco hanno una serie di effetti positivi oltre al fatto di permettere alle cellule del pancreas di poter funzionare meglio.

I farmaci tra sostituti, quello che ha molto successo è il Liraglutide, che ha lo stesso un’azione come farmaco che potenzia il rilascio di insulina dalle cellule beta, però ha delle azioni importanti per quanto riguarda l’arterosclerosi e protezione della cellula del... Un altro vantaggio che ha è quello...

Farmaci segretagoghi e DPP4

L’ultima categoria di questi farmaci: segretagoghi. Questa è una serina proteasi che è in grado di tagliare il GLP1 e quindi renderlo inattivo, quindi nel momento in cui lo blocchiamo potenziamo l’azione GLP1, quindi ha un’azione indiretta.

Questa è largamente distribuita sulle cellule endoteliali, sui linfociti in forma di enzima. Questo è un enzima che è molto utilizzato nel nostro organismo e che deve tagliare degli altri composti che hanno lo stesso delle terminazioni, alanina-colina.

Disponibili in Europa è Divarigminala e sono anche presenti la Sintatripna e anche delle altre in fase avanzata.

Questa è l’azione di taglio e questi sono dei composti che abbiamo visto l’altra volta che possono essere tagliati dalle DPP4. Questo è la DPP4, un enzima abbastanza complesso che si inserisce nella membrana attraverso questa terminazione e ha anche un sito per la adenosina deamminasi che è coinvolta nella regolazione degli effetti dell’adenosina che sono abbastanza vasti e in qualche modo sono considerati come una risposta ad un eccesso di stimolazione al nostro organismo.

Quindi un eccesso di stimolazione attraverso un eccessivo consumo di ATP e quindi l’adenosina, che è un prodotto che salta fuori dall’ATP, ha poi un’azione in qualche modo di compensare questa eccessiva mobilitazione di ATP, cerca di ripristinare le condizioni omeostatiche iniziali.

Gli altri composti che possono essere tagliati dalle DTP4 oltre al GLP1 e il GIP, anche il neuropeptide Y che ha una serie di ruoli numerosissimi nel cervello, nel nostro organismo questa erotaxina... dà anche la possibilità di proiettare al Amiraglutide (?)

Azione dei composti nel cervello e controllo dell’appetito

Per quanto riguarda l’azione di questi composti nel cervello, è un’azione coordinata perché nel momento in cui arriva nell’intestino tenue arriva il cibo, bisogna segnalare al cervello che il cibo è arrivato e quindi anche la sensazione di fame viene controllata da questo.

Le informazioni passano attraverso la presenza di questi composti che sono rilasciati ma anche semplicemente attraverso il sapore; arrivano nel nucleo del tratto solitario che poi attivano dei nuclei, come il nucleo ipotalamico che gestisce il senso di appetito e quindi diminuisce l’appetito attraverso... cortina l’ingestione di cibo oppure attraverso il neuropeptide Y aumenta l’appetito e aumenta il full rep-take.

Queste DPP4 distruggendo questo enzima, in qualche modo... si inseriscono in questo controllo dell’appetito legato all’ingestione di cibo, legato anche al rilascio di glucosio nella circolazione.

Qui c’è anche il nucleo Accumbens perché abbiamo visto che tutto l’aspetto di gratificazione del cibo è coinvolto perché è una cosa gratificante che uno è motivato a farlo, quindi è un aspetto molto importante per l’individuo, per la sopravvivenza della specie, quindi l’alimentazione è controllata da questo punto di vista.

Anche il peptide Y è coinvolto in questi aspetti e si è visto che la diminuzione del peptide Y porta ad eccitazione, all’ansietà, all’abuso di alcol, attivazione dell’individui stesso nei comportamenti di dipendenza dalle sostanze stupefacenti, nello stress, della resistenza allo stress, a livello dell’ippocampo nello stress post-traumatico coinvolto nell’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario e anche dell’attivazione del simpatico e altri ruoli.

In questa figura si vede proprio come si può,

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

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