Lezione 01 - Tipo edilizio e forma urbana
Questo edificio è di epoca rinascimentale, databile al 1514 - 1589. L’architetto che lo progetta è Antonio da Sangallo il Giovane, che era stato ingaggiato dal cardinale Alessandro Farnese per trasformare il vecchio palazzo Ferriz che precedentemente sorgeva in quell’area.
Storia e architetti coinvolti
Nel 1514 iniziano i lavori che poi si interrompono quando Farnese diventa Papa Paolo III e ha quindi commissioni più importanti a cui pensare. Per questo motivo, i lavori procedono lentamente finché il Papa non muore e quindi questi si interrompono completamente. Da questo momento si susseguono diversi architetti, tra cui il Vignola incaricato dal nipote Ruggero per l’esecuzione di altri lavori al palazzo. Nel 1874 diventa sede dell’ambasciata francese, successivamente viene acquistata dalla Francia stessa, per poi essere riacquistata dall’Italia e dare inizio nel 1936 a un affitto di 99 anni.
Caratteristiche architettoniche
La facciata è l’immagine con cui l’edificio si presenta alla città. Questa è costituita da mattoni con pietre in travertino, per una larghezza di 54 m, su tre piani e 13 finestre per ognuno di questi. Alla morte di Sangallo i lavori vengono affidati a Michelangelo Buonarroti che disegna il cornicione, aggiunge il balcone sopra il portale con lo stemma di famiglia, ristruttura l’interno del palazzo e completa il cortile con decorazioni. Tutto questo è attribuibile a lui, tranne il primo piano, chiamato anche piano nobile e molto decorato, sistemato dal Vasari. Il palazzo si affaccia sulla piazza con lo stesso nome, dominata dalla maestosa facciata.
Elementi distintivi
Le dimensioni lo rendono un blocco molto armonico, tanto che venne soprannominato il “Dado dei Farnese” e addirittura considerato una delle quattro meraviglie di Roma (Cembalo - Palazzo Borghese, Scala - Palazzo Ruspoli e Portone - Palazzo Sciarra Colonna). Ha una lunghezza di 25 palmi e 6 di altezza. L’androne di ingresso anticipa il palazzo, con tre navate coperte da volta a botte separate da sei colonne di ordine dorico su ogni lato, in granito rosso. Questo ha una spazialità molto caratteristica poiché era destinato al Papa. Presenta anche un importante scalone d’onore rettilineo che porta al piano nobile e che a metà presenta un pianerottolo con un cortile rialzato, con tre sarcofagi.
Interni e utilizzo
All’interno del palazzo è anche presente un salone adoperato come galleria su cui sono presenti diversi affreschi che raccontano le vicende della famiglia, tra cui una dedica ad Edoardo Farnese sopra una delle finestre. Inoltre, qui Giacomo Puccini ambienta il secondo atto dell’opera lirica Tosca. Sono presenti anche altre sale come: sala di Ercole con statua, sala dei Fasti, Camera del cardinale, cappella, camerino… In mezzo al palazzo è presente un grande cortile quadrato con statue di Ercole ed altre statue colossali trovate nelle Terme di Caracalla. Alessandro Farnese II chiama Giacomo della Porta per la facciata posteriore verso il Tevere, vengono aperte logge così da creare un rapporto con la città retrostante. Era anche previsto un collegamento tramite un ponte fino a Villa Chigi (detta anche la Farnesina) che però non è mai stato completato.
Lezione 01 - Tipo edilizio e forma urbana
Razionalismo e architettura moderna
Questo è un progetto di Giuseppe Terragni, il maggiore esponente del razionalismo italiano, costruito tra il 1932-1936, rappresentava il potere durante il periodo fascista. Il committente era il Podestà Attilio Terragni, fratello del progettista. Le idee provenivano da Le Corbusier, poiché entrambi volevano cambiare il modo di costruire. La facciata doveva rappresentare il potere e aveva un ruolo urbano. Lo stesso Mussolini diceva che “Il fascismo è una casa di vetro nella quale tutti debbono e possono guardare” per questo motivo era presente una grande vetrata che lasciava vedere all’interno i lavoratori mentre svolgevano le loro mansioni fino a tarda notte. Erano presenti dei serramenti in legno con all’interno del ferro e un meccanismo di saliscendi.
Caratteristiche costruttive
L’architettura razionalista usa rapporti geometrici per ottenere monumentalità e rappresentatività delle architetture pubbliche; infatti, l’edificio aveva una larghezza di circa 33 m, l’altezza di circa 16, per cui il rapporto era di 2 a 1. Davanti l’edificio sorgeva la Piazza dell’Impero, che poteva contenere un grande ammassamento della popolazione. Inoltre, l’edificio assicurava una continuità tra interno ed esterno ed aveva una relazione visiva con l’abside del Duomo, simbolo del potere religioso.
Dettagli architettonici
18 porte si aprivano simultaneamente attraverso un meccanismo. Entrando sulla destra c’è una scala principale, con gradini a sbalzo e una larghezza di 2 m. Le pareti sono in vetrocemento, l’intradosso in cristallo nero in pasta e il parapetto in profilato di ferro ebanizzato, leghe leggere, vetro ultraforte. Tutto questo per enfatizzare il movimento della scala. La sala del direttorio era usata per definire scelte molto importanti, era situata al primo piano, sul fianco sinistro della corte centrale - 11 x 16 mt circa. Sull’edificio era presente una parete di cristallo, che dava trasparenza e visibilità dell’interno. Inoltre, su tutto l’edificio erano presenti pannelli a bassorilievo decorativi e affreschi di Mario Radice. Il cortile interno era quadrato e seguiva il rapporto di continuità tra spazio esterno e interno. Infatti, intorno a questo si organizzavano le diverse sale. Erano presenti anche dei pannelli propagandistici. L’edificio era posizionato vicino ad una collina, che negli schizzi di Terragni è sempre presente. Infatti, il profilo delle montagne di Como sta a significare un rapporto con gli elementi naturali.
Elementi analoghi
- Vicende costruttive e abitative
- Facciata e immagine urbana come elemento di rapporto con la città
- Volume puro e proporzioni dimensionali
- Piazza antistante
- Soluzione di ingresso
- Posizione e ruolo della scala
- Sala principale decorata a scopo celebrativo
- Corte centrale quadrata
- Relazioni esterne col contesto retrostante
Il tipo edilizio nasce con l’Illuminismo, nel XVIII secolo clima scientifico della prima rivoluzione industriale. Il termine era presente nell’enciclopédie di Diderot e D’Alembert. Questo è un concetto da sempre esistito in architettura: dal greco tupos = modello nozione che nasce da esigenze di comparazione e di classificazione. Concetto che esprime un insieme di oggetti o individui, raggruppati in differenti classi con caratteristiche simili. Le classi si chiamano tipi, la disciplina che se ne occupa si chiama tipologia; la classificazione cerca le differenze tra gli elementi; la tipologia cerca le similitudini e i nessi strutturali tra gli elementi.
Teorizzazione del termine
Ci sono tre significati del termine tipo:
- Teorizzazione del termine - Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy nella sua enciclopedia differenzia il tipo e il modello, affermando che il tipo costituisce la regola, il modo costitutivo dell’architettura, mentre il modello è l’applicazione pratica del tipo, è la produzione di oggetti in serie.
- Termine sottinteso in altre definizioni o nei trattati – quando la parola tipo non viene menzionata, ma sostituita da altri termini con lo stesso significato. Per esempio, Vitruvio nel suo trattato mette nel suo foglio diversi templi. Allo stesso modo Palladio lo fa con le ville. Jean-Nicolas-Louis Durand nel suo trattato parla di generi, che per lui sono di due tipologie: analitica; analisi di elementi simili disposti uno dopo l’altro; generativa; si parte da un progetto e si ipotizzano possibili variazioni.
- Evidenza fornita dalle opere di architettura - l’uomo utilizza l’esperienza della risoluzione di problemi analoghi, la codificazione di nozioni acquisite nel tempo.
Tipi edilizi e architettura razionalista
Gallerie/Passage – solitamente sono dello stesso tipo edilizio, ovvero galleria coperta commerciale. Casa d’artista – case con sopra delle “scatole” come laboratorio e l’uso di una grande finestra a nord.
Era molto importante la concezione del lavoro, infatti tra il 1927 e il 1929 furono realizzati cinque (di sette) progetti a Mosca. Konstantin Stepanovič Mel’nikov è l’architetto che realizza questi edifici, tutti simili tra di loro e dello stesso tipo edilizio. Questo può essere considerato un condensatore sociale, ovvero un luogo di riunione collettiva, che deve emergere tra tutti gli altri edifici e assicurare di essere sotto gli occhi delle masse. Inoltre, l’architettura era in forma meccanizzata, con composizioni di volumi geometrici puri e forme incastrate tra di loro.
Edifici e strutture
- Destinato all’Unione dei dipendenti municipali (circa 1200 persone). Una struttura flessibile e con figura di base triangolare. Sono presenti tre sale che affacciano su un’unica platea, luogo di riunione e spazio di recitazione. Grazie a dei pannelli mobili è possibile isolare la platea dalle tre zone superiori di 190 posti, in aggetto esterno. Sono presenti anche due sale laterali da 120 posti, un atrio centrale, due scale alle gallerie, sala inferiore a ristorante, superiore per attività sportive. In sommità è presente una ruota dentata con asse principale orientato diagonalmente. All’epoca suscita grandi polemiche.
- Destinato agli operai della fabbrica di gomma-caucciù, presentava una sala per 800 persone. Aveva una forma particolare, composta da un triangolo e un semicerchio: sala semicircolare racchiusa da tre ordini di gallerie (meccanizzazione verticale), doppia scalinata, con vestibolo e biglietterie. Era presente anche un pavimento mobile che saliva modificando la capienza delle tre gallerie. Inoltre, la tenuta di Devic era luogo di passeggiate popolari, visibile da più strade come un volume nel verde.
- Destinato all’Unione degli Operai Chimici di una fabbrica di stivali in gomma. Era composta da un cilindro ellittico tra due parallelepipedi, richiama il flusso d’acqua che esce dall’autobotte, detto anche il “sigaro”. La hall è sospesa e ha sezione ellittica allungata, sono presenti ampie superfici di vetro nella volta con costoloni in cemento e acciaio. Inoltre, il pavimento è trasformabile in piscina per scuola di nuoto, la parete è a saracinesca per ottenere cinema/teatro. Il foyer (atrio) è coperto a piano terra senza bisogno di appoggi.
Negli anni ’50 si effettuano numerose modificazioni e ampliamenti, senza Mel’nikov tra cui: due rampe simmetriche, poco spazio in ingresso per l’ingombro del traliccio; aspetto psicologico della ghigliottina, no pareti scorrevoli.
Destinato al sindacato dei lavoratori della chimica. Si utilizzano forme più semplici, si abbandonano le piante stellari a favore del rettangolo. Gli spazi destinati al pubblico sono organizzati su tre livelli differenti, sono presenti divisori scorrevoli verticali, più piccoli che nello Svoboda. L’edificio presentava uno slancio in avanti della struttura, proposta alla città come un cartellone pubblicitario, infatti, c’erano molte insegne (come time square oggi). Destinato al sindacato dei lavoratori del cuoio (burevestnik = procellaria). Comprendeva 2 elementi geometrici, collegati da una scala, ovvero: un unico grande ambiente assembleare, anche piscina e la torre data dall’intersezione di 5 cilindri vetrati, suddivisibile con pannelli (“pareti vive”) in piccole sale riunione. L’effetto finale era scultoreo, soprannominata “gabbia del pappagallo”.
Le caratteristiche che accomunano tutti questi edifici sono: la forte visibilità, il sistema di scale, spazi con diverse opzioni interscambiabili e il fatto di essere un luogo definibile come condensatore sociale.
Il concetto di villino
Termine in uso dal Rinascimento come vezzeggiativo di Palazzo, erano padiglioni all’interno di parchi e luoghi di riparo durante le feste e le partite di caccia. Esiste il decreto Regio n. 1937, 16 dicembre 1920 riguardo la trasformazione delle zone a “villini” del Piano Regolatore di Roma del 1909 di Edmondo Sanjust; dove si afferma:
- Il fronte di 25 metri (estendibile a 35 con ritiri parziali)
- Altezza massima di 17 metri (= 5 piani)
- Piano terreno o rialzato + 3 piani + attico
- Superficie piano attico = 3/5 superficie
- Distanza min dai confini interni: 5,70 m
- Soluzione architettonica di tutte le fronti
Inoltre:
- Tipo edilizio nato a tavolino per un maggiore sfruttamento delle aree, aumento di volumetria nascosto dietro le norme
- Norme transitorie diventate definitive: i Piani Regolatori successivi ne perpetuano la validità
- Simbolo dell’architettura urbana borghese degli anni Cinquanta
- Non lento consolidamento nel tempo ma creazione improvvisa di un tipo: da piccole costruzioni in grandi parchi a grandi edifici in minuscole zone verdi
- Discontinuità del tessuto urbano e virus morfologico: poche decisioni burocratiche hanno influenzato la forma della città, triplicando la sua estensione
Progetti notabili
Si trova sul lungotevere Flaminio, progettata da Mario De Renzi, Giorgio Calza Bini, Pietro Sforza. In origine erano previste due palazzine signorili simmetriche a seguire la curva del Tevere, però la seconda non fu realizzata. La palazzina comprendeva 4 piani e poi un attico, la scala divideva due appartamenti speculari. Definibile come un volume compatto scavato, la facciata era trasformabile grazie a schermi e griglie mobili.
Si trova a Monteverde Nuovo (viale Jenner), progettata da Luigi Moretti. Presenta un basamento su cui è appoggiato un volume. La facciata principale è esposta a nord, quindi realizza uno schermo dove mette scale e cucina, per poi destinare a sud il soggiorno… Sono presenti anche protezioni e apertura in direzioni diverse.
Si trova nel quartiere Parioli (viale Buozzi), progettata da Luigi Moretti. Lo sviluppo della fronte è oltre la dimensione del corpo di fabbrica; infatti, è tagliato a metà in modo che la luce riesca ad entrare anche all’interno. Presenta un basamento in radica di calcare con inserti archeologici, presenta una chiostrina (piccolo cortile interno) interna verticale.
Tipologia edilizia
Quindi la tipologia edilizia è la disciplina che studia i tipi edilizi e le loro caratteristiche, attraverso la definizione architettonica e il confronto tra esempi. Gianfranco Caniggia, Strutture dello spazio antropico
Morfologia urbana
Da morfè (forma) e logos (discorso) Termine usato in diverse discipline ha il compito di descrivere e analizzare la forma, le variazioni e le qualità di relazione degli elementi che la compongono. In sintesi:
- Analizza la storia della città; confronta l’idea di città e la città realizzata, analizza il grado di persistenza della città rispetto alla sua formazione
- Studia i modi e gli elementi della forma, analizza un determinato periodo storico e la variazione dei suoi elementi, i modi e gli strumenti con i quali si è realizzata la città
- Individua le leggi di formazione e di aggregazione dei tipi urbani fondamentali, la loro struttura figurale, la loro organizzazione nello spazio
- Berna, lotto gotico medievale
- Lotti lunghi e stretti
- Lucca, arena romana
- Roma, Piazza Navona
Altri esempi
- Bath
- Berlino
- Il piano regolatore (sicurezza urbana) era stato redatto da un poliziotto. Per questo motivo nasce un tessuto urbano con spazi regolari e cortili delle stesse dimensioni.
- Barcellona
- Piano di Ildefonso Cerdà. Strade 20 mt, assi principali 60-80 mt, lato isolato 113 mt, angoli smussati con variazioni sul lotto d’angolo.
Case study: Milano
Milano Piano Beruto di espansione 1889. La città è cresciuta centricamente.
Lezione 02 - La trasformazione dell’isolato urbano
Plan Turgot del 1734 è una mappa molto accurata e dettagliata della città di Parigi in assonometria. La città è densamente abitata e questo causa di diverse sovrapposizioni; inoltre, le vie che la tagliano sono molto profonde.
Napoleone III incarica a George Eugène Haussmann dei lavori per la trasformazione di Parigi. Inoltre, quest’ultimo presta giuramento come Prefetto della Senna, in modo da avere: molta autonomia (no burocrazia), pubblicità, canali straordinari (agire con la massima efficacia). Per trasformare la città impiega 30 anni (1853-1882); inoltre le sue modifiche inizialmente vennero viste come radicali e rese la città una “città cantiere”, tanto da attribuirgli il nome di “picconatore”. Nonostante questo, dopo le modifiche di Haussmann, Parigi mantiene lo stesso aspetto ancora oggi.
Il coordinamento generale della rete stradale preesistente comprendeva: due assi longitudinali est-ovest e un asse trasversale nord-sud. Il piano comprendeva gran...
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Caratteri tipologici degli edifici
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Appunti caratteri tipologici dell'architettura
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