Antropologia culturale 2022-2023: esito esame
Esito esame: 30/30. Temi di applicazione compresi:
Parte generale
Teoria e storia dell'antropologia culturale
- L'antropologia evoluzionistica (Taylor, Frazer e Morgan)
- L'antropologia francese: Durkheim e Mauss
- Linguistica e antropologia nell'opera di Lévi-Strauss
- L'antropologia britannica: Malinowski e Radcliffe-Brown
- L'antropologia americana dopo Morgan: Boas, Benedict e Mead
- L'opera di Ernesto de Martino: concetto di Presenza (genesi, crisi e riscatto), Relitto Folklorico, Etica del trascendimento, Destorificazione, Etnocentrismo Critico
- Presenti anche De Saussure, Prop, Jakobson e appunti sul colonialismo
Parte monografica
- Terra del Rimorso di Ernesto de Martino: Tarantismo e malattia, Rimorso nella canicola e Tarantismo ed economia
- Tessiture dell'identità, dell'identità. Costruzioni simboliche
- Breve storia dell'Africa
- Serie di domande su che il Prof. Petrarca potrebbe chiedere a fine esame
Che cos'è l'antropologia culturale?
Lo studio delle differenze culturali tra società differenti col fine di trovare un punto in comune tra le culture (senza cadere in generalizzazioni). Sapere accademico/disciplina specialistica nata come scienza tra fine 800 e inizio 900 a partire dal positivismo. Studio dell'umanità sottratto al mito e tramutato in scienza.
Cosa fa l'antropologo?
Documenta l'osservazione di culture diverse dalla propria, ponendo così presupposti di base del discorso antropologico, basato sul viaggio e sulla raccolta di dati con intenzione documentaria. Antropologo positivista si interroga solo su fatti a cui può dare una risposta sperimentale, scientifica. La cultura è diversa dalla natura (antropologia culturale diversa da quella fisica) poiché la natura ci accomuna mentre la cultura ci differenzia.
Con il termine Etnografia si intende la dimensione descrittiva per documentare società non monumentali in maniera scientifica (capanne in argilla, piramidi quindi schiavi). Etnologia è lo studio della comparazione tra società non europee. Antropologia è la comparazione tra elementi generali, universali. Comparazione = Metodo ma diversa tecnica.
Origini dell'antropologia
Si sviluppa tra l'800 e il 900 insieme al progresso tecnologico in Europa con l'obiettivo di studiare e spiegare le differenze culturali tra Europa e paesi coloniali (o tra città e campagne). Base positivista: teoria evoluzionista di Darwin (sopravvive l'essere con mutazioni vantaggiose rispetto all'ambiente, evoluzione = Passaggio dall'indistinto, semplice, allo specializzato, complesso, massimo risultato minimo sforzo). Anche tra società contemporanee possono esserci differenze evolutive.
Problema Etnocentrismo contro Relativismo
Etnocentrismo, per il quale le altre culture e le altre società vengono classificate e valutate in rapporto alla nostra cultura/società/etnia. L'etnocentrismo si riscontra anche nelle intenzioni scientifiche: nei libri di geografia è scritto "vicino Oriente", pur sapendo che il mondo non ha un centro di riferimento. Anche la lingua è piena di elementi etnocentrici (es. "è un buon cristiano" in luogo di "è una brava persona").
Relativismo culturale, secondo cui parole come giusto e sbagliato sono specifici per ogni cultura, ciò che viene considerato morale in una società potrebbe essere immorale in un'altra, nessuno ha il diritto di giudicare usi e costumi di un'altra società. Non si può giudicare un'altra cultura e un'altra società se non utilizzando i criteri valutativi e di giudizio propri di quella cultura. Gli etnografi estraggono dall'osservazione della vita quotidiana le convenzioni sociali, astenendosi dal giudizio etico.
Demologia
Demologia è la scienza che studia le tradizioni popolari, il folklore. La metafisica e il sospetto che il mondo concreto non sia il tutto e può coesistere con il positivismo = fatti verificabili, sapere scientifico.
Metodo comparativo e teoria evoluzionistica
Gli antropologi si sono sparpagliati in tutto il mondo e prima di partire, da buoni scienziati, si sono posti il problema di raccogliere informazioni pertinenti, in modo che le società extraeuropee in cui essi viaggiano si possano comparare.
La teoria evoluzionistica, che si impone come egemonica nelle università più importanti e nelle riviste più importanti, vuole che ogni cosa si trasformi dal semplice al complesso e dall'indifferenziato al differenziato. Se il metodo su cui si basano i primi antropologi è quello comparativo, la tecnica di cui si servivano era il disegno - che poi sarà la fotografia, la descrizione verbale dell'oggetto, o anche il trasporto di un oggetto stesso dalla società di origine a quella dell'antropologo, oggetto che sarà poi probabilmente esposto in un museo. La tecnica e gli strumenti utilizzati nella sussistenza, facenti parte di quella che prende il nome cultura materiale, sono fatti che si lasciano ordinare più facilmente. Un esempio di organizzazione può essere quello effettuato da un gruppo di antropologi che si sparpagliano nel mondo per studiare come i popoli pescano.
Problema dell'antropologia e Tylor
Problema del primitivismo: scene primitive e scene evolute sono comparabili solo se condividono lo stesso fine (es. Mangiare). Non sono comparabili se il fine è diverso o sconosciuto. Problema delle origini: (tema ricorrente nel 900) Taylor spiega l'origine della religione attraverso l'animismo, l'uomo sconvolto dalla scoperta della morte teorizza i concetti di anima e al di là. Il problema sono le congetture che Taylor si pone a priori, cioè la discutibile convinzione che l'uomo non sapesse cosa fosse la morte.
Problema della sopravvivenza: Tylor pensa, ad esempio, che le abitudini come dire salute dopo uno starnuto siano sopravvivenze di credenze animiste (es. Anima fugge durante lo starnuto), di cui però è andato perduto il significato originario. La sopravvivenza di lingua e tradizioni = trasformazione dei significati. Taylor sostiene che i fatti religiosi difficili da comprendere si possano comunque comparare, nonostante il fine sconosciuto. Considera inoltre l'animismo come l'origine della religione, se gli diamo ragione allora anche la religione può essere più o meno evoluta. Taylor e Frazer sostengono che anche le religioni seguano una linea evolutiva: Animismo, politeismo e monoteismo.
Cultura primitiva
Cultura primitiva è il titolo dell'opera più celebre di Taylor. Venne pubblicata nel 1871. E uno delle idee religiose dallo "stadio" primitivo a studio dedicato prevalentemente allo sviluppo quello "moderno". Ma è un libro fondamentale soprattutto perché affronta l'idea stessa di evoluzione culturale che contiene la prima vera definizione antropologica di cultura.
"La cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico più ampio, è quell'insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro della società".
In questa definizione sono contenute alcune idee importanti. La prima è che la cultura (o civiltà) la si ritrova ovunque. Non esistono quindi popoli con cultura e popoli senza cultura. La seconda idea è che la cultura è un insieme complesso costituito da una serie di elementi che possiamo, anche in questo caso, ritrovare ovunque (Tutti i popoli hanno un'economia, una morale, un diritto, una tecnologia per quanto "primitive" queste possano essere). La terza idea e che la cultura è acquisita. Essa cioè non è né connaturata una razza, né si trasmette col sangue.
La quarta idea, strettamente connessa con la precedente, è che la cultura è acquisita dall'uomo in quanto membro della società, ossia: gli esseri umani ricevono la cultura dalla propria società, e siccome le società sono tante diverse, esistono tante culture quante sono le società. Di conseguenza gli esseri umani sono soggetti culturali. Nella definizione di Tylor la cultura è un insieme complesso, caratterizzato da tanti tratti, ed è tutto ciò che sappiamo e pensiamo per averlo appreso come membri di una società, e non perché l'abbiamo ricevuto per natura. Per natura vi è il desiderio sessuale, mentre per cultura vi è il desiderio di famiglia. Insiemi, per quanto complessi, sono invece scomponibili nei loro elementi. E qui che la cultura assume la valenza di concetto chiave per l'antropologia evoluzionistica. La scomponibilità delle culture nei loro elementi consentiva di estrarre dalle varie culture quel dato elemento che, risultando presente in tutte le culture studiate, consentiva di determinare la sequenza dello sviluppo dell'elemento prescelto: della religione come della famiglia, di una certa tecnologia piuttosto che della morale, nel diritto come dell'arte, insomma dell'intera cultura umana.
La concezione progressiva della cultura: come tutti i suoi contemporanei, anche Taylor pensava che esistessero popoli inferiori e popoli superiori. In Antrophology del 1881, un libro scritto con intenti più divulgativi, egli infatti sostenne chiaramente che le tribù selvagge barbare rappresentano più o meno gli stadi culturali attraverso i quali sono passati tanto tempo fa i nostri progenitori.
Frazer
Il suo libro più famoso venne intitolato Il ramo d'oro, dove viene descritto un mito che prevede che l'autorità più alta, il sacerdote non muoia di morte naturale, ma che venga assassinato e che il suo assassino prenda il suo posto. Il motivo per cui ciò avviene e che originariamente, la figura possente, dotata, a cui era affidata l'autorità incarnava la forza riproduttrice della natura. Se fosse morto naturalmente, anche la natura sarebbe probabilmente morta. Per evitare che succedesse ciò, il sacerdote doveva essere ucciso e sostituito da una figura altrettanto prestante.
Il ramo d'oro (The golden bough) di Frazer (1854-1941) è uno dei libri di antropologia più importanti, è costituito da tredici volumi e solo il suo riassunto è costituito da 800 pagine. Il libro riguarda il cosiddetto istituto dell'uccisione del re divino, ma per prima cosa Frazer parte dalla descrizione di un quadro per arrivare poi all'argomento a cui il quadro si ispira.
Il ramo d'oro è un dipinto ad olio su tela del pittore William Turner nel 1834. Tale dipinto raffigura una scena del libro sesto dell'Eneide. In questo episodio, l'eroe Enea vuole entrare negli inferi per consultare Anchise, suo padre morto. La Sibilla di cuma gli annuncia che deve offrire a Proserpina un ramo d'oro di un albero sacro per entrarvi. Il dipinto mostra il paesaggio intorno al lago dove si trova l'ingresso agli inferi. La Sibilla sta a sinistra e tiene una falce e il ramo tagliato.
È una visione di sogno di quel piccolo lago di Nemi circondato dai boschi, che gli antichi chiamavano "lo specchio di Diana". Nei tempi antichi, questo paesaggio silvano era la scena di una strana e ricorrente tragedia. Sulla sponda settentrionale del lago, proprio sotto gli scoscesi dirupi su cui si annida il moderno villaggio di Nemi, si ergeva il Sacro bosco e il santuario di Diana nemorensis, la Diana del bosco. In questo bosco sacro cresceva un albero intorno a cui, in ogni momento del giorno e, probabilmente, anche a notte inoltrata, si poteva vedere aggirarsi una truce figura. Nella destra teneva una spada sguainata e si guardava continuamente dattorno, come se temesse a ogni istante di essere assalito da qualche nemico. Quest'uomo era un sacerdote e un omicida, e quegli da cui si guardava doveva, prima o poi, trucidarlo e ottenere il sacerdozio in sua vece. Era questa la regola del santuario. Un candidato al sacerdozio poteva prenderne l'ufficio uccidendo il sacerdote e, avendolo ucciso, restava in carica finché non fosse stato ucciso a sua volta da uno più forte o più astuto di lui. L'ufficio tenuto in condizioni così precarie gli dava il titolo di re, ma certo nessuna testa regale riposò in maggiori inquietudini né fu mai turbata da più diabolici sogni: una diminuita vigilanza, la più piccola diminuzione nella forza delle sue membra o nella destrezza della sua guardia, lo metteva nel più grave pericolo. L'imbiancarsi dei suoi capelli poteva segnare la sua condanna a morte. È il motivo del sacrificio o dell'uccisione del re divino.
Prima di ammazzare il re divino, l'uomo che ne prenderà il posto deve strappare il ramo d'oro. Questo si riferisce all'Eneide, in cui Enea, secondo Virgilio, deve staccare un ramo d'oro prima di passare nell'Ade. Inoltre, il lago figurato da Turner è probabilmente il lago d'Averno piuttosto che il lago di Nemi. Frazer, dopo questa descrizione, si pone varie domande: perché deve morire il re divino? Perché prima di ammazzarlo chi ne prenderà il posto deve strappare il ramo d'oro? Per rispondere, Frazer fa un excursus sulla magia, sulla religione e sulla scienza, e fa una specie di "Odissea" della storia dell'umanità. Gli etnografi discutono se il sacrificio del re, divinità in terra, che viene ammazzato perché non muoia di morte naturale, sia un dato mitologico o rituale. Esso è stato riscontrato essere un dato rituale: è stato documentato anche in altre società, come tra il Chad e il Camerun, in cui vi è una persona scelta da quelli che comandano, gli viene fatto il funerale da uomo (la moglie si considera vedova e i figli orfani), viene messo in territorio sacro, e il suo compito si riduce a quello di uscire dalla capanna di mattina, seguire il sole fin quando non tramonta, e rientrare in capanna. Egli è considerato una sorta di dio in terra e anche lui non muore di vecchiaia, ma viene ammazzato. Sul piano etnografico, dunque, Frazer si serve di documenti che riguardano l'Africa in cui al momento si ritiene questo sacrificio non solo un mito, ma un'azione rituale.
Differenze tra magia (non istituzionale) e religione (istituzionale)
Frazer: il mago è il predecessore dello scienziato, non implora una divinità ma lavora con la natura e agisce con intenzione pratica (magia teoretica). Per Frazer tutte le operazioni magiche rispondono al principio della simpatia (associazione), articolata in omeopatica (indiretta, danza della pioggia o bambole con spillo) o del contagio (diretta, ad esempio con un cappello).
Ponendosi in una prospettiva simile a quella adottata da Taylor nella sua ricostruzione dell'evoluzione del pensiero religioso, Frazer avanzava l'ipotesi secondo la quale magia, religione e scienza avrebbero costituito altrettante tappe dello sviluppo intellettuale dell'uomo. Frazer sosteneva infatti che la pratica della magia, intesa come tentativo di esercitare un controllo sulla natura, corrispondeva a una fase di sviluppo dell'intelletto umano caratterizzata dalla confusione e dall'ignoranza e relativa ai rapporti causali che dominano nel mondo dell'esperienza oggettiva. In un secondo momento gli uomini, anzi, alcuni uomini, avrebbero pensato di accattivarsi il favore delle potenze della natura: nasceva così la religione, e con essa la figura del sacerdote, mediatore tra l'uomo e la divinità. Quando però altri uomini si accorsero, in una fase più tarda, che nulla gli dèi potevano nella risoluzione dei problemi umani, ebbe inizio l'ultima più recente epoca della storia: quella contrassegnata dall'osservazione dei fenomeni naturali e dalla ricerca delle leggi che ne regolano il divenire. Si apriva così la possibilità di conoscere secondo modalità di tipo scientifico razionale, la natura e di dominarla a scopo pratico.
Contestazione: nessuna popolazione vive di sola magia, tutte hanno almeno un elementare atteggiamento positivo (scientifico), ad ogni gesto simbolico segue il gesto pratico positivo con causa-effetto.
Morgan
Morgan e i nativi americani
Antropologo e avvocato difensore di una tribù di nativi americani (i Seneca) ai quali una compagnia americana voleva espropriare le terre. Morgan andò contro i suoi simili per seguire il suo ideale di giustizia, nonostante le differenze culturali con la tribù. Morgan vinse la causa e così entrò in contatto con la tribù, di cui racconta nelle sue opere.
Nell'espansione da est a ovest, i coloni americani suggerivano ai nativi americani di diventare agricoltori stanziali, per mettere dei confini alle terre; se ciò non fosse avvenuto, spesso sarebbero stati uccisi, perché secondo il principio europeo di evoluto = complesso e funzionale, quella era la cosa più giusta e razionale da fare. Nella macro-dimensione (the biggest future) questo genocidio appariva giusto anche alle menti aperte, agli spiriti non guerrafondai del tempo.
Il Totemismo e la lega degli Irochesi
Con il termine si indica l'identificazione di una tribù o clan con un antenato mitico animale o vegetale (totem). I membri dello stesso totem, che può essere condiviso da più clan anche di diverse tribù e lontani fra loro, si considerano fratelli e sorelle (no guerre e matrimoni).
Nella sua opera La Lega degli irochesi, Morgan delinea due schemi di parentela differenti:
- Modello descrittivo o degli eschimesi, comune paesi occidentali
- Modello classificatorio o degli irochesi, comune ai nativi americani e ad alcune società asiatiche, da qui Morgan intuì le origini dei nativi americani
Il sistema: da Morgan a Mary. Morgan pone il problema di capire come si relazionano tra loro i vari elementi.
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