The Tyger, W. Blake
Rivela lo stato psichico di chi sta parlando nel testo. Distinzione tra l’autore biografico, dalla voce che parlano dentro il testo. Non sta parlando direttamente Blake ma è l’io lirico.
Fa parte del proto-romanticismo inglese, ci sono degli aspetti culturali legati ai modelli di creatività del periodo in cui Blake scrive e cosa pensa lui del funzionamento della mente creativa.
Si tratta dal punto di vista del genere letterario di un poema lirico, lirico è una parola chiave del romanticismo e significa che il testo è orientato verso l’emittente del testo, c’è un io che parla di sé stesso, soprattutto della sua sfera interiore. Dal punto di vista della terminologia, possiamo studiare i testi in base alle funzioni comunicative, il testo lirico è focalizzato sull’emittente cioè sull’io che parla; e la funzione comunicativa prevalente è la funzione emotiva, termine dovuto agli studi di Jakobson.
La funzione emotiva significa che il testo è orientato verso chi parla; quindi, nel testo troveremo tanti pronomi personali di prima persona singolari o plurali. Oppure se non comparisse il pronome personale, potrebbero comparire una serie di immagini o riferimenti all’io stesso, il suo stato emotivo, i suoi pensieri, le modalità con cui si relaziona con il mondo, e in secondo luogo/piano vi sono gli elementi a cui si riferisce l’io cioè il contesto che è detta funzione referenziale.
Secondo Jakobson la funzione referenziale c’è sempre, altrimenti non ci sarebbe comunicazione, a differenza della funzione emotiva e di quella vocativa che possono anche non esserci.
In alcuni casi si potrebbe riferire anche al tu che può essere fuori o dentro il testo, in questo caso la funzione comunicativa è la funzione vocativa.
Verificare le categorie descrittive, in particolare come funziona la mente creativa di Freud, la bilogica di Matte Blanco, logica asimmetrica e simmetrica, che si riconoscono dalla grammatica scelta dalla voce che sta parlando, e la teorizzazione di Orlando, la formazione di compromesso e il ritorno del represso; l’arte è una formazione di compromesso che può comunicare contenuti in maniera latente per esempio con l’ironia, concetti che non si potrebbero accettare. Il represso però ritorna spesso nel testo.
Periodo di stesura e pubblicazione
- Scritto negli anni 80-90 del 700 ed è stato pubblicato nel 1794 nella raccolta “Songs of Experience”.
- Nel 1789 Blake aveva pubblicato la raccolta “Songs of Innocents”. Lui procede per opposti complementari, lui ha una visione del mondo dicotomica, ovvero ogni cosa che si manifesta ha il suo contrario. Le due raccolte sono concepite per essere dicotomiche.
In Innocence si parla di uno stato esistenziale in cui ci siamo trovati tutti prima di fare esperienza della vita; noi, come anime mortali, nasciamo senza etica e morale, facendo esperienza della vita questa purezza originaria si rovina, viene inquinata e l’innocenza iniziale, non solo per non commettere azioni cattive, ma è un’innocenza anche nei confronti del mondo, si pensa che nel mondo non ci sia il male, ma man mano che si fa esperienza si capisce che esiste anche il male, la violenza eccetera. Quindi l’innocenza diventa esperienza. Una volta arrivati al culmine dell’esperienza, morte, si torna indietro, si lascia il corpo materiale e si diventa di nuovo innocenti.
Ci sono dei rimandi tra le due Songs. Blake lavora per simmetrie, fa dei rimandi intertestuali tra i due componimenti.
Es: The lamb = purezza che corrisponde all’esperienza ovvero the Tyger.
Il simbolismo cioè l’uso fortemente carico di valenze e le connotazioni che si può fare di un'unica immagine è straordinario. Simbolismo teromorfico = simbolismo legato agli animali, animali come veicoli per la trasmissione di significati simbolici. In questo caso abbiamo due animali, agnello e tigre, che sono simboli a loro volta carichi di significati.
I testi di Blake sono bimediali: dicotomia tra immagine e parola. Le immagini in Blake non hanno una mera funzione ancillare rispetto alla parola e viceversa, la parola non è didascalia e l’immagine non è illustrazione. Contemporaneamente i due piani del testo, immagini e parole, dialogano. Le immagini sono simili all’aspetto grafemico, es: i rami si trasformano in parti di lettera, è il suo modo di dirci che non c’è differenza tra visivo e verbale, sono due mezzi di trasmissione e l’uno si può tramutare nell’altro, è solo la ragione che li separa. È un esempio di logica simmetrica, perché le immagini e le parole sono in relazione reciproca. Anche i grafemi sono simili alle illustrazioni. Graficamente le quartine sono separate da rami, dialogo fra parole e immagini.
Metro e struttura
Dal punto di vista metrico e della struttura: 6 quartine, con rima baciata AABB… questi sono distici, in inglese couplets, ovvero l’uso della rima baciata tipica del 700 però nel 700 venivano usate con un numero di sillabe differenti ovvero 5 sillabe e venivano chiamati pentametri “heroic couplets”.
Blake usa i couplets, coppie di versi a rima baciata, ma sottrae qualche sillaba dalle 10 complessive a 8 sillabe, di media, per verso, strutturate in 4 luoghi ritmicamente più forti chiamati “beats” in cui l’accento ritmico si sente più nitido.
Il primo verso è un tetrametro, 4 beats.
Nel primo verso il ritorno al 4 c’è grazie alla presenza di 4 parole, oltre che i 4 beats.
4 → la quaternarietà è il simbolo tipico del proto-romanticismo e il romanticismo.
Poema sulla creatività, attraverso cui Blake cerca di trasmettere la complessità dell’azione creativa artistica e la questione della responsabilità dell’artista rispetto a ciò che crea e quindi ha anche la responsabilità del male. Nella visione romantica “creare” significa portare qualcosa di nuovo tramite l’immaginazione, ovvero la creazione di immagini, e creare immagini significa modificare la coscienza di chi ascolta e, conseguentemente, anche modificare il comportamento, le azioni e così l’idea diventa realtà. Quindi il problema degli artisti è ciò che portano nel mondo, la loro responsabilità, dato le loro conseguenze.
Nel testo troviamo quindi due temi:
- Che cosa è la creatività, relazione tra uomo come creatore e Dio come creatore.
- Responsabilità del male, creare significa portare qualcosa nel mondo ma essere anche responsabili.
Poema sulla creatività che fa vedere gli esiti di una creazione, fabbricazione: the Tyger.
Sintassi
- Paratassi.
- Collocazioni particolari di classi di parola alla fine e a inizio verso, verbi sono quasi sempre alla fine del verso.
- Interrogative.
- Could > dare, ripetizione e variazione.
- Funzione comunicativa di tipo vocativo, rivolta al tu.
- La funzione emotiva è esplicitata grazie al suo punto di vista.
- Al verso 20, “he” si può riferire a Dio, oppure a Blake stesso, rimandando all’altro testo, the Lamb. Intertestualità. Metaletterario.
- Interiezione (!) verso 16 atteggiamento dell’io poetico rispetto all’enunciato, prova orrore, scandalo.
Sul piano della logica simmetrica e asimmetrica
- Logica asimmetrica = paradosso inconciliabile del verso 19. Una dicotomia che non può essere accettata dalla parte razionale dell’io poetico, non accetta la figura della tigre, distaccandosene concettualmente e emotivamente. Ogni volta che si pone domande, significa analizzare, cercare di comprenderne la natura e l’analisi insieme all’attività di separazione è tipica del pensiero conscio e razionale.
- Logica simmetrica = logica dell’inconscio. È attiva perché vi è la simultanea convivenza degli opposti, tigre come soggetto del testo e l’agnello come rimando intratestuale. Ripetizioni di parole e di intere parti del testo, perché il pensiero inconscio è ripetitivo, ridondante.
Nel testo compare anche la ridondanza fonica, allitterazione Tyger, Tyger, burning bright.
La sonorità che prevale nel testo sono le consonanti, di tipo occlusivo all’attacco di inizio quartina che poi si trasformano in fricative, qualità foniche completamente diversa, aria bloccata; aria semibloccata. Queste due varietà di suono simboleggiano la teoria degli opposti, suoni violenti, suoni relativamente più gentili.
v.5 teoria degli opposti: profondo abisso con altissima elevazione, deeps-skies.
v. 4 fearful symmetry → dicotomia tra la simmetria, che è bellezza, l’armonia, ma è spaventosa perché incomprensibile al pensiero razionale. Categorie estetiche epocali = bellezza, beauty, ciò che veniva considerato bello, cioè la simmetria delle forme, l’equilibrio. E in fondo, indirettamente, Blake ci dice con la dicotomia innocenza-esperienza, agnello-tigre è bella perché armoniosa, perché si controbilanciano a vicenda. Da una parte c’è la bellezza, ma dall’altra parte questa bellezza esplode di fronte all’occhio dello spettatore e genera delle emozioni violente, fa sentire l’osservatore vulnerabile rispetto alla grandiosità dello spettacolo, che è numinoso, cioè attraente, ma anche respingente, che si sta manifestando di fronte ai suoi occhi. Il sublime, di Berke, è l’altra categoria estetica che emerge nel testo, in particolare alla fine del verso 4.
Su tutti i livelli del testo vi è quindi una dicotomia, utilizzata da Blake per esplorare una tematica centrale: la creatività.
Creatività
Creatività:
- Fare creativo?
- Chi è il soggetto?
- Quale è l’origine?
- Quali sono gli effetti?
- Quale è l’oggetto? In questo caso è la tigre stessa.
La cifra stilistica che utilizza è la dicotomia, ovvero opposti che coesistono nello stesso luogo, per esempio nel testo.
Un altro elemento che emerge è il modello di psiche creativa, che funzioni psichiche e cognitive usa? La risposta ce la dà Matte Blanco ovvero il continuo dialogo senza sintesi fra i due opposti di conscio e inconscio.
Modello della psiche creativa come un continuo dialogo fra conscio e inconscio, il dialogo non è esente da paradossi o contraddizioni.
Non dà una risposta, ma solleva una problematica e mostra un tipo di esperienza del fare creativo.
Isotopia della creatività, che tipo di fare creativo viene rappresentato? Creatività improntata all’organicismo della natura, la creazione è generazione, perché la tigre è un animale, un essere naturale, un prodotto della natura, in quanto animale.
Isotopia della natura
Il primo artefice della tigre quindi, essendo prodotto della natura, è Dio, soggetto creativo.
Vediamo nel testo quali riferimenti abbiamo alla natura, legandoci al primo possibile artefice della tigre: queste parole creano un’isotopia nel testo sul piano paradigmatico e non sintagmatico = indica la sequenza lineare nel discorso senza salti, c’è una linearità nel testo.
- Tyger.
- Forest.
- Night.
- Skies.
- Fire.
- Deep, skies.
- Wings.
- Hand, shoulder.
- Shoulder.
- Heart.
- Hand.
- Beat.
- Feet.
- Brain.
- Stars.
- Water.
- Lamb.
- Tiers.
Se mettiamo insieme elementi simili, creiamo dei paradigmi, quando i paradigmi sono semantici si chiamano isotopie, percorsi di senso.
Abbiamo il contesto spaziale, forest, il contesto temporale, night, e poi parole come wings, che non riguardano elementi spazio-temporali ma parti di organismi viventi. C’è anche il riferimento ad un altro essere vivente, Lamb. L’isotopia è coerente in sé stessa, che ci dà un quadro di senso: la vita e la creazione all’interno dell’esistenza naturale.
L’elemento organicistico, che si struttura per continuità, in realtà nel testo è sparso nel testo, le parole che hanno in comune la natura sono frammentate nel testo. Quindi in opposizione all’organismo si ha la frammentarietà dei termini nel testo, questa divisione in parti è ciò che problematizza il concetto di organismo all’interno di questa isotopia. Più che un organismo sembra essere un meccanismo.
Prendendo in esame come primo artefice Dio, non è un vero artefice perché chi crea deve creare qualcosa di coeso e non frammentato.
Ci mostra sia l’opposizione della natura stessa, non è l’unità coesa e coerente che ci aspettiamo, ma è frammentato, sia del creatore che è Dio, perché crea qualcosa di coeso e frammentato allo stesso tempo.
Isotopia della cultura
Questa isotopia è l’opposto complementare dell’isotopia della natura. Sono presenti parole riguardanti oggetti che servono per fabbricare oggetti, sono sostantivi e verbi.
- Frame.
- Hand.
- Dare → osare, è l’azione creativa dell’artista è quella di sfidare la natura, le divinità, cercare di rendersi al di sopra del potere stesso.
- Seize.
- Aspire → ambizione, azione che cerca di superare i limiti della natura e dell’umano, le ali che hanno ispirato ad andare oltre tutti gli altri uomini sono quelle di Icaro. Ambizione dell’intelletto.
- Hand → la mano come metafora dell’azione creativa che prende il controllo della natura, in questo caso afferrando il fuoco, è la mano di Prometeo.
Icaro e Prometeo come personificazioni dell’ambizione dell’artista, del soggetto creativo. Prometeo è un titano, a metà tra la dimensione umana e quella della divinità.
La mano che osa afferrare il fuoco richiama, oltre a Prometeo, la figura dell’alchimista. L’alchimia nel periodo di Blake stava tornando in auge, dopo un periodo di censura sociale. È un tipo di filosofia della natura apparentemente irrazionale, per l’illuminismo era una follia, perciò venne bandita per poi essere riutilizzata con l’inizio del romanticismo, usavano simboli pseudomagici in laboratori scientifici. L’alchimia serve per perfezionare qualcosa elevandola ad uno stato superiore.
Esiste l’alchimia esoterica, per pochi eletti, segreta, agisce sulla mente dell’alchimista da uno stato iniziale, nigredo, di confusione, passando per uno stato intermedio di chiarezza in cui inizia a comprendere, albedo, fino allo stato finale, rubedo, in cui, non solo si è capito, ma si agisce, si trasforma in azione ciò che si è compreso.
E l’alchimia essoterica non è un lavoro interno alla psiche, ma esterna, è più concreta, più tangibile e non segreta ed elitaria; è un’alchimia pratica, perché ha bisogno di materiali e strumenti come sostanze chimiche, fuoco, esplosioni, tutt’altro che psicologico.
L’alchimista essoterico che gestisce il fuoco, percorre la via secca, ovvero una serie di tecniche e procedure che hanno come strumento il fuoco. La via secca è la via del fuoco, che sta dentro una fornace, athanor, è breve e pericolosa; perciò, l’alchimista deve essere preciso perché si possono provocare effetti catastrofici. Il vero alchimista è colui che utilizza la via secca.
Il fuoco simboleggia l’intelletto.
La via dell’acqua è la via umida ed è la via dell’alchimia esoterica. Si usano dei liquidi, acqua, soluzioni per sciogliere sostanze. È una via lenta, fatta di molti step, richiede molte pause.
L’alchimista in questo testo è esoterico che usa la via secca, v.8 osa sfidare il fuoco e dal v.9 in poi l’artefice si manifesta come un vero e proprio alchimista che sta mettendo in atto la via secca, fatta di forza e controllo totale, facendo riferimento a shoulder.
Al verso 9 si fa riferimento a shoulder, forza, che riesce a torcere i nervi del cuore della tigre, cosa possibile solo da chi riesce a generare un controllo che solo un alchimista esoterico può avere.
Art = l’alchimia viene chiamata arte.
Tra i versi 11 e 12 la tensione emotiva e l’orrore potenziale aumentano, ma il creatore ha il controllo, non ha paura, nonostante la tigre simboleggi il male nel mondo.
I piedi dell’artista non si muovono, perché non scappa.
Il soggetto creativo è numinoso come la sua creazione, qualcosa da temere.
V13-16 compaiono le attrezzature di laboratorio che servono sia al fabbro che nell’alchimia essoterica per maneggiare il fuoco, ma anche che servono anche per assemblare parti di corpi meccanici, non è una creazione organicistica ma meccanicistica. Siamo ancora di fronte ad un’azione creativa che rivaleggia con Dio, questa azione però indica controllo, forza, non è naturale, ma è un continuo lavoro in ambiente inospitale, pieno di stridore, fumo e definito come dread.
Grasp: afferrare il potere di dare alla vita che viene emanato da Dio nella creazione, ma che qui ha bisogno di un controllo totale e continuo.
Frankenstein
Frankenstein: nel momento in cui la creatura prende vita, l’atteggiamento del creatore è completamente diverso da quello del testo di Blake. Victor Frankenstein è anche un alchimista, come quello di questo testo.
Non ha nessun controllo, grasp, su ciò che crea. Nel romanzo vi è una critica all’alchimia e al soggetto, perché non è in grado di fronteggiare alle proprie creazioni, a differenza del testo di Blake.
Nell’isotopia 1 la tigre è il più pericoloso degli organismi viventi.
Nell’isotopia 2 la tigre come imitome, immagine che vale per tutte, della responsabilità che l’artista ha di coltivare la propria ambizione per creare qualcosa che non era mai stato creato prima, nemmeno da Dio.
Isotopia della responsabilità del male da parte dell’artefice. L’artista ha la responsabilità di quello che produce, d
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