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Psicologia generale #01 Prof.ssa Bernini - La psicosomatica

Psicologia generale #01

La psicosomatica

Brainstorming sulla parola “psicosomatica”: rapporto tra psiche (mente) e soma (corpo).

Che cosa viene in mente pensando alla parola “psicosomatica”?

  • Gli effetti dello stress (inteso come psicologico) sul corpo (manifestazione corporea) l’idea dell’individuo).
  • Effetto placebo: (convinzione psicologica che un farmaco possa funzionare anche se ciò che viene somministrato non è un farmaco ma uno zuccherino, porta ad un effettivo funzionamento sul corpo (riscontro fisico).

Approfondimento → In studi che hanno lo scopo di testare farmaci vengono reclutati dei pazienti con una determinata patologia e, generalmente, si dividono in tre gruppi in modo cieco (i pazienti non sanno a che gruppo appartengono, e neanche i valutatori). Al primo gruppo viene somministrato il farmaco e si valuta il prima e il dopo, al secondo gruppo viene somministrato uno zuccherino (gruppo placebo) e si valuta prima e dopo, il terzo gruppo è il gruppo nocebo che non assume niente: questo gruppo è facilmente individuabile sia dai pazienti che dagli sperimentatori, ma il suo scopo è quello di permettere il confronto con il gruppo placebo.

Convinzioni e credenze permettono quindi modificazioni fisiologiche e immunologiche e ci sono alcuni studi che lo dimostrano.

Studio americano: sono state prese in considerazione persone autoctone americane con etnia cinese e sono state confrontate quelle di loro che avevano un forte credo legato alla tradizione cinese con chi invece si era integrato con la cultura americana. C’è l’anno, l’ora una credenza cinese per cui il giorno e di nascita l’anno nell’individuo predicono e la causa di morte e questo studio ha dimostrato che chi era legato alla nell’anno cultura cinese e credeva in queste profezie aveva un rischio doppio di morire e per la causa della predizione rispetto a chi non aveva questa credenza. La motivazione è da ricondurre a comportamenti nell’anno disfunzionali che le persone mettevano in atto in cui pensavano che sarebbero morti e anche al fatto che la mente ha una certa influenza a livello fisiologico.

Il DSM

Il DSM è il manuale statistico-diagnostico dei disturbi mentali, fondamentale in psichiatria. Qui sono all’interno racchiusi tutti i disturbi psichiatrici, sono divisi in macrocategorie e di ogni macrocategoria ci sono diverse diagnosi. I disturbi psicosomatici sono chiamati, nel nuovo DSM, disturbi da sintomi somatici e correlati e contengono una serie di categorie diagnostiche.

  • Ipocondria: il DSM V del 2013 ridefinisce l’ipocondria chiamandola “disturbo da ansia di malattia” e modifica i criteri diagnostici (elenco di sintomi che devono essere rispettati per fare diagnosi) per cui, l’elemento fondamentale resta la preoccupazione per la salute (come lo era per la diagnosi di ipocondria), ma non devono essere presenti sintomi fisici, al contrario che includeva dell’ipocondria la presenza di sintomi fisici. Oggi, se sono presenti sintomi fisici viene fatta diagnosi di disturbo da sintomi somatici. Il disturbo da ansia di malattia è considerato un disturbo psicosomatico per eccellenza anche se ha solo una componente psichica e non ha una componente somatica (l’ipocondria non ha effetto sul corpo, non porta alla manifestazione di sintomi sul corpo) perché l’attenzione dell’individuo è sul soma, sul corpo.
  • Disturbi del comportamento alimentare (DCA): un malessere emotivo (psic, la professoressa usa “psic” per non dover distinguere tra psichiatria e psicologia) che viene scaricato sul soma. Il controllo dell’aspetto corporeo è conseguente ad un malessere psicologico. In realtà nel DSM i disturbi del comportamento alimentare fanno una categoria a sé, non sono inseriti nei disturbi psicosomatici, ma tutti i disturbi “psic” hanno un effetto sul soma e tutti i disturbi somatici hanno un effetto psicologico.
  • Attacchi di ansia e attacchi di panico: l’ansia è la preoccupazione (pre-occuparsi) per l’esito di qualcosa che ancora non è avvenuto. Più la persona è ansiosa, più l’esito che immagina sarà catastrofico. L’ansia è una componente psichica che ha un effetto sul corpo; infatti, la preoccupazione è la percezione di un pericolo e questa innesca una risposta fisiologica tangibile nell’individuo. Questa risposta è estremamente spiacevole, ma è molto utile. La percezione di una situazione (esame, un contesto sociale, ecc.) come un pericolo scatena ansia, agitazione, disagio. Non è l’esame in sé a scatenare l’ansia, ma è la valutazione che fa l’individuo di quella situazione preoccupandosene (es: sarò in grado di sostenere l’esame? Dirò cose giuste? La mia preparazione sarà adeguata? ecc.). I pensieri che l’individuo ha nel “pre” scatenano una serie di risposte fisiologiche fastidiose che sono le stesse che si innescano dopo aver sentito uno stridio di gomme alle spalle (paura di essere investiti), utili per mettersi al sicuro: il battito cardiaco accelera, vampate di calore e sudorazione, respiro affannoso. L’ansia deriva da una risposta di attacco-fuga (fight or fly response) che permette all’individuo di avere più chance di rispondere al pericolo e rende molto più attento e reattivo (questo spiega perché l’ansia aumenta la concentrazione, l’attenzione, e la memoria). L’ansia verrà trattata nelle prossime lezioni in modo più completo.
  • Psoriasi e neurodermatiti: la pelle è ciò che separa noi dal contesto esterno/sociale, è il punto di confine e su di essa si manifestano aspetti interni. Non per tutte le psoriasi e neurodermatiti sono state trovate le cause anatomopatologiche, quindi somatiche; sono però entrambe legate allo stress, si parla quindi di qualcosa di psiche che è legato al soma, ma non solo: queste manifestazioni cutanee possono anche creare disagio nell’individuo; quindi, qualcosa che è somatico ha un effetto sulla psiche. La dermatite è causata dallo stress (psic) e la sua manifestazione è somatica, cutanea, ma ha anche un effetto sulla psic perché crea disagio che, nuovamente, crea stress e quindi alimenta la manifestazione sul soma. Questo è un effetto circolare in cui psiche e soma si influenzano a vicenda autoalimentandosi.

Il disturbo ossessivo compulsivo ha due componenti, l’ossessione e la compulsione: l’ossessione è il pensiero (di dover fare qualcosa per evitare che accadano cose brutte), la componente psiche, la compulsione è l’azione che libera dall’ansia generata dal pensiero ossessivo, la componente soma.

Prendiamo il caso di una malattia somatica che ha un effetto sulla psiche, come una malformazione visibile, o un tumore. Anche qui abbiamo un’interazione tra psico e soma. Distinguiamo però due casi diversi, il caso di una lesione o di un tumore cerebrale che ha un effetto diretto sulla psiche, sul comportamento, e il caso di un qualsiasi altro tumore, che genera in circa la metà dei casi un disturbo depressivo.

Inoltre, gli individui che sviluppano a seguito di un disturbo oncologico un disturbo depressivo, hanno un maggior rischio di prognosi peggiore a parità di condizioni. Abbiamo quindi un feedback circolare tra psiche e soma. Durante i primi periodi della pandemia, nel primo lockdown, c’erano tra le indicazioni che venivano date quelle di dormire bene e di non stressarsi troppo, proprio perché lo stress ha degli effetti negativi sul sistema immunologico.

Prendiamo per esempio individui che devono fare una prestazione (di qualsiasi tipo, per es. atletica o musicale), e che prima della performance hanno dolori fisici, perché lo stress ci fa irrigidire il corpo.

Nello stress post-traumatico (che non è in realtà un disturbo psicosomatico, ma ha comunque come effetto manifestazioni sul corpo) l’individuo vive un trauma e ha una reazione di stress. I traumi possono essere o grandi traumi (calamità naturali, una guerra, un lutto, un incidente stradale…) o piccoli traumi, apparentemente non rilevanti, ma che possono causare gli stessi effetti di grandi traumi a seconda del significato che l’individuo gli dà.

Nell’autolesionismo abbiamo una problematica psic che per essere scaricata necessita di un’azione sul corpo (in realtà solo da una parte, dall’altra l’individuo autolesionista lo fa per sentire qualcosa).

Altri esempi: una malattia fisica che costringe a rimanere a letto o a casa, e che ha quindi un effetto sulla componente emotiva.

La sindrome dell’arto fantasma, in cui psico e soma entrano in gioco in modo importante, infatti l’accettazione dell’amputazione dell’arto fa diminuire la sindrome fantasma.

Una persona che soffre di tic in situazioni ansiogene ha ancora più tic, e questi creano disagio, e questo disagio li aumenta ancora di più (feedback circolare). Prendiamo come esempio una ginnasta professionista che all’apice della sua carriera si frattura un braccio, ciò è facilmente intuibile che rappresenti una enorme causa di stress per la ginnasta, stress che non avrebbe un’altra persona che magari fa un lavoro di ufficio se dovesse subire la stessa identica frattura.

Il significato che viene dato dall’individuo alla lesione influisce significativamente sul recupero e sulla guarigione, una stessa frattura può avere effetti diversi sulla psiche di diversi individui, e questi diversi effetti influiscono sulla prognosi. Molte situazioni di questo genere comportano un dolore cronico (ossia un dolore che dura oltre il normale tempo di guarigione) in cui un intervento psicologico può rivelarsi molto utile per aumentare la tolleranza al dolore, permettendo all’individuo di essere meno influenzato nella sua vita da quest’ultimo, e diminuendo il rischio di depressione.

Definizione di psicosomatica

Psicosomatica: riguarda aspetti di origine psicologica, che hanno una manifestazione corporea, somatica, concerne quindi tutti quei disturbi corporei, che non hanno un substrato anatomopatologico d’organo, oppure una lesione che motivi quella manifestazione.

Alcune malattie che sono state a lungo tempo considerate come psicosomatiche, in realtà presentavano una causa somatica, ad esempio la gastrite. Per i casi di gastrite infatti, lo stress inizialmente era considerato come la causa principale, poi si scoprì il batterio Helicobacter pylori, che in molti casi implica gastrite.

La parte legata allo stress e gli effetti psicologici hanno una ripercussione sul mantenimento del sintomo oltre il normale tempo di guarigione e contribuiscono all'aggravamento di sintomi della malattia.

Excursus storico del rapporto tra psiche e soma: nei secoli la concezione di questo rapporto ha avuto un forte impatto sulla concezione dell’individuo e sulla concezione della medicina, in particolare sulla concezione della malattia e della cura dell’individuo.

Psicosomatica: disciplina non iper specialistica, ma di integrazione tra diverse discipline: biologia, medicina, psicologia.

Il medico si approccia con una visione biopsicosociale, questo è l’approccio attuale della medicina, ovvero che le malattie e i sintomi sono causati da elementi biologici, psicologici e sociali. Il contesto sociale di cui un individuo fa parte è molto importante nel trattamento e nella concezione di una malattia.

Malattia psicosomatica: disturbo corporeo con origine psichica.

Fattori psicosomatici: fattori o elementi che in modo multifattoriale, multidimensionale possono innescare un determinato disturbo.

Ad esempio l’ipertensione caratterizzata da livelli di pressione arteriosa costantemente elevati, è causata da fattori psicosomatici, come la familiarità, cioè se in famiglia ci sono persone con ipertensione si è più propensi allo sviluppo dell’ipertensione, si tratta di un aspetto biologico, ereditario oppure il disturbo ipertensivo può essere dovuto a problematiche comportamentali, oppure può essere causato da stile di vita insaturi (dieta con tanto sale). La rabbia agisce sul livello pressorio. Le emozioni aumentano il livello di pressione. Persone con problemi di controllo delle emozioni presentano un certo rischio di sviluppo di questo disturbo. Il peso della parte emotiva può essere più o meno elevato nella determinazione della malattia. Esistono forme ipertensive farmaco resistenti, che nonostante i farmaci non riescono a diminuire il livello di pressione.

Dunque i fattori bio o psicosociali possono avere pesi diversi nel contribuire allo sviluppo della malattia tra persone diverse, ma anche nello stesso soggetto in diversi momenti della vita.

Sintomi funzionali: sintomi con una funzione alterata, senza che in realtà ci sia una lesione d’organo, ad esempio i sintomi Simil-Neurologici.

Freud è stato il primo ad occuparsi di psicosomatica, egli si concentrò anche sull’isteria, sul disturbo isterico, che è considerata un disturbo psicosomatico.

Cecità isterica: soggetto non vedente, ma non risultano lesioni d’organo.

I sintomi dell’isteria sono sintomi funzionali, sono sintomi Simil-Epilettiformi, sembrano crisi epilettiche, ma quando vengono fatti esami clinici per osservare se sono presenti alterazioni cerebrali, che causano l'epilessia, in realtà queste non ci sono. L’evento più grave che può accadere ad un paziente con crisi epilettiche è che la lingua venga “ingoiata”, cioè che la lingua si giri all’interno delle vie respiratorie, mentre in pazienti con crisi epilettiforme questo rischio della lingua non c’è.

Personalità psicosomatica: alcune caratteristiche della personalità rendono alcuni individui più propensi, più suscettibili a sviluppare una particolare malattia, ad esempio un disturbo cardiovascolare, che può emergere in soggetti con la cosiddetta personalità di tipo A (A sta per anger, la rabbia), si tratta di individui nervosi, molto agitati, molto competitivi; dunque questi soggetti hanno un maggior propenso allo sviluppo di disturbi cardiovascolari.

Sono anche state individuate persone con personalità di tipo C o personalità propensa al cancro, può essere definita principalmente mediante due caratteristiche: la mancanza di emozioni negative e il bisogno di armonia, questi soggetti presentano una particolare propensione allo sviluppo di malattie oncologiche.

Psicologia generale #2 - Prof. Olivia Bernini - Rapporto tra psiche e soma

Psicologia generale #02

Rapporto tra psiche e soma

Rapporto tra psiche e soma e paradossi

Primo paradosso

Il rapporto tra psiche e soma è una problematica di cui si discute da ormai molto tempo, ci sono alcuni paradossi rispetto alla divisione tra le due in quanto si ritiene che possa essere utile solo dal punto di vista di studio, poiché, analizzando l'individuo e concettualizzando malattia e salute, separare psiche e soma è paradossale a livello logico. Per esempio avendo una penna, per avere l'esperienza di toccare la penna, serve ovviamente la parte somatica, fisica, ma serve anche la rappresentazione mentale della penna per avere coscienza di toccarla. Separando quindi Soma e Psiche non è possibile vivere una certa esperienza.

Jaspers è il padre della psicopatologia generale e quando spiegava questo concetto diceva che ‘Il corpo è l'unica parte del mondo che venga contemporaneamente sentita dall’interno e percepita in superficie, esso è per me un oggetto ma io sono questo stesso corpo.’

Sono perciò anche per Jaspers due cose differenti come mi sento corporeamente e come mi percepisco come oggetto, se ne dovesse mancare una c’è il rischio che non si abbia consapevolezza neanche dell'altra.

Secondo paradosso, paradosso epistemologico

Si può definire anche un paradosso a livello epistemologico e si parla di dualismo cartesiano poiché vedremo che prima di Cartesio psiche e soma erano considerati a livello olistico, lui è il primo che li scinde ed è per questo considerato il padre della medicina specialistica moderna grazie alla sua visione meccanicistica che permetteva una divisione e uno studio del corpo nelle sue diverse parti. Favorendo le specialistiche della medicina con lui è iniziato il sezionamento del corpo umano e lo studio dei vari singoli organi.

Ogni organo però non è fine a se stesso, ma è collegato ad un altro infatti la medicina moderna è vero che si concentra sulla parte specialistica ma il lavoro di equipe dei vari specialisti è fondamentale.

Per esempio, la morte per disturbi cardiovascolari o la morte per malattia coronarica non è causata solo da fattori biologici. Quando c'è un disturbo cardiovascolare infatti è importante ovviamente trattare l'organo colpito ma è anche lo stesso medico che tra le terapie inserirà una dieta ed andrà quindi ad osservare le abitudini alimentari del suo paziente o tratterà lo stress del paziente e prenderà in considerazione nell’anamnesi ogni fattore predisponente.

Per curare una malattia quindi non ci si potrà basare soltanto sul soma.

I processi fisiopatologici dipendono da un insieme interattivo di tanti fattori che sono fattori biologici, stili di vita, stili comportamentali…

Terzo paradosso, paradosso a livello clinico

Esiste poi un paradosso a livello clinico, problema che attualmente dovrebbe essere un po' superato però ancora non lo è del tutto. C’è un quesito diagnostico frequente che è ‘questo è un disturbo psicosomatico?’

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabio_lucacci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bernini Anna.
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