Lezione 1
Architetto
Direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013 recante modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali
«Articolo 46 Formazione di architetto
2. L’architettura deve essere l’elemento principale della formazione di architetto. Questo insegnamento deve mantenere un equilibrio tra gli aspetti teorici e pratici della formazione in architettura e deve garantire almeno l’acquisizione delle seguenti conoscenze, abilità e competenze:
- A) Capacità di realizzare progetti architettonici che soddisfino le esigenze estetiche e tecniche; Bisogno: percezione di una mancanza e conoscenza dei mezzi per procurarsi ciò di cui si è privi; Desiderio: tensione empirica o trascendentale verso il soddisfacimento di un bisogno Esigenza: il modo con cui l’uomo aspira a soddisfare i bisogni individuati (con riferimento all’abitare, esigenze di comfort, usabilità, territorialità, orientamento, estetiche, etc.)
- B) Adeguata conoscenza della storia e delle teorie dell’architettura nonché delle arti, tecnologie e scienze umane a essa attinenti;
- C) Conoscenza delle belle arti in quanto fattori che possono influire sulla qualità della concezione architettonica;
- D) Adeguata conoscenza in materia di urbanistica, pianificazione e tecniche applicate nel processo di pianificazione;
- E) Capacità di cogliere i rapporti tra uomo e opere architettoniche e tra opere architettoniche e il loro ambiente, nonché la capacità di cogliere la necessità di adeguare tra loro opere architettoniche e spazi, in funzione dei bisogni e della misura dell’uomo (analisi della domanda)
- F) Capacità di capire l’importanza della professione e delle funzioni dell’architetto nella società, in particolare elaborando progetti che tengano conto dei fattori sociali. L'economia è innanzitutto una scienza sociale, perché studia le attività di produzione, di consumo e di scambio compiute dagli individui nella loro vita sociale.
- G) Conoscenza dei metodi d’indagine e di preparazione del progetto di costruzione
- H) Conoscenza dei problemi di concezione strutturale, di costruzione e di ingegneria civile connessi con la progettazione degli edifici;
- I) Conoscenza adeguata dei problemi fisici e delle tecnologie nonché della funzione degli edifici, in modo da renderli internamente confortevoli e proteggerli dai fattori climatici, nel contesto dello sviluppo sostenibile;
- J) Capacità tecnica che consenta di progettare edifici che rispondano alle esigenze degli utenti, nei limiti imposti dal fattore costo e dai regolamenti in materia di costruzione; Capacità di saper governare uno scenario complesso (conoscenze complementari specialistiche). Capacità di mediare tra le richieste della committenza - rispetto di tempi e dei finanziamenti, frequentemente sottostimati - e dell’impresa – margini di profitto – spesso a scapito della qualità
- K) Conoscenza adeguata delle industrie, organizzazioni, regolamentazioni e procedure necessarie per realizzare progetti di edifici e per l’integrazione dei piani nella pianificazione generale.
In Italia, l’industria delle costruzioni rappresenta una filiera economica importante, sia per il contributo al PIL sia per il numero di occupati.
L’Industria delle costruzioni comprende la totalità dei soggetti che operano nell’edilizia: imprese di costruzioni, produttori di materiali edili, fornitori, consulenti, professionisti, etc.
Fonte: La ricerca tra innovazione, creatività e progetto, 2012
Imprenditore
Chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi (art. 2082 del Codice Civile)
ISTAT: professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione
Comprende tutte quelle professioni per le quali è richiesto un livello elevato di conoscenza - in genere acquisito attraverso il completamento di un percorso di istruzione di tipo universitario o post-universitario - e di esperienza in ambito scientifico, umanistico o artistico.
2.2.2-Architetti, urbanisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio
Le professioni comprese in questa classe conducono ricerche ovvero applicano le conoscenze esistenti in materia di pianificazione, conservazione e recupero urbano e territoriale, di design, di progettazione, di realizzazione, di manutenzione di costruzioni civili, siti industriali e beni di consumo.
Sovrintendono e dirigono tali attività.
L'esercizio delle professioni di Architetto, di Pianificatore territoriale, di Paesaggista e di Conservatore dei beni architettonici ed ambientali è regolato dalle leggi dello Stato.
La Categoria è suddivisa nelle seguenti Unità professionali: 2.2.2.1.1 - Architetti 2.2.2.1.2 - Pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio
2.2.2.1.1 - Architetti
Le professioni comprese in questa unità conducono ricerche ovvero applicano le conoscenze esistenti in materia di design, pianificazione, conservazione e restauro, progettazione, costruzione e manutenzione di opere civili e di siti industriali. Ne disegnano e progettano la forma, gli interni e i loro arredamenti; disegnano mezzi di trasporto e altri beni prodotti su scala industriale curandone gli aspetti funzionali, simbolici ed estetici; conducono ricerche sulle caratteristiche tecnologiche di particolari materiali e processi; definiscono e progettano standard e procedure per garantire la funzionalità e la sicurezza delle strutture. Sovrintendono e dirigono tali attività.
2.2.2.1.2 - Pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio
Le professioni comprese in questa unità conducono ricerche ovvero applicano le conoscenze esistenti in materia di pianificazione, conservazione e recupero urbanistico e territoriale.
Sovrintendono e dirigono tali attività
Nel nostro paese, la crisi prolungata del settore edilizio sta obbligando gli architetti ad una sempre maggiore specializzazione.
L’indagine condotta dal Cresme nel 2011 mostrava, in effetti, come negli ultimi anni l’attività di progettazione sia andata progressivamente calando, in favore di attività specialistiche tradizionali tecnico-burocratiche (redazione capitolati, perizie estimative, collaudi, sicurezza nei luoghi di lavoro, ecc.) da un lato, e attività legate ad aree più innovative dall’altro, in particolare certificazioni classi energetiche e studi di project financing.
Indagine Cresme 2016
Il rapporto più recente del Consiglio d’Europa degli Architetti fornisce continui aggiornamenti sulle politiche europee riguardo l’architettura, le normative, i bandi, le opportunità professionali.
Nell’ultimo rapporto dell’Associazione Costruttori si hanno una serie di info importanti sul mercato delle costruzioni.
Il settore dell'architettura inteso come prestazione di servizio contribuisce per la cifra di 17 billioni all'economia europea.
Ad oggi il 57% degli architetti progetta con strategie ecosostenibili.
L’ambito prevalente è quello dell’edilizia privata.
[vattelo a vedè]
Mappatura della consistenza degli architetti in Europa, dal 2010 l’Italia è prima in numero di architetti. I settori in cui gli architetti lavorano maggiormente sono l’edilizia privata, direzionale, retail.
Si sta riducendo l’attenzione all’edilizia residenziale pubblica [Piano Casa 2008], comparto che ad oggi rimane molto trascurato.
Inoltre, è aumentata la fascia grigia, coloro che prima potevano permettersi l’acquisto di una casa su libero mercato oggi con gli stessi redditi risulta più difficile.
Problema -> accesso alla casa
Piano Ripresa e Resilienza
Lezione 2
Principi di economia Economia: οἶκος (casa) e νομος (nomos)
Il termine era utilizzato prevalentemente nel senso stretto di amministrazione dei beni di famiglia, e quindi la gestione delle risorse e del patrimonio familiare per garantire il benessere dei suoi componenti.
Con la nascita degli Stati Nazionali l'economia estende il proprio oggetto di studio all'amministrazione pubblica dello stato, delle organizzazioni e all'analisi del sistema economico.
Infatti, fino a qualche secolo fa si parlava di economia domestica poi quando dopo il Medioevo nascono gli stati nazionali, il termine economia si estende all’amministrazione pubblica dello stato e delle amministrazioni.
Economia come scienza
L’economia come disciplina autonoma nacque nel XVIII secolo, anche se la data esatta è opinabile.
La si potrebbe collocare nel 1754, a Napoli, con l’istituzione della cattedra di Commercio e meccanica del professor Antonio Genovesi, oppure nel 1776, con la pubblicazione dell’opera di Adam Smith The Wealth of Nations. La prima cattedra di economia si ha a Salerno quindi.
Antonio Genovesi, economista e filosofo (Salerno 1713- Napoli 1769)
Era convinto che la persona fosse l’equilibrio di due forze: quella dell’interesse per sé stesso e quella della solidarietà sociale. Interpreta l’economia sotto una visione etica
Non nega l’agire dell’uomo per l’interesse personale, ma riprende anche l’etica di Aristotele: «È legge dell’universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri». indica proprio il mercato come luogo di mutua assistenza e reciprocità. È il primo che riconosce il concetto di pubblica felicità, essa non è di quanto si dispone ma quanto si condivide.
L’idea di economia è legata ai concetti di pubblica felicità e incivilimento: «È legge dell’universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri».
Un messaggio attualissimo: la felicità esiste solo se è pubblica, poiché la ricchezza cercata contro gli altri produce malessere per tutti.
Economia civile: il mercato è visto come espressione delle leggi che regolano la società e che non possono prescindere dalla considerazione delle virtù civili e del Bene comune.
Oggi: Stefano Zamagni (ha aiutato Papa Francesco a scrivere la Laudato Si) e Luigino Bruni, fondatori della Scuola di Economia Civile (SEC) portano avanti la cattedra. Zamagni ha contribuito alla Riforma del Terzo Settore che in Italia si è avuta nel 2016, in cui viene riconosciuto come soggetto giuridico l’impresa sociale
Definizioni classiche
“Economia” come scienza delle scelte
Robbins L., Essay on the Nature and Significance of Economic Science, Macmillan, London, 1945
«L’economia è la scienza che studia il comportamento umano come una relazione fra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi»
Le condizioni dell’esistenza umana sono caratterizzate dall’insoddisfazione cioè da una molteplicità di scopi di differente importanza e da una contemporanea scarsità di mezzi e di tempo per perseguire tali scopi. Se il tempo ed i mezzi per conseguire gli scopi sono limitati e sono suscettibili di applicazioni alternative e gli scopi possono essere distinti in ordine di importanza, allora la condotta umana assume necessariamente la forma di una scelta
Il giudizio economico deve pertanto definire se un “azione umana rappresenta la scelta migliore per il raggiungimento del fine per il quale l’azione stessa si è compiuta
L’economia è lo studio della scelta in condizioni di scarsità
La scarsità è un elemento che caratterizza la maggior parte delle formulazioni economiche:
- Scarsità e scelte individuali: scelte che compie l’individuo di fronte alla scarsità di risorse e di tempo
- Scarsità di capacità di spesa
- Scarsità di tempo A causa della scarsità, è necessario effettuare delle scelte: es. scegliere di comprare o fare qualcosa è necessariamente scegliere di non comprare o di non fare qualcos'altro.
- Scarsità e scelte della società. La nostra società può avere diversi obiettivi: buone scuole, sicurezza, infrastrutture, ecc.
Tipicamente è difficile raggiungere contemporaneamente tutti gli obiettivi
- Problema: scarsità di risorse
- Scelta
Le famiglie e gli individui, le imprese e le amministrazioni pubbliche devono risolvere il problema di come allocare le risorse scarse a loro disposizione
L'economia studia il modo in cui questi problemi vengono risolti.
La scienza economica è una scienza sociale
«L’economia è…una Scienza Sociale, che studia il modo in cui all’interno della nostra società gli individui, le imprese, le autorità pubbliche e le altre organizzazioni compiono le proprie scelte e come queste scelte determinino il modo in cui le risorse disponibili vengono utilizzate»
Quindi un'attenzione particolare ai principi dell’economia sarà data a quelle che sono le risorse fondamentali: terra, lavoro, capitale e poi ovviamente qualcuno che coordini le risorse tra loro.
J. Stiglitz, premio Nobel per l’economia, 2001
Macroeconomia e microeconomia
Due sono i punti di vista dai quali possono essere osservati i fenomeni economici:
- Uno generale, ossia riguardante la collettività (es. l’Italia) - Macroeconomia
- Uno individuale che concerne i singoli soggetti economici – Microeconomia
Macroeconomia studia la domanda e l’offerta aggregata e la loro interazione
- Domanda aggregata spesa totale realizzata nell’economia da parte di consumatori (anche stranieri), stato e imprese, tutti coloro che fruiscono di un bene
- Offerta aggregata intera produzione di beni e servizi, tutti coloro che immettono sul mercato qualcosa
Equilibrio tra domanda e offerta aggregata
Una situazione ideale è che ci sia equilibrio tra domanda e offerta. Il punto di incontro tra loro è proprio il prezzo. Ma può accadere:
Se la domanda è maggiore dell’offerta ↓ sia inflazione (aumento del livello generale dei prezzi dei beni e dei servizi in un determinato periodo di tempo con diminuzione del potere d’acquisto della moneta)
L’aumento dei costi fa sì che non ci sia più l’attitudine al risparmio (un tempo gli italiani grandi risparmiatori), si guadagnava a tal punto per poter mettere da parte qualcosa per poi investirla in un secondo momento.
Se la domanda è minore dell’offerta ↓ sia recessione (fase del ciclo economico identificata da una riduzione del livello (o, più raramente, del tasso di crescita) dell’attività economica aggregata, misurata tipicamente dal PIL – Prodotto Interno Lordo -, in almeno due trimestri consecutivi
➔ ciclo economico; anche congiuntura
L’espressione ciclo economico indica il susseguirsi di fasi alterne di espansione e di contrazione dell’attività economica di un paese, quale appare da indici quantitativi globali
Dopo il crollo del 2009 il mercato immobiliare italiano si è iniziato a riprendere lentamente (2011-16) ma col covid si è avuta una battuta d’arresto. Oggi è più conveniente investire nei piccoli comuni.
Dal 1939 la grande crisi della borsa americana ha dato corso al New Deal di Roosevelt e poi a una grande ripresa economica, stessa stagione di riformismo si ha anche in Europa [anni 50 Riforma Agraria]
Dalla mappa l’Italia dovrebbe vedere un PIL in crescita di oltre il 3%
Il Prodotto Interno Lordo PIL
La grandezza fondamentale della Macroeconomia è il Prodotto Interno Lordo – PIL -. Esso è:
«il valore totale di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese in un dato periodo di tempo»
i vari termini che entrano in questa definizione:
- Valore: i beni e i servizi che entrano nel PIL sono valutati a prezzi di mercato (correnti), cioè ai prezzi a cui vengono effettivamente venduti;
- Tutti: meno quelli prodotti e venduti illegalmente e meno quelli prodotti e consumati all’interno delle famiglie finali: la farina è un bene finale se venduta come farina; un bene intermedio se venduta al panettiere per fare il pane. In questo caso il valore della farina è incorporato nel valore del pane
«il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese in un dato periodo di tempo»
prodotti: il PIL misura il valore dei beni e servizi prodotti in un anno, non le transazioni di un anno; così le auto nuove che vengono vendute e acquistate fanno parte del PIL in quanto prodotte nell’anno, mentre la compravendita di auto usate non è registrata nel PIL;
in un paese: il PIL misura ciò che è prodotto in Italia, non ciò che è prodotto da italiani. Il PIL include ciò che è prodotto da soggetti esteri in Italia ed esclude ciò che è prodotto da soggetti italiani all’estero.
Osservazioni
Al PIL ci sono dei limiti, che furono messi in evidenza già da Kennedy
Il PIL tiene conto solamente delle attività che danno luogo a transazioni in denaro, e trascura tutte quelle a titolo gratuito (prestazioni in ambito familiare, fai da te, terzo settore, ecc.).
In Italia per molto tempo il terzo settore è stato quello più florido: imprese sociali, cooperative, tutte quelle che operano non solo in modo no-profit, ma operando in reinvestimenti per ulteriori finalità.
Il PIL non misura il miglioramento della qualità della vita. L’inquinamento, ad esempio, tende ad incrementare il PIL, perché stimola attività economiche per combatterlo, pur essendo chiaramente un evento di carattere negativo che penalizza il progresso di un Paese (Patto per la Terra dei Fuochi)
Mappa della Terra dei Fuochi
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