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Inquadramento generale

Lunedì 19 settembre 2022 09:12

Che cos'è la macroeconomia

  • Si occupa di analizzare struttura, andamento nel tempo e comportamento dell'intera economia di un paese.
  • Ci occupiamo di fenomeni complessivi e di ampia scala: espansioni economiche, recessioni, crisi economiche e finanziarie.
  • L'analisi macroeconomica è di carattere quantitativo: partiamo da analisi dati per studiare economia nel suo complesso e per confermare o smentire ipotesi.
  • Creiamo inoltre modelli teorici e quantitativi per spiegare tendenze e fenomeni: c'è necessità di descrivere come funziona il sistema economico o di un singolo settore, anche in relazione a dipendenze di essi con altri sistemi economici di altri paesi e società.
  • Ci occupiamo dei ruoli del governo e della banca centrale, principali soggetti che influenzano l'andamento dell'economia per crescita nel lungo periodo, distribuzione reddito, inflazione.

Interrogativi

  • Origini delle fluttuazioni economiche (espansioni e recessioni): non ci interessa solo quanto durerà ma anche le problematiche relative a crescita di lungo periodo.
  • Variazioni di variabili monetarie, come prezzi, nel corso del tempo (se positive inflazione, se negative deflazione).
  • Variazioni del tasso di crescita della produttività e della disuguaglianza (affrontate anche in un'ottica internazionale).
  • Fenomeni patologici del sistema economico: crisi economiche, inflazioni, aumento del debito pubblico (che in realtà sono elementi principali dell'andamento economico).

Le variabili più ricorrenti

  • Crescita della produzione: perché già nel medio termine assistiamo a una crescita o perché in alcuni casi il prodotto aggregato non cresce.
  • Disoccupazione: proporzione di lavoratori non occupati e in cerca di occupazione, di cui cerchiamo le origini.
  • Inflazione: crescita del prezzo medio dei beni dell'economia.
  • Debito pubblico: l'Italia è uno dei paesi più indebitati al mondo.
  • Variabili di carattere finanziario: parte reale e finanziaria dell'economia sono interdipendenti tra loro.

Esempi di fenomeni macroeconomici

  1. Colori rappresentano tassi di crescita del PIL (o GDP) reale per il 2022 previsto da economisti del fondo monetario internazionale
    • Buona parte dei paesi ha economie la cui produzione aggregata sta crescendo (per tassi da 0% a >6%)
      • Europa centrale e Italia hanno verde chiaro: tasso di crescita da 0% e 3%.
      • Spagna, Portogallo e UK crescerebbero maggiormente, così come USA, Canada ecc.
    • Macroeconomia vuole capire perché esistono queste differenze di crescita tra i paesi.
    • Real GDP grown: real perché ci concentriamo su una definizione reale del GDP, non nominale.

Effetti macroeconomici della pandemia

  • Soprattutto in Asia vi sono ancora importanti conseguenze economiche a seguito della pandemia.
  • Pandemia ha scatenato effetti di domanda e offerta e applicazione di essi il cui studio è fondamentale per capire come economia si muove oggi e in futuro.
  • Un fenomeno di carattere reale può avere implicazioni di carattere economico che a loro volta amplificano questi eventi. Anche eventi tra cui guerra hanno conseguenze su mercato di materie prime ed energia.

Il ciclo economico, in pratica

  • A livello globale vogliamo capire in base a quale legge di moto l'economia è in grado di generare reddito: fluttuazioni economiche.
  • Ciclo economico: esso fa pensare a grandezze che hanno fluttuazioni che sono regolari. Ma nel ciclo economico non vi è una regolarità: tutte le misure di congiuntura una volta analizzate con l'ausilio dei dati ci fanno vedere un andamento non regolare.
  • SCHEMA: tasso di variazione annua percentuale del PIL reale di tre aggregazioni (il mondo, le economie avanzate e quelle emergenti e in via di sviluppo).

Dal 1980 a oggi vediamo che non c'è un andamento regolare, tutti gli aggregati tendono a vivere anni in cui crescita PIL è positiva e altri in cui tale crescita rallenta e registra anche valori negativi, in particolare nel periodo della crisi economico-finanziaria del 2008-09 e nel 2020 in coincidenza della pandemia. Ora stiamo vivendo un rimbalzo della crescita, ma ora nel 2022 la linea pur essendo positiva registra una riduzione, per il futuro le previsioni sono tendenzialmente piatte (ma sono previsioni riviste di frequente).

  • SCHEMA 2: passiamo ad aggregati di PIL in Germania, Italia e area dell'euro. Tra i tre paesi c'è una certa sincronicità, anche se ci sono differenze significative se guardiamo singoli intervalli.
  • Es. recessioni sono più profonde, quindi più gravi, in Italia, ad esempio nell'ultimo recessione del 2020 a seguito della pandemia, lo stesso vale nel 2008-09, inoltre l'Italia visse un'altra recessione nel 2011-12-13 che l'area dell'euro e la Germania non videro.

SCHEMA 3: ora la grandezza economica in oggetto è il tasso di disoccupazione

  • La Germania negli ultimi anni evidenzia un andamento diverso dall'area dell'euro e dall'Italia, il tasso in Germania è al di sotto del 4%, mentre in Italia esso è appena sotto al 10% (Italia ha un tasso di disoccupazione che è più del doppio di quello tedesco, pur trovandoci in una congiuntura economica simile).
  • Italia si trova anche al di sopra della media dell'area dell'euro.

Inflazione

È il tasso di variazione dell'indice generale dei prezzi.

  • Definizione: inflazione dei prezzi al consumo. Crescita del prezzo di mercato dei beni che i consumatori usano di più acquistare nelle loro scelte.
  • Grafico: prospettiva di crescita di tasso di inflazione di USA, Germania e Italia dal 1960 a oggi. Linee più o meno coordinate ma ci sono differenze.

Complessivamente: inflazione moderata dal 1960 fino al 1973 (eccezione Italia che prima del 1965 aveva visto un'inflazione significativa per poi avvicinarsi agli altri paesi), in seguito un'ulteriore inflazione che Italia visse in maniera più acuta di nuovo. Importanti shock dal lato del prezzo di petrolio ed energia e shock geopolitici portarono a picchi di inflazione negli anni '70 e '80. A metà anni '80 in tutti e tre i paesi l'inflazione si riduce attorno al 5% dove rimane fino al 2020. L'inflazione prima del 2020 era un fenomeno quasi sconosciuto, perché rimasta su livelli molto bassi o addirittura al di sotto dello zero, in quel caso parliamo di deflazione, ovvero di deprezzamento dei beni. Ad oggi il tasso di inflazione si trova tra l'8% e il 10%, che sono più alti di quello a cui siamo abituati ma più bassi degli shock di anni '70 e '80.

Sul grafico ci sono strisce verticali grigie: intervalli in cui economia americana si trovava ufficialmente in recessione, rallentamenti significativi del livello di attività.

Recessione

Economica, qui economia vede rallentato proprio tasso di crescita che diventa addirittura negativo, in particolare si parla di recessione quando esso è negativo per due trimestri consecutivi (c'è un comitato internazionale che stabilisce quando un'economia si trova in fase di espansione o di recessione).

  • Durante l'inflazione degli anni '70 e '80 l'America visse quattro recessioni, dopodiché questo fenomeno si ridusse, in particolare tra il 1991 e il 2001 non vi fu alcuna recessione.
  • L'economia americana entrò in recessione all'inizio della pandemia, recessione che durò molto poco ma ultimamente molti osservatori affermano che essa potrebbe tornare in recessione nei prossimi mesi.

Esportazioni

Prodotti che un paese produce e vende a non residenti del paese.

  • Importazioni: beni e servizi esteri acquistati da residenti.
  • Differenza tra queste due variabili misura abilità di esportazione di un paese, ovvero sua abilità a vendere all'estero beni in relazione a beni acquistati dall'estero.
  • Schema: Germania ha un saldo positivo del bilancio commerciale che supera i 6 punti di PIL: la Germania esporta più di quanto importi. Anche l'Italia e l'euro hanno un saldo positivo, ma esso è inferiore rispetto a quello tedesco. In Italia esso con l'arrivo della pandemia ha raggiunto una performance esportatrice importante (3 punti, ma Germania viaggia su livelli superiori).
  • Esportazioni nette sono un fenomeno positivo.

PIL USA da secondo dopoguerra a oggi

  • I colori sono principali elementi di produzione aggregata.
  • Troviamo ancora barre verticali con periodi dell'economia americana in recessione.
  • Vediamo che il PIL ha una tendenza in lungo periodo a crescere, sia a livello aggregato che diviso in ogni residente.
  • Solo in certi intervalli vediamo rialzi più ridotti, soprattutto in fase di recessione.
  • Spesa per investimenti fissi: spese per acquisire nuova capacità produttiva (esclusi investimenti finanziari).
  • Differenza esportazioni e importazioni: per USA essa è negativa, loro quindi importano per un valore superiore rispetto a esportazioni.
  • USA hanno un deficit strutturale di bilancio commerciale.
  • Grafico 2: variazioni del PIL americano, la maggior parte delle fasi hanno linee ben al di sopra dello zero, in particolare nelle fasi espansive. Nelle recessioni invece vediamo intervalli in cui variazione del PIL reale è negativa, le fasi di recessione però almeno per il PIL sono episodi che durano molto meno delle espansioni (durata espansioni in USA: tra 8 e 10 anni; durata recessioni in USA: alcuni trimestri), sono però episodi in cui aumenta la disoccupazione e si creano quindi costi produttivi pronunciati in merito al rallentamento economico.

Altri fenomeni macroeconomici

  • Debito: economie mondiali non sono mai state così indebitate quanto oggi, per via di tensioni su mercati internazionali, guerra geopolitica, prezzi energetici alle stelle esso non viene spesso nominato come un problema anche se esso è uno dei fenomeni più preoccupanti, perché tende a svolgere un ruolo destabilizzante creando crisi debitorie che portano a forti rallentamenti economici, infatti l'Italia fu molto vicina a crisi di insolvenza, e in futuro l'Italia e gli altri paesi potrebbero ritrovarsi in queste condizioni. Le economie avanzate hanno un rapporto debito pubblico-PIL che ha superato il 120% e il debito privato supera il 170%, quindi complessivamente hanno un debito al di sopra di 250% (Italia nel 2021 ha raggiunto 155% del PIL).
  • Banche centrali: governano offerta di moneta, liquidità sui mercati finanziari e interventi che cercano di stabilizzare il sistema economico e la sua componente finanziaria dalle oscillazioni più acute. Principale strumento: tasso di interesse di policy: possibilità per stati di prestare soldi tra di loro o attingere a banche centrali. Esso in grafico ha un andamento simile all'inflazione: ha picchi in anni '70 e '80 per poi scendere e con la crisi del 2008 raggiunge il livello zero e ha avuto diversi anni dal 2016 in cui era negativo. Remunerazione che chi presta una somma di denaro chiede per il fatto che si privi di tale somma almeno temporaneamente. Tasso di interesse uguale a zero: chi presta denaro lo fa a costo zero. Tasso di interesse negativo: chi ci presta il denaro ci sta pagando per prenderlo (es. prendiamo in prestito 100 euro, e alla fine dovremo restituirne 99).
  • Ma perché chi presta denaro dovrebbe farlo a tasso zero o negativo? Fino al 2015 infatti pur essendo possibili non erano mai avvenuti.

La crescita economica nel lungo periodo

  • Lungo periodo: oltre 2/3 anni, almeno qualche decennio.
  • Tendenza di PIL, in questo caso pro-capite a crescere nel lungo periodo si conferma (da 1960 a 2000), ci sono però paesi in cui crescita è più rapida di altri (es. Singapore parte nel 1960 come uno dei paesi più poveri, nel 2000 è diventato uno dei più ricchi al mondo, lo stesso per la Corea del Sud; USA è invece sempre stato ricco; India è in crescita ma nel 2000 rispetto agli altri paesi rimane povera).
  • Tendenza di crescere è quindi soggetta a importanti differenze tra i diversi paesi, e anzi in alcuni paesi per ragioni strutturali, geopolitiche o sanitarie e di sottosviluppo essa diminuisce (es. Nigeria).
  • Macroeconomia si chiede perché alcuni paesi tendono a rimanere più ricchi di altri.
  • Es. schema di PIL pro capite in diverse aree del mondo: in alcuni casi tendono a sincronizzarsi e in altre a distaccarsi (es. aree che dopo una fase di stasi stanno crescendo, come l'Asia orientale cresciuta in maniera impetuosa, e l'Africa).

Crescita economica dall'anno mille

  • Avviene un'accelerazione per l'Europa dall'Ottocento grazie alla Rivoluzione Industriale che ha aumentato efficienza di processi produttivi, trasformato radicalmente capacità di fornire beni e servizi.
  • Essa per prima ha avuto luogo in Europa centrale e USA, per questo la crescita avviene prima degli altri paesi.
  • Nel futuro: nel grafico vediamo previsioni di PIL nel 2060, per tutti ci sarà un miglioramento, quelli che hanno il miglioramento peggiore sono Spagna, Italia e Russia, altri invece avranno un significativo miglioramento.
  • Linea tratteggiata è PIL degli USA (ad oggi solo Norvegia, Paesi Bassi e Lussemburgo superano USA, mentre nel futuro molti paesi supereranno i livelli odierni degli USA).
  • Nel 2060 il paese più povero, l'India, avrà ancora il 40% del PIL degli USA di oggi, pur essendo ancora povera migliorerà molto la sua condizione rispetto all'India di oggi.

Definizioni

1. La produzione aggregata (=totale)

  • PIL: prodotto interno lordo o GDP: gross domestic product.
  • Esso è una grandezza misurata da agenzie di contabilità aggregata nazionale e rappresenta una delle grandezze più studiate e utili perché è la grandezza più affidabile nelle sue variazioni nel tempo (vi sono altri concetti compositi che misurano molto meglio la capacità di un'economia di generare reddito, ma con il PIL usiamo una sola variabile).
  • PIL è una variabile di flusso (al contrario, ricchezza nazionale è di stock: somma di possedimenti di un'economia), misura ovvero la variazione di possedimenti.
  • PIL è misurato nell'arco di un trimestre e poi annualizzato.

Tre definizioni

  1. Valore dei beni e dei servizi finali prodotti nell'anno/trimestre
    • In ogni istante vengono prodotti servizi finali (destinati al consumo) e intermedi (che entrano nella produzione di altri prodotti), PIL guarda solo ai beni finali, perché se includessimo anche i beni intermedi conteremmo almeno due volte lo stesso bene.
  2. Valore che un processo produttivo aggiunge alla produzione dei beni (somma del valore aggiunto)
    • PIL è somma di tutti i valori aggiunti relativi a produzione di beni o servizi (reddito da lavoro reddito da capitale o profitto).
  3. Somma dei redditi dati da lavoro e capitale, tenendo conto delle imposte a cui questi due sono soggette (in PIL non includiamo imposte).

Queste tre definizioni sono uguali, alla fine generano lo stesso valore.

PIL nominale vs reale

  • PIL nominale: somma della quantità dei beni e servizi finali valutati al loro prezzo corrente (al prezzo dell'anno/trimestre in cui stiamo facendo il conteggio).
  • Detto anche PIL a prezzi di mercato o a prezzi correnti.
  • Variazione del PIL nominale dipende da: variazione produzione nel tempo e variazione prezzi nel tempo.
  • PIL reale: somma delle quantità di beni e servizi finali valutati a prezzi costanti.
  • Permette di misurare la produzione e le sue variazioni nel tempo al netto dell'effetto di variazione dei prezzi.
  • Tra queste due misure preferiamo il PIL reale per poter fare confronti, poiché esso tiene conto dell'effetto dei prezzi e della loro variazione depurandola.

PIL nominale vs reale: esempio di calcolo

  • Economia in cui si produce soltanto un bene finale, automobile. Conto ogni anno il numero di auto prodotte e moltiplico il numero di auto prodotte in ciascun anno per il loro prezzo unitario.
  • Nominale: prezzo unitario è il prezzo corrente.
  • Reale: osserviamo la variazione reale del PIL identificando un anno base (es. 2012) e moltiplicare il numero delle auto in ciascun anno per il prezzo del 2012.

PIL nominale vs reale: andamento nel tempo in Italia

  • Le due linee si incontrano nel punto in cui si è scelto di fissare l'indice dei prezzi (anno base: 2010).
  • Fino al 2010: PIL reale > PIL nominale.
  • Dopo il 2010: PIL nominale > PIL reale. Dopo il 2010 prezzi nella misura reale del PIL non variano più, mentre il PIL nominale ha prezzi che continuano a crescere (viceversa per gli anni prima del 2010).
  • Se abbiamo tassi di inflazione più sostenuti la differenza tra PIL reale e nominale è particolarmente pronunciata, per via di un'eccessiva crescita dei prezzi, per questo a crescere maggiormente sarà il PIL nominale.

Calcolo del PIL

Fino ad ora abbiamo guardato al livello del PIL: valore complessivo in un anno dei beni e servizi prodotti nell'economia. Ma spesso siamo interessati a osservare le variazioni di tali livelli, per fare ciò usiamo il PIL reale, ovvero per fare confronti tra PIL in anni diversi con un prezzo fisso.

  • €Y = PIL nominale al tempo t.
  • Y = PIL reale al tempo t.

Crescita del PIL reale al tempo t rispetto a t-1: ΔYt = (Yt - Yt-1) / Yt-1

Osservare se la variazione è calcolata su base trimestrale, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher polki99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Vassalli Matilde.
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