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ECONOMIA DELL’ETÀ DIGITALE – Matteo Renghini

PARTE 1 = STORIA DELLA MONETA, MERCATI FINANZIARI PT.1-2

STORIA DELLA MONETA

Il baratto

È lo scambio diretto di beni e servizi, usato fino a poco tempo, fa è il modo più antico di scambiare le cose (o servizi)

che abbiamo con cose (o servizi) che vogliamo. Lo scambio è quasi sempre spot (io ti do la mia borraccia e tu il

portafoglio) ovvero avviene nel momento in cui si decide, ma è possibile anche lo scambio a termine in cui si decide

di scambiarci dei beni domani o il prossimo inverno a tassi di conversione, per esempio, tra grano e latte pattuiti.

Ha funzionato bene nell’antichità, ma con lo sviluppo dei commerci si è cercata una alternativa. Successivamente va

in crisi perché aveva diversi problemi:

o Occorreva la doppia coincidenza dei bisogni (io voglio quello che tu hai e tu quello che ho io);

o Occorreva calcolare un tasso di scambio tra beni e servizi per ogni possibile coppia. Supponiamo di avere N

beni, occorreva calcolare lo scambio tra il primo bene e gli altri N-1 (N il totale io ne ho 1 ecco perché N-1), il

secondo N-2, ecc fino al penultimo ( − 1)

( (

− 1) + − 2) + ⋯ + 1 = 2

Un altro modo per arrivare a questo risultato bisogna pensare a tutte le coppie che si possono formare con N beni.

Scelto uno degli N beni lo si accoppia con gli altri N-1.

Le combinazioni sono N(N-1) e poiché scambiare uova con patate occorre dividere per due il risultato ottenendo

ancora, quindi un problema polinomiale di ordine 2: 2

( − 1)

= −

2 2 2

Oggigiorno il baratto è ancora presente nel commercio internazionale nei contratti che prevedono una parziale

contropartita in beni o servizi. È chiamato commercio in compensazione (countertrade) e ha luogo con paesi in cui la

moneta è facilmente convertibile. Il baratto si usa ancora nelle comunità chiuse dove non può circolare moneta,

come i campi di prigionia. Il commercio elettronico via Internet, abbattendo i costi di ricerca per la facilità di

collegamenti e l’accesso all’informazione condivisa, ha permesso la nascita di reti di baratto online tra consumatori o

imprese.

Il baratto è ancora operante nel mondo, ma la maggior parte degli scambi vengono fatti con la moneta.

La moneta

L’origine era legata alla dea greca Giunone, perché generava fiducia. Infatti, una moneta funziona quando c’è fiducia,

se l’economia non ce l'ha questa non è più evidenziata come mezzo di scambio. La caratteristica principale è la

fiducia, sennò non ha valore di scambio (es. se vendiamo su vinted e uno ci paga con qualche soldo del Sud America

noi non accettiamo perché non ha valore) ecco perché molti Stati, soprattutto quelli più piccoli come Porto Rico,

hanno il dollaro perché la loro moneta non ha valore, questo viene soprattutto per motivi geopolitici.

La moneta merce

Quando un bene è accettato da tutti è utilizzato come bene di scambio, questo ha un'influenza per quanto riguarda la

combinazione degli scambi: 1

1) Il problema degli scambi diventa da polinomiale di ordine 2 a lineare. Avendo la moneta merce si possono

ottenere tutti i beni con N-1 scambi;

2) Nell’economia nasce un numerario, cioè un unita di misura che permette di misurare tutti i prezzi di tutti i

beni (prezzario);

3) Se la moneta merce non deperisce si può accumulare ricchezza e spenderla in futuro (1€ oggi, domani non

vale 1€ in senso lato la moneta non perde valore posso accumulare moneta = accumulare ricchezza).

Nascono i viaggi nel tempo della moneta (anche se esiste il baratto differito).

Quali sono le funzioni della moneta?

La prima funzione è legata al mezzo di pagamento: permetteva il confronto tra valori, unità di conto o di misura,

inoltre, era una riserva di valore (spesa in futuro).

Affinché la moneta potesse esplicitare pienamente le 3 funzioni occorreva che avesse alcune proprietà quali ad

esempio la perfetta divisibilità- può essere frazionata in più parti e la non deperibilità – bene durevole che non si

deteriora (qualità oggi possedute dalla moneta elettronica e digitale).

Le prime monete metalliche

Dopo un lungo periodo in cui ci si scambiava metalli preziosi (o meno), in Lidia compaiono le prime monete fatte di

elettro, una lega naturale di oro e argento. Però nasce il problema della carenza dei metalli preziosi, i sovrani

tendevano a risolverlo con il signoraggio che serviva anche a risolvere problemi relativi alle casse dello Stato.

Visto che le monete venivano contate e non pesate i sovrani impoverivano il contenuto dei metalli preziosi

producendo più monete. Aiutavano l’economia? Si, quando vi era carenza di metalli preziosi. Un grosso limite della

moneta metallica è la difficoltà a produrre la giusta quantità di moneta.

La quantità ottimale di moneta è la quantità che serve agli scambi finanziari e reali. Dal processo di creazione di

monete sovrani ci guadagnavano, es. si impoveriva le leghe metalliche utilizzate, oppure si faceva pagare una tassa

sul metallo prezioso trasformato in monete dalle zecche (es. un privato portava alla zecca 1 kg d’oro che veniva

trasformato in 1000 monete d’oro. Lo Stato si teneva 40 monete come tasse e dava indietro 960 monete).

Il signoraggio

È la quantità di moneta in più generata dal sovrano in rapporto ai prezzi. In altri termini, quando lo Stato ha ottenuto

in termini reali. In formule, il signoraggio, S, è pari a

=

- ΔM = variazione della quantità di moneta (oggi diremmo base monetaria, perché la moneta è generata

anche dal sistema dei prestiti);

- P= livello dei prezzi.

Quindi nell’immediato il sovrano ha aumentato la ricchezza (mettendola nelle sue mani). In futuro bisogna vedere

cosa succede a P, all’inflazione che questo genera. S aumenta la domanda di beni e servizi creando pressioni sui

prezzi.

RER per comparare i prezzi tra due paesi

Come confrontare il potere d’acquisto tra due paesi? Ad esempio paese A e B?

Occorre calcolare il tasso di cambio reale (real exchange rate) che si calcola facendo il rapporto tra indice di prezzo in

A e in B

=

Si noti che al denominatore compare il tasso di cambio 2

2

.

Specifica quante unità ottengo nel paese B con unità del paese 120∗1.1

(

= 120, = 105 = 1.1 1,10€) = =

Es. A = dollaro e B= euro, 105

1,2571

Non si possono confrontare beni diversi, non si prende in considerazione un singolo bene ma un paniere di beni

(insieme di prodotti). Il tasso di cambio nominale (E) è sempre diverso perché viene definito dai mercati finanziari,

perché il tasso di cambio è definito dal mercato di scambio. A meno che non sia fissato, viene scambiato e influenzato

quotidianamente. Nel momento in cui io ho 1€ e voglio comprare qualcosa dal mercato americano mi danno indietro

1,25$.

Nel caso americano loro pagheranno di più nel mercato europeo.

Domande per esame

1. Con 10 beni quanti scambi sono possibili con il baratto?

10(10 − 1) = 45

2

Avverranno 45 scambi, l’unico problema è che ogni bene deve essere accoppiato con un altro.

2. Quali sono le funzioni della moneta?

3. La definizione di signoraggio.

4. Come si misura il potere d’acquisto di due paesi e spiegare il significato economico.

Relazione tra cambio nominare e reale

Ora vediamo la relazione tra tasso di cambio e inflazione. La ppp (purchase parity power) viene definita come:

=

Cioè oscilla attorno ad un valore costante. Calcolando i tassi di crescita (X=x/x), g = tasso di variazione, si ha che

= + − = 0

Scritto altrimenti (2) = −

Il tasso di cambio nominale in periodi medio-lunghi è approssimativamente la differenza di inflazione in B meno

quella in A.

Il RER nel lungo periodo è costante (mi resta 1 1 1 1 1 nei periodi futuri la variazione è 0) quindi la variazione di gRER

avrò 0. Io so già che questa identità è Vera quindi (posso applicare la formula 2).

Il credito

Il concetto di attività creditizia trova la sua disciplina nel Testo Unico Bancario (TUB), il quale stabilisce una riserva di

legge precisando che tale esercizio è prerogativa esclusiva delle banche e degli istituti finanziari autorizzati.

Storicamente, il credito affonda le sue radici in epoche remotissime, ma è con l'avvento della moneta che il sistema

economico compie un salto qualitativo rispetto al baratto, introducendo la possibilità di accumulare ricchezza nel

tempo. Un elemento centrale di questo sistema è il tasso di interesse, la cui percezione sociale e legale è mutata

drasticamente nel tempo; se oggi è una componente ordinaria dell'economia, nel Medioevo era spesso proibito

poiché considerato moralmente illecito trarre profitto direttamente dal denaro, visto come un "generare denaro dal

denaro".

A partire dal XII secolo, l'Europa ha visto la nascita delle prime strutture bancarie che, pur non essendo ancora del

tutto autonome, introdussero strumenti innovativi come le "note di banco". È in questo contesto che si comprende

come il credito possa effettivamente generare moneta. Sebbene lo Stato emetta banconote prive di un valore

intrinseco — storicamente convertibili in metalli preziosi — la massa monetaria complessiva circolante nel sistema è

di gran lunga superiore alla base monetaria fisica. Questo fenomeno è reso possibile dal meccanismo del

moltiplicatore dei depositi, attraverso il quale l'attività creditizia amplifica la disponibilità di risorse nel sistema

economico. 3

L'attività di credito possiede una natura duale: è un potente volano per la creazione di ricchezza, ma possiede anche

la capacità intrinseca di distruggerla, come dimostrato dalla crisi del 2008. Se da un lato il credito finanzia

l'innovazione e la crescita, dall'altro l'eccessivo indebitamento o il finanziamento di progetti fallimentari possono

rendere il sistema insostenibile. Già nel tardo Medioevo e nell'età moderna, l'eccedenza di credito favorì la nascita

di bolle speculative, tra cui la celebre crisi dei tulipani in Olanda; quando l'attività creditizia si espande oltre misura,

si crea una sfasatura fatale poiché le banche, avendo immobilizzato le risorse in investimenti a lungo termine, non

possono rientrare istantaneamente dei capitali nel momento in cui i risparmiatori ne richiedono la restituzione.

In questo scenario, emerge la funzione cruciale della banca come gestore delle scadenze. L'istituto di credito opera,

infatti, una trasformazione dei rischi e dei tempi, coordinando costantemente il lato del passivo, costituito da

depositi spesso esigibili a vista, con il lato dell'attivo, composto da finanziamenti e prestiti che hanno invece

scadenze differite nel tempo. 4

I MERCATI FINANZIARI

Tecnicamente sono i luoghi digitali dove si scambiano i titoli, ovvero, delle promesse digitali di moneta nel presente e

nel futuro. Andando più nello specifico, si scambiano azioni, obbligazioni, valute, commodities e derivati. I loro prezzi

sono sempre mossi, via arbitraggi (serve a livellare i prezzi, es. sogliola ad Ancona e Sbt), da aspettative sul futuro. Il

passato non conta.

I mercati finanziari sono detti a pronti (o spot) quando l’attività finanziaria è scambiata con pronta consegna, a

termine (o futures) quando la consegna è differita a un determinato momento futuro. Sono dei contratti

standardizzati, quindi, regolamentati ma esistono anche mercati non regolamentati detti over the counter (OTC)

In maniera tecnica, i mercati finanziari sono l’insieme alle istituzioni finanziarie, in particolare gli intermediari,

costituiscono il sistema finanziario, che favorisce l’incontro tra la domanda e l’offerta di fondi accrescendo l’efficienza

economica e favorendo il migliore utilizzo delle risorse della società.

Le funzioni dei mercati finanziari

o Permettono di attuare e diversificare le decisioni di risparmio degli individui;

o Permettono di finanziare i progetti e gli investimenti delle imprese;

o Proteggono dal rischio.

Quando si crea un nuovo titolo si incentiva una “veloce” attività speculativa che attraverso l’arbitraggio porta i prezzi

al loro valore di equilibrio.

Operatori dei mercati finanziari

Il punto di partenza è costituito dagli squilibri che si generano nel settore reale dell’economia. Tali squilibri emergono

quando il livello di utilizzo delle risorse reali non foincide con il reddito disponibile degli operatori. In presenza di

questi squilibri:

- Alcuni operatori risultano in surplus, diventando fonti originarie di finanziamento;

- Altri operatori risultano in deficit, manifestando un fabbisogno finanziario.

Gli squilibri reali generano quindi flussi finanziari che consentono il riequilibrio del sistema.

I vincoli

- Il primo ordine di vincoli riguarda i vincoli di bilancio dei singoli operatori, che impongono la coerenza

interna tra utilizzi e fonti delle risorse finanziarie;

- Il secondo ordine …

Le scelte dei soggetti economici

Per comprendere il funzionamento del sistema finanziario è necessario analizzare:

- Quali variabili guidano le decisioni dei datori di risorse;

- Quali variabili influenzano le scelte dei prenditori di risorse;

- Quale ruolo svolgono gli intermediari finanziari nel coordinare tali scelte.

A tal fine è utile introdurre il concetto di funzione obiettivo – per descrivere le scelte del prenditore di risorse.

L’investitore come soggetto razionale

L’investitore è considerato un soggetto razionale che prende decisioni sulla base della propria funzione-obiettivo, per

max la propria utilità. Le sue scelte di investimento sono guidate principalmente da:

• Rendimento: è la ricompensa per aver tolto delle risorse oggi per riaverle domani, questo toglierle oggi deve

essere ripagato, ecco perché guida;

• Rischio;

• Liquidità: disponibilità a scambiare un titolo di mercato finanziario. Non è intesa come solo le risorse in

portafoglio, ma come la capacità o facilità di realizzare uno scambio. 5

Ci sono anche altri fattori sociali, ambientali che influenzano l’acquisto (quando si compra un’azione si compra il

titolo, che ha potere patrimoniale e sociale – es. partecipare alle assemblee e avere un potere di voto, incide sul

futuro della società).

Rendimento

Il rendimento, tuttavia, non può essere valutato isolatamente. Una regola fondamentale dell’investimento è che:

• L’investitore non deve basare le proprie scelte solo sulla percentuale di rendimento, ma deve valutare il

rischio associato all’investimento;

• Il rischio rappresenta quindi una variabile centrale nella funzione obiettivo dell’investitore.

Rischio

Il rischio può essere di diverse forme:

- Rischio di controparte: legato all'insolvenza del debitore (es. mutuo o finanziamento);

- Rischio di interesse: connesso alla variabilità dei tassi (prestito/mutuo con tasso variabile);

- Rischio di cambio: per investimenti in valuta estera;

- Rischio di inflazione: che riduce il potere d’acquisto dei rendimenti (influisce il valore reale del credito, il

valore nominale non cambia – perché è la quantità- oggi quel denaro vale meno in termini reali quindi si

restituirà meno, avvantaggia il debitore e svantaggia il creditore);

- Rischio di liquidità: ossia la difficoltà a smobilizzare l’investimento.

Liquidità

Un ulteriore variabile rilevante è la liquidità, dipende da:

• La scadenza dell’investimento: quando questo titolo scadrà e stabilisce la durata (BTP possono essere 5,10,

30 anni – ci sono i casi infiniti ma non vengono considerati);

• La possibilità di rimborso anticipato: la capacità di rivedere prima della scadenza l’ammontare prestato;

• La possibilità di liquidare l’attività prima della scadenza: non è così certo che si possa vendere quel bene

prima di una determinata scadenza, questo è vero con dei prodotti finanziari, noi non possiamo liquidare per

formazione del contratto;

• Il costo di smobilizzo dell’investimento: nel momento in cui si opera in borsa non stiamo operando noi stessi,

ma si manderà un ordine attraverso l’app, la banca riceve l’ordine va sl mercato e per fare questo chiede una

commissione, più è alta più io ho un incentivo a non smobilizzare quel titolo o lo farò in quantità minore.

Un investimento più liquido consente una maggiore flessibilità decisionale.

Insider trading —> usare informazioni private per speculare all’interno della borsa (illegale).

L’EBA —> favorisce il credito per chi rispetta i criteri ella sostenibilità.

Il grado di liquidità dipende da:

- Dal tempo necessario per effettuare lo scambio;

- Dai costi associati allo scambio.

Tali fattori sono influenzati dall’organizzazione dei mercati e dalla rapidità di diffusione delle informazioni.

È possibile distinguere tra:

o Liquidità primaria: costituita dai mezzi di pagamento direttamente utilizzabili negli scambi (denaro in tasca);

o Liquidità secondaria: composta da attività finanziarie di alta liquidità ma non immediatamente spendibili.

Questa distinzione è alla base della costruzione degli aggregati monetari (quantità di moneta). 6

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliaciteroni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell’età digitale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Rossi Marco.
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