Psicologia generale per la comunicazione
Lezione iniziale: informazioni organizzative
Info generali
- No libro di testo, solo slide.
- Lista di testi di psicologia generale per qualsiasi consultazione.
- Testi di consultazione e lettura consigliati durante il corso aprono finestre.
- Esame scritto sul contenuto delle slide: 30 domande a scelta multipla e 2 domande aperte. Possibilità di richiedere l'orale se si ritiene di essere più preparati rispetto allo scritto.
Lezione 1 - Introduzione
Psicologia generale
Introduzione - Il cervello
Studiare la mente - Esagono delle scienze cognitive
La psicologia è solo una punta dell'esagono tra antropologia, linguistica, filosofia, intelligenza artificiale e neuroscienze. Tutte le aree sono unite. Come tutte le scienze, la psicologia è nata come filosofia e si è evoluta successivamente.
- Quanta energia consuma il nostro cervello? Il cervello umano ha un bisogno enorme di glucosio e ossigeno per funzionare. È un organo vorace che ha sempre "fame".
- Il cervello dipende completamente dal sistema circolatorio che gli fornisce ossigeno e glucosio.
- Per questo ha sviluppato un sistema molto complesso ed efficiente per regolare il ritmo cardiaco e la respirazione (sistema nervoso autonomo) che funziona senza la sua supervisione diretta.
Ma quanto è vorace il cervello? Di quanta energia ha bisogno?
Il cervello pesa circa 1.3 kg, che è 1/60 del nostro peso, ma consuma 1/5 di quello che mangiamo.
È vero che usiamo solo il 10% del nostro cervello?
È un'idea molto diffusa (usata nella pubblicità, nel cinema, nel parlare quotidiano) ma completamente falsa. Se considerate quello che abbiamo appena detto sulla voracità del cervello, potete rendervene conto. Provate a pensarci! Motivi:
- Un cervello che funziona al 10% sarebbe un vero pericolo per il resto dell'organismo. Immaginiamo di aver trovato un metodo miracoloso per farlo funzionare al 50%, quanti panini in più dovremmo mangiare? Dovremmo passare la nostra giornata letteralmente ad ingozzarci di cibo (oppure dovremmo diventare tutti obesi). Inoltre basterebbe una piccola fluttuazione nell'efficienza (ad es. un incremento improvviso dal 10% al 20%) per andare in coma ipoglicemico.
- Ci sono anche altre ragioni un po' più tecniche che potete trovare nei libri riportati nella prossima slide. Accenno: un ictus o l'ablazione di una parte del cervello a scopi terapeutici (ad es. in casi di epilessia grave) sarebbe un evento poco rischioso (avremmo circa la probabilità di 1 su 10 di danneggiare qualcosa di determinante). Purtroppo non è così!
È solo il cervello che ha bisogno di tanta energia?
Il 20% ce l'ha bisogno l'apparato digerente quando lavora e questo ha molte conseguenze sul nostro comportamento.
Cervello e obesità
Due organi del nostro corpo, il cervello e l'intestino (che pesano entrambi circa 1,5 kg) consumano circa il 40% dell'energia. Solo che l'intestino non funziona sempre. Ogni tanto si riposa. Non è il caso del cervello che non interrompe mai la sua attività. Il nostro cervello deve ricevere una fornitura di zucchero copiosa e continua. Il cervello è un organo che ha sempre fame e non può stare più di 30 secondi senza apporto energetico senza avere danni permanenti.
Come abbiamo risolto il problema evolutivamente?
Diventando molto efficienti ad accumulare grasso, molto grasso, come fonte energetica.
Come possiamo fare in modo ad avere sempre a disposizione energie per il nostro cervello?
Gli umani sono animali grassi. In confronto con gli altri mammiferi, gli esseri umani hanno pance piccole e grossi cervelli. Come avere sempre a disposizione l'energia di cui hanno bisogno i nostri grossi cervelli con le piccole pance che abbiamo? Accumulando grassi, che sono depositi energetici molto concentrati, fonte di riserva. I nostri corpi hanno imparato a sintetizzare il grasso dai carboidrati in modo molto efficiente. In un cacciatore-raccoglitore maschio la percentuale di grasso corporeo è del 10% e nelle donne del 15% (stiamo parlando di individui asciutti e snelli!), mentre nei nostri cugini primati (con grosse pance) raggiunge a malapena il 2%.
Questo perché abbiamo sviluppato il sistema adiposo, da cui ricaviamo il grasso e che ci consente di garantire al cervello un continuo approvvigionamento di cibo. I nostri corpi hanno imparato a sintetizzare i grassi dai carboidrati in una maniera super efficiente. Il ruolo vitale che il grasso ha avuto nell'evoluzione del nostro corpo (abbiamo barattato grosse pance con grossi cervelli, a cui si può aggiungere il bipedismo e la capacità di correre e camminare su lunghe distanze) ha come conseguenza che l'uomo odierno si è adattato fin troppo bene alla necessità di accumulare grassi in grandi quantità. Purtroppo il nostro corpo non è preparato ad affrontare periodi di abbondanza di cibo come quello in cui stiamo vivendo (vedi obesità, bulimia e anoressia).
Zucchero e cervello
Da quanto abbiamo detto ne deriva che mangiare zucchero è paradossalmente un vero attentato al funzionamento del nostro corpo.
Divagazione: Ergonomia
Disciplina che si occupa dei problemi relativi al lavoro umano in rapporto alla progettazione delle macchine e agli ambienti di lavoro, al fine di individuare le soluzioni più idonee alle esigenze psicofisiche dei lavoratori e al contempo a quelle della produzione. Considerare come siamo fatti per poter creare un mondo fatto ad hoc per l'uomo. Bisogna creare situazioni ottimali per come siamo fatti. Ad esempio, il fatto che i semafori sono rossi e verdi è sbagliato. Circa il 20% della popolazione ha problemi di distinzione del rosso dal verde e il 5-6% in modo grave. Distinzione tra blu e giallo è sotto l'1%, per questo probabilmente sarebbe migliore utilizzare questi due colori.
Due sistemi per prendere decisioni
Perché è importante imparare il modo di procedere della scienza?
La nostra specie ha sviluppato nella sua storia evolutiva due sistemi per risolvere i problemi e prendere decisioni: una procedura rapida e grossolana basata sulle emozioni (decidere se devo fuggire o attaccare) e una procedura più lenta e complessa basata sul pensiero (valutare i pro e i contro, la probabilità di successo, prevedere cosa avverrà date certe premesse, etc.). Questa distinzione è dovuta a uno dei primi premi Nobel, Daniel Kahneman.
La procedura basata sulle emozioni, pur essendo una procedura vaga, ha comunque permesso la nostra sopravvivenza ed è quindi un processo che funziona. Ha a che fare con la presa di decisioni razionali (non bisogna confondere il fatto che sia basato sulle emozioni con il fatto che non sia razionale).
(Riprenderemo questa distinzione alla fine del corso quando tratteremo i bisogni, le motivazioni e le emozioni).
Un mondo troppo complicato per il nostro cervello
La seconda procedura dovrebbe essere privilegiata nella nostra società economicamente, socialmente e scientificamente evoluta, ma non è così. Infatti, il mondo attuale è troppo complicato per il nostro cervello. Noi abbiamo un cervello che è funzionale alla vita di raccoglitori-cacciatori (notate che non dico cacciatori-raccoglitori!) che ha caratterizzato la nostra specie e quelle umane che ci hanno preceduto per milioni di anni, in cui i problemi da affrontare erano chiari, immediati e semplici.
Ragionare scientificamente
Quando non riusciamo a comprendere una realtà troppo complessa, semplifichiamo la realtà per poter utilizzare il nostro cervello di raccoglitori-cacciatori. Inoltre, tendiamo a privilegiare il sistema delle emozioni per decidere (la strada più facile, meno faticosa e più veloce!).
Qual è allora la soluzione a questa deriva dal complesso al semplice, dal pensiero alle emozioni, connaturata in noi?
- Aggrapparsi al ragionamento scientifico, basato sui fatti e sulla logica, su cui di fatto è basata la società complessa in cui viviamo (anche i risultati della scienza devono essere sottoposti al vaglio del ragionare scientifico!).
- Avere un equilibrio tra intuizione emotiva e pensiero logico.
Psicologia come scienza
Psicologia come scienza pt.1
Che cos'è la psicologia?
Gli psicologi sono forse il gruppo più eterogeneo di scienziati a condividere la stessa etichetta. Che cosa li accomuna?
- Settori lavorativi: alcuni ambiti di lavoro in cui sono presenti gli psicologi: ricerca, insegnamento, counselling, psicoterapia, aziende, risorse umane, ergonomia, pubblicità, marketing, sanità. Esiste in Italia un ordine degli psicologi ed alcune attività sono specifiche della figura dello psicologo: somministrazione di test di personalità, profitto e abilità e relativa diagnosi dei disturbi comportamentali.
- Alcuni fenomeni studiati dalla psicologia: percezione, processi sensoriali, memoria, personalità, emozioni, linguaggio, pensiero.
Che cosa studia la psicologia?
La psicologia si occupa del comportamento o della mente? Per lunghi anni (dal 1920 al 1960) quasi il 90% degli psicologi diceva che ci si bisognava interessare al comportamento e occuparsi di cose osservabili e misurabili (scuola del comportamentismo). Oggi si dice che la psicologia studia il cervello: prima veniva usata la "mente", ora si usa il "cervello". Nei manuali di introduzione alla psicologia trovate di tutto. In genere trovate affermazioni leggermente ambigue che mettono insieme le parole comportamento, mente e cervello, lasciando disorientato lo studente.
Questa dicotomia tra mente e comportamento, o aspetto fisico osservabile (comportamento) e aspetto fumoso non definito (mente) è una dicotomia che ha una storia di millenni che si è coniugata in maniera diversa durante i secoli. Questo equilibrismo tra comportamento e mente (ignoriamo per ora il cervello) ha le sue ragioni storiche che proviamo ad esplicitare brevemente.
Dicotomie del mondo classico
(=separazioni nette/distinzioni)
- Dal mondo greco Natura e Mente: Nel mondo greco (tradizione arrivata a noi) per natura si intende qualsiasi cosa arrivi dal mondo della fisica, mentre per mente qualsiasi cosa che deriva dalla psicologia (psicologia e fisica arrivano da psiche e physis). Il problema è che i greci classificavano la psiche, quindi la mente, come un mito e invece la natura come una scienza. Difatti la tradizione greca ha collegato la psyche al mito e la physis al logos (=termine che nella filosofia greca classica ha due significati, ‘pensiero’ e ‘parola’). Questa distinzione è presente anche nella nostra cultura ed è un problema ora.
- Dal mondo indoeuropeo Anima e Mente: Se andiamo nella tradizione indiana troviamo i termini come atman che noi abbiamo tradotto in latino e in greco come psyche o anima. Loro distinguono l'anima, legata al respiro (concetto di a prana) dai processi sensoriali, dalla memoria, dall'ego, dall'inconscio e dal pensiero. Atman (anima, spirito, legato all’esperienza del respirare, concetto di Prana) e Manas (processi sensoriali), Citta (memoria), Amkara (ego) e Buddi (pensiero) e Vasana (contenuti inconsci). Tutti questi concetti li ritroviamo nella psicoanalisi (Freud).
- Dal mondo arabo e giudaico-cristiano Anima e corpo: Per la Bibbia l'anima muore con il corpo e quindi l'idea di anima immortale è presente solo nella tradizione indoeuropea (ad es. l’idea di reincarnazione diffusa in molte culture orientali). Il concetto di anima è legato ad Atman e deriva dalla tradizione indo europea, legato all’individualità. Nelle tribù di raccoglitori cacciatori non esiste l’individualità né tanto meno una cosa che sopravvive alla morte. Le culture sviluppate come la nostra, il concetto di anima viene completamente distaccato da quello del corpo perché si pensa che l'anima muoia con il corpo. Individualismo: concetto sociologico che riguarda la decisione di stare da soli. Individualità: concetto psicologico che ha a che fare con la personalità e col fatto che siamo diversi da tutti gli altri. Senso dell’io (in psicologia dinamica).
Mente, Anima e Individualità
L’idea dell’IO INDIVIDUALE è un’invenzione abbastanza recente nella storia della nostra specie. Tra i raccoglitori-cacciatori esiste un’idea molto fluida e debole di io individuale. Il vero io è quello del gruppo a cui l’individuo è subordinato (io relazionale). L’idea di un io individuale forte (e i conseguenti concetti di anima, sopravvivenza dopo la morte, dio etc) comincia a prendere forza con i cambiamenti sociali conseguenti all’invenzione dell’agricoltura.
Domanda: Perché le società complesse come la nostra favoriscono paradossalmente lo sviluppo di una forte individualità?
Discussione Dicotomie della cultura moderna
Molte delle dicotomie presenti nella nostra cultura sono riedizione delle dicotomie presenti nella cultura classica, ma si sono affermate altre dicotomie presenti nel nostro linguaggio quotidiano:
- Res cogitas e res extensa (riproduce dicotomia tra Psiche e Natura / mente e natura del mondo greco) solo che Cartesio si è posto qualche domanda in più. Noi siamo un corpo che ha una mente, ma queste due cose come comunicano tra di loro? Come è possibile che una mente faccia fare delle cose al corpo?
- Gesisteswissenschaften und Naturwissenschaften: dicotomia tra Scienze dello Spirito/della Mente e Scienze della Natura. Più o meno è la stessa storia del mondo greco, ma qui si riferisce alla natura. Esprit deriva da spirito (prana).
- Mente e Comportamento: prima del comportamentismo la psicologia studiava la mente, anzi si erano dati da fare per dire che non si studiava l’anima ma la mente. Questo è finito poi negli anni 20 del 900. Poi hanno detto di voler fare come la fisica che volevano studiare solo le cose concrete quindi il comportamento. Ora il comportamento viene visto solo come un effetto della mente, un correlato esterno.
- Mente e cervello: oggi c’è la tendenza a cancellare la mente e a sostituire “mente” con “cervello” perché questo è oggettivo e si può misurare. In realtà la cosa interessante è la mente, il cervello ha qualcosa a che fare con la mente, ma non è la mente.
Mente e Comportamento
Molti manuali di introduzione alla psicologia assumono che la psicologia sia la scienza del comportamento (behavior) anche se non possono fare a meno di citare la parola mente. Ci sono psicologi (e io sono tra quelli) che preferiscono definire la psicologia come scienza della mente.
La nascita della psicologia come scienza autonoma
La psicologia nasce nella seconda metà dell’800 dalla confluenza di 3 tradizioni di studio (le sue tre radici):
- Filosofia: Tutte le scienze nascono dalla filosofia, poi ci si è accorti piano piano che non ci stava tutto dentro nella filosofia.
- Biologia
- Psicofisica: a una certa la gente si è accorta che occorreva misurare la mente e i comportamenti. Come si fa? Questa è la psicofisica.
Da queste tre nasce la psicologia.
Le radici filosofiche della psicologia
Cartesio - Locke - Berkeley - Mill
1) René Des Cartes (Cartesio) (1596-1650). Il primo filosofo è Cartesio. Gli altri tre appartengono alla tradizione inglese. Cartesio divide mente e corpo, distinzione che arriva dal mondo greco e pervade la cultura medioevale. Si pone il problema di dire: posso immaginare come funziona il corpo, però apparentemente quello che vedo è che se voglio fare qualcosa riesco a farlo. Concepisco qualcosa nel res cogitas (mente) e questo ha un effetto sulla res extesa (corpo/mondo materiale), il mio corpo fa qualcosa. Come la res cogitas (mente) e res extesa (corpo) si parlano? La sua risposta (che non sta in piedi) è che l’aspetto materiale e quello mentale interagiscono tramite il centro del cervello attraverso la ghiandola pineale. Quest'ultima può quindi essere considerata come un luogo di interazione, da qui “l'interazionismo" dovuto a Roger Sperry.
Il problema dell’interazione tra mente e corpo è importante per la psicologia. Quello che noi siamo disposti ad accettare oggi è che il cervello in qualche maniera produce la mente, infatti se faccio danni al cervello la mente subisce un danno, ma se danneggio la mente il cervello non si danneggia. Un trauma profondo mentale non lo vedo al cervello, ma se tolgo fisicamente un pezzo di cervello, le conseguenze sulla mente sono rilevanti. Sperry aveva un’idea più fluida: accettiamo che la mente sia prodotto del cervello, ma anche il contrario. Difatti quando impariamo qualcosa il cervello cambia (i ballerini hanno più materia bianca). Se la mente subisce un danno viene danneggiato anche il cervello.
La mente è ciò che vedo e ascolto ed è qualcosa di molto complesso che è stato strutturato da esperienze, emozioni e pensiero. Quello su cui pone l’attenzione Cartesio è Il Concetto di Riflesso: i movimenti corporei si verificano automaticamente senza la partecipazione della volontà. In alcuni periodi della psicologia è stato il concetto base per concepire il comportamento umano.
L’uomo come un insieme di AUTOMATISMI. Proprio da questa idea di Cartesio l'idea di studiare l’homme machine (Meccanicismo). L’uomo è paragonabile ad un robot meccanico che funziona secondo le leggi della fisica (il movimento del corpo è regolato da un sistema idraulico: nei muscoli viene pompato del liquido che li fa ingrossare e accorciare, producendo così il movimento). Tuttavia, il controllo finale è attuato da un'entità non materiale: la mente.
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