Anatomia
L’osteologia (ὀστέον + λόγος) è lo studio scientifico del materiale scheletrico. Lo scheletro di un individuo adulto è formato da 206 ossa, suddivise in pari e impari. Alla nascita un bambino, però, ha circa 270 ossa, ma crescendo alcune si fondono per poi arrivare a 206.
Assi e piani spaziali
L’orientamento spaziale principe della struttura-uomo è la postura eretta e simmetrica.
Gli assi e piani del corpo umano permettono di descrivere i movimenti del corpo umano, e sono il piano frontale, piano sagittale e piano trasversale.
- Piano trasversale: piano immaginario che divide il corpo in porzione superiore e inferiore.
- Piano frontale: divide il corpo in una sezione anteriore e una posteriore.
- Piano mediale o sagittale: è un piano anatomico verticale che divide il corpo in metà destra e sinistra, correndo da anteriore (davanti) a posteriore (dietro). (Chiamato sagittale per analogia con la omonima sutura cranica).
- Asse mediano (longitudinale): individua la dimensione in altezza.
- Asse sagittale (antero-posteriore): individua la dimensione in profondità.
- Asse trasversale (orizzontale): individua la dimensione in larghezza.
Per gli arti abbiamo i seguenti orientamenti:
- Prossimale, posizione più alta, cioè vicina alla radice dell’arto.
- Distale, posizione più bassa, cioè distante dalla radice dell’arto.
- Palmare, cioè dal lato del palmo della mano.
- Dorsale, cioè dal lato del dorso della mano o del piede.
- Plantare, cioè dal lato della pianta del piede.
Lo scheletro è costituito da una parte assile (insieme tronco-testa) e una appendicolare (arti).
Le ossa presentano varie dimensioni, secondo le quali si possono classificare in ossa lunghe, piatte, brevi e irregolari.
- Ossa lunghe, chiamate così perché la loro misura sull’asse longitudinale prevale nettamente rispetto alle altre. Sono costituite da una diafisi formata da un corpo tubolare allungato cilindrico contenente un canale midollare centrale, e da due epifisi o estremità dilatate in forme articolari. (Femore, perone, tibia, omero, radio e ulna).
- Ossa piatte: costituiscono parte della
- Ossa piatte: costituiscono parte della volta cranica, parte del tronco, del cingolo pelvico e del cingolo scapolare. Sono costituite da due estese lamine corticali, concave dal lato interno e convesse dal lato esterno, che contengono uno strato più o meno spesso di tessuto spongioso. (Come ossa del cranio, scapole, sterno, ossa del bacino).
- Ossa brevi o corte: sono costituite da un nucleo spongioso e da una superficie sottile su cui sono poste delle superfici articolari. Si trovano soprattutto nelle estremità degli arti. Possono assumere forme molto diverse: ad esempio cuboidali, trapezoidali, cuneiformi. (Come quelle che compongono il carpo e che formano il tarso).
- Ossa irregolari: corrispondono a forme atipiche, come le vertebre, osso iliaco.
Per quanto riguarda la composizione, l’elemento osseo presenta una sostanza compatta o corticale che ricopre come un guscio una sostanza interna spongiosa, formata dall’intreccio di tante piccole travette o trabecole fra le cui cavità interposte è contenuto il midollo osseo.
Nello strato più profondo del periostio sono contenuti gli osteoblasti che permettono l’accrescimento dell’osso.
I dispositivi articolari
Per articolazione scheletrica si intende la relazione fissa o mobile di parti ossee, trattenute da un complesso di tessuto fibroso e cartilagineo che funziona da sostegno e rinforzo (tra le quali è presente un liquido tesso sinoviale che fa da lubrificante). Ma vediamo come si possono classificare le articolazioni in base alla forma e alla capacità di favorire vari gradi di coesione sia fissa che mobile.
La funzione dell’articolazione può essere definita in base ai concetti di continuità e di contiguità.
Articolazioni per continuità: Sinartrosi
Sono caratterizzate da margini e superfici ossee piane o dentellate che permettono una coesione molto stretta delle singole parti. La connessione è data da giunture fibrose, cartilaginee o dalla diretta saldatura degli elementi. Le sinartrosi, a seconda del tessuto interposto tra le superfici articolari si distinguono in:
- Sincondrosi: ove si ha una giunzione cartilaginea nelle fasi transitorie della crescita come per esempio, le giunture cartilaginee dell'osso iliaco o quelle tra coste e sterno.
- Suture: corrispondono ai margini dentellati e seghettati delle ossa piatte del cranio che formano una unione continua delle parti, tenute assieme da uno strato di tessuto connettivo, la membrana di sutura. La sutura sagittale (particolare A), coronale, lambdoidea e squamosa, temporo-parietale.
- Sinostosi: quando subentra l'effettiva fusione tra le due ossa, come ad esempio nelle ossa del cranio per il parziale dissolvimento delle linee di sutura che si verifica in età avanzata.
- Sindesmosi: quando le ossa sono strettamente connesse da legamenti interossei che permettono con la loro elasticità un lieve grado di mobilità. Ne sono esempi le membrane interossee della gamba (particolare C) e dell'avambraccio rispettivamente tibio-fibulare e radio-ulnare.
Articolazioni per continuità e per contiguità: Anfiartrosi
Sono composte da superfici articolari irregolari dove parte della giuntura corrisponde a una sindesmosi e la rimanente a una artrodia. Per conformazione delle superfici articolari e dei legamenti molto tesi il grado di mobilità è estremamente ridotto. Ne è esempio l'articolazione sacro-iliaca tra le superfici auricolari del sacro e dell’ileo.
Articolazioni per contiguità: Diartrosi
Sono basate sulla connessione di ossa a sviluppo piatto e circolare e sulle cui superfici si generano determinati gradi di mobilità articolare.
Movimenti articolari
Flessione: è il movimento che fa avvicinare due parti del corpo piegando un’articolazione. In questo movimento l’angolo tra le due parti diventa più piccolo (più chiuso). Per esempio, quando pieghi il braccio al gomito e porti l’avambraccio verso il petto, stai facendo una flessione.
Estensione: è il movimento che raddrizza un’articolazione, portando due segmenti scheletrici sullo stesso piano. In questo movimento l’angolo tra le due parti aumenta e le parti del corpo si allontanano. Per esempio, quando stendi il braccio dopo averlo piegato, stai facendo un’estensione.
Abduzione: è il movimento che allontana una parte del corpo dalla linea mediana (la linea immaginaria che divide il corpo in due metà). Per esempio, quando sposti la gamba verso l’esterno, stai facendo un’abduzione.
Adduzione: è il movimento che avvicina una parte del corpo alla linea mediana. Per esempio, quando riporti la gamba verso il centro del corpo, stai facendo un’adduzione.
Rotazione: è il movimento in cui una parte del corpo gira su se stessa, attorno al proprio asse. Può essere di due tipi:
- Extrarotazione: quando gira verso l’esterno.
- Intrarotazione: quando gira verso l’interno.
Per esempio, quando ruoti l’avambraccio per girare il palmo della mano verso l’alto (supinazione) o verso il basso (pronazione), stai facendo una rotazione.
Circonduzione: è il movimento in cui una parte del corpo disegna un cerchio o un cono nello spazio. È il risultato della combinazione di più movimenti: flessione, estensione, abduzione e adduzione. È tipico della spalla e dell’anca, per esempio quando fai ruotare il braccio facendo un grande cerchio. (Movimento delle articolazioni omero-scapolare e coxo-femorale).
Scheletro della testa
Lo scheletro della testa, o cranio, è un insieme di ossa che ha la funzione di proteggere l’encefalo, sostenere gli organi di senso e consentire la masticazione. Si distingue in due parti principali:
- Volta cranica o calotta cranica – comprende le ossa che racchiudono e proteggono l’encefalo, formando una struttura ovoidale, più dilatata nella parte posteriore corrispondente alla regione occipitale.
- Scheletro della faccia – racchiude gli organi di senso e termina con la mandibola, l’unica parte mobile della faccia. La forma complessiva è prismatica, con cavità orbitarie e cavità nasale a forma di pera (apertura piriforme).
Il cranio è composto in totale da 22 ossa, di cui 8 formano la calotta cranica e 14 costituiscono lo scheletro della faccia.
Volta cranica
La calotta cranica è composta da ossa singole e doppie, unite tramite suture, ossia articolazioni fisse a incastro dentellato, che conferiscono al cranio la sua tipica resistenza. Le principali ossa della volta cranica sono:
- Osso frontale (singolo) – costituisce la parete anteriore della calotta cranica e il “soffitto” delle orbite. Presenta le bozze frontali, le arcate sopraciliari e il margine sovraorbitario. Lungo i lati, il frontale contribuisce anche alla costruzione della faccia. Articola posteriormente con i parietali tramite la sutura coronale e lateralmente con lo sfenoide.
- Ossa parietali (doppie) – formano le pareti laterali del cranio; la loro faccia esterna è convessa e quadrilatera. I margini articolano con il frontale (sutura coronale), l’occipitale (sutura lambdoidea) e il temporale (sutura temporoparietale).
- Ossa temporali (doppie) – completano le pareti laterali e il pavimento cranico. Si distinguono tre regioni: la squama (superficie laterale), il processo mastoideo (inserzione muscoli del collo) e la rocca petrosa (contiene l’orecchio interno). La squama è liscia e convessa e contribuisce alla fossa temporale, dove origina il muscolo temporale per la masticazione. Il processo stiloideo permette l’inserzione di muscoli della lingua e della faringe.
- Osso occipitale (singolo) – completa la parte posteriore e la base del cranio. Presenta il grande foro occipitale, condili per l’articolazione con l’atlante, e processi per l’inserzione dei muscoli posteriori del dorso e del collo.
- Osso sfenoide (singolo) – situato alla base anteriore del cranio, costituisce un elemento nodale di raccordo tra calotta e faccia. Ha un corpo centrale prismatico, due grandi ali, due piccole ali e due processi pterigoidei. Le grandi ali sono visibili esternamente e contribuiscono alla fossa temporale e alla cavità orbitaria. Le piccole ali formano la parte superiore delle orbite.
- Osso etmoide (singolo) – situato nella parte anteriore della base cranica. Contribuisce alla parete mediale delle orbite, alla struttura della cavità nasale e alla costituzione del setto nasale attraverso la lamina perpendicolare.
Scheletro della faccia
La faccia è composta da 14 ossa, di cui alcune singole e altre doppie:
- Ossa singole: mandibola, vomere.
- Ossa doppie: nasali, lacrimali, zigomatiche, mascellari, conche nasali inferiori, palatine.
Queste ossa formano le cavità orbitarie (piramidali) e la cavità nasale (a pera). La mandibola, unica parte mobile, permette la masticazione e l’apertura della bocca.
Le ossa della faccia
Lo scheletro della faccia è composto da 14 ossa, alcune singole e altre doppie, che insieme sostengono gli organi di senso, delimitano le cavità respiratorie e orali e consentono la masticazione.
Ossa lacrimali (doppie)
Le lacrimali sono due piccole ossa allungate e sottili, situate nella parte mediale delle orbite. Insieme alla lamina papiracea dell’etmoide (singolo), formano la parete mediale della cavità orbitale. Presentano un piccolo solco delimitato da due creste, che costituisce la fossa del sacco lacrimale. Si articolano con il frontale (singolo), l’etmoide e le mascellari (doppie).
Ossa nasali (doppie)
Le nasali sono due piccole lamine variabili di forma e dimensione, situate bilateralmente lungo la linea mediana, tra il frontale e le mascellari. Si uniscono tra loro tramite la sutura internasale, formando una piccola volta che contribuisce alla sporgenza del setto nasale.
Ossa zigomatiche (doppie)
Le zigomatiche si trovano nella regione laterale della faccia e hanno tre processi principali:
- Processo frontale – contribuisce alla parete laterale e al pavimento dell’orbita, articolandosi con il frontale e lo sfenoide (singoli).
- Processo mascellare – forma il limite inferiore e laterale dell’orbita.
- Processo temporale – si raccorda al processo zigomatico del temporale (doppio), chiudendo l’arcata zigomatica.
Le zigomatiche conferiscono la prominenza laterale della faccia.
Ossa mascellari (doppie)
Le mascellari sono le ossa centrali della faccia e le più grandi di questa regione. Formano gran parte del pavimento delle orbite, le pareti laterali della cavità nasale e la volta della cavità orale.
Ogni mascellare presenta:
- Processo alveolare – contiene gli alveoli dentari; insieme all’altro mascellare forma l’arcata alveolare.
- Processo frontale – si estende verso l’a