Sessione 7: Revisione e approfondimenti
Comunque io contavo di spiegare due volte la sessione 7 che abbiamo fatto la volta scorsa ma secondo me merita di essere ripresa perché è il punto fondamentale. La cosa che abbiamo visto la settimana scorsa è articolata in tre parti fondamentali:
- La descrizione delle relazioni principali stato patrimoniale e conto economico e flussi di cassa
- L'approfondimento delle relazioni tra stato patrimoniale e flussi di cassa
- Le altre relazioni tra conto economico e flussi di cassa
La prima parte era piuttosto banale perché questa parte oramai l'abbiamo vista in lungo e in largo n volte: la relazione che lega la variazione della PFN alla variazione del patrimonio netto e la variazione del capitale investito. Su questo mi fermo solo se avete domande, altrimenti su questo vado avanti.
Approfondimento delle relazioni
La parte che credo sia più importante è quella che comincia con l'approfondimento delle relazioni tra il conto economico e i flussi di cassa. Nella parte che è sviluppata nella prima sezione di questi lucidi, la variazione della PFN è ricondotta alla variazione del patrimonio netto e alla variazione del capitale investito come abbiamo visto prima. Qui invece visitiamo una lettura diversa, dove, anziché basarci su queste tre variabili: patrimonio netto, capitale investito e tesoreria, guardiamo la variazione di capitale circolante netto e la variazione del capitale circolante netto di gestione tipica sempre mantenendo la tripartizione gestione corrente operativa, investimenti e disinvestimenti e operazioni finanziarie.
E lo facciamo partendo da questo approccio:
Approccio secondo il quale le relazioni tra conto economico e flusso di cassa si possono mettere a fuoco anche a partire da queste quattro variabili: Il patrimonio netto, il capitale circolante netto (quello inteso in senso ampio) descritto col carattere blu, che comprende il capitale circolante netto della gestione tipica (quello descritto con carattere verde) e saldo di tesoreria (descritto in rosso).
Capitale circolante netto di gestione tipica
Il capitale circolante netto di gestione tipica è inteso come somma algebrica dei crediti verso i clienti, delle rimanenze, delle altre attività correnti correlate alla gestione tipica (per esempio i crediti tributari o gli acconti dati ai fornitori), i debiti verso i fornitori, le altre passività correnti correlate alla gestione tipica (come i debiti nei confronti del personale o gli acconti ricevuti dai clienti). E poi prendiamo il saldo di tesoreria che è una specie di rappresentazione della cassa, della liquidità (l'unica cosa è che include le banche conti correnti passivi ma si potrebbero anche escludere – io le ho incluse perché spesso ci sono dei conti attivi che poi diventano passivi). Come dice la sostanzialmente noi dobbiamo passare dal punto uno al punto quattro. Perché?
Descrizione a destra, il conto economico incide direttamente sul patrimonio netto (io conto sul fatto che voi tutti ricordate che il risultato economico è la variazione del patrimonio netto per effetto della gestione rilevata con la tecnica di esercizio - quindi prescindendo dagli other comprehensive income e dalle operazioni di rivalutazione).
Passaggio tra variabili
Il passaggio dalla variabile uno alla variabile due (che aggrega la variabile capitale circolante netto di gestione tipica – verde - e il saldo di tesoreria rosso e che qui è rappresentata come capitale circolante netto tout court in blu) è un passaggio relativamente semplice che avviene, come abbiamo visto la volta scorsa, ritrascrivendo integralmente il conto economico prescindendo da quegli addendi, da quegli elementi del conto economico che non incidono sul capitale circolante netto. Sostanzialmente trascrivendo il conto economico, senza ammortamenti e senza accantonamenti al TFR.
Una volta che noi siamo passati dall'uno alla due - è poi facile passare dalla due alla quattro sottraendo la tre. Più esattamente se noi troviamo la variazione del capitale circolante netto blu (siccome nel blu c'è il verde e c'è il rosso) - se noi sottraiamo dalla variazione del blu la variazione del verde, otteniamo la variazione del rosso.
Con parole riferite ai dati di gestione e non ai colori: se dalla variazione del capitale circolante netto, inteso in senso ampio (che mette insieme crediti, rimanenze, fornitori e via dicendo e liquidità) sottraiamo la sola parte specificamente collegata alla gestione tipica (quindi la variazione di crediti, rimanenze, fornitori e via dicendo) abbiamo per differenza la variazione di liquidità.
Ricavi e variazioni economiche
Il problema è quello che dice il punto tre e che quando io scrivo il conto economico o studio del conto economico e vedo la voce, per esempio, ricavi - io so che i ricavi avranno fatto variare quella macro-voce blu, cioè quella voce che mette insieme il capitale circolante netto di gestione tipica verde e il saldo di tesoreria rosso. Però io quando emetto una fattura so che quella fattura farà variare i crediti o la cassa, ma l'emissione della fattura non so se varieranno i crediti o la cassa o magari per parte i crediti per parte la cassa - so soltanto che l'aggregato crediti più cassa varierà per un valore pari a quello dei ricavi di vendita.
Quando io nelle scritture contabili del primo e del secondo anno registro crediti a ricavi vuol dire che ho avuto una variazione di patrimonio netto determinata dalla gestione rilevata con la tecnica d'esercizio intitolata dalla voce ricavi e come contropartita dei ricavi ho avuto una variazione dei crediti. Siete d'accordo? Quando poi ho la scrittura contabile conto corrente a crediti, in quel momento la variazione dei crediti che era stata una variazione in aumento incontra una variazione in diminuzione e quindi aumenta la liquidità.
Conclusioni sulla gestione contabile
Però io potrei scoprire tutto questo se avessi la possibilità di tracciare una per una le singole scritture contabili, cosa che è impensabile. Ragionando in termini sintetici quello che io posso fare è dal conto economico arrivare alla variazione dell'aggregato azzurro e poi dall'aggregato dell'aggregato zero all'aggregato blu, sottraendo la variazione dell'aggregato verde per arrivare all'aggregato rosso.
Vedete questo lucido 15: Forse è il lucido più importante di tutti per capire il rendiconto finanziario. Ma capire questo lucido presuppone che non vi siano incertezze sostanziali sul modo in cui funzionano la logica delle rilevazioni contabili e la logica della determinazione del reddito. Io so che la contabilità per voi è una reminiscenza di qualche anno fa, però voi siete studenti della laurea specialistica che hanno inserito nel proprio programma di studi l'analisi di bilancio - approfondire l'analisi di bilancio senza conoscere il bilancio, la contabilità è una cosa difficile.
Facciamoci un piccolo ripasso di questa logica delle rilevazioni contabili perché secondo me è un investimento che ha senso per i passi che dobbiamo fare successivamente. Allora vi prego di concentrarvi sullo schema a destra. Vedete che nello schema grafico vi sono diversi perimetri contenuti uno nell'altro. Riuscite a vedere il perimetro nero. In quel perimetro nero vi sono elementi attivi e elementi passivi d'accordo. La differenza tra attivo e passivo è che cosa? Il patrimonio netto. Il patrimonio netto sappiamo che è un saldo contabile, solo una differenza giusto.
Variazioni patrimoniali
E allora adesso per favore, fissiamo questo passaggio. Tutti i componenti positivi e negativi di reddito fanno variare il patrimonio netto e hanno come contropartita del patrimonio netto quella variazione di patrimonio netto una variazione che è sparpagliata, potenzialmente sparpagliata all'interno di quelle cinque voci che sono nel perimetro grande. Può variare il patrimonio e può variare la cassa come contropartita della variazione del patrimonio netto - può variare il patrimonio netto e possono variare i crediti verso i clienti. Può variare il patrimonio netto e possono variare le rimanenze. Può variare il patrimonio netto e possono variare i fornitori. Può variare il patrimonio netto e possono variare le altre attività e le altre passività correlate alla gestione tipica. Può variare il patrimonio netto e possono variare le immobilizzazioni. Può variare il patrimonio netto e possono variare i debiti a medio lungo termine (nella fattispecie il TFR).
Ma più che quello che può variare qui la logica è fondamentale fissare l'idea che quanto varia il patrimonio netto quello non varia da solo. Anzi, per la verità la variazione del patrimonio netto è una cosa sulla quale noi mettiamo l'accento, ma che di per sé non esiste (esiste solo la variazione dei crediti o la variazione della cassa o la variazione delle immobilizzazioni).
Vi ricordate quando vi dicevo che il patrimonio netto non esiste? Non esiste come entità autonoma. Fateci caso guardate tutto quello che è contenuto all'interno di quel perimetro grande (freccia) esistono. Il patrimonio netto è soltanto la differenza tra i valori attivi e passivi all'interno di quel perimetro giusto - quindi non ha una esistenza autonoma. Noi diciamo che il patrimonio netto varia soltanto perché varia a qualcosa che un solo addendo. Allora questi ragazzi è il punto fondamentale. È la base della logica delle rilevazioni contabili, è la base della logica del reddito, è la base della logica anche di come sia costruito lo stato patrimoniale e come lo stato patrimoniale sia ancorato alle variazioni economiche.
Esiste il patrimonio netto come definizione astratta, differenza tra attivo e passivo. E quando il patrimonio netto varia, questo succede perché qualcuno dei suoi addendi concreti è variato. Una logica simile a quella del perimetro nero interessa il perimetro blu. Il perimetro blu ha in comune con il patrimonio netto che identifica un insieme di elementi attivi e passivi che nel loro insieme io in questi lucidi ho denominato capitale circolante netto in senso ampio (scrivendolo in blu) e che contiene il saldo di tesoreria rosso, ovvero le poste di tesoreria rosse e le poste specifiche della gestione tipica (quelle verdi). Anche il capitale circolante netto blu, così come lo ha rappresentato io non esiste come unità autonoma - esistono gli addendi. Se io poi faccio la somma degli addendi attivi, sottraggo la somma degli addendi passivi per differenza ho un numero, un numero astratto - che non gode di vita autonoma, che vive soltanto come sintesi di una serie di altri elementi (quali invece hanno concretezza e vita autonoma).
È chiaro la differenza tra un'unità concreta e un'unità astratta. Se voi fate il calcolo della vostra liquidità complessiva, non mettiamo che siano 100€ nel portafoglio e 300€ nel conto corrente bancario. 400€? No, quei 400€ non corrispondono a nulla se non alla differenza tra due cose concrete. Ma i 400€ sono un numero astratto. È vero soltanto il valore dei 100€ nel portafoglio e i 300€ nel conto corrente. Quelle sono le due cose concrete ma 400 come somma dell'uno e dell'altro è un numero astratto. E la stessa astrazione subentra se io prendo dei numeri attivi e sottraggo dei numeri passivi, alla fine, è sempre il risultato di una somma algebrica, ma le uniche cose concrete sono gli addendi. La somma non è concreta.
Costruzione del rendiconto finanziario
Il primo dei due passaggi che ci porta a costruire il rendiconto finanziario è quello che ci porta a passare dalla variazione del patrimonio netto (il perimetro nero), alla variazione del capitale circolante netto in senso ampio (scritto in blu). Che senso ha questo passaggio? Questo passaggio viene fatto per due ragioni. Prima ragione il fatto che per tradizione lo studio del rendiconto finanziario è sempre stato proposto come raccordo tra il risultato del conto economico e il rendiconto finanziario. Infatti, la maggior parte dei rendiconti finanziari cominciano proprio col risultato netto giusto. Il risultato netto è la variazione del perimetro nero (più esattamente la variazione del perimetro nero registrata per effetto della gestione con la tecnica di esercizio).
Io voglio passare dalla variazione del perimetro nero alla variazione del perimetro rosso cioè della variazione del patrimonio netto alla variazione del saldo di tesoreria. Ma per passare dalla variazione del perimetro nero alla variazione del perimetro rosso (saldo di tesoreria) faccio tappa in un'altra variazione astratta, che è quella del capitale circolante netto in senso ampio (quello che include il capitale circolante netto di gestione tipica (quello verde) e il saldo di tesoreria blu), (quello rosso).
Il prospetto a due colonne. Vedete: È quello che invita al passaggio dalla determinazione della variazione che ha avuto nel patrimonio netto (il perimetro ampio) alla prima matrioska interna, ovvero alla variazione del perimetro blu che contiene il perimetro verde e il perimetro rosso. Cioè passo dalla variazione del patrimonio netto alla variazione dei soli elementi 3 e 4 (appunto il perimetro blu). Che poi sono sommati nel cosiddetto elemento due (3 + 4). Siete d'accordo? Se io il patrimonio netto è la variazione di tre, quattro, cinque e sei. Ricostruiscono invece della variazione di tre, quattro, cinque, sei solo la variazione di tre e quattro sto ricostruendo la variazione del patrimonio netto con l'eccezione di quelle variazioni del patrimonio netto che non fanno variare tre e quattro ma fanno variare cinque e sei, quindi non fanno variare il capitale circolante netto ma fanno variare immobilizzazioni e il TFR. E questo è il senso di questa grafica:
Vedete che presenta le relazioni tra conto economico (variazione di patrimonio netto per effetto della gestione rilevata con la tecnica di esercizio) e variazione di capitale circolante netto. La variazione del patrimonio netto è nella prima colonna (nera) e la variazione di capitale circolante netto è la seconda colonna (blu). Io altro non faccio che riscrivere tutti i componenti del conto economico, diligentemente, ordinatamente, uno dopo l'altro e trascriverli nella colonna blu con lo stesso numero, a condizione che quelle variazioni siano variazioni del perimetro nero che sono anche variazioni del perimetro blu. Riesco a portarle tutte nella colonna blu tranne due (la variazione delle immobilizzazioni generata dagli ammortamenti perché le mobilitazioni non fanno parte del CCN - e la variazione del TFR generata dall’accantonamento al TFR perché il TFR non fa parte del CCN). Tutto qui.
Rendiconto finanziario secondo l'OIC
Il rendiconto finanziario secondo l'OIC, purtroppo si arrampica su una serie di pertiche, fa una serie di esercizi, alcuni dei quali, secondo me, totalmente gratuiti che rendono molto più macchinoso questo passaggio. Però alla fine della giornata il primo step fondamentale del rendiconto finanziario è quello del passaggio dalla variazione di patrimonio netto alla variazione del capitale circolante netto e questo viene fatto ripercorrendo il conto economico, senza ammortamenti e senza accantonamenti al TFR.
Questo ritrascrivere il conto economico senza ammortamenti e senza accantonamenti al TFR - una tradizione non particolarmente felice lo associa alla cosiddetta somma utile più ammortamenti. Che la somma che manda in tilt tutti- uno dice perché devo sommare gli ammortamenti che stai facendo tu? In realtà non è che stai sommando gli ammortamenti ma stai riscrivendo il conto economico senza ammortamenti. Perché riscrivi il conto economico senza ammortamenti? Perché gli ammortamenti sono una variazione di patrimonio netto che non fa variare il capitale circolante netto - è questo il senso di questo lucido qui sopra esposto.
Quello che ci fa vedere come il punto d'arrivo 2730, si possa ottenere scrivendo il conto economico senza ammortamenti - oppure più semplicemente partendo dal risultato economico e aggiungendo gli ammortamenti. Non è che sia la scienza dei missili. (Il problema che a me ha dato più dispiaceri nella storia del mio insegnamento di analisi di bilancio è quando io vedo la ricostruzione del conto finanziario utile più ammortamenti, uguale flusso di capitale circolante netto, meno crediti, meno rimanenze, meno fornitori uguale flusso di cassa. E allora uno si dispiace. Voi magari sorridete, però non avete idea di quante volte io ho trovato questa cosa. Sembra che il problema dello studente sia ricordarsi i crediti rimanenze. Paradossalmente uno che ti dice meno variazioni dei crediti, meno variazione delle rimanenze si dimentica la variazione dei fornitori è molto meno grave di uno che ti dice meno crediti, meno rimanenze).
Importanza della distinzione tra stock e flussi
La mamma di tutto e la distinzione tra stock e flussi. Se vi fidate di noi e credete in questo, secondo voi evitate dei dispiaceri all'esame che secondo me vi è d'aiuto anche per i passi successivi nella vostra carriera professionale, perché è veramente la cosa più importante.
La capacità di distinguere i dati patrimoniali di fine periodo e i dati di conto economico e di rendiconto finanziario sono flussi di periodo. Va bene, ragazzi. Scusate il passaggio dalla variazione di patrimonio netto alla versione capitale circolante netto sono riuscito a spiegarlo in modo accettabile e lo posso considerare come per così dire passato e posso andare avanti? Allora se io passo dal perimetro nero al perimetro blu - poi passare al perimetro rosso è relativamente facile. Passo dal perimetro blu al perimetro rosso sottraendo la variazione dei fornitori.
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