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Parte 2. Analisi finanziaria

Introduzione

Sommario

  • 1. Le analisi finanziarie
  • 2. I dati di partenza per l’analisi finanziaria: le normative per la redazione del bilancio d’esercizio e consolidato

Le analisi finanziarie

Le analisi finanziarie hanno assunto importanza crescente in connessione alla crescita dell’incertezza e, conseguentemente, in ragione della sempre maggiore complessità organizzativa delle imprese. Ciò ha richiesto un passaggio dalla «navigazione» a vista alla considerazione di fattori endogeni ed esogeni nella gestione aziendale e che utilizza informazioni interne ed esterne nell’interpretazione dei risultati aziendali.

Esistono diversi fattori che sono alla base della maggiore complessità, del cambiamento nel quale si svolge la gestione aziendale e dell’evoluzione del concetto e degli strumenti di analisi finanziaria. Il passaggio logico è: maggiore incertezza e maggiore complessità, dovuta a fattori endogeni ed esogeni, portano ad una maggiore necessità di comprendere in maniera più approfondita l’andamento aziendale e quindi la performance. Alla base di questa complessità possiamo indicare una serie di fattori di evoluzione della gestione che hanno portato alla necessità di un’evoluzione degli strumenti di analisi finanziaria. Pertanto, il salto di qualità negli strumenti utilizzati per la gestione aziendale è riconducibile al combinato effetto di:

  • Accordi di Basilea
  • Descrizione dell’andamento dell’attività di impresa nella Relazione sulla gestione
  • Introduzione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS) e progressiva adesione da parte di imprese italiane
  • Principi di revisione internazionali.

Analisi di bilancio e analisi finanziaria sono state a lungo usate come sinonimi. In realtà, l’analisi finanziaria è un concetto più ampio dell’analisi di bilancio: nell’analisi finanziaria è contenuta l’analisi di bilancio. L’ottica dell’analisi finanziaria utilizza sia i dati di bilancio sia informazioni esterne o di mercato; l’analisi di bilancio in senso stretto è focalizzata solo sui dati contabili, non usa informazioni esterne o di mercato. Informazioni esterne tipicamente usate nell’ottica dell’analisi finanziaria sono i prezzi di mercato delle azioni di una società e dunque la capitalizzazione di mercato (market cap) e il WACC (costo medio ponderato del capitale).

Percorso logico dell’analisi finanziaria

Si parte dal bilancio d’esercizio e dal bilancio consolidato. Dalla base di partenza, e quindi usando dati che provengono dall’analisi di bilancio per poi usare informazioni provenienti dai mercati finanziari, miriamo a valutare le performance gestionali.

I soggetti interessati alle analisi finanziarie li chiameremo convenzionalmente “analisti”: valutano la performance d’impresa mettendo insieme i tre blocchi sopra rappresentati.

Come prima detto, questi 4 punti, rappresentano i driver di evoluzione sia degli strumenti di gestione in senso generale, sia dell’analisi finanziaria nello specifico.

Accordi di Basilea

Disciplinano il comportamento e le regole con riguardo all’attività bancaria e le regole di elaborazione dei bilanci bancari. In particolare, hanno portato le banche a dei modelli di valutazione sia del merito di credito, tese a modelli di valutazione dei prenditori di risorse, le imprese, sia del rischio di credito. Questi sono modelli di valutazione fondati sull’andamento economico, finanziario e patrimoniale dell’impresa affidata.

Se la banca valuta sulla base di modelli di valutazione fondati sull’andamento storico e prospettico, allora è necessario disporre di adeguati strumenti di analisi finanziaria.

Contenuti della relazione sulla gestione

È la relazione degli amministratori sulla gestione e quindi dei consiglieri di amministrazione di una società. È il documento che accompagna il bilancio che viene sottoposto per l’approvazione o meno all’assemblea degli azionisti da parte del CdA. Gli amministratori descrivono l’andamento dell’attività d’impresa con riguardo sia al passato che alla prevedibile evoluzione della gestione. Possono fare ciò grazie a strumenti di analisi finanziaria.

L’analisi finanziaria è anche importante per il punto della relazione sulla gestione riguardante la descrizione di rischi attuali e prospettici qualificanti l’attività d’impresa.

Principi contabili internazionali

Ulteriore fattore che ha spinto verso la crescente importante dell’analisi finanziaria e alla base dell’evoluzione della stessa. Hanno introdotto un approccio diverso rispetto alla tradizione contabile e civilistica italiana, fondato su un modello valutativo che prende come base delle valutazioni il “fair value” (= valore corrente di attività e passività). Etimologicamente il fair value è un valore equo che rimanda alla sua valorizzazione corrente e che si contrappone al concetto di “valore o costo storico” alla base dell’impostazione contabile e civilistica italiana.

Principi di revisione internazionale

I principi di revisione internazionale, che hanno trovato un’applicazione sempre più estesa nel corso del tempo, hanno portato alla rilevanza dell’attività di analisi di bilancio e di analisi finanziaria per poter esprimere un giudizio sulla bontà della contabilità di un’impresa e sulla capacità del bilancio di rappresentare correttamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria di un’impresa, nonché il risultato d’esercizio conseguito dalla stessa.

Anche qui, come con riguardo ai principi contabili internazionali, possiamo enucleare un principio/concetto cardine sul quale si fondano e per il quale l’analisi finanziaria è diventata così importante: principio del “going concern” o principio della continuità aziendale cioè la possibilità che l’impresa sia un’entità in funzionamento nel presente e nella prospettiva futura. Il presupposto della continuità aziendale si basa sulla prospettiva di regolare funzionamento dell’impresa in una prospettiva temporale almeno pari a 12 mesi. Volendone dare una definizione più precisa possiamo dire:

La continuità aziendale si sostanzia nella capacità dell’impresa di continuare a costituire un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro relativo ad un periodo di almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio.

Distinzione nella redazione del bilancio

Il documento di partenza è il bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato. Il bilancio d’esercizio lo possiamo chiamare anche bilancio individuale o bilancio separato.

Siccome dal punto di vista del bilancio differente è la documentazione che varie imprese producono, allora dobbiamo individuare i diversi obblighi di elaborazione di bilancio, ma anche i diversi obblighi informativi. Passando da società non quotate a quotate, aumenta la documentazione elaborata che le imprese sono obbligate a produrre.

Nell’ambito delle quotate abbiamo esclusivamente società di capitali che redigono bilancio d’esercizio e consolidato secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS).

Dal punto di vista degli IAS/IFRS il bilancio che conta è il bilancio consolidato, e questo anche dalla prospettiva degli analisti esterni. Il bilancio separato è anch’esso importante perché la distribuzione dell’utile si basa su di esso. Se abbiamo un gruppo di imprese, il bilancio della capogruppo è il bilancio separato della capogruppo stessa; il bilancio consolidato andrà a consolidare tutti i bilanci delle società. L’utile che verrà distribuito è quello individuato nel bilancio d’esercizio e non nel bilancio consolidato.

Le società di persone redigono il solo bilancio d’esercizio (se redatto): vi sono casistiche di società di persone che essenzialmente, per via di talune caratteristiche dimensionali, non redigono neanche il bilancio d’esercizio.

Finalità delle analisi finanziarie

«Le analisi finanziarie consistono in un processo logico che parte dai dati di un bilancio aziendale per giungere alla valutazione delle performance dell’impresa, attraverso l’utilizzo di indicatori, margini e flussi ed alla loro interpretazione»

La valutazione della performance riguarda la valutazione di una triplice performance:

  • Performance patrimoniale: riguarda la valutazione del rapporto tra capitale proprio e capitale di credito e dunque come si pone l’impresa dal punto di vista del capitale proprio (o patrimonio netto) e dal punto di vista dell’indebitamento. Deve sussistere un equilibrio tra capitale proprio e capitale di credito → l’impresa sarà solida sulla base del rapporto tra mezzi proprio e mezzi di terzi. Sarà basata su indici di SP.
  • Performance finanziaria: riguarda il rapporto tra fabbisogno dell’impresa e fonti di copertura e i correlati flussi d’entrata/flussi d’uscita. Sarà quindi tesa a valutare la caratteristica attitudinale e stabilizzata dell’impresa a soddisfare il proprio fabbisogno finanziario in modo economico e → tempestivo far fronte alle proprie esigenze, per esempio di investimento o ripagamento di un debito, in modo economico quindi con costi ragionevoli e secondo le tempistiche richieste. L’impresa, laddove avesse insoddisfacenti performance finanziarie (non fosse liquida), potrebbe far fronte ad un’esigenza di soddisfacimento del fabbisogno finanziario attraverso dismissioni straordinarie o smobilizzi eccezionali (vendere un asset che non avrei altrimenti venduto perché strategico). Sarà basata su indici tratti dal rendiconto finanziario e sull’analisi dei flussi finanziari, è cioè basata sull’analisi del cash flow aziendale. La caratteristica della liquidità deve essere necessariamente osservata sia nel breve che nel lungo termine (caratteristica sincronica).
  • Performance economica: riguarda il rapporto tra i flussi di costi e di ricavi. Il fine della valutazione di performance economica è quello di esprimere una valutazione sull’economicità e la redditività dell’impresa che consiste nel mantenimento di una condizione di equilibrio economico. Questa capacità non necessariamente deve essere stabile in quanto l’impresa è in grado pro tempore di operare in perdita (l’economicità è diacronica nel senso che riguarda un arco temporale di riferimento).

Queste tre performance fanno riferimento agli equilibri aziendali e, in particolare:

  • Equilibrio patrimoniale
  • Equilibrio finanziario
  • Equilibrio economico

Soggetti interessati alle analisi finanziarie

Si assumeranno diversi indici a seconda del punto di vista e della natura dell’analista in quanto ciascuno è interessato a profili diversi della performance, e dunque, dell’analisi finanziaria. Parleremo di “indici”, “indicatori” o “ratios” finanziari.

Analisti interni

Gli analisti interni, management e dipendenti, hanno determinati obiettivi in relazione ai quali svolgono l’analisi finanziaria.

Obiettivi del management sono:

  • Prendere decisioni
  • Compensation (la propria remunerazione)

Per quanto riguarda i dipendenti c’è una spinta motivazionale nel seguire l’andamento dell’impresa.

Analisti esterni

Sul fronte degli analisti esterni troviamo:

  • Gli investitori (a titolo di capitale di rischio) sono interessati alla performance per prendere decisioni in merito ad investire o meno e quindi valutare la redditività del proprio investimento;
  • I finanziatori (a titolo di capitale di credito);
  • Le agenzie di rating attribuiscono un punteggio all’impresa sulla base dell’analisi finanziaria e che poi si ricollega alla capacità prospettica delle imprese di essere redditizie e quindi di veder crescere il prezzo di mercato delle azioni nonché alla capacità delle imprese di onorare le obbligazioni;
  • Clienti e fornitori sono interessati in relazione alla capacità dell’impresa di onorare l’indebitamento perché devono attuare attività assieme all’impresa;
  • L’erario ha un interesse legato all’andamento dell’impresa anche al fine di verificare la coerenza della performance dell’impresa, nelle sue varie sfaccettature, rispetto a dati medi di performance del settore cui fa riferimento all’impresa;
  • 1- L’auditor
  • Altri soggetti (categoria residuale)

Andiamoci a focalizzare su tre soggetti in particolare:

1 L’“auditing” può essere inteso in una prima accezione come attività di revisione, in particolare di revisione legale (obbligatoriamente svolta da una società di revisione). La revisione legale è volta a verificare l’attendibilità dei dati di bilancio. Seconda accezione è quella di internal auditing, cioè l’attività di revisione interna, svolta da parte di dipendenti che assumono una posizione di indipendenza dalle altre funzioni aziendali e ne verificano l’operato, soprattutto in termini di rispetto delle procedure aziendali. Il cosiddetto “scope” dell’attività di internal auditing può essere più o meno ampio ed è finalizzata alla verifica del rispetto delle procedure o delle norme di legge da parte di chi lavora all’interno dell’impresa.

Gli investitori sono interessati al ritorno sui propri investimenti e, in particolare, alla congruità del ritorno sugli investimenti.

I finanziatori sono interessati alla solvibilità dell’impresa cioè la capacità della stessa di adempiere le proprie obbligazioni.

A seconda dell’analista ci sono margini, flussi e indicatori più significativi per alcuni e meno per altri:

Dividend per share (DPS): (dividendi totali – dividendi una tantum) / (numero azioni ordinarie)

Dividend payout: (dividendi) / (utile netto) oppure (dividendi per azione) / (utile per azione)

Questa è la vera base di cui tenere conto quando, concluse le riclassificazioni e il calcolo degli indici, si vanno ad esprimere valutazioni conclusive sulla performance alla luce dell’analisi finanziaria. Per fare questo bisogna tenere conto del fatto che la valutazione conclusiva della performance di un’impresa deve considerare la molteplicità degli indici nel loro complesso. Non ci si può esprimere sulla performance d’impresa se non tenendo contemporaneamente conto dei vari margini e indici. Non posso tirare giù una valutazione conclusiva alla luce di un’analisi finanziaria parziale che guardi solo a certi indicatori interessanti dal punto di vista di uno specifico soggetto; per formulare una valutazione conclusiva devo necessariamente guardare ad una molteplicità di prospettiva, della performance patrimoniale, finanziaria ed economica, e a diversi margini. Inoltre, per una valutazione conclusiva sulla performance di un’impresa necessito come analista di un termine di confronto: comparator attraverso cui attivare confronti.

I dati di partenza per l’analisi finanziaria

La base di partenza dipende da:

  • Normative contabili nazionali (Codice civile e OIC) e internazionali (IAS/IFRS)
  • Normative fiscali.

Le analisi finanziarie possono essere più o meno approfondite a seconda della documentazione di partenza che i diversi soggetti presentano.

Regole internazionali (IAS/IFRS)

A partire dal 1° gennaio 2005 alcune società europee (e quindi italiane) devono/possono abbandonare il modello di bilancio basato sul Codice civile e sulle Direttive Comunitarie.

Questo triplice obiettivo dovrebbe essere alla base di una finalità di ordine superiore: rendere più efficiente il funzionamento del mercato comunitario dei capitali e del mercato interno delle imprese.

Questo regime di obbligo/facoltà per le società italiane è disciplinato dal D.lgs. 38/2005. L’obbligo si estende → anche a società non quotate aventi strumenti (quali obbligazioni) diffusi tra il pubblico hanno obbligazioni quotate, ma non sono quotate quelle rappresentative la società. Le società di cui al punto b sono qualificati come EIP (Enti d’Interesse Pubblico) in quanto soggetti equiparati alle società quotate nell’ambito dell’obbligo di redazione del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato.

Le società finanziarie, bancarie e non, così come le assicurative, indipendentemente dal fatto di essere quotate o no e dell’avere strumenti diffusi tra il pubblico o meno, sono obbligati all’elaborazione del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato secondo gli IAS/IFRS.

Società che usano principi contabili nazionali

Il punto di riferimento qui è rappresentato dal Codice civile (art. 2423 e seguenti) e dagli OIC. A destra troviamo i soggetti che di norma non applicano quelle disposizioni, con talune eccezioni: società di persone interamente possedute da società di capitali redigono il bilancio secondo le norme previste dalle spa. Questo tipo di società di persone sono possedute da soggetti limitatamente responsabili, a differenza delle società di persone i cui soci sono illimitatamente responsabili e, di consegue, le norme di bilancio sono più stringenti.

In generale, sia le società di persone che gli imprenditori individuali, non sono di regola obbligati all’elaborazione del bilancio secondo le disposizioni previste per le società di capitali (e le spa in particolare).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

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