Psicologia generale: introduzione e sviluppi storici
Altre discipline che studiano i processi psicologici
Oltre alla psicologia, ci sono anche altre discipline che si occupano di studiare i vari processi psicologici come: il senso comune, la letteratura (in maniera più accurata, descrittiva e approfondita), la filosofia (che svolge indagini di tipo speculativo e vuole trovare il principio che genera l’esperienza psichica e la rende possibile) e la religione (che raggiunge risultati non scientifici). La psicologia è una disciplina con un ampio passato filosofico di 140 anni e ha un breve presente scientifico, infatti la psicologia scientifica nasce solamente nel 1879, a Lipsia, quando Wundt crea il primo laboratorio sperimentale e cerca di far aderire la psicologia all’ideale di scienza moderna.
Caratteristiche della conoscenza psicologica scientifica
Una conoscenza psicologica, per essere definita scientifica, deve possedere diverse caratteristiche. Così come la psicologia, per essere scientifica, deve possedere dei criteri (i quali possono cambiare nel corso delle epoche storiche = relatività storica e culturale del concetto di scienza, infatti oggi si parla di ideali di scienza perché la scienza cambia nel tempo e nel corso delle epoche storiche) a cui gli psicologi devono adeguarsi e devono anche riferirsi ad una singola idea, visione o concezione.
Gli epistemologi hanno definito un ideale moderno ed un ideale contemporaneo di scienza. L'ideale di scienza si riferisce all'idea secondo cui la scienza e i suoi criteri possono mutare nel corso delle varie epoche storiche. Inizialmente, la scienza era ritenuta il sapere più valido e sicuro in assoluto grazie al suo rigore, alla sua oggettività e razionalità, così come lo scienziato era considerato neutrale, autonomo e non influenzabile. La vera scienza nacque nel XVII secolo.
Ideale storico di scienza
- La scienza doveva trascurare l'esperienza
- L'oggetto era il mondo delle idee
- Il metodo utilizzato era razionale e deduttivo
- Il criterio principale era l'evidenza razionale
- Ci fu la nascita di una psicologia metafisica e dell'anima
Ideale moderno di scienza
La scienza moderna nasce nel 1600 con Bacone, Newton, Galilei e Cartesio e fa riferimento a quattro criteri di scientificità posseduti dai fenomeni presi in oggetto:
- Empiricità (deve essere osservabile)
- Oggettività e materialismo (ob-iectum = qualcosa che sta di fronte al soggetto e gli è estraneo)
- Misurabilità e ripetibilità (descrizioni quantitative)
- Pubblicità dei dati (risultati condivisi da/con più persone)
La materia e l'energia sono considerati i due principali concetti esplicativi. Il metodo esplicativo utilizzato è di tipo nomologico-deduttivo (dal generale al particolare) con legge di copertura (formulazione secondo cui se A = explanandum allora sempre B = explanans >>> se si verificano le condizioni necessarie per il verificarsi di un fatto, allora esso deve necessariamente verificarsi). Si ha una concezione razionalistica, deterministica e materialistica della natura e dell'uomo (es. dualismo cartesiano divisione tra la res extensa = il corpo che può essere un oggetto della scienza moderna, e la res cogitans = fenomeni psichici, la quale non può esserne un oggetto e veniva collocata in una dimensione metafisica) = per questo si può affermare che nella scienza del 1600 non c'è posto per la psicologia.
Si utilizza un metodo sperimentale rigoroso (osservazione, misurazione, ipotesi, verifica, formulazione delle leggi deterministiche = per scoprire i rapporti di causa-effetto tra i fenomeni e le cause). La scienza non deve limitarsi a descrivere i fenomeni studiati ma deve anche spiegarli.
Dibattito: il metodo scientifico è deduttivo o induttivo (osservazioni di singoli casi particolari, formulazione di ipotesi che portano a principi generali e verifica delle ipotesi formulate in precedenza)?
Ideale contemporaneo di scienza
Nasce nel 1900, a causa della crisi della scienza moderna a seguito degli sviluppi della fisica subatomica e della chimica.
- Ci fu una parziale revisione dei criteri della scienza moderna, in particolare venne criticato il criterio dell'oggettività da Heisenberg con il principio di indeterminazione. Heisenberg critica gli strumenti utilizzati e trasforma l'oggetto della scienza da ob-iectum ad inter-iectum, ovvero un oggetto che nasce dalle interazioni tra la cosa reale e le tecniche teorico-metodologiche adottate per conoscerlo e non nasce solo in maniera oggettiva.
- Venne svolta una critica al primato dell'esperienza empirica e ci fu un interessamento a fenomeni non osservabili.
- I modelli che vengono utilizzati sono di tipo ipotetico-deduttivo e quindi astratti che implicano la verifica in tempi successivi (studiano l'oggetto tramite modelli confrontabili a posteriori con l'esperienza), infatti il metodo esplicativo è di tipo probabilistico = la legge probabilistica non ci dice solo che un certo evento può accadere ma anche il grado o quantità di probabilità che ha di accadere.
Lo scopo della scienza è sempre quello di formulare leggi che descrivono le interazioni tra più fenomeni = leggi probabilistiche, secondo cui se A allora si verifica B, ma non con un’assoluta certezza e con un livello X di probabilità (>>> viene utilizzata la statistica per stimare le varie probabilità = spiegazioni statistico-probabilistiche).
Si ha una concezione di scienza come un discorso interpretativo sulla realtà volto a fornire varie interpretazioni di essa (e non più come una rappresentazione speculare di essa) = può essere definita come un sistema di proposizioni linguistiche che intendono descrivere e spiegare un certo ambito della realtà.
Problema del linguaggio
Una proposizione scientifica differisce da una proposizione del linguaggio comune, per la precisione con la quale si può spiegare il suo significato.
- Funzione semantica (i simboli si riferiscono a entità extra-linguistiche)
- Funzione sintattica (azione ordinatrice del linguaggio dei suoi elementi simbolici)
- Funzione pragmatica (uso del linguaggio da parte di soggetti concreti)
Una proposizione scientifica si caratterizza per il grado di precisione con cui si può esplicitare il suo significato, riducendo il più possibile l'alone semantico legato a variabili soggettive o comunque non verificabili, ed aumentando il grado di verificabilità del suo contenuto = traduzione operazionale delle proposizioni, cioè in un numero finito di operazioni empiriche che costituiscono la base osservativa e concreta di quanto affermato nella proposizione. Lo scienziato deve fornire i criteri per interpretare le sue proposizioni ed è necessario che i criteri si uniformano a regole metodologiche generali.
C'è una tensione nel rapporto tra realtà e scienza >>> il discorso scientifico da una parte e la realtà stessa dall'altra, che resiste ad ogni tentativo da parte della scienza di imbrogliarlo in modo definitivo nelle maglie delle sue reti teoriche e simboliche.
Principi e obiettivi della scienza
I principi che guidano il lavoro di uno scienziato sono:
- Razionalità
- Regolarità
- Scopribilità
- Causalità
Gli obiettivi della scienza sono:
- Descrivere la realtà
- Scoprire leggi e ricercare le cause dei fenomeni
Legge = asserzione che descrive la relazione tra due o più eventi, non indica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra gli eventi.
Sviluppare teorie, modelli o ipotesi sulla relazione tra le variabili implicate in un certo fenomeno = Descrivere, spiegare ed interpretare la realtà.
Teoria = insieme di asserzioni che riguardano le relazioni tra le variabili coinvolte in un determinato fenomeno, per essere tale una teoria deve includere almeno un concetto non direttamente osservabile, ma necessario per spiegare la relazione tra le variabili (più complessa di una legge). Si trova alla base della costruzione di un modello teorico da verificare oppure un modello teorico sta alla base della costruzione di una teoria.
Funzioni della scienza
- Organizzare le informazioni raccolte su un dato fenomeno e spiegare le leggi proposte per descriverlo
- Promuovere la scoperta di nuove leggi
- Guidare la ricerca in un determinato campo, suggerendo le direzioni da seguire (durante una ricerca è fondamentale ricondursi a modelli teorici da seguire)
Fatti, leggi e teorie seguire correttamente il metodo scientifico significa:
- Osservare i fatti presi in oggetto
- Formulare delle leggi usate per descriverlo, le quali rappresentano l'insieme di più fatti o la generalizzazione di più osservazioni empiriche
- Costruire teorie, le quali collegano fatti e leggi in un contesto unificato e coerente
La scienza contemporanea
- La scienza si autocorregge ed evolve (è previsto il fallimento ma anche la sua correzione)
- La scienza è possibilista, è un campo aperto
- La scienza è parsimoniosa, gli scienziati cercano di fornire, là dove è possibile, spiegazioni di fenomeni che siano più semplici possibili
- La scienza è interessata alla teoria = più spiegazioni alternative
- La scienza è falsificazionista, una teoria è valida e può essere ritenuta scientifica, qualora essa sia costruita in modo tale da poter essere confrontata ed eventualmente smentita dai fatti concreti dell’esperienza (credenza di Popper)
- La scienza fa progressi = si evolve progresso scientifico
Il senso comune ha una concezione lineare della scienza, essa evolve grazie a dei processi mediati, eseguendo un passo alla volta. Secondo Kuhn, la scienza si sviluppa grazie a delle rivoluzioni, ovvero quando si verifica la crisi di un paradigma che viene sostituito tramite una rivoluzione e con il consenso di più scienziati.
Paradigma e dibattito contemporaneo
Paradigma = schema teorico utilizzato.
Il procedere della scienza è caratterizzato da diverse fasi:
- Inizialmente si ha la presa di coscienza di un’anomalia nel paradigma di riferimento
- Successivamente si inizia l’esplorazione di questa anomalia
- L’evoluzione della scienza termina quando la teoria paradigmatica viene riadattata (guardare la natura in modo diverso)
- Quanto più il paradigma è preciso tanto più riuscirà a rendere sensibili gli scienziati alla comparsa di un’anomalia (riconoscimento che la natura ha violato le aspettative del paradigma) e quindi ad un’occasione per cambiare il paradigma
Dibattito contemporaneo sulle idee di Kuhn: costruttivismo sociale. La conoscenza non è altro che una costruzione che dipende dai contesti all’interno dei quali è creata; la conoscenza è quindi il prodotto di uno scambio sociale e ciò che noi consideriamo tale è ciò che siamo d’accordo di chiamare verità.
Etimologia della parola psicologia
- Psicologia = significa studio della “psiche” (psyche = anima psycho = respirare, soffiare ovvero soffio dell’anima) ovvero dell’anima ed è formata da psyche + loghia)
- La sua analisi etimologica fa riferimento allo studio di un’entità spirituale. In età contemporanea, il termine psiche è diventato un termine più laico e il significato attribuito alla parola psicologia fa riferimento ai fenomeni mentali e dunque a qualcosa di più materialistico.
- Il termine anima venne introdotto nel 1500, ma nel 1900 esso risulta inadatto alla disciplina della psicologia, interdetto di Angell = il termine anima fa riferimento ad un’essenza spirituale ed è quindi connesso a problemi non risolvibili con metodi empirici, e la psicologia, essendo una scienza empirica, ha cessato di usarlo.
Collocazione della psicologia
Essa è interessata allo studio dell’uomo, ma ancora oggi non si sa se sia più giusto collocarla all’interno delle scienze della natura (hanno per oggetto i fatti naturali, il loro scopo è scoprire le leggi che li ordinano e il loro metodo è la spiegazione tramite leggi deterministiche = scienze esplicative) o all’interno delle scienze umane o dello spirito (hanno per oggetto singoli soggetti umani diversi e il loro metodo è di tipo comprensivo = scienze ideografiche del particolare).
Ambito d’indagine = fenomeno o insieme di fenomeni che una certa disciplina prende come oggetto della sua ricerca conoscitiva, ancora oggi non si riesce a trovare una risposta univoca su quale sia l’oggetto della psicologia. Per considerare la psicologia come una scienza bisogna esplicitare i criteri a cui essa fa riferimento.
Correnti e orientamenti nella storia della psicologia
(non tutte hanno assunto la forma di una scuola, ovvero non tutte si costruiscono attorno a delle personalità, come successe inizialmente)
- Psicofisica
- Strutturalismo
- Funzionalismo
- Psicologia della Gestalt
- Riflessologia
- Scuola storico-culturale
- Comportamentismo
- Psicoanalisi
- Cognitivismo
- Scienza cognitiva e neuroscienza = pluralità di oggetti e metodi d‘indagine
Psicofisica
Nasce in Germania intorno al 1800, i suoi principali esponenti sono Weber, fisiologo, e Fechner, fisico e filosofo (entrambi non operano nell’ambito della psicologia), la psicofisica rappresenta il primo tentativo da parte della psicologia di aderire all’ideale di scienza moderno >>> adeguare i paradigmi a quelli della fisica e introdurre metodi di misurazione quantitativa dei fenomeni psichici. Fechner fece esperimenti sulla visione, sulla percezione e sulla risposta a stimoli visivi, condusse essi su se stesso, arrivando a danneggiare il suo sistema visivo, e sui suoi allievi. Durante questi anni sviluppa idee sulla morte e sulla vita, scrivendo il libro intitolato “Gli elementi di psicofisica” del 1860.
La psicofisica è una disciplina che possiede un approccio che ha come scopo quello di mettere in relazione il mondo fisico con quello psichico = parallelismo psicofisico, studio delle relazioni tra fenomeni psichici e fenomeni fisici, ovvero tra variazioni della sensazione e variazioni della stimolazione, vennero condotti degli esperimenti riguardanti le sensazioni che si provano davanti a degli stimoli fisici = relazioni quantitative tra le variazioni degli stimoli psichici soggettivi e quelli fisici che li provocano.
Legge di Weber-Fechner:S = K x log R
S = intensità della sensazione soggettiva
K = costante legata ai vari tipi di sensazione (visiva, uditiva, ecc.)
R = intensità dello stimolo fisico
La sensazione è uguale al prodotto tra una costante e il logaritmo dello stimolo fisico. Se lo stimolo raddoppia (R), la sensazione aumenta (S) ma non nella stessa misura: lo stimolo cresce secondo una progressione geometrica e la sensazione cresce secondo una progressione aritmetica. Possiamo prevedere il valore di S in relazione al valore di R. Le misure delle intensità soggettive delle sensazioni sono rilevate attraverso resoconti verbali o segnali comportamentali e messe in relazione con le misure degli stimoli fisici. Questa legge è valida solo per stimoli di intensità media, infatti perde il suo valore di previsione per stimoli di intensità più elevata.
I temi della psicofisica sono: le soglie sensoriali, ovvero il livello minimo d’intensità di uno stimolo necessario per provocare una sensazione.
Parallelismo psicofisico = ogni volta che si svolge un processo nell’anima, un processo corrispondente si svolge nel corpo, senza nessun rapporto di causa/effetto. Diverse furono le critiche rivolte alla psicofisica: secondo James, l’esito psicologico di questa corrente è nullo.
Strutturalismo
Nasce in Germania ma si sviluppa anche negli USA e in tutta Europa, i due più grandi esponenti sono Wundt, filosofo, medico e fisiologo, e Titchener, che fu un allievo di Wundt. Wundt fu una personalità particolare, ma anche molto criticata: fu il primo ad istituire un laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia nel 1879, data che corrisponde alla nascita della psicologia scientifica (fonda la psicologia come una disciplina scientifica distinta dalle altre), fu rettore all’università di Lipsia e si occupò anche di politica, venne etichettato come un barone universitario. Durante tutta la sua vita scrisse 54 mila pagine; i suoi scritti più famosi sono: “Fondamenti di psicologia fisiologica” (1874), “Compendio di filosofia”, “Lineamenti di psicologia” e “Psicologia dei popoli”. Wundt fondò anche una rivista scientifica, la quale influenzò non solo la psicologia europea ma anche quella mondiale, arrivando fin negli Stati Uniti, dove risiedeva Titchener, il quale successivamente introdusse la psicologia strutturale. Wundt sosteneva che i fenomeni psicologici dipendano dall’attivazione del sistema nervoso causata da stimoli esterni o interni e dai processi neurofisiologici che conducono gli stimoli dagli organi di senso ai centri cerebrali. Questi però, una volta stimolati, danno luogo a una forma di attività che è autonoma dai processi fisiologici che la generano. Si tratta dell’esperienza psichica, che è generata da processi fisici e fisiologici ma si organizza secondo leggi e regole autonome.
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