Psicologia generale | Viviana Pennisi
Psicologia generale
Presentazione del corso
Programma
Il corso è costituito da 6 moduli, i quali forniscono una panoramica di tutto il programma (da approfondire con libri di testo, appunti e slides) e da esercitazioni*.
- Modulo 0: introduzione al corso e presentazione psicologia generale.
- Modulo 1: sensazione, percezione, attenzione e coscienza.
- Modulo 2: pensiero e memoria.
- Modulo 3: intelligenza, apprendimento e motivazione.
- Modulo 4: emozioni, benessere e comunicazione.
- Modulo 5: presentazione dei testi a scelta.
[*applicazioni pratiche, esemplificazioni, spazio per la riflessione]
Bibliografia
R. Ciceri-R.S. Feldman-G. Amoretti, Psicologia generale, McGraw-Hill, Milano (quarta edizione), 2021. [Acquista da VP - Non sono da studiare i capitoli 2 e 12]
L. Anolli (a cura di), Psicologia generale. Fonti commentate su: emozione, percezione, pensiero, memoria, Il Cisalpino, Milano, 1996. [Acquista da VP - Sono da studiare le seguenti parti: pp. 73-95; pp. 191-214; pp. 323-338; pp. 361-376.]
-A. Antonietti, Pensare creativamente. PsyPrint, New York, 2021. [Acquistabile unicamente tramite Amazon]
P. Bressan, Il colore della luna: come vediamo e perché. Editori Laterza, Bari, 2007. [Acquista da VP]
N. Mammarella, Psicologia della memoria positiva. Franco Angeli Editore, Milano, 2011. [Acquista da VP]
K. Oatley, Breve storia delle emozioni. Il Mulino, Bologna, 2007. [Acquista da VP]
Modulo 1
Psicologia generale | Viviana Pennisi
[Stefania Balzarotti – sensazione, percezione, attenzione e coscienza]
Sensazione, percezione e realtà fisica
Lo studio di come l’organismo riceve ed elabora le informazioni provenienti dall’ambiente esterno si divide in due settori di ricerca:
- Psicofisica: studio della sensazione, degli organi di senso sensazione.
- Percettologia: studio della formazione del percetto percezione. Distinzione criticata in quanto già gli organi di senso elaborano in un certo modo le informazioni.
In psicologia: sensazione percezione.
[Dimensione fisica – passaggio dall’ambiente ai sensi dimensione psichica – passaggio dai sensi al cervello]
La sensazione
=Attivazione degli organi di senso stimolati da una sorgente di energia fisica.
Esterno La sensazione ha la funzione di registrare i cambiamenti che avvengono nell’ambiente per trasmetterli al mondo cervello. (es. sistema visivo sensibile alla luce riflessa da un oggetto – energia elettromagnetica – per cui i diversi sistemi sensoriali devono tradurre tale energia in impulsi nervosi) il con Ogni senso comporta una trasduzione sensoriale (= trasformazione dell’energia in impulso comunicazione nervoso/segnali neuronali) i sensi tuttavia non devono rispondere solo alla stimolazione di una particolare forma di energia, ma devono anche rispondere in modo differenziato alle variazioni* di tale energia.
Di quantitativa Canale *variazioni di energia secondo due dimensioni qualificativa.
Per ogni senso la trasduzione avviene in modo che l’informazione relativa alla quantità e alla qualità dell’energia si conservi nel pattern dei potenziali d’azione inviati al cervello (codificazione).
Studio della sensazione; rappresenta la Psicofisica: relazione tra lo stimolo* fisico esterno e la sensazione che questo provoca.
Studia le relazioni che si instaurano tra l'intensità dell'energia che colpisce gli organi di senso e l'intensità dell'esperienza sensoriale del percipiente – variazioni nell’intensità fisica dello stimolo e varietà di sensazione.
*qualsiasi sorgente di energia fisica che provochi una risposta al livello di un organo di senso
Limiti degli organi di senso
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Nella fase di registrazione dell’energia degli stimoli esterni gli organi di senso sono vincolati da alcuni limiti:
- Ogni sistema è sensibile solo ad un particolare tipo di energia. Molti altri stimoli sono presenti nell’ambiente ma non possono essere avvertiti – il sistema sensoriale non è capace di ritrovarli° (es. non vediamo i raggi infrarossi).
- Limite dell’intensità dello stimolo. Ogni stimolo fisico deve raggiungere un livello minimo* per suscitare una sensazione.
Soglia differenziale (difference threshold): *Soglia assoluta (absolute threshold): confine tra gli variazione in uno stimolo standard Ss stimoli recepiti (stimoli sovraliminari) e gli stimoli presenti necessaria a produrre una differenza appena non avvertiti (stimoli infraliminari) è la più piccola percepibile rispetto ad uno stimolo di quantità di energia dello stimolo necessaria a produrre + confronto SC - (JND – just noticeable una sensazione. difference) nello stimolo, cioè la più piccola differenza discriminabile tra due stimoli.
Le soglie assolute possono variare non solo da individuo a La differenza tra le intensità dei due stimoli è individuo ma anche nel tempo, in specifiche condizioni e indicata come ΔI. capacità discriminativa.
In modo temporaneo. Metodo per verificare la °La causa è la presenza del rumore = la stimolazione soglia assoluta di fondo che interferisce con la percezione degli stimoli; si riferisce a diversi tipi di stimoli, non solo quelli uditivi.
Metodo dei limiti: serie di stimoli in ordine ascendente o discendente; il valore di soglia assoluta corrisponde al valore dello stimolo che è stato avvertito dal soggetto nel 50% dei casi.
Legge di Weber
Legge di Weber psicofisica classica.
L’incremento nell’intensità fisica (ΔI) di uno stimolo (Ss) richiesto per avere una JND è proporzionale all’intensità iniziale di Ss.
K = ΔI/I
[dove K = costante – valore specifico per ogni modalità sensoriale]
-Più grande è uno stimolo, maggiore è l’incremento necessario affinché tale incremento sia rilevabile.
-La soglia differenziale è una proporzione costante rispetto all’intensità di uno stimolo iniziale.
Legge di Fechner
Come varia la sensazione al variare continuo dell’intensità dello stimolo?
La sensazione è direttamente proporzionale al logaritmo dell’intensità dello stimolo (ovvero, la sensibilità al cambiamento va progressivamente a ridursi con l’aumento dell’intensità dello stimolo).
S = c log (I)
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*soggetti attivi che valutano e stimano lo stimolo, adattano la sensazione all’ambiente e decidono se rilevare o meno la differenza percepita.
Legge di Stevens
Legge di Stevens nuova psicofisica (il soggetto* non è un mero rilevatore, ma entrano in gioco fattori soggettivi)
Metodo della stima di grandezza: associare un numero all’intensità della sensazione provocata dallo stimolo (misura della sensazione su base indiretta) il soggetto è valutatore attivo dello stimolo in grado di valutare direttamente l’intensità della propria sensazione associandola a un numero.
La relazione tra la sensazione valutata dal soggetto e l’intensità di uno stimolo è una funzione di potenza.
- S = m
[m: costante che dipende dall’unità di misura scelta per misurare S e I / n: riferimento alla specifica modalità sensoriale]
Teoria della detezione del segnale
Oltre alle capacità recettive dell’organismo (sensibilità/capacità di discriminazione), l’influenza della presa di decisione sull’esistenza o meno dello stimolo.
I soggetti devono decidere se le loro sensazioni siano realmente prodotte da uno stimolo o da un rumore di fondo.
Esempi di applicazione della teoria della applicazioni detezione del segnale.
Quantificazione della sensibilità del dolore e la percezione del dolore: come si delle stabilisce la sensibilità al dolore? Hanno ↓
Quantitative sensory testing (QTS) – o test delle soglie psicofisiche: processi determinare le soglie di sensazione e dolore per le temperature (calde e fredde) i e la soglia di sensazione di vibrazione.
Tutti I soggetti gambler sono gli scommettitori, coloro che per fattori soggettivi ed individuali, saranno portati a dire che lo stimolo c’è e quindi saranno persone tendenti a commettere dei falsi allarmi. Ci saranno volte in cui perderanno.
I soggetti conservative solo coloro i quali nell’indecisione preferiscono dire che il segnale non c’è, adottando un approccio conservativo rispetto a dire che il segnale c’è. Sono persone che tendenzialmente commetteranno più omissioni.
Per i soggetti Gambler e conservative ci si rende conto che entra in gioco una dimensione soggettiva nel dire se il segnale esiste o no in presenza del segnale di sottofondo.
In questa teoria, viene analizzata l’influenza dei fattori di personalità, cognitivi alla modalità di funzionamento dei nostri sensi.
Stabilire delle relazioni tra soglie percettive, variabili cliniche e psicologiche associate al dolore esame per la diagnosi dei disturbi del sistema nervoso periferico, tra cui il dolore cronico e il dolore correlato a varie malattie, che permette di trattare meglio il paziente stesso
I vari organi di senso
1. La vista
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L’energia fisica a cui risponde l’organo della vista è quella che ha come stimolo è la luce, una forma di onda di radiazione elettromagnetica misurata in lunghezze d’onda (questa va dai raggi gamma alle onde radio).
Il sistema visivo umano risponde e rientra in un range particolarmente ristretto, il ventaglio di lunghezza d’onda a cui l’uomo è sensibile (= spettro visivo).
L’energia luminosa viene riflessa dagli oggetti presenti nel mondo circostante e viene recepita unicamente dall’organo capace di rispondere allo spettro visivo: l’occhio.
Il funzionamento dell’occhio è paragonabile a quello di una macchina fotografica, anche se il modo di funzionare dell’occhio e della retina è però molto più complesso; l’elaborazione dell’immagine visiva nel cervello riflette infatti l’operato del computer piuttosto che quello di una macchina fotografica.
La struttura dell’occhio
L’occhio è costituito da diversi elementi:
- Cornea= membrana trasparente con la funzione di una lente in quanto orienta i raggi luminosi verso l’interno dell’occhio.
- Pupilla= apertura presente nell’iride attraverso cui passa la luce; si dilata e si restringe a seconda della quantità di luce presente nell’ambiente (simile all’apertura di diaframma della reflex).
- Cristallino= sorta di lente che attraverso un processo di refrazione fa in modo che la luce passi all’interno dell’occhio in funzione della variazione della propria forma (accomodazione) – serve per la messa a fuoco.
- Retina*= sottile membrana multistrato in cui sono presenti i fotorecettori e altre cellule nervose che hanno il compito di trasformare l’energia luminosa in segnali neurali; è sede di una complessa rete neurale.
I fotorecettori si dividono in due tipi:
- Bastoncelli – cellule ricettive sottili e cilindriche, altamente sensibili alla luce e di primaria importanza nella visione periferica e nella vista notturna.
- Coni – cellule ricettive responsabili della messa a fuoco dettagliata e della percezione del colore in condizioni di elevata luminosità.
I fotorecettori non sono distribuiti in maniera uniforme ma c’è una zona centrale, la fovea, dove si ha la massima densità dei coni e l’assenza dei bastoncelli; nella fovea si ha la massima applicabilità visiva. Per questo motivo siamo dotati di movimento oculare (saccade) che serve a spostare l’occhio dall’oggetto sulla fovea (visione centrale), tutto ciò che circonda l’oggetto rientra nella visione periferica.
- Nervo ottico= fascio di assoni, cellule responsabili per il trasporto dell’informazione visiva verso le aree cerebrali.
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*Particolarità della retina
- I fotorecettori sono posti in strati della retina più lontani dalla fonte di luce.
- I fotorecettori (coni e bastoncelli) trasformano l’energia luminosa in segnale neurale attraverso processi biochimici.
- Le cellule bipolari raccolgono i segnali dei fotorecettori attivati dalla luce e li trasmettono alle cellule gangliari retiniche interne.
- Le cellule gangliari ricevono questo segnale e i loro assoni escono dalla retina formando il nervo ottico. Il compito di queste cellule è il masticamento dell’informazione catturata dai coni.
- La retina deve comprimere e riorganizzare l’informazione dai fotorecettori e trasmetterla al cervello tramite circa 1 milione di assoni delle cellule gangliari.
I colori
Una persona è in grado di riconoscere 7 milioni di colori differenti ma ci sono certi individui in cui questa capacità è limitata: i daltonici.
Nella forma più diffusa di daltonismo tutto ciò che è rosso o verde appare giallo, ma ci sono anche altre forme di daltonismo più rare. Ad esempio, nel daltonismo blu-giallo le persone non distinguono questi due colori tra loro.
Sono due i processi coinvolti nella visione del colore:
- Teoria tricromatica della visione (Helmholtz) = teoria secondo la quale esistono tre tipi di coni nella retina, a una specifica varietà di lunghezza d’onda. Ciascuno dei quali risponde principalmente.
- Teoria dei processi opponenti di colore (Hering) = teoria secondo la quale le cellule recettive sono legate a coppie e lavorano in opposizione l’una all’altra.
Entrambi i processi ci permettono di recepire il colore nonostante operino in aree diverse del sistema all’interno della retina stessa sensoriale visivo, in quanto i processi tricromatici lavorano mentre i meccanismi dei sia all’interno della retina che nei passaggi successivi dell’elaborazione neurale. Processi opposti avvengono (paragrafo dal libro)
Le cellule gangliari
Le cellule gangliari possono essere di tipo M (magnae o grandi – connesse con un numero elevato di fotorecettori) e di tipo P (parvae o piccole – connesse con un numero ridotto di fotorecettori).
Campo recettivo: regione della retina in cui una stimolazione luminosa provoca la massima risposta della cellula. Il campo recettivo ha un centro e una periferia. Più sono piccoli i campi recettivi (cellule P), maggiore sarà la capacità discriminativa.
Un certo numero di fotorecettori in un’area circolare della retina è connesso a un certo numero di cellule bipolari e a una sola cellula gangliare. L’area circolare costituisce il campo recettivo della cellula gangliare.
Le cellule gangliari P e M sono divise in due tipologie:
- Cellule a centro-ON: scaricano con frequenza massima quando la grandezza dello stimolo coincide con quella dell’area eccitatoria centrale, mentre riducono la scarica quando lo stimolo cade anche nella zona periferica.
- Cellule a centro-OFF: si comportano in maniera opposta.
Per ogni cellula, il centro dà una risposta contrastante alla periferia
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Queste proprietà permettono:
- Una percezione molto precisa dei contrasti: l’alternarsi dei campi recettivi centro-on e centro-off produce zone ad elevata discriminazione luminosa. Un quadrato a linee tratteggiate ci appare diverso da un quadrato a linee punteggiate grazie a questo meccanismo.
- Una percezione adeguata dei cambiamenti di illuminazione (codificano il contrasto).
Verso la corteccia visiva
Verso la corteccia visiva Chiasma ottico= incrocio di assoni, destra e Le regioni della retina sono rappresentate dalle regioni della sinistra vanno a finire sui due emisferi opposti corteccia visiva, di cui una vasta porzione è dedicata alla fovea.
Il compito della corteccia è quello di fondere le immagini create dall’occhio destro e dall’occhio sinistro in un’unica immagine. Per fare ciò ha bisogno di sapere che informazione gli occhi mandano in maniera separata alla corteccia e da che parte dell’occhio arrivano, se dall’emiretina temporale o se da quella nasale; per questo motivo l’informazione prima di essere trasmessa viene tenuta separata.
Il secondo compito della corteccia è quello dell’estrazione delle caratteristiche semplici dello stimolo. La corteccia è caratterizzata da neuroni che rispondono a caratteristiche semplici degli stimoli, ci sono cellule in grado di discriminare diversi gradi di orientazione - ogni cellula corticale risponde in modo preferenziale a linee con una certa orientazione.
Il nostro sistema visivo elabora in parallelo le caratteristiche elementari dello stimolo – il nostro cervello non vede ancora l’oggetto nella sua interezza ma sta ancora elaborando le sue caratteristiche.
Il raggio di luce che viene riflesso viaggia prima attraverso la cornea, una finestra protettiva. Grazie alla buona incurvatura, rifrange la luce che la attraversa permetterla a fuoco più chiaramente.
La luce ora attraversa: la pupilla, che è un buco nero al centro dell’iride. L’occhio sfrutta la condizione di forte luce diminuendo la dimensione della pupilla e permettendo così una vista più acuta.
La luce entra poi nel cristallino, che è dietro la pupilla; questo provoca una curvatura dei raggi della luce tale da focalizzarli adeguatamente nella parte posteriore dell’occhio, per poi rovesciare l’immagine.
L’immagine raggiunge la sua destinazione: la retina, dove l’energia elettromagnetica della luce è convertita in energia nervosa. L’immagine viene nuovamente rovesciata. La retina è composta da uno strato di cellule nervose che si trovano sul retro del bulbo oculare.
Esistono due tipi di cellule ricettive alla luce all’interno della retina e sono: basto
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