Lezione 11 – Farmacoterapia 2
Ci siamo lasciati parlando della tiroide e dei suoi disturbi, che possono essere causati da un aumento del rilascio degli ormoni tiroidei o da una diminuzione del loro rilascio.
Questo può essere imputabile a diverse cause, in particolare la diminuzione del rilascio di ormoni tiroidei può essere dovuta ad una risposta anticorpale contro le cellule della tiroide, quindi, a un difetto nel rilascio di FT3 ed FT4 e ad una conseguente mancanza del feedback negativo e ad un aumento del rilascio del TSH, che porta ad un ulteriore aumento della stimolazione della tiroide.
Questa è la principale causa dell’ipotiroidismo, ossia la tiroidite di Hashimoto che proprio si può mettere in evidenza per via di questa riduzione dei livelli di tiroxina e triiodotironina, fortunatamente si può curare molto bene, ad oggi ne soffrono milioni e milioni di persone, somministrando ormoni tiroidei che troviamo presenti sul mercato in diverse preparazioni.
Paratiroidi e regolazione del calcio
Al di sotto della tiroide troviamo inoltre le paratiroidi, che sono delle ghiandole coinvolte nella regolazione dei livelli di calcio, i quali se non finemente regolati sono coinvolti nell’insorgenza della patologia dell’osteoporosi, che interessa milioni e milioni di persone.
Infatti, la gestione dei livelli di calcio è affidata ad un sistema che coinvolge anche gli estrogeni, che vanno a regolare il rilascio e riassorbimento del calcio dalle ossa; pertanto, nella donna in menopausa quest’azione degli estrogeni viene a mancare e si ha un maggiore rilascio di calcio dall’osso che andrà dunque ad indebolirsi, gli estrogeni inibiscono appunto questo processo.
La tiroide è coinvolta nella regolazione dei livelli di calcio in quanto rilascia la calcitonina, un ormone complementare al paratormone rilasciato appunto dalle paratiroidi; anche in questo caso è possibile per le persone che hanno dei livelli elevati o bassi di calcio, somministrare dall’esterno sia la calcitonina che un omologo del paratormone.
In questa figura vediamo bene come la concentrazione del calcio, che deve essere controllata finemente, si aggira intorno ai 10 mg/dl come calcio totale, anche se quello che conta davvero è il calcio libero che rappresenta circa il 50%, l’altra parte si troverà legato alle proteine.
Se noi però andiamo effettivamente a misurare a livello millimolare il calcio si aggira intorno agli 1,3 mmol.
Fondamentalmente, quando riscontriamo una riduzione di questi 10 mg/dl l’organismo si attiva per cercare di assorbirne di più dall’intestino, per cercare di eliminarne di meno attraverso il rene e per cercare di utilizzarne in parte quello contenuto all’interno delle ossa.
Risulta particolarmente importante mantenere queste concentrazioni plasmatiche ad un giusto livello proprio per impedire che l’organismo vada a degradare il tessuto osseo per un meccanismo di compensazione omeostatica, inoltre, è importante fare ciò per permettere il deposito di calcio a questo livello e averlo a disposizione quando serve.
Quando invece sono presenti livelli di calcio superiori alla norma, interviene la calcitonina che aumenta l’eliminazione e riduce l’uptake a livello intestinale del calcio, ne aumenta l’escrezione a livello renale e favorisce la sua deposizione a livello osseo.
Funzioni degli ormoni tiroidei
Per tornare agli ormoni tiroidei, essi sono degli ormoni che hanno delle funzioni quasi miracolose, pur essendo delle molecole molto piccole esse sono coinvolte in infinite funzioni nel nostro organismo, tra cui la stimolazione della sintesi proteica di proteine coinvolte in svariati processi, come ad esempio la stimolazione della sintesi della pompa Na/K ATPasi.
Sono inoltre coinvolte nella regolazione del metabolismo, poiché sono coinvolti in molte reazioni svantaggiose da un punto di vista termodinamico.
Sappiamo che l’energia non si crea né si distrugge, l’energia si trasforma e basta, per cui quando noi abbiamo una reazione con una dispersione di calore ciò significa che qualcosa non sta funzionando bene, possiamo fare tranquillamente un paragone con un motore a benzina che ha una rendita del 25%, infatti, l’energia che stiamo consumando viene dispersa in gran parte sotto forma di calore.
Mentre, l’utilizzo della bicicletta ha un rendimento del 99%, a velocità basse però.
Dunque, gli ormoni tiroidei possiedono quest’azione sul metabolismo che permette all’organismo di produrre calore in condizioni esterne in cui abbiamo temperature basse ed è necessario mantenere l’organismo alla sua temperatura basale.
Perciò, chi ha bassi livelli di ormoni tiroidei tenderà a sentire maggiormente il freddo rispetto alle persone che hanno livelli normali.
Inoltre, gli ormoni tiroidei aumentano la sintesi proteica, l’assorbimento intestinale di glucosio, immobilizzano gli acidi grassi, diminuiscono i livelli di colesterolo, aumentano il consumo di ATP, in pratica stimolano quello che è il metabolismo basale.
FT3, FT4 e azione metabolica
Per poter esercitare questa azione gli ormoni tiroidei FT3 ed FT4 sono rilasciati dalla tiroide e poi circolano nel sangue ed arrivano alle cellule.
Tra i due ormoni esiste un rapporto di uno a cento, quindi, c’è una quantità di FT4 cento volte maggiore rispetto al FT3, però appena arriva nelle cellule il FT4 viene trasformato in FT3, e successivamente l’FT3 viene trasformato in T2 ed T1.
Quindi, data l’azione di aumentare la stimolazione metabolica si ha quella di aumentare il consumo di ossigeno logicamente, si avrà di conseguenza un aumento della frequenza respiratoria ed anche la funzione cardiaca è incrementata, il che si traduce nell’aumento della forza di contrazione.
Farmaci per ipotiroidismo e ipertiroidismo
Esistono dei farmaci che possono essere utilizzati nei casi di ipotiroidismo o di ipertiroidismo.
A livello di sostanze che possono determinare il rilascio degli ormoni tiroidei abbiamo visto il TSH rilasciato dall’ipofisi, il TRH a livello dell’ipotalamo viene rilasciato all’ipofisi e a questo livello poi verrà rilasciato appunto il TSH, quindi, esiste proprio una catena che porta alla produzione degli ormoni tiroidei.
Dunque, se si tratta di un difetto di produzione a livello della tiroide stessa parliamo di ipotiroidismo primario, ed esso si associa normalmente ad un aumento dei livelli di TSH, in quanto appunto la carenza di FT3 ed FT4 a livello del sangue porta all’attivazione del meccanismo di feedback negativo a livello dell’asse ipotalamo-ipofisario.
Come vediamo abbiamo anche altre sostanze che hanno un’azione inibitoria sul rilascio di ormoni tiroidei, in particolare la dopamina, i glucocorticoidi e i retinoidi che vanno ad inibire il rilascio di TSH a livello ipofisario.
Un’altra osservazione che è stata fatta è che elevati livelli di iodio porta ad un’inibizione del rilascio di ormoni tiroidei, in qualche modo l’organismo si rende conto che ci sono elevati livelli di questo elemento, dunque, è possibile sfruttare questo meccanismo in tutti i casi di ipertiroidismo trattando il paziente con ioduro di sodio, o sali che contengono iodio.
Normalmente però, quando si hanno casi di ipertiroidismo c’è quasi sempre un tumore a livello della ghiandola tiroide, quindi, questi trattamenti con ioduro si possono fare nel periodo che intercorre tra il momento in cui si riscontra questo ipertiroidismo in poi.
Una volta che l’ormone FT3 arriva nelle cellule ci sono tutta una serie di enzimi chiamati deiodasi, differenti in base al tipo cellulare, che vanno a rimuovere l’atomo di iodio dalle molecole di triiodotironina (non è necessario ricordarsi tutti i nomi e i sottotipi degli enzimi).
Quindi, i livelli di ormoni tiroidei devono essere presenti a concentrazioni estremamente calibrate per evitare squilibri nell’organismo, ci sono tuttavia tutta una serie di sostanze che alterano i livelli di ormoni tiroidei agendo attraverso le globuline di trasporto, du
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